Banchine portuali

Isola sotto il controllo governativo dove risiede l'avamposto della marina del mare settentrionale.

Moderatori: OP Masters, OP Staff

Banchine portuali

Messaggio #0 della Pagina da Geko_M » 03/09/2014, 19:56

Una serie di ponteggi in legno, per sorvegliati da alcuni custodi ed addetti portuali.
Questi si staccano verso il mare da una banchina ricoperta di travi in legno, non molto ampia, larga circa 2-3 metri.


Luogo d'incontro per i giocatori, dove poter ruolare.
Ricordatevi che dovete fare un post di almeno 4 righe.

[Non sono permessi combattimenti qui]
Avatar utente
Geko_M
We all <3 you!
 
Messaggi: 1555
Iscritto il: 18/08/2014, 10:42

Re: Vejia - La città militare

Messaggio #1 della Pagina da Franky » 22/10/2014, 22:26

*Vejia si presentò come una piccola cittadina tranquilla e senza pensieri.
Tremendamente noiosa per i canoni di Cecil, che non pensava di trovare tutto ciò dopo il suo viaggio.
Appena sbarcato, pensava di dover essere d'aiuto a qualcuno nella comunità, ma da quelle parti sembrava non esistere il pericolo.
Almeno per quel poco che aveva visto.*


§Vediamo di dirigerci verso l'avamposto.§

*Non voleva perdere tempo, quindi marciava con una velocità abbastanza sostenuta.
Avrebbe svolto rapidamente i suoi obblighi, e con la stessa foga avrebbe abbandonato quel luogo dalla calma piatta.*
Immagine
Avatar utente
Franky
Natale 2014
Natale 2014
 
Messaggi: 288
Iscritto il: 21/09/2014, 17:00
Località: Parma

Re: Vejia - La città militare

Messaggio #2 della Pagina da Veglia » 23/10/2014, 0:36

Andrew aveva seguito i suoi nuovi compagni, era ora un marine e come gli altri aveva avuto un ordine: raggiungere Vejia.
Chissà perchè quel nome gli ricordava qualcosa, un nome? O forse un cognome?
Non riusciva a rammentarlo, ma sapeva che poco importava.
Il viaggio in veliero era stato confortevole, vi erano tutti i confort e soprattutto era gratuito.

Certo che questi marine fanno la bella vita eh, abiti, armi, velieri... devo informarmi se hanno anche sconti nei bordelli o al bowling

Durante il viaggio non aveva parlato molto con gli altri, non sembravano dei più loquaci, soprattutto quello burbero che lo aveva ripreso per la sua scenetta involontaria, non era colpa sua se avevano sbagliato a dargli l'equipaggiamento.
Ora aveva i suoi abiti da civile, ma vi aveva aggiunto lo stupido cappello, in modo che non gli potessero dire nulla all'avamposto.
Gli altri invece avevano tutti il loro bel completino, ma prima o poi lo avrebbe avuto anche lui, in fondo aveva lasciato le indicazioni a quella receptionist oberata dal lavoro e dipendente dalla nicotina.
Se azzeccava il suo ordine, Andrew si promise di regalarle un posacenere.
Si era portato dietro anche il suo flauto, lo aveva preso in quella losca sede dove gli esperimenti erano all'ordine del giorno.
Era un flauto speciale, grazie al suo suono riusciva a far vibrare l'aria.
Creando attrito, innescava delle fiamme che riusciva a controllare con le sue sinfonie.
Vi aveva speso parecchio tempo e la solitudine affilò quell'arma.
Si, il flauto era diventato una vera e propria arma, poteva innescare fiamme a distanza o innalzare un muro di fuoco a protezione di sè o dei suoi compagni.
Ogni melodia produceva un effetto differente.
Era molto grato a quei scienziati pazzi.

