Gusci oscuri

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Messaggio #0 della Pagina da Geko_M » 19/02/2015, 22:29



La Costa Discordia si avvicinò cautamente a quella nave dal legno scuro. Le luci li guidarono fino a raggiungere il lato di babordo. Una volta qui furono gettate loro delle cime: gli addetti sull'altra nave le avrebbero utilizzate per far avvicinare ancora di più la Ciurma del diavolo.

Ora dovevano solo attendere una passerella e sbarcare.

Ad accoglierli c'erano tre uomini. Uno di loro recava in mano una lanterna. Il cammino per scendere non fu difficile, la luce fu sufficiente per far vedere ai pirati dove mettevano i piedi. Quando tutta la ciurma fu sbarcata, il lumiere esclamò con voce gracchiante: "Chi comanda qui?"

/OT: se qualcosa non è chiaro chiedetemi maggiori info. 72 ore di tempo, ora siete ufficialmente "sbarcati"!/
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Re: Gusci oscuri

Messaggio #1 della Pagina da Julia » 20/02/2015, 10:21

"Ottimo, ottimo lavoro Signor Strike. Complimenti."

Mi voltai, roteando sulle punte dei piedi, lasciando scemare il sorriso che avevo rivolto all'uomo falco, muovendo poi in direzione del timone, dove si trovava il navigatore. Navigare nella nebbia, tra due speroni di roccia non s'era dimostrato affatto facile. Più di una volta, infatti, la nave aveva dovuto compiere lievi movimenti, ma vitali, per non urtare qualcosa di cui Nathan avesse determinato la posizione.


Anche lei, Signor Graves. Splendido."

Tutto sommato, potevano ritenersi soddisfatti della prova superata. Se quello era un test, l'avevano passato a pieni voti.
Certo, si poteva parlare di quanto queste persone fossero in diritto di sottoporre ad un test chiunque avesse avuto il bisogno di sbarcare, ma si trattava di pirati, gente che per antonomasia vive facendo esattamente quello che vuole.
Era questo che mi portava a sentire una crescente agitazione, man mano che quelle luci si facevano più vicine ed altre figure cominciavano a delinearsi nell'oscurità: la mia esperienza nella pirateria era davvero davvero esigua - a quei tempi - anche se non mi mancava una discreta gavetta nel mondo della malavita... diciamo malavita terrestre.
Cercai con lo sguardo il Capitano Albarn che, poco lontano, stava cominciando a dare gli ordini per l'attracco al resto della ciurma. Anche se dava l'impressione di essere a suo agio, anche lui guardava febbrilmente ogni particolare svelato dall'avvicinamento della Discordia.
Nemmeno lui era sicuro delle intenzioni degli abitanti dell'isola, ma non aveva scelta se non attraccare, spinto oltre che dalla necessità anche dalla curiosità.
Così, mentre la nebbia lasciava il posto ad un groviglio di navi di diverse dimensioni, da cui sbucavano ora timide altre luci, numerose luci, come se quella fosse un'irreale città sull'acqua, la tensione tra l'equipaggio saliva, così come la mia.

"Dove siamo capitati?" Mi chiedevo, mentre le funi venivano slacciate, calate, intrise di sale e di vento, per avvicinare la Discordia a quella banchina lignea. "Che isola è mai questa? Cosa ci aspetta?" Pensavo, mentre a costa della balaustra, osservavo i movimenti di chi, sconosciuto, si stava indaffarando per fornirci di una passerella.

Dovevo ammettere a me stessa, però, che quel luogo sinistro riuscisse ad avere un fascino incredibile, soprattutto ora, ammantato di buio e pigro vapore acqueo. Le mie pupille non riuscivano a spostarsi dal profilo delle polene, delle lampade, dei parapetti, delle vedette e degli alberi.
Mi chiedevo da quanto tempo potesse essere lì, se qualcuno sapesse localizzarlo, se il governo sapesse di un posto del genere, se il resto dei pirati sapesse di un posto del genere, se qualcuno chiamasse quel posto casa, se fossimo in pericolo, se avessimo invece avuto fortuna.
E' inutile, però, interrogare se stessi quando le risposte che potevo fornirmi erano così poche.
Lanciai uno sguardo al resto della ciurma.
In quel momento il Capitano diede l'ordine.

