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- Aivel passeggiava allegramente avanti e dietro per il corridoio degli uffici dell’accademia, canticchiando sottovoce una canzonetta udita chissà dove e sostando di tanto in tanto davanti a una delle finestre che illuminavano la stanza col gradevole sole del tardo mattino, godendosi la splendida vista che l’esterno dell’accademia non mancava mai di offrire.
Primo giunto sul posto, il giovane attendeva con gaia tranquillità l’arrivo dei due nuovi compagni di squadra, proprio in prossimità dell’ufficio del Commodoro Drake Krell, col quale i tre avrebbero dovuto incontrarsi prima di partire per la rotta maggiore.
Quel giorno il giovane portava con sé il suo nuovo mantello, il Manto di Luce e d’Ombra, come era stato battezzato quel nuovo modello, indossandolo con il lato bianco rivolto verso l’esterno, quindi ben visibile, e quello nero verso l’interno, aderente al suo corpo e appena intravedibile dall’apertura sul davanti, che rendeva visibile anche la divisa indossata dal giovane, una mise in sintonia cromatica con quelle degli altri marinai dell'accademia, ovvero prevalentemente bianca, seppure con qualche pennellata di nero di qua e di là a dar contrasto, un vestito ornato sul petto e sulle braccia da file di merli sfrangiati che lo rendevano nel complesso somigliante a quelli indossati in passato da alcuni cavalieri quando questi non erano in armatura. Sul petto era inoltre ben visibile il gabbiano della marina.
Cosa alquanto strana il vedere lo spadaccino indossare abiti di quella natura cromatica, avvezzo com’era a indossare sempre, o quasi, abiti scuri. Tra l’altro quei vestiti avevano la caratteristica d'essere estremamente elastici, in grado di estendersi di molto senza strapparsi, cosa necessaria al marine se voleva evitare di ritrovarsi cogli abiti a brandelli quando si fosse trasformato in lupo.
Di fuori dall’ordinario in Aivel, almeno per quanto riguarda l’aspetto estetico, non v'era solo il suo abbigliamento, ma anche il fatto che egli indossava degli orecchini, cosa mai vista prima su di lui, anche perché aveva fatto i buchi solo una manciata di giorni prima. Sull’orecchio sinistro ve n’erano tre pendenti in fila dal lobo, uno di malachite verde a forma di stella a otto punte, uno di calcedonio blu a forma di stella a dieci punte, e uno di quarzo bianco, a forma di luna crescente. Sull’orecchio destro v’era invece un pendente solitario d’ambra gialla, a forma di goccia.
Così, bello sgargiante, il ragazzo attendeva. Era quasi il momento. Il momento di partire per la nuova avventura, il momento di affrontare Darwin a viso aperto.
Finalmente sul suo volto si dipinse un bel sorriso quando vide finalmente fare capolino dal fondo del corridoio, prima l’uno, poi l’altro, i suoi due compagni di squadra.
Aivel: “Ehilà”
Salutò con la mano.
Aivel: “Siete in ritardo!”Era passato qualche giorno dalla terribile missione ad Ilusia, Edward sfruttò tutto questo tempo per ricaricarsi completamente di energie e staccare un po la spina dalla frenesia dell'accademia, si era preso un po di tempo da dedicare completamente a se stesso, andando a comprare oggetti e vesti nelle varie isole e città dei 4 mari e svagarsi un po tra locali e piacevoli compagnie.
Lo spadaccino una volta ritornato in accademia, ricevette la convocazione da parte di Drake, sapeva già di cosa si trattasse, era tempo di ricongiungersi ai suoi compagni, tempo di salutare l'accademia, tempo per iniziare una nuova avventura e una nuova storia della sua vita.
Senza pensarci due volte si fiondò in camera sua, preparò la borsa con tutto il necessario per il viaggio e la poggiò sopra il letto, sarebbe passato dopo a ritirarla, prese la nuova divisa e se la mise addosso, ora era pronto per dirigersi dal commodoro.
"Chissà se sarò il primo ad arrivare"
Lasciò la sua stanza e si diresse nei corridoio, camminò per qualche minuto fino a giungere nella zona degli uffici, in lontananza iniziò a scorgere una figura dinanzi alla porta di Drake, era un uomo con un mantello familiare, ma aveva qualcosa di diverso, il colore non era nero ma bianco, più si avvicinava e più quella figura si faceva sempre più nitida, fino a quando non capì che si trattava del suo compagno uomo-lupo Aviel.