Il viaggio sul veliero durò solamente mezz'ora, il sole era alto nel cielo e i gabbiani facevano compagnia ad altri gabbiani, il tutto era molto tenero.
Andrew si chiese come stava il suo amico Paki, gli aveva affidato l'intero sottomarino, non che se ne facesse molto un paguro, ma non aveva nessuno a cui lasciarlo e l'alternativa era lasciarlo a Djambo, un aragosta molto irrequieta.
Finalmente Vejia era all'orizzonte, avrebbe voluto dire agli altri di darsi una "sVejiata", ma poi gli sovvenne che lo aveva già detto e non era stata apprezzata da tutti, poverini.
Preparò la sua roba e poi scese dall'imbarcazione.
Alcuni, senza fiatare o altro, giusto per dimostrare il loro affiatamento con la squadra, presero e se ne andarono a piedi.
Il mezzo più veloce per raggiungere l'avamposto era la carrozza.
Chiese di nuovo chi voleva seguirlo, ma sembravano tutti sgranchirsi le gambe per prepararsi alla passeggiata, quindi non insistì troppo.
Che poi che vantaggi si ha ad andare a piedi?
A parte smaltire la colazione, Andrew non ne vedeva altri.
Invece valutò attentare i vantaggi a prendere una carrozza: si arrivava prima, si faceva girare l'economia e soprattutto non ci si presentava all'avamposto sudati lerci.
Si, Andrew aveva questo problema di sudorazione eccessiva, dovuta probabilmente a qualche fritto misto di troppo, in fondo era da parecchi anni che aveva rinunciato a vedere la punta dei suoi piedi.
Trovò il primo cocchiere libero e si diresse all'avamposto.
Aveva intenzione di affiliarsi alla cattura di criminali pericolosi, non si accontentava di dirigere il traffico o quel che di solito fanno i marine.
Avrebbe perseguito quella filosofia e difficilmente avrebbe scalato la gerarchia militare con il solo fatto di aver mangiato qualche ciambella in più in ufficio.
Voleva sudarsela la promozione e soprattutto voleva far piangere qualcuno, che poi tanto si sa, chi entra in prigione dopo un paio di giorni è già fuori.
Chissà se anche altri la pensavano così.

Arrivato all'avamposto dopo circa quindici minuti, Andrew pagò il cocchiere, il prezzo non era modico.
Però i soldi non erano un problema, ne aveva tanti, il vero problema era il suo culo pesante.
Si aspettava un minimo di accoglienza, ma entrò all'avamposto per comunicare la sua intenzione di mettersi al servizio della ronda che si occupa della cattura dei pirati, chissà che in quel mare non ve ne fosse qualcuno interessante?
SCHEDA DEL GDR Immagine

Andrew B. Feimus - Uomo Pesce - Squalo Balena - Marinaio - Frutto:// - Musicista - Cantore dei Mari -
Posizione attuale: Accademia
Link alla scheda del personaggio: Andrew B. Feimus
Avatar utente
Veglia
San Valentino 2015
San Valentino 2015
 
Messaggi: 82
Iscritto il: 25/08/2014, 11:41

Re: Banchine portuali

Messaggio #3 della Pagina da sbisico » 23/10/2014, 22:47

Il suo primo incarico come marine era appena iniziato. Il gruppo di marine aveva ricevuto l'ordine di recarsi sull'isola di Vejia. Il veliero salpò in perfetto orario. Il viaggio non fu affatto lungo. Con una puntualità ineccepibile sbarcò a destinazione.

Robert temeva che l'uomo pesce avrebbe attaccato bottone con qualche idiozia, ma con sua soddisfazione si sbagliò. Forse la prima impressione che aveva avuto di lui era sbagliata...

L'accampamento della marina era a poco meno di un ora di distanza a passo d'uomo. C'era una carrozza che comodamente avrebbe condotto i marine a destinazione, ma Robert non intendeva usufruire di quel comodo servizio. Sarebbe avvivato più tardi degli altri, poco male... lo avrebbero atteso.

Non c'era motivo per affrettarsi, non aveva una scadenza, per questo approfittò della camminata per studiare il territorio con l'ausilio della mappa che aveva ricevuto. Era la prima volta che si trovava su quell'isola, più che per precauzione lo fece per la curiosità di visitare un posto nuovo.

Come era facile intuire fu tra gli ultimi ad arrivare. Raggiunti i marine che erano salpati dall'accademia insieme a lui e che avevano già raggiunto la base militare, si avvicinò verso di loro e fece un lieve segno di saluto, curioso di sapere se qualcuno di loro avesse già saputo quale fosse effettivamente il loro incarico.
Avatar utente
sbisico
 
Messaggi: 579
Iscritto il: 16/08/2014, 18:26

Re: Banchine portuali

Messaggio #4 della Pagina da Gildarts » 28/10/2014, 20:15

Nemmeno avevate iniziato che già due dei vostri possibili compagni scompaiono nel nulla. Il vostro superiore nella vasca da bagno forse non aveva fatto troppo male a mandarvi a Vejia e potrete intuire quanto sia dura la vita del marines, viste queste improvvise scomparse.

Mentre vi muovete il mondo inzia a crearsi attorno a voi, disegnato davanti ai vostri occhi da una mano invisibile, rendendo il fondale molto Kubiano un qualche cosa di essenzialmente semplice e marziale. L' avamposto ora era alla vostra vista e delle guardie fisicamente ben piazzate vi avrebbero guardato, chiedendovi in maniera molto professionale il motivo per cui sostavate davanti alla loro porta.

//OFF: Continua qui, nel senso non rispondete qua, ma rispondete direttamente in quel topic. Per chi non è stato in grado di postare, gli darò ancora possibilità questo turno per entrare, dopo di che o mi darà una convincente motivazione o sarà escluso dal tutto.

