Messaggio #23 della Pagina da BigBoss » 15/04/2015, 11:52
I detriti presenti sul carrello minerario erano testimoni dei metodi di estrazione utilizzati all'interno della miniera: dalla dinamite, al classico piccone, passando per l'acqua, quando era disponibile. Da lì, il complesso si snodava, largo e umido, tracciando il perimetro di una serie di cunicoli, che si estendevano per la lunghezza del confine della valle. A seconda di come potevano operare, i minatori sfruttavano la forza della natura o quella della chimica per farsi strada e raccogliere l'argento, almeno finché avevano potuto, probabilmente adesso il materiale era divenuto più raro e senza il saldo controllo dei cacciatori di taglie era divenuto più difficile finanziare un progetto così ampio. Come lascito di quel periodo, la costruzione sulla destra conteneva pali e picchetti, picconi e anche della dinamite, lanterne e corde per un'eventuale avventura. Alcuni dei materiali erano usurati, altri coperti da un telone e così si erano riusciti a conservare. D'altronde la temperatura del luogo non era proibitiva e l'ingresso era abbastanza grande... Persino da farci entrare una mandria, volendo, sicuramente più rapido che costruire un recinto in mezzo al nulla. Esplorando quel luogo i due pirati, ebbero la sensazione di una vita vissuta col sudore e la fatica: candele consumate, fotografie ingiallite e graffiti volgari e irriverenti, alcuni anche abbastanza comici, con le firme di chi era venuto lì prima di loro. l'unica cosa che stonava, ogni tanto, in un angolo o sopra un mobile, un mucchio di feci secche, di qualche animale probabilmente, che aveva visitato il luogo dopo che l'uomo l'aveva abbandonato.Kerzapp, nel mentre terminò la sua autopsia, cercando di immaginarsi di che animale o mostro potesse trattarsi: piccola taglia, ma in grado di far fuori una mucca. Forse utilizzava del veleno o qualche metodo per tener ferma la sua preda, probabilmente agiva in branco, il solo pensiero lo faceva rabbrividire. Un conto è aggredire in branco un predatore, un altro è farlo con un animale che non aveva modo di difendersi. Qualsiasi cosa fosse, aveva poco di naturale per lui. Quella sostanza intaccava la superficie del metallo ma non riusciva comunque a scioglierlo rapidamente, la sua spada avrebbe fatto il suo lavoro. Non restava che trovarlo prima che fosse lui a trovare loro. Mentre faceva quel ragionamento, era come se tutta la mandria fosse concorde con lui: paura e disagio, ma anche sfida ed adrenalina. Finì di seppellire i poveri animali, determinato a vendicarli. Forse si dovevano aspettare un branco numeroso, ma quantomeno non li avrebbero trovati impreparati.