Il ragazzo si volse e notò subito Edward, non appena fu vicino lo salutò con un eilà e la mano, Edward ricambiò il saluto.
"Eilà lupacchiotto....si hai ragione sono andato a fare un po di compere a giro, anche tu vedo che hai cambiato qualcosa"
Disse indicando il mantello.I piedi dell'uomo pesce si dirigevano a passo sicuro dalla stanza che aveva considerato "casa" da quando era divenuto un Marine fino a quel giorno fino all'ufficio del commodoro.
Conosceva benissimo quei corridoi, calpestati più volte nel corso della sua permanenza in Accademia, tanto da pensare di poterli fare anche ad occhi chiusi.
Quel giorno sarebbe stato l'ultimo che li percorreva per chissà quanto tempo: era oramai tempo di andare.
Anzi, era trascorso fin troppo tempo.
O meglio, troppo per come si erano avvicendati gli ultimi avvenimenti: la missione con Fury, il dialogo con Darwin, la scoperta di una talpa in Accademia, l'omicidio di un Marine, la sua promozione, la formazione della squadra diretta a Navarone sotto il suo comando, l'interrogatorio di Dimitri; tutto a distanza di una manciata di ore!
E adesso erano passati alcuni giorni che aveva trascorso nell'ozio e nel riposo.
Certo, gli servivano per riprendersi dalla fatica e dal sonno arretrato. Ma il corpo oramai riposato anelava di nuovo quella velocità d'azione che scarseggiava in quei giorni.
Svoltò l'angolo dietro cui sapeva esserci l'ufficio cercato, e all'altro capo del corridoio vide la sagoma mantellata di Aivel. Qualche passo più avanti di Ryo, invece, la schiena di Edward che procedeva verso il compagno spadaccino faceva notare all'uomo pesce che era l'ultimo arrivato.
...cavoli...non me ne sarebbe importato nulla, prima, ma ora che sono il capo del team e un sottufficiale non posso arrivare in ritardo...
Aumentò l'ampiezza del passo, ma senza esagerare o mettersi a correre.
Arrivò pochi istanti dopo che i due spadaccini si stavano scambiando due parole, salutandosi amichevolmente.
- Ciao ragazzi! Vedo che siamo tutti in forma e pronti a partire!
Diede una pacca sulla spalla ai due, uno con la destra e l'altro con la sinistra, quindi passò in mezzo a loro e arrivò di fronte alla porta.
- Se siamo pronti meglio entrare e andare! Abbiamo già atteso fin troppo senza far nulla, o sbaglio?
Bussò alla porta e si annunciò
- Commodoro Drake, siamo il sottufficiale Ryo e la sua squadra!
Attese che da dentro l'ufficiale diede il permesso per entrare, diede una rapida occhiata dietro di lui per vedere i suoi due compagni di team impeccabili nel nuovo vestiario; soprattutto lo colpì il mantello ora candido di Aivel, che risaltava rispetto a quello nero con cui l'aveva conosciuto.
Erano pronti!Drake li invitò ad entrare. Fatti i saluti di rito, ai tre fu concesso il riposo. Il Commodoro si trovava dietro alla sua scrivania, ma non appena i tre si fermarono uno a fianco all'altro, si alzò e andò a mettersi davanti a loro. Il suo ufficio era molto diverso da quello della Beckmann. Cominciò a passeggiare avanti e indietro.
Drake: "Bene: è giunta anche per voi l'ora di lasciare il nido. Sappiate che Navarone è un posto completamente diverso dall'Accademia. Anche la Rotta Maggiore lo è. Le sfide che avete affrontato fino a questo momento non sono niente più che un passatempo.
La Rotta Maggiore è la prima vera grande prova per le ciurme di pirati che vogliono riuscire a raggiungere il Nuovo Mondo." - fece una piccola pausa - "Ma sta a noi impedire che ciò accada! Signori miei, ora dovrete imparare a camminare da soli, a trovare la vostra via lungo il cammino della Giustizia."
Osservo Ryo, fermandosi di fronte a lui.
Drake: "Sappiate che i vostri stessi compagni faranno di tutto pur di prendersi meriti che non gli appartengono. Fare carriera a Navarone, significa cominciare a ricoprire alcune delle più alte cariche all'interno della gerarchia della Marina.
