Messaggio #9 della Pagina da Geko » 06/07/2016, 19:35
Qualche istante dopo l'arrivo di Andrew giunse anche Tyler, i due marinai fecero il saluto militare e si scusarono rimanendo sull'attenti, dal canto suo il commodoro fece finta di non vederli per qualche minuto. Finalmente dopo qualche minuto il superiore concesse il riposo ai due marinai, dai suoi modi e dal sorrisetto infame, era facile capire, aveva deciso di comportarsi da ufficiale carogna. L'ufficiale carogna è al pari della burocrazia, una delle piaghe del mondo, peggiore della pirateria.
§Iniziamo male.§
La carogna, cioè il commodoro si presentò e spiegò la situazione ai due marinai, poi tutti e tre salirono sulla nave. L'ufficiale si chiamava Benson Burke, era accorrente della missione dei due ragazzi e li avrebbe scaricati su un isolotto vicino a Kansorn, non disse nulla del sottufficiale Veld ma precisò che il capitano Nilsson aveva assegnato i due marinai alla sua compagnia.
Saliti sul ponte Andrew osservò qualche centinaio di marines scattare sull'attenti per fare il saluto al commodoro, quell'uomo era il signore della nave. Il Buliwyf era sbalordito, se fosse realmente possibile, gli occhi avrebbero preso la forma di cuori e la mascella spalancata avrebbe toccato i piedi, quella nave era il suo sogno, tutto aveva dimensioni mastodontiche dall'albero maestro ai cannoni.
Mentalmente Andrew imprecò e maledì ogni divinità di ogni religione, in un attimo era passato dalla felicità alla disperazione, il commodoro iniziò a descrivere i vari ponti sottocoperta per poi concludere assegnando ad Andrew e ad Tyler le mansioni di suoi assistenti personali e l'incarico di portargli la cena.
Aspettato che l'ufficiale si togliesse dai piedi, Andrew salutò il compagno e se ne andò a familiarizzare con il ponte di coperta.
A-: Io vado a farmi un giro, tra un paio d'ore scendo in palestra ad allenarmi, se mi cerchi mi trovi lì.
In verità il ragazzo voleva rimanere solo, per quanto fosse possibile in una città galleggiante, affacciatosi a un parapetto fumando un mezzo sigaro aspettò il momento della partenza, gli piaceva vedere le manovre di disormeggio e la scia della nave che lentamente si allontanava.
Vista la partenza e finito di fumare, il ragazzo masticò un chewing gum e si avvicinò ai cannoni per raccogliere dati che segnava sul suo taccuino, poi andò a osservare gli alberi e la prua, sembrava un bambino il giorno di Natale, avrebbe venduto l'anima al diavolo pur di comandare quella nave e far fuoco con quei cannoni.
Prima di scendere in sottocoperta, il Buliwyf chiese a un paio di marinai se si fosse imbarcato un nuovo sottufficiale, ma questi non seppero rispondere.
§Che fine ha fatto Rufus?§
Quella sera Andrew avrebbe posto qualche domanda al commodoro, per prima cosa voleva sapere che fine avesse fatto Veld, poi gli avrebbe chiesto maggiori dettagli sulla missione e su Kansorn in generale.
Di solito sottocoperta Andrew camminava a fatica, stanze e corridoi erano stretti e bassi per recuperare spazio, non in quella nave tutto era incredibilmente grande, i corridoi erano tanto larghi da permettere il passaggio di tre individui della stazza del Buliwyf affiancati. La palestra si trovava nel secondo ponte, mentre il ragazzo passò davanti ad una stanza con la porta aperta, una sala ristoro, dentro alcuni marines, uomini e donne, passavano il tempo allegramente e sembrò ad Andrew che in disparte qualcuno stesse giocando a dadi.
Prima di accedere alla palestra, il marine passò nello spogliatoio, c'erano un gran numero di armadietti con lucchetto e chiave, alcuni sembravano riservati altri invece disponibili a tutti. Andrew ne trovò uno libero tra quelli disponibili e ci sistemò dentro divisa ed equipaggiamento, poi scelse tra i vestiti che teneva in borsa una maglietta e un pantaloncino e lì indossò.
Anche altri marines si stavano allenando, alcuni ai pesi, altri provavano mosse di lotta. Il Buliwyf si allenò per un'oretta in sala pesi poi si fermò a guardare gli altri combattere, poi si fece una doccia, per sua fortuna c'erano asciugamani disponibili, sotto l'acqua sciacquò anche i vestiti sudati. Indossata la divisa e preso l'equipaggiamento lasciò i vestiti bagnati nell'armadietto che chiuse e si portò la chiave con sé.
Andrew non era un fanatico della forma fisica, ma considerava se stesso al pari di un'arma e come tale per essere efficiente doveva essere in buone condizioni e sottoposto a continua manutenzione, per questo si sottoponeva a esercizi fisici e mentali.
Lasciata la palestra, il marine esplorò la nave per poi arrivare alle 18:00 al ristorante degli ufficiali, prima di essere cacciato in malo modo, Andrew fermò un addetto.
A-: Salve, sono uno dei nuovi assistenti personali del commodoro Burke, sono venuto a prendere la sua cena. Se possibile, faccia sistemare il pasto in due contenitori, io penserò a portarne uno, all'altro ci penserà un mio collega.
§Dal quarto al primo ponte, sinceramente non ho nessuna voglia di fare il lavoro anche per Tyler. Per una volta che s'impegni anche lui.§
Andrew parlò con una triste, il suo nuovo compito non lo entusiasmava, ma decise di farlo senza storia, non voleva farsi piegare dalle carognate del commodoro. Una volta che gli fu data la cena, il marine salì fino al primo ponte, si fermò difronte alla porta del commodoro e bussò. Non appena l'ufficiale gli avesse concesso il permesso di entrare, il ragazzo gli avrebbe dato la cena facendo un finto sorriso per poi chiedere non appena ci fosse stata occasione, maggiori informazioni sul viaggio, sulla missione e sulla sorte di Rufus.