"Sbarchiamo!"

Disse, una volta assicuratosi che la nave fosse ben ormeggiata.
I piedi di tutti, più o meno lentamente, passarono sulla passerella e raggiunsero le poche persone che stavano al di là della striscia di legno.
A passo leggero, coprendo la mia persona con le preziose stoffe del mio sari, scesi anche io.
La mia carnagione, il mio viso scuro, i miei occhi neri erano a loro agio nell'oscurità, la stoffa dai vivi colori caldi mi fasciava, facendo risaltare per contrasto sia i miei lineamenti che la mia fredda e distaccata personalità.

L'uomo che ci aveva accolto gracchiò una domanda che, ovviamente, non era rivolta a me.
Io, come tanti altri, mi voltai istintivamente verso la figura del capitano, che si fece avanti.

"Chi comanda? Io, sono il Capitano di questo equipaggio. Chi è che lo domanda?"

Rimasi in attesa, senza alcuna possibilità di prevedere gli istanti successivi. Mi resi conto più tardi che, da quando s'era cominciata ad intravedere la prima sagoma, le mie mani non avevano ancora smesso di accarezzare languide i coltelli nascosti tra il mio abbigliamento variopinto.
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Re: Gusci oscuri

Messaggio #2 della Pagina da Sazor » 20/02/2015, 10:42

<Un'isola fatta di navi. Impressionante.>

L'unico motivo possibile per cui un luogo del genere si trovava nel mezzo di un banco di nebbia era piuttosto semplice : si trattava di un ammasso di pirati, tagliagole e criminali della peggior specie. Insomma, il posto perfetto per i Diavoli.

<Adesso si tratta solo di vedere quali sono le loro intenzioni. Niente di buono, temo.>

La lama a scatto era nascosta nella sua manica e donava a Richard un senso di sicurezza forse mal riposto ma comunque apprezzato. In quella situazione, lasciarsi prendere dal nervosismo poteva essere fatale.

<D'altra parte, se ci avessero voluti morti avrebbero potuto affondarci in qualsiasi momento. Di occasioni per ucciderci ne hanno avute a bizzeffe.>

Quel pensiero fallì nel tranquillizzarlo, quindi si impose la calma con una disciplina mentale allenata nelle situazioni più disperate. Chiuse gli occhi, per poi riaprirli un istante dopo, proprio quando il capitano Albarn aveva cominciata a parlare con uno dei rappresentanti di quella "città".

<Con un po' di fortuna, potremo riposarci, fare rifornimenti e ripartire. Ma quando mai abbiamo avuto fortuna?>

Finora, in ogni singolo luogo dove era sbarcato nella Rotta Maggiore qualcuno aveva tentato di ammazzarli. Nel caso dei Berserker, c'erano anche riusciti. Ma non completamente. Restava ancora lui, custode della storia di quella ciurma, e dei loro ricordi. Non avrebbe lasciato che la cosa si ripetesse anche qui.

<Sempre che impedirlo sia in mio potere.>

Con la coda dell'occhio, notò che anche Saabira era in agitazione, nonostante la sua bravura nel nasconderlo. Probabilmente lo stesso era valido per ogni membro della ciurma, escluso forse l'uomo falco. Sarebbe bello poter volare via da ogni problema, pensò. Ma d'altra parte, forse avrebbe scelto di rimanere con loro anche se avesse avuto la possibilità di fuggire.

<O la va o la spacca. Vediamo cosa ci aspetta.>

La curiosità dello studioso aveva rimpiazzato la naturale cautela del suo carattere. Si guardò intorno sorridendo, ma senza mai dimenticare che per ogni evenienza aveva sempre un fucile in spalla.
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Re: Gusci oscuri

Messaggio #3 della Pagina da Fedon » 20/02/2015, 15:15

Ancora una volta l'uomo falco si era rivelato fondamentale, tanto da farmi chiedere come si poteva arrivare fin dove eravamo arrivati noi con le semplici capacità di uomini comuni.