Avverto inoltre che ho il pc praticamente morto (anzi, lo è, per postare sto facendo vari scongiuri) e non ho Skype accessibile. Ergo, non contattatemi lì, è tempo perso. Mp nel caso. Il tempo non ve lo dò, siete grandi per avvertirmi quando avete fatto tutti e tre.
Ultima modifica di Gildarts il 28/10/2014, 20:16, modificato 1 volta in totale.
Immagine Immagine Immagine
Avatar utente
Gildarts
HearthStone Ott 2014
HearthStone Ott 2014
 
Messaggi: 311
Iscritto il: 23/08/2014, 14:34

Re: Banchine portuali

Messaggio #5 della Pagina da Alex 7 » 03/07/2016, 15:38

Una enorme nave da guerra della marina, una di quelle da più di mille soldati, attendeva solo e soltanto gli ultimi due marinai per partire. Il Commodoro Benson Burke più comunemente noto nella marina come il "Commodoro di Ferro" attendeva sulla banchina impaziente, guardava ad intervalli regolari il suo orologio, erano in ritardo. I due neo promossi marine erano già in ritardo di circa venti minuti, Benson aveva una tabella di marcia molto stretta, e tra le altre cose aveva sempre odiato i ritardatari. Il suo pugno era talmente stretto che le nocche erano diventate di un bianco pallido, se ne sarebbe già andato, ma la Nillson gli aveva chiesto un favore, e come poteva rifiutare una richiesta di quella donna? Tutti sapevano che i due avevano avuto dei trascorsi in passato, quando non avevano ancora ricevuto i loro incarichi che gli avevano condotti su strade diverse. La Nillson era l'unico motivo che teneva ancora in vita quei due.

Una volta che i due furono arrivati in prossimità della banchina, avrebbero trovato difronte a loro un uomo alto circa due metri, all'apparenza non si poteva certo dire che fosse un brutto uomo, anzi. Il fisico e l'aspetto erano molto curati, si vedeva che ci teneva e che aveva scelto una vita marziale. Dalla sua espressione si notava con chiarezza che era infastidito, gli occhi azzurro cielo erano tanto belli quanto severi e le braccia conserte promettevano una bella lavata di capo. La loro avventura non iniziava certo nel migliore dei modi.

OT/ Allora ciccini belli, postate tutto ciò che volete, descrivete pure la passeggiata che vi conduce fino alla banchina del porto, e terminate con voi davanti al commodoro che vi presentate e gli dite ciò che vi pare. Attenti a ciò che gli direte, altrimenti scoprirete sulla vostra pelle perché il suo soprannome è commodoro di Ferro.
SCHEDA DEL GDR Immagine

Nome PG: Marcus - Razza: Umano - Taglia: 74.000.000 Immagine - Frutto: //- Mestiere: Archeologo - Stile - Spadaccino
Posizione attuale: In Viaggio
Link alla scheda del personaggio:
Avatar utente
Alex 7
Natale 2014
Natale 2014
 
Messaggi: 197
Iscritto il: 24/08/2014, 20:49
Località: Torino

Re: Banchine portuali

Messaggio #6 della Pagina da Geko » 03/07/2016, 19:36

§Merda, merda, merda.§

Prima missione da marine, ansia, eccitazione, voglia di dare il massimo erano tutte cose provate da Andrew, il ragazzo ordinò cento volte l'equipaggiamento, le armi, la divisa, in poche parole tutto, aveva dimenticato solo una cosa, cioè controllare l'orario.

Il Buliwyf era in ritardo, quando era uscito dalla Nilsson, il tempo concessogli per prepararsi gli sembrava addirittura troppo, invece Andrew doveva ancora uscire dall'avamposto quando terminarono le due ore di tempo, messe a disposizione.

Ora il povero marine stava correndo, in divisa, verso la nave con la paura di essere lasciato a terra, nella mano destra stringeva il berretto, mentre con la sinistra teneva ferma una borsa a tracolla dove aveva messo, parte dell'equipaggiamento, alcuni attrezzi da carpentiere e semplici vestiti da civile della sua taglia. Se la nave fosse partita senza di lui, Che cosa avrebbe detto alla Nilsson? Soprattutto l'ufficiale lo avrebbe cacciato a calci dalla marina o gli avrebbe fatto raggiungere Kansorn a nuoto?

§Mi scusi signora, ho perso la nave. Sa quelle due ore, che lei ci aveva dato per prepararci? Le ho sprecate come un grandissimo idiota. Stupido non perderti con queste fesserie, pensa solo a correre.§

Mentre correva il marine pensava a come diavolo avesse fatto a perdere tutto quel tempo. Lasciato Tyler nel cortile, il carpentiere era andato a rinfrescarsi in bagno, poi dritto in mensa a mettere qualcosa sotto i denti e aspettare di smaltire Happiness, infine era andato allo spaccio della marina per procurarsi dei vestiti da civile e all'armeria per procurarsi una pistola.