Questo è quanto, non sono bravo negli addii e in quelle smancerie. Andate: al porto troverete una nave pronta a salpare. L'equipaggio presente a bordo è lo stretto indispensabile per affrontare il viaggio, quindi non aspettatevi una festa. E' tutto."
E con questo, potevano dire davvero addio all'Accademia!
/OT: pronti per partire? Allora postate direttamente qui! (http://www.roleplayacademy.it/forum/showthread.php?6848-Storia-di-tre-piccoli-Gabbiani-e-di-un-Master-che-insegn%F2-loro-a-volare&p=109744&viewfull=1#post109744) Immaginatevi il congedo dall'Ufficio e l'arrivo al Porto con la vista della nave. A fine post sarete sul ponte della nave./
e fatti avvenuti qui in precedenza:/
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- Da qui. (http://www.roleplayacademy.it/forum/showthread.php?2096-Ufficio-del-Commodoro-Drake-Krell&p=109743&viewfull=1#post109743)
La nave che li attendeva al porto era molto più robusta rispetto a quelle che tutti loro avevano visto fin ora. Ci sarebbe stato tempo di capirne il perché, ora dovevano salire a bordo ed incontrare l'equipaggio.
Ryo precedette i suoi due compagni sul ponte. La salsedine permeava i loro polmoni, ma Aivel sentì uno strano odore una volta che i suoi piedi poggiarono sulle assi di legno ben lavorato della nave. Un odore famigliare, ma che non riusciva a distinguere bene.
/OT: ho indicato che cinius è il primo a salire, ma l'ordine di post è libero! Avvisatemi quando avete fatto./Aivel mise finalmente piede sulla nave che avrebbe trasportato lui e i suoi compagni verso la nuova, ambita meta. Essa appariva come un’imbarcazione decisamente più imponente e robusta di quelle che lo spadaccino aveva imparato a conoscere nei quattro mari, il ché era più che naturale considerando le insidie che riservavano ai navigatori i viaggi in Rotta Maggiore.
La squadra era arrivata lì dopo la riunione nel corridoio degli uffici e un veloce colloquio con Drake, che li aveva salutati e incoraggiati nel solito modo sbrigativo che lo contraddistingueva, seppur non mancando di dare qualche piccolo ma prezioso consiglio ai tre giovani che si stavano per affacciare su un mondo completamente nuovo per loro.
Aivel: “Eccoci qui dunque... stento ancora a crederci.”
Disse Aivel con un mezzo sorriso mentre si guardava intorno sul ponte della nave, posto al fianco di Ryo e Edward. Cosa li avrebbe aspettati durante quel viaggio? Era difficile dirlo. Ad ogni modo il giovane si godé quel momento di calma prima della partenza, prendendo un profondo respiro d’aria e salsedine e… qualcos’altro. Un odore particolare invase le sue narici, un olezzo che aveva un ché di strano, sebbene il giovane lì per lì non capì cosa. Sul suo voltò si formò un’espressione interrogativa che sicuramente notarono anche i suoi due compagni di squadra.
Aivel: “Cosa sarà mai quest’odore, non è la prima volta che lo sento...”
La soluzione a quell’interrogativo era a portata di mano. Aivel si era allenato molto negli ultimi giorni per riuscire a padroneggiare le sue capacità di trasformazione, e l’odorato di un canide era proprio quello che ci voleva in quel momento per sfatare il dubbio.
Aivel: “Vediamo se ho fatto davvero dei progressi.”
Il marine sembrò concentrarsi, il suo sguardo si fissò sul pavimento, i suoi muscoli si tesero. Presto tutto il corpo di Aivel fu coinvolto in una spettacolare metamorfosi: Il busto si allungò in verticale e si irrobustì, e la stessa cosa fecero gli arti, mentre tutto il corpo veniva coperto da una folta peluria bianca e i suoi capelli s’allungavano tingendosi anch’essi di latte. Dopo pochi secondi Edward e Ryo si ritrovarono davanti l’essere bestiale che avevano già avuto il piacere di conoscere a Ilusia.
Aivel assume:
Forma Ibrida: "Ogni possessore di un frutto del diavolo Zoo Zoo è in grado di trasformare il suo corpo fondendo la specie donatagli dal frutto con quella di partenza così da ottenere straordinarie capacità."
Effetti: Attivabile all'inizio del primo turno di combattimento o a partire dal secondo turno alla fine della fase di difesa, dopo essersi difesi da tutti gli attacchi. L'utilizzatore ottiene un bonus di +5 Atk e Def. Non cumulabile con utilizzi di "Forma Animale" e "Forma Umana". Una volta attivata questa tecnica si rimane in questa forma fino a che non si decide di cambiare forma(Il costo in PT viene pagato solo al momento dell'attivazione).