Probabilmente non è possibile. O comunque davvero difficile. In questo posto deve esserci della gente fuori dal comune...

Lentamente, ma inesorabilmente, ci avvicinavamo all'obiettivo una lunga nave adibita a molo.
Utilizzai le cime a me più vicine, quelle lanciate dalla banchina, per assicurare la nave al molo quindi attesi che arrivasse il momento di scendere dalla nave.

Ero già pronto a sbarcare, combattere e medicare.
Il martello era fissato alla cintola, la balestra assicurata a delle cinghie lungo tutta la coscia sinistra.

Scesi la passerella poco dopo La cuoca ed Il professore.
Interpellarono il comandante e lui rispose, ero proprio curioso di capire come si sarebbe evoluta la situazione.

Amici o nemici? Decidetevi, così possiamo comportarci di conseguenza.
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Re: Gusci oscuri

Messaggio #4 della Pagina da Shinji » 20/02/2015, 22:10

La domanda di Graves fu ignorata.
Nulla lo mandava in bestia più di essere ignorato.

Nonostante fosse infastidito, concentrò tutta la sua attenzione alle delicate manovre, aiutato dagli occhi del falco della ciurma. Senza dubbio, il suo, era un potere strabiliante.

Non fu facile riuscire a governare la nave in quello stretto corridoio di roccia, ma ancora una volta Graves era stato all'altezza della sua fama di navigatore.

Sorrise con falsa modestia ai complimenti della Vice, ma non c'era tempo per pensare a stronzate simili.

Arrivarono all'interno di un insenatura enorme, creata unicamente da altre imbarcazioni.

"Questa poi..."

Non erano tante le cose che riuscivano a sorprendere il barbuto meteorologo... questa era una delle poche.

Furono nuovamente accolti da silenziosi tizi enigmatici, dopo l'accostamento ad una delle navi più grandi.

Assicurata la Discordia, Graves scese per ultimo, quando già il Capitano si stava presentando... senza troppi complimenti, si intromise spudoratamente nel discorso.

"Che razza di posto è questo?!"

L'educazione e le buone maniere non facevano per lui, evidentemente... osservava seccato i tre marinai, mentre lottava con lo zippo per accendere un'altro dannato sigaro.

Non restava che attendere ad una risposta...

"Se mi ignorano un'altra volta li faccio secchi... forse così otterrò una fottuta risposta."

Sorrise.
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Re: Gusci oscuri

Messaggio #5 della Pagina da Roloow » 21/02/2015, 11:12

Quando finalmente lo stretto passaggio si allargò, sapeva di poter riposare gli occhi. Le luci si erano intensificate e la nebbia si era quasi dissolta, permettendo ora al navigatore di guidare la nave anche senza il suo aiuto.
La donna era stata lì tutto il tempo, evidentemente, quasi a supervisionare il suo lavoro, o più realisticamente, per la paura che un qualche scoglio potesse far affondare la nave; ciò non tolse che appena furono fuori da pericolo imminente gli porse i suoi complimenti. Nathan le rivolse un mezzo sorriso, togliendosi il cappello in un accenno di inchino "Al vostro servizio, madame", mentre lei già gli aveva dato le spalle e si allontanava verso poppa, a parlare con il timoniere.
Riuscì poi a distogliere lo sguardo, e guardandosi intorno capì che non erano capitati in un posto "normale"; definirlo singolare sarebbe stato un eufemismo, ed era più o meno sicuro che non c'erano altri posti simili al mondo, e se ce n'erano, erano tutti collegati a questo in qualche modo: carcasse di navi erano state incastrate l'una sull'altra, di fianco all'altra a formare alti e pericolanti edifici in legno, in un groviglio che faceva sembrare il tutto un accatastamento confusionario, ma che di certo non lo era.

Mosse qualche passo per il ponte, osservando quell'insieme di legno, cordame e luci, parzialmente nascosto dall'ancora presente nebbia.
"Un posto del genere deve essere frequentato dalla peggio gente di tutta la rotta maggiore, sarebbe un posto perfetto per potermi nascondere se solo non fosse possibile che lo frequentino anche quelli che mi stanno cercando..." Era evidente che se qualcuno lo voleva morto, questo era il genere di posto dove avrebbe sparso la voce, e la possibilità di avere una taglia sulla testa rendeva il tutto più pericoloso, doveva guardarsi per bene le spalle.