Non conosceva la distanza tra le banchine e l'avamposto, né il tempo che impiegò a percorrerla ma il ragazzo era quasi arrivato a destinazione, iniziava a incontrare addetti portuali che lo guardavano sconcertati o cercavano di fermarlo, ma il Buliwyf proseguiva indifferente, dicendo affannato alcune parole a caso.

A-: Marine, partire, ritardo, nave.

§Alleluia, alleluia.§


La nave era ancora attraccata, ma chiamarla semplicemente nave era un insulto. Infatti, non era il solito misero veliero che aveva utilizzato in precedenza, ma un'enorme nave da guerra, una sorta d'isola semovente. Sulla banchina c'era solo un uomo a bloccare il passo, un ufficiale d'alto rango, un commodoro. Inesorabile, Andrew si stava avvicinando all'ufficiale, quest'ultimo si capiva già da lontano che era arrabbiato.

§Calma e sangue freddo, non rallentare per sistemarti, tanto ormai sei nei casini. Presentati, trova una scusa plausibile, non fare battutine o sorrisini o occhiolini. Combina qualche fesseria e questo ti fa arrivare a Kansorn sparandoti da un cannone.§

Pochi metri dall'ufficiale, Andrew si tolse il sudore dalla fronte usando il dorso della mano e si mise il berretto in testa. Arrivato di fronte al commodoro, il ragazzo fece rapporto.

A-: Marine Andrew Buliwyf a rapporto, signore. Le chiedo scusa per il ritardo, signore. Sono stato coinvolto in un inconveniente burocratico all'armeria, signore. Chiedo il permesso di salire a bordo, signore.

Andrew aveva parlato guardando fisso davanti a se, con un tono il più rispettoso possibile, approfittando di ogni pausa dopo la parola "signore" per recuperare fiato.

Il commodoro, era alto quanto Andrew, sembrava quel genere d'uomo fatto tutto di un pezzo, le braccia conserte e l'espressione del volto non facevano presagire nulla di buono. Il marine sperava di avere un aspetto per lo meno accettabile e che sul suo volto non ci fosse nessuna traccia del suo uso di droga.
SCHEDA DEL GDRImmagine

Andrew Buliwyf - Umano - Marinaio - Frutto:// - Carpentiere - Gladiatore -
Posizione attuale: Vejia
Link alla scheda del personaggio:
Avatar utente
Geko
 
Messaggi: 96
Iscritto il: 29/11/2014, 9:50

Re: Banchine portuali

Messaggio #7 della Pagina da Choco » 04/07/2016, 14:10

A qualche centinaio di metri dalla nave,la intravedo.
Non ricordo precisamente l'orario della partenza.
Anche se fossi in ritardo non posso comunque avviarmici ora. Ho una mezza cosa in sospeso.
Porto la canna alla bocca e faccio un lungo tiro.
Un altro efficace modo per rilassare i nervi dopo una girnata di stress. La mia deve ancora iniziare, ma se una cosa é certa é che sarebbe stata stressante.
Mi prendevo soltanto d'anticipo.
Il mio rito rilassante s'interrompe quando al fianco mi sfreccia un uomo di grossa stazza, a guardarlo bene é probabilmente uno dei miei compagni di disavventura. Quello tonto.
Il modo in cui é passato toglie qualsiasi dubbio sul fatto di essere in ritardo.
Adesso sta a capire di quanto ?
Dieci minuti possono non essere un problema, un ora sarebbe tutta un altra storia.
Che cazzo di ora ha detto la Nillson rimane un mistero. Proprio non riesco a ricordare.
Prendo comunque qualche minuto per finire il joint. Una volta lanciato a terra ormai il solo filtro sfodero la mia arma segreta: una bellissima boccetta di collirio. Manna dal cielo per queste occasioni.
Verso quindi le goccie negli occhi evitando l'altrimenti inevitabile arrossamento.
Per un secondo sto immobile e lotto contro le eventuali lacrime. Tutto il liquido deve rimanere all'interno. Potrei sfoderare qualche lacrimuccia su un eventuale cazziatone da parte dell'ufficiale in comando.
Risolta anche l'ultima questione anti sgamo. Mi avvio con una falsissima corsetta leggere alla volta della nave.
Complice la mia trascurata forma fisica il sudore non tarda ad apparire in compagnia del fiato corto.
Non ci vuole molto a coprire la distanza, pochi metri mi separano dal bestione in comando.
L'ufficiale é alto quanto Andrew e muscoloso probabilmente il doppio.
Arrivare alle mani é fuori questione.
Appena lo raggiungo sfatto nel saluto marziale e sfodero tutta la mia paraculaggine.

"Marine Tyler Amb, chiedo venia per il ritardo. Non esiste alcuna motivazione plausibile da addurre che possa rimediare alla mia colpa. Le chiedo umilmente scusa ed il permesso di unirmi alla missione."