Costo: 5 PT
PT: 50 - 5 = 45
L’uomo lupo Aivel iniziò quindi ad annusare intensamente l’aria col suo naso da canide, alla cui aumentata prominenza corrispondeva anche una maggiore capacità olfattiva.Tutto era pronto per la partenza, Drake congedò i suoi uomini senza usare troppe parole sdolcinate o chissà altro, solo un augurio e un addio, niente di più, forse si sarebbero rivisti in un'altra occasione.
Intanto i tre marines una volta lasciato l'ufficio si diressero verso il porto dove ad attenderli vi era di già la nave che li avrebbe portati a Navarone, l'imponente imbarcazione si mostrava diversa rispetto alle classiche imbarcazioni che Edward e compagni avevano visto fino ad'ora, sicuramente era molto più robusta ma anche molto più grande.
"In marina non badano a spese eh.."
Edward da buon carpentiere quale è, rimase affascinato da quella imbarcazione, curioso di scoprire tutti i segreti che essa celava dentro, una volta su avrebbe voluto incontrare il carpentiere di quella nave e farsi spiegare tutto sulle navi della Rotta Maggiore e magari qualche altro piccolo segreto.
"Ok ragazzi andiamo, questo è un nuovo inizio"
Si voltò verso i suoi due compagni, gli sorrise e si incamminò verso la nave, intanto intorno ad essa vi era un gran via vai di marinai e quant'altro, impegnati a rifornire l'imbarcazione con viveri e armi, preparandola per la traversata.
Dopo pochi passi tutti e 3 si ritrovarono sul ponte della nave, ora non dovevano fare altro che aspettare di conoscere il capitano della nave e prepararsi alla partenza, intanto però Aviel ebbe una strana espressione, si guardava intorno come se stesse cercando qualcuno, Edward si voltò verso il suo compagno.
"Qualcosa non va amico?"
Aviel in poco tempo si trasformò in mezzo uomo e mezzo lupo, proprio come successe ad Ilusia, Edward fece qualche passo in dietro, era un po intimorito da quella trasformazione, ancora non si era abituato a vedere quelle trasformazioni, forse perché ancora frastornato da quella brutta esperienza nello zoo di Ilusia.
"Mi ci devo ancora abituare a queste tue trasformazioni...comunque che succede?"
Lo spadaccino si riprese subito e attese con impazienza la risposta del compagno, mentre la sua mano afferrava l'elsa della spada, pronta ad essere sguainata nel caso ci sia pericolo nelle vicinanzeRyo si era appena allontanato dall'ufficio di Drake con la sua squadra.
Ancora era stranito a pensare ai due compagni d'avventura come "la mia squadra". Non si era ancora abituato.
...ci vorrà un po' prima che mi abitui...forse riuscirei meglio se ci fosse un nome...durante la traversata ne parlerò con loro due e sceglieremo un nome per la squadra...
L'aria iniziava a divenire salmastra, sintomo che si stavano dirigendo verso il porto dell'Accademia e che l'uscita era vicina.
Non appena il sole illuminò tutto ciò che si trovava intorno a loro e non era più presente un soffitto sopra di loro, il paesaggio fu riempito da una sagoma di nave enorme: davanti ai tre Marine si stagliava imponente la nave della Marina più grande che Ryo avesse mai visto fino a quel momento.
- Wow!
L'uomo pesce rimase a bocca aperta, quasi paralizzato dalla magnificenza di una tale imbarcazione.
La Leone Marino, utilizzata per andare a Briss per la guerra, pensava che fosse già bella e grande, ma ora non c'era confronto.
Naturalmente questa doveva vagare per la Rotta Maggiore, molto più pericolosa dei quattro mari; perciò anche le dimensioni dovevano adattarsi al cambio di ambiente.
Dopo l'attimo di estasiata ammirazione, il navigatore volle evitare di perdere altro tempo e raggiungere nel più breve tempo possibile quella bellezza per vederla da molto più vicino.
In brevissimo tempo i tre percorsero la distanza che li separava dalla passerella.
Da vicino poterono apprezzare ancor di più le dimensioni e la magnificenza di ciò che li avrebbe condotti verso Navarone.