Attraccarono con l'aiuto di alcuni uomini sul molo, costituito anch'esso da barche, ovviamente, e l'aria fredda cominciò ora a farsi sentire di più. Mentre il capitano parlava con un uomo sul molo, Nathan si chiudeva il lungo cappotto, sperando di poter trovare un posto caldo abbastanza in fretta.
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Re: Gusci oscuri

Messaggio #6 della Pagina da Joker » 25/02/2015, 21:13

Con l'uomo falco che vegliava sulla nave e indicava il percorso giusto e l'abilità del navigatore, la neo ciurma del diavolo riuscì a passare attraverso la fessura sebbene qualche inclinazione dell'asse della nave un po' troppo elevata...

"Graves... Allora non mentivi quando dicevi di essere bravo."

Sorrise, quello era il complimento più grande che potesse fare a un delinquente del genere (scherzo :D). Finalmente furono gettate loro delle cime e non appena arrivò la passerella poterono scendere tutti.

"Mi mancava la terraferma..."

Milo mentre scendeva indossò nuovamente il suo copricapo dello scorpione e osservò di fronte a lui: tre uomini, uno con la lanterna, li stavano aspettando. Uno dei tre chiese chi comandasse e Django prontamente fece un passo avanti per rispondere alla domanda e porne una a sua volta: voleva sapere chi fosse il loro interlocutore.

"Beh, comanda gli altri... Non di certo me."

Milo sgranò gli occhi: non poteva essere. Poco più avanti vide una sagoma imponente e, sebbene l'oscurità rendeva impossibile riconoscerla, un piccolo riflesso dorato inquadrò due lunghe corna. Non poteva essere lui...

"Ca... Capricorn..."

Era solo un'allucinazione prodotta dalla sua mente o c'era di più? Probabilmente era la prima, ma anche se con l'immaginazione, avrebbe voluto parlare con il suo caro amico ormai deceduto.

"Django. Muoviamoci."

Osservò i tre sconosciuti.

"Con permesso."

E fece per dirigersi verso la sagoma.
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Re: Gusci oscuri

Messaggio #7 della Pagina da Geko_M » 03/03/2015, 11:46

L'uomo aveva un berretto di traverso calato sul volto. Capelli arruffati spuntavano da sotto il copricapo, mentre un occhio non era visibile grazie all'ombra gettata dalla luce. Naso storto, bocca sottile e barba incolta; tarchiato, dal ventre largo.

Un ubriacone probabilmente a giudicare dalla puzza emanata.

???: "Oh io sono solo un addetto al porto. Non ha importanza il mio nome. Mi interessa più registrare il vostro, signor...?" - dietro di loro si mosse qualcosa. Era un giovane, ma la poca luce non permetteva di vederne i tratti del volto - "Oh siete voi Alaster!"

Alaster: "La ciurma di Django Albarn e dei suoi compagni è la benvenuta qui. Sono venuto a portarvi i saluti di mio padre, egli vi sta aspettando." - avvicinatosi alla luce i pirati poterono osservarlo meglio - "Spero non ci siano stati problemi per l'attracco." Sorrise.

Il ragazzo avrà avuto poco più di venticinque anni.

Almeno era questa l'età che dimostrava: capelli lunghi e curati, basette che confluivano in una barba scura con un pizzetto a punta sul mento. Baffi sottili. Sembrava un cantastorie uscito da qualche poema medioevale. Il lungo mantello non permetteva di capire la sua corporatura, ma a giudicare dall'altezza pareva slanciata.

Alaster: "Se volete seguirmi, meglio andare a parlare in un posto più accogliente!" - fece l'occhiolino all'unica ragazza.