Falso, falso, falso e paraculo.
Confido però nelle mie doti d'attore nascoste e già sfruttate contro Ghost.
Adesso sta solo all'amato superiore qui accettare e bersela.
Diciamo che come nuova missione inizia proprio bene.
Al pensiero sono costretto a soffocare in sorriso che tento di trasformare in aria contrita.
Non credo se la beva visto che deve aver ricevuto il mio fascicolo, dove c'è scritto a lettere cubitali che sono un pianta grane, ma se lo fa, non c'è dubbio ci sarà da divertirsi !
Ultima modifica di Choco il 04/07/2016, 14:14, modificato 2 volte in totale.
La mia galleria !

[+] Spoiler
SCHEDA DEL GDR Immagine

Tyler Amb - Umano-Umano Comune - Taglia: Immagine - Frutto: - Mestiere: Medico - Stile: Medico combattente
Posizione attuale: Blavidia(Quest)
Link alla scheda del personaggio
Avatar utente
Choco
San Valentino 2015 - Vincitore
San Valentino 2015 - Vincitore
 
Messaggi: 170
Iscritto il: 25/08/2014, 12:30
Località: In quel di Buca

Re: Banchine portuali

Messaggio #8 della Pagina da Alex 7 » 05/07/2016, 17:52

I due ritardatari finalmente erano arrivati, il Commodoro non aveva ancora proferito parola, nemmeno una volta che i neo marinai si furono presentati. Rimaneva li, impassibile e immobile, sembrava quasi che non gli avesse nemmeno visti. Infine, dopo circa un paio di minuti di attesa, nei quali Tyler e Andrew erano rigorosamente costretti dal protocollo a stare sull'attenti, Burke si degnò di rispondere alle presentazioni. Era evidente dal sorrisetto che aveva sulle labbra che il viaggio non sarebbe stato dei più piacevoli per i due Marine.

Comm. Burke: Ben arrivati, io sono il Commodoro Benson Burke e sono il comandante di questo battaglione. Voi siete stati assegnati alla mia compagnia dal Capitano Nilsson. So che avete una missione importante da svolgere, uno dei miei compiti sarà quello di scortarvi nella Rotta Maggiore, fino ad un isolotto a circa venti leghe da Kansorn. Li sbarcherete e non sarete più un mio problema. Ora rompete pure le righe e seguitemi a bordo, siamo già in ritardo sulla tabella di marcia.

Senza ulteriori esitazioni, il "Commodoro di Ferro" si voltò e si incamminò verso una passerella che si trovava a circa cinquanta metri da loro. Una volta saliti sul ponte, circa duecento Marine, che variavano dalla semplice Marinaio fino al Tenente di Vascello, scattarono sull'attenti e in coro come tante brave scimmiette ammaestrate salutarono il loro capitano. Dopodiché tornarono tutti alle loro mansioni.

La nave era immensa nel vero senso della parola, solo sul ponte ci sarebbero stati comodi comodi almeno tre giganti, l'albero maestro aveva un diametro di almeno quattro metri, ed era talmente alto che per vedere la guardina bisognava farsi venire il torcicollo. L'artiglieria sarebbe stata in grado di radere al suolo una città intera nel giro di pochi minuti, le palle per i cannoni pesavano circa trecento chili l'una. In definitiva quella non poteva nemmeno definirsi una Nave, ma al massimo sarebbe stato più appropriato chiamarla "Fortezza che Galleggia".


Il commodoro si era fermato vicino al timone e aveva sussurrato qualcosa al navigatore, poi si girò verso i nuovi acquisti della sua squadra e iniziò a spiegare come era strutturata la nave.

Comm. Burke: Ascoltate molto attentamente quello che sto per dirvi e memorizzatelo, perché questa nave è praticamente una città galleggiante, rischiate di perdervi e non ho la minima intenzione di sprecare uomini per cercarvi. Allora Il primo ponte sottocoperta ospita gli alloggi degli ufficiali più alti di grado e la mia stanza, il secondo ospita la palestra, e le altre zone ricreative, il terzo ospita l'armeria, l'ufficio del furiere e i depositi delle munizioni. Nel quarto si trova la mensa dei soldati e anche il ristorante degli ufficiali. Infine nel quinto ci sono gli alloggi dei marine. Voi però non soggiornerete li, grazie ai vostri numerosi talenti siete appena stati promossi!! Voi sarete i miei assistenti personali. Questo è un grandissimo onore riservato solo a pochi. Ora siete liberi di andare, presentatevi per le 19 in punto nel mio alloggio con la cena.

Tutto il discorso fu tenuto con un sorriso quasi diabolico, era evidente che il loro viaggio sarebbe stato un vero e proprio inferno.

OT/ Bene ragazzi, descrivete pure i ponti come volete, fate pure tutto ciò che volete, il vostro post si concluderà con voi che andate nella mensa, chiedete la cena e la portate al Commodoro in stanza. Divertitevi ^^
SCHEDA DEL GDR Immagine

Nome PG: Marcus - Razza: Umano - Taglia: 74.000.000 Immagine - Frutto: //- Mestiere: Archeologo - Stile - Spadaccino
Posizione attuale: In Viaggio
Link alla scheda del personaggio:
Avatar utente
Alex 7
Natale 2014
Natale 2014
 
Messaggi: 197
Iscritto il: 24/08/2014, 20:49
Località: Torino

Re: Banchine portuali

Messaggio #9 della Pagina da Geko » 06/07/2016, 19:35

Qualche istante dopo l'arrivo di Andrew giunse anche Tyler, i due marinai fecero il saluto militare e si scusarono rimanendo sull'attenti, dal canto suo il commodoro fece finta di non vederli per qualche minuto. Finalmente dopo qualche minuto il superiore concesse il riposo ai due marinai, dai suoi modi e dal sorrisetto infame, era facile capire, aveva deciso di comportarsi da ufficiale carogna. L'ufficiale carogna è al pari della burocrazia, una delle piaghe del mondo, peggiore della pirateria.

§Iniziamo male.§


La carogna, cioè il commodoro si presentò e spiegò la situazione ai due marinai, poi tutti e tre salirono sulla nave. L'ufficiale si chiamava Benson Burke, era accorrente della missione dei due ragazzi e li avrebbe scaricati su un isolotto vicino a Kansorn, non disse nulla del sottufficiale Veld ma precisò che il capitano Nilsson aveva assegnato i due marinai alla sua compagnia.

Saliti sul ponte Andrew osservò qualche centinaio di marines scattare sull'attenti per fare il saluto al commodoro, quell'uomo era il signore della nave. Il Buliwyf era sbalordito, se fosse realmente possibile, gli occhi avrebbero preso la forma di cuori e la mascella spalancata avrebbe toccato i piedi, quella nave era il suo sogno, tutto aveva dimensioni mastodontiche dall'albero maestro ai cannoni.

Mentalmente Andrew imprecò e maledì ogni divinità di ogni religione, in un attimo era passato dalla felicità alla disperazione, il commodoro iniziò a descrivere i vari ponti sottocoperta per poi concludere assegnando ad Andrew e ad Tyler le mansioni di suoi assistenti personali e l'incarico di portargli la cena.

Aspettato che l'ufficiale si togliesse dai piedi, Andrew salutò il compagno e se ne andò a familiarizzare con il ponte di coperta.

A-: Io vado a farmi un giro, tra un paio d'ore scendo in palestra ad allenarmi, se mi cerchi mi trovi lì.

In verità il ragazzo voleva rimanere solo, per quanto fosse possibile in una città galleggiante, affacciatosi a un parapetto fumando un mezzo sigaro aspettò il momento della partenza, gli piaceva vedere le manovre di disormeggio e la scia della nave che lentamente si allontanava.

Vista la partenza e finito di fumare, il ragazzo masticò un chewing gum e si avvicinò ai cannoni per raccogliere dati che segnava sul suo taccuino, poi andò a osservare gli alberi e la prua, sembrava un bambino il giorno di Natale, avrebbe venduto l'anima al diavolo pur di comandare quella nave e far fuoco con quei cannoni.

Prima di scendere in sottocoperta, il Buliwyf chiese a un paio di marinai se si fosse imbarcato un nuovo sottufficiale, ma questi non seppero rispondere.

§Che fine ha fatto Rufus?§

Quella sera Andrew avrebbe posto qualche domanda al commodoro, per prima cosa voleva sapere che fine avesse fatto Veld, poi gli avrebbe chiesto maggiori dettagli sulla missione e su Kansorn in generale.

Di solito sottocoperta Andrew camminava a fatica, stanze e corridoi erano stretti e bassi per recuperare spazio, non in quella nave tutto era incredibilmente grande, i corridoi erano tanto larghi da permettere il passaggio di tre individui della stazza del Buliwyf affiancati. La palestra si trovava nel secondo ponte, mentre il ragazzo passò davanti ad una stanza con la porta aperta, una sala ristoro, dentro alcuni marines, uomini e donne, passavano il tempo allegramente e sembrò ad Andrew che in disparte qualcuno stesse giocando a dadi.

Prima di accedere alla palestra, il marine passò nello spogliatoio, c'erano un gran numero di armadietti con lucchetto e chiave, alcuni sembravano riservati altri invece disponibili a tutti. Andrew ne trovò uno libero tra quelli disponibili e ci sistemò dentro divisa ed equipaggiamento, poi scelse tra i vestiti che teneva in borsa una maglietta e un pantaloncino e lì indossò.