Ryo salì la passerella in legno e raggiunse il ponte della nave, lieto del viaggio che stavano per compiere.
...finalmente si parte...arriverò a Navarone...e lì potrò incontrare i miei vecchi compagni...chissà come stanno?!?...e chissà cosa diranno quando ci incontreremo?!?...
Ripensando ai vecchi compagni, Ryo ebbe l'istinto di voltarsi per osservare un'ultima volta l'Accademia.
Voltandosi, l'uomo pesce vide i suoi due compagni, che erano saliti dietro di lui.
Lo sguardo però invece di andare verso la costruzione che stavano abbandonando, si fermò su Aivel: lo spadaccino stava annusando con aria dubbiosa; prima di potergli chiedere qualcosa, però, si trasformò in una specie di lupo bianco, che però stava ritto sulle due zampe.
Non era un vero e proprio lupo, ma aveva perso gran parte delle fattezze umane.
Proprio come nelle prigioni di Ilusia.
Quasi ricordando quel pericolo, irrigidì i muscoli di petto e braccia, rimanendo fermo ma pronto a scattare al primo segnale d'allarme.
Vide che Edward aveva già sfoderato la sua spada e come lui esprimeva il suo dubbio riguardo quella trasformazione improvvisa.
- Cosa c'è che non va?
Erano in pericolo? Aveva fiutato qualcosa che non andava? Non sapeva controllare il suo potere? O semplicemente stava emergendo un aspetto vanitoso di Aivel, che voleva mostrare le sue potenzialità ai marinai di quell'imponente nave?
La nave, grande a sufficienza per trasportare un piccolo contingente armato, era affollata. Aivel dovette faticare un po' prima di ritrovare la traccia sentita in precedenza. Anche se nessuno sulla nave sembrava interessarsi a loro: tutti i marinai continuavano a svolgere i loro compiti e le loro mansioni, dato che la partenza era imminente!
La scia olfattiva sembrava provenire dalle cabine poste alla loro destra. La parte rialzata della nave ospitava, oltre agli alla postazione di navigazione con il timone, gli alloggi per l'equipaggio, la cambusa e la sala da pranzo. Più in alto c'era l'alloggio del Capitano e, sotto, la sala macchine per il controllo del sistema di propulsione.
L'odore sembrava provenire dagli alloggi del capitano.
Due rampe di scale, ai lati opposti della nave, portavano alla parte rialzata. Da lì, altre scale, portavano alla parte alta degli alloggi. La porta si aprì: la figura che ne uscì non fu distinguibile dai tre a causa della sua posizione. Il sole, infatti era proprio alle sue spalle e l'ombra gettata oscurava il Capitano.
???: "Credevo che vi foste fermate a prendere un the con biscotti signorine." - la voce era famigliare, ma sembrava impossibile - "Per fortuna che ho imparato ad essere un uomo paziente." - la figura cominciò a muoversi, uscendo dal cono d'ombra.
Nessuno di loro poteva credere ai loro occhi.
Nicholas Fury e il suo immancabile sigaro, stavano camminando in direzione delle scale, che li avrebbero portati fino al ponte. Era sopravvissuto quindi? Sembrava di sì. Alcune nuove cicatrici facevano compagnia alla sua benda sull'occhio. C'era qualcosa di diverso in lui.
Nessuno riuscì a capire cosa. Nel vederlo scendere le scale, però, i tre realizzarono: la sua andatura. Probabilmente si era ferito ad una gamba durante il crollo. Una frattura non ancora guarita magari. La sua immancabile aria da duro non l'aveva abbandonato però!
Nick Fury: "Sì anch'io sono contento di rivedervi e le solite cazzate. I baci e gli abbracci li rimandiamo a dopo. TIMONIEREH!" - urlò quando si trovava sulla postazione di navigazione - "Siamo pronti a partire o devo legarvi uno a uno per farvi tirare questa barca a nuoto!?"
Il timoniere, intimidito, non riuscì a rispondere.
Nick Fury: "Guarda te con chi mi tocca navigare. E non prendetelo come un complimento: avete fatto un bel casino. Navarone! Tsk... Spero che almeno abbiate un piano!" Il sigaro era ormai finito e lui li aveva raggiunti. La sua gamba destra e il suo braccio destro emettevano uno strano suono.
Come se le giunture ossee fossero diventate degli ingranaggi.
/OT: facciamo un po' di interazione tra vecchie conoscenze ;)
Al solito: PM quando avete finito il giro, grazie!/