Quando l'uomo che gli aveva accolti mosse un'obiezione, una semplice occhiata da parte di Alaster lo fece tacere. Chiaro segno di rispetto... o paura! Così la ciurma fu invitata a seguirlo lungo quel intreccio di scafi, passerelle, cime per tenere unite le navi, ancore calate e grosse catene di ferro battuto.

Con la sua voce calma rispose alla domanda di Graves.

Alaster: "Questo è il nascondiglio perfetto per un pirata!"

Una nave più grossa delle precedenti era la loro destinazione. Sul ponte c'erano alcune luci e parecchie persone. Alle loro spalle, sebbene fosse incredibile, sorgeva una locanda! Quando l'intelletto umano e la maestria di alcuni carpentieri si mettono assieme, i risultati possono essere incredibili!

Alaster: "E qui avremo modo di parlare con più tranquillità! Avrete fame e sete immagino..."

Non si voltò mai ad osservarli. Ostentava una sicurezza senza eguali.

/OT: la locanda non è una bettola malfamata, ma un bel posto curato. Quando entrate nessuno si cura del vostro arrivo; Alaster vi condurrà in una zona appartata, dove ci sono alcuni tavoli. 72 ore e per domande chiedetemi!/
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Re: Gusci oscuri

Messaggio #8 della Pagina da Shinji » 03/03/2015, 17:40

Grattandosi la barba, il navigatore, ascoltava le parole pronunciate dal grassone... un addetto al porto, diceva di essere.
Effettivamente, il suo, era il tipico aspetto di un grassone ubriaco con nessuna voglia di stare al freddo ad accogliere figli di cani come i sottoscritti.

"L'ennesimo idiota..."

Seccato e spazientito, iniziò a guardarsi intorno... notò l'espressione del volto del cavaliere dorato, sconvolta e preoccupata, mentre osservava chissà cosa, chissà in quale punto preciso dell'enorme molo o in quale imbarcazione... si voltò cercando, invano, di trovare la fonte di tanta preoccupazione per il cavaliere.

Si limitò poi ad osservarlo con fare indagatorio, sbuffandogli poi una nuvola consistente di fumo aspirato dal sigaro direttamente in faccia.

"Stay focus, principessa dorata."

Sorrise... ma non ci fu il tempo della replica del nakama: un nuovo tizio spuntò da chissà dove, rispondendo alla domanda di Graves e intimando la ciurma di seguirlo, con inaspettata ed eccessiva calma e cortesia.

Era un ragazzo, sui 25 anni, ben curato e, da quel che Graves poté percepire, con un padre potente, almeno in quel luogo.

"Un pirata non è mai al sicuro, ragazzo."

Rispose, mentre si avvicinavano ad una taverna. Già. Proprio una taverna, costruita su un enorme imbarcazione.

"Beh... avevo sentito di ristoranti in mezzo al mare, ma addirittura una bettola..! E' un idea geniale!"

Disse divertito.
Non aveva particolarmente fame, visto il pranzetto preparato dalla Vice... ma un paio di bicchierini non li avrebbe di certo rifiutati.

Sorridente, il navigatore iniziò a grattarsi le mani, osservando i compagni.

"Ci voleva un pò di movimento..."

Rimase deluso nel vedere quanto quel posto fosse alto per i suoi standard di bettola.
Alaster entrò prima di tutti e nessuno aveva notato la loro presenza, non in modo particolare.

La pulizia e l'ordine regnavano, nonostante quel posto fosse pieno di pirati, o presunti tali.

"Che mi venga..."

Sussurrò, non completando la frase se non con un'espressione stranita e confusa.
Mise una mano sulla spalla di Django, costringendolo a voltarsi per ascoltarlo.

"Sembra che il padre del ragazzo ti conosca e voglia incontrarti... io darò un occhiata in giro, se hai bisogno di me, fammelo sapere."

Così si congedò, non allontanandosi dalla calca, ma ficcandocisi in mezzo, fino a raggiungere il bancone.
Fece cenno al banconista, sedendosi su uno dei trespoli liberi, per poi girarsi verso il resto del locale, per osservare bene la situazione.

Più che altro visualizzava le facce, cercando di riconoscere qualcuno... teneva d'occhio il tavolo di Alaster e Django, ma anche i movimenti