Anche altri marines si stavano allenando, alcuni ai pesi, altri provavano mosse di lotta. Il Buliwyf si allenò per un'oretta in sala pesi poi si fermò a guardare gli altri combattere, poi si fece una doccia, per sua fortuna c'erano asciugamani disponibili, sotto l'acqua sciacquò anche i vestiti sudati. Indossata la divisa e preso l'equipaggiamento lasciò i vestiti bagnati nell'armadietto che chiuse e si portò la chiave con sé.

Andrew non era un fanatico della forma fisica, ma considerava se stesso al pari di un'arma e come tale per essere efficiente doveva essere in buone condizioni e sottoposto a continua manutenzione, per questo si sottoponeva a esercizi fisici e mentali.

Lasciata la palestra, il marine esplorò la nave per poi arrivare alle 18:00 al ristorante degli ufficiali, prima di essere cacciato in malo modo, Andrew fermò un addetto.

A-: Salve, sono uno dei nuovi assistenti personali del commodoro Burke, sono venuto a prendere la sua cena. Se possibile, faccia sistemare il pasto in due contenitori, io penserò a portarne uno, all'altro ci penserà un mio collega.

§Dal quarto al primo ponte, sinceramente non ho nessuna voglia di fare il lavoro anche per Tyler. Per una volta che s'impegni anche lui.§

Andrew parlò con una triste, il suo nuovo compito non lo entusiasmava, ma decise di farlo senza storia, non voleva farsi piegare dalle carognate del commodoro. Una volta che gli fu data la cena, il marine salì fino al primo ponte, si fermò difronte alla porta del commodoro e bussò. Non appena l'ufficiale gli avesse concesso il permesso di entrare, il ragazzo gli avrebbe dato la cena facendo un finto sorriso per poi chiedere non appena ci fosse stata occasione, maggiori informazioni sul viaggio, sulla missione e sulla sorte di Rufus.
SCHEDA DEL GDRImmagine

Andrew Buliwyf - Umano - Marinaio - Frutto:// - Carpentiere - Gladiatore -
Posizione attuale: Vejia
Link alla scheda del personaggio:
Avatar utente
Geko
 
Messaggi: 96
Iscritto il: 29/11/2014, 9:50

Re: Banchine portuali

Messaggio #10 della Pagina da Choco » 08/07/2016, 17:38

Il tizio ci fa aspettare, forse quindi non siamo in ritardo ?
Bah infondo cazzo me ne frega.
Aspetto.
A quanto pare, stando a quel che ci dice quando si degna di parlarci, loro ci abbandoneranno sull'isola di Kansorn
per poi lascirci alla nostra missione in solitaria.
La cosa mi sembra una stronzata, pensandoci bene stiamo andando verso una missione suicida e ci stiamo annunciando al nemico con un enorme nave da guerra, nave che ha il potenziale per cancellare dall'isola qualsiasi attività umana in pochi minuti.
In pratica rinunciamo all'unica arma che abbiamo per tenerli in scacco.
Non va affatto bene.

