Fuoco!
Fuoco Fuoco Fuoco!Ecco di cosa aveva bisogno dopo quella fatica!
FUOOOOOOOOOOOOOCO!La sua mente fresca voleva assolutamente potersi godere un bel fuoco caldo e potente.
Bramava fiamme alte, rosse bianche e blu.
Ma come far collimare la presenza del suo Dio e il legno dello scafo?
Cucinare un bel Barbecue!
Un barbecue su una nave, con un’apposita struttura, non è pericoloso se chi gestiva la fiamma è un cuoco esperto.
Inoltre essere un piromane non guastava.
Finito di remare, con lo stomaco in sobbuglio Alov scese in cucina.
Prese carne di tutti i tipi e due grossi maialini che erano stati uccisi poco prima della partenza da Drum.
Quella roba era fresca, andava mangiata o sarebbe andata a male.
Tutto quindi sembrava perfetto per un pranzo abbondante insieme ai suoi compagni.
Puliti i maiali li infilzò su due grossi girarrosti che aveva posizionato su suoi carrellini porta vivande.
Tirò fuori dalla cambusa anche un barile di birra bionda, uno piccolo di acqua e uno di vino!
Normalmente veniva chiamato vino rosso ma lui curiosamente lo identificava con il colore Nero.
L’uva non era rossa, era nera o al massimo un po’ violacea.
Si era sempre chiesto perché la gente lo chiamasse “Rosso”.
Portati i tre barili sul ponte della nave trasportò i due carrellini con girarrosto e una grossa griglia portatile.
Un sacco di carbonella per alimentare per cuocere la carne era posizionato sotto ogni carrello così che, anche se ne fosse caduto un po’, nulla avrebbe preso fuoco.
Un po’ gli dispiaceva non avere una fiamma viva ma si rendeva conto di non poter rischiare di distruggere una barca.
Anche se sarebbe stato un rischio che avrebbe corso volentieri.
Sistemò affianco alla sua postazione, dopo aver acceso la carbonella e sistemato i girarrosti andò a prendere la carne e le verdure, zucchine peperoni ecc, avrebbero guarnito le succulente carni che voleva servire.
Dopo circa dieci minuti le prime portate sarebbero state servite mentre le bevande erano già disponibili da prima.
Un leggero fumino bianco saliva dal ponte della nave fino al pennone, ovviamente alla vedetta fu mandato ciò che voleva in gran quantità dentro il secchiello.
Solo per lui Alov aveva preso una caraffa da riempire con la bevanda che avrebbe richiesto.
Finirono di mangiare tardi e, come ad ogni grigliata che si rispetti ci furono degli avanzi che ovviamente non sarebbero andati sprecati.
Dopo aver ripulito accuratamente tutte le strutture usate per cucinare il pranzo prese tutta la carne che aveva tirato fuori dalla cambusa, dopo averla tritata ne fece uno strato omogeneo e piatto, all’interno ci mise una uno strato di formaggio e una frittata.
Dopo aver arrotolato il tutto ne uscì un grosso salsiccione che Alov mise in forno.
Era polpettone, ma non sarebbe servito per la cena in quanto una cena pesante avrebbe compromesso il sonno e la guardia notturna.
Sarebbe servito come spuntino per il giorno seguente.
Non sapeva cosa gli aspettava quindi avrebbe fornito a ogni suo compagno circa 15 centimetri di polpetto già cotto come “schiscetta”. Una volta scaldato anche su uno spiedo ed un fuoco di fortuna sarebbe stato un ottimo pranzo, gustoso e saporito e con un buon apporto energetico.
Messa in forno la teglia mentre aspettava si mise a pensare a cosa fare per cena.
Optò per della pasta, tagliatelle con panna.
Per secondo verdure miste al vapore accompagnate con formaggi e della verdura per finire la cena.
Avrebbe preparato delle portate povere di grassi per facilitare la digestione. Ovviamente in grande quantità. Doveva mangiare a sazietà.
Arrivata la sera, dopo aver tagliato e diviso il polpettone in pratici contenitori appositamente ideati per fare da porta vivande, cucinò e servì ai suoi compagni spiegando il motivo di quello che aveva cucinato.
Voleva dimostrare la sua competenza in materia e zittire eventuali malumori.
E poi infondo aveva già mangiato in abbondanza a pranzo per festeggiare il pericolo evitato.
La cena trascorse velocemente, più o meno con la stessa velocità con cui il capitano, Myro, beveva.
Era sicuramente un’ottima forchetta e un dava grandi soddisfazioni ad Alov.
Durante il pranzo aveva tenuto un breve discorso sul giorno seguente, li aveva rassicurati e messi in guardia, dicendo loro che il vicecapitano aveva un piano affidabile. Alov non aveva ancora realmente avuto tempo di pensarci ma ora ne aveva.
Non gli piaceva non sapere cosa stava per succedergli e non gli piacevano i piani segreti.
I segreti erano roba da spie del governo, loro non era rivoluzionari che odiavano i metodi subdoli del governo?
Evidentemente non aveva interpretato bene il sistema e il pensiero che aveva portato all’unione di quella ciurma.
Era ancora in cerca di una risposta, di conoscere l’alternativa, di sapere che cosa c’era alla libertà senza nessun confine. Al fare quello che si voleva fare senza preoccuparsi degli altri.
Finito la cena sistemò tutto.
La pasta avanzata venne messa dentro la schiscetta che aveva preparato, così avrebbe fatto da primo insieme al polpettone.
Tornato sul ponte si dedicò ad una lunga fumata.
Sulle sue gambe aveva adagiato la sua nuova spada, la Sekhmet e passo la serata a osservarne le linee perfette.
Ogni tanto, con una cote, ne percorse il filo, cercando di sistemare imperfezioni inesistenti.
Gli venne assegnato il secondo turno di guardia quindi, appena avuta la notizia si recò sotto coperta.
Preparò la grossa caffettiera portatile e la riempì di caffè fino all’orlo.
Dopo averla portata sul ponte, lasciandola affianco a Myro ed Axell si congedò per la notte.
Appena si sistemò sulla branda, dopo aver preparato la sveglia 5 minuti prima del cambio turno, si addormentò.
Era molto stanco per la lunga giornata che aveva appena trascorso.
DRIIIIIN
Si svegliò, scosso da un leggero tremito uscì sul ponte dove insieme a Francis e Afro avrebbe passato il turno di guardia.
Appena arrivato bevve un caffè, quindi rollata una sigaretta con cartina lunga si mise a scrutare il mare alla ricerca di qualcosa che non andasse, qualcosa di insolito, rumori sospetti ecc.
Dopo aver passato le due ore assegnategli sarebbe tornato a dormire.
La mattina seguente al sorgere del sole, avrebbe preparato la colazione come la mattina precedente prestando attenzione ai gusti dei suoi nuovi compagni obbligando tutti a bere il succo, ricco di vitamina C, delle arance.
Subito dopo colazione avrebbe dato a tutti la schiscetta e avrebbe atteso gli ordini del capitano.
Dormendo recupero PT e PV.
PV: 50
PT: 50
Riassunto: Cucino pranzo e cena, preparo il pranzo di domani e lo divido in razioni portatili per i miei compagni. Faccio il mio turno di guardia stando attento a tutto e se va tutto bene torno a dormire. totale ore dormite: 2+4
Edit: per il riassunto + PV e PT