Ad ogni modo l'imbarcazione é davvero enorme, potrebbe benissimo essere il veliero più grosso a disposizione della marina.
Per lo meno prima del suicidio avrò una bellissima vacanza su una gigantesca nave da crociera.
Se sono fortunato c'è anche una piscina con un bel bar che fa cocktail con l'ombrellino.
Veleggiare in mezzo al mare con il vento tra i capelli, aggrappato al bordo di una piscina mentre sorseggio un drink.
In teoria un sogno, in pratica dimentico troppo spesso di essere un marine. È più probabile che passerò la traversata a rassettare pavimenti e fare il bucato, alla peggio mi tocca la pulizia dei bagni. E li si che volano bestemmie.
Bastano pochi attimi per venire smentito, assistenti personali del messer nostro capo.
Assistenti al cibo = IDEA LUMINOSA !
Amico mio ci penso io alla tua cena, vai tranquillo. Nella mente si apre un sorriso malvagio.
Non resta che attendere e studiare bene la cosa.
Casualmente poco tempo fa stavo giusto pensando a come conquistare un posto al tavolo dei vincitori della marina, ed eccola qua. La mia occasione.
Ho la chace di riempire quest'uomo di droga come un cavallo da corsa e tentare di influenzarlo, così da portarlo dalla mia parte.
Manipolarlo come un burattino.
Altro che piscina questa si che sarà una vacanza divertente.
Ad ogni modo prima delle 19 c'è tempo, é giunto il momento di smaltire la chimica.
Mi fiondo immediatamente alla sala mensa che prego sia aperta.
Lo è !
Ci do dentro con il cibo.
Senza seguire un ordine logico passo da secondo a dolce, da contorno ad antipasto.
A vedermi da fuori sembro probabilmente un barbone che non mangia da una settimana, fortuna vuole che a quest'ora la mensa sia deserta.
Non farò impressione a nessuno.
Finisco giusto in tempo per dedicarmi ad una sonora cacata, mentre evaquo definisco il piano.
A detta dell'ufficiale la distanza da percorrere dalle cucine ai suoi alloggi é lunga, il che mi permette di trovare il giusto posto dove operare.
Concluse le funzioni importanti decido di passare in cucina.
Al mio arrivo vengo accolto dal responsabile del servizio che mi attende con i piatti pronti, a quanto pare Andrew é già arrivato ed andato portandosi via l'antipasto e il primo. A me tocca quindi il secondo ed il contorno.
Questi consistono in una costata di manzo da chilo e di una leggerissima (si fa per dire) peperonata. Deo grazia.
Alterare il sapore della carne sarebbe equivalso a scavarsi la fossa da solo. La peperona é il piatto vincente, visto il sapore deciso e coprente dei peperoni la mia sostanza sarebbe stata perfettamente nascosta nell'orgia di sapori.
Ricevo le pietanze, mi informano che per quel pasto non è stato ordinato il dolce, meglio così. Meno cose da portare. Quindi ringrazio e mi avvio con i contenitori.
Nel quarto ponte non ho alcuna possibilità di ritoccare il cibo. Tutte i marine si stanno recando a cena e incontro costantemente persone.
Una volta fatte le prime scale mi trovo al 3° piano. Anche qui niente da fare, sento voci di stacanovisti ancora al lavoro.
Il secondo piano é la mia occasione per sicurezza passo la posta degli spogliatoi e giro l'angolo così da evitare eventuali ritardatari. Controllo la presenza di eventuali lumacamere.
Dopo un attento sguardo mi convinco che non c'è ne sono. Effettivamemte non hanno senso in una zona comune.
Credo che sarà tutto un altro discorso nelle scale per il primo piano e la zona ufficiali.
Ora al mio fianco corre tutto il muro della palestra. L'ingresso delle scale per il piano superiore è molto distante. Intorno a me non c'è nessuno. Con estrema attenzione che nulla vada rovesciato inizio l'operazione. Su di un braccio reggo carne e contorno con l'altra poggio a terra la magica boccetta.
La sostanze prescelta é l'hapiness. L'uomo si sentira molto felice ma sarà l'unico effetto. L'assenza di altri sintomi mi darà modo di lasciarlo nella totale ignoranza di ciò di cui si nutrirá e mi lascerà la possibilità di una somministrazione a lungo termine.
Vista l'enorme stazza dell'uomo si inizia con quattro goccie.
Ossia niente sballo vista la dose normale ma effetto medio prolungato.
Obbiettivo della settimana ? Assoggettarlo totalmente alla droga.
Si parte.
Verso le quattro coccie tramite contacoccie in rapidità e con mano esperta.
Ho passato l'intera vita a farmi di qualsiasi cosa possibile immaginabile, ho una certa manualità.
Finisco la procedura rapidamente e senza intoppi, sembra che il piatto non si sia freddato.
Rimetto la boccetta al suo posto e mi avvio.
A metà delle scale incontro una coppia di ufficiali, faccio il canonico saluto come nulla fosse e spiego il motivo della mia ragione li.
Mi lasciano passare senza problema alcuno. Sembro quasi un bravo militare.
Non mi sono sbagliato sulla presenza di lumacamere.
Tranquillo e serafico concludo la strada.
Al mio arrivo davanti alla porta trovo ad attendermi il mio compare, saluto con un cenno del capo.
Mancano pochi minuti alle 19. Per la prima volta in vita mia sono in orario per qualcosa.
Aspetto che ci annuncino prima di varcare la porta allo scoccare dell'ora indicata.
Questi uomini mangiano allo stesso orario delle galline. Che vita triste.
Ultima modifica di Choco il 08/07/2016, 17:51, modificato 1 volta in totale.
La mia galleria !

[+] Spoiler
SCHEDA DEL GDR Immagine

Tyler Amb - Umano-Umano Comune - Taglia: Immagine - Frutto: - Mestiere: Medico - Stile: Medico combattente
Posizione attuale: Blavidia(Quest)
Link alla scheda del personaggio
Avatar utente
Choco
San Valentino 2015 - Vincitore
San Valentino 2015 - Vincitore
 
Messaggi: 170
Iscritto il: 25/08/2014, 12:30
Località: In quel di Buca

Re: Banchine portuali

Messaggio #11 della Pagina da Alex 7 » 09/07/2016, 12:17

Continua qui
SCHEDA DEL GDR Immagine

Nome PG: Marcus - Razza: Umano - Taglia: 74.000.000 Immagine - Frutto: //- Mestiere: Archeologo - Stile - Spadaccino
Posizione attuale: In Viaggio
Link alla scheda del personaggio:
Avatar utente
Alex 7
Natale 2014
Natale 2014
 
Messaggi: 197
Iscritto il: 24/08/2014, 20:49
Località: Torino


Torna a Vejia

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 0 ospiti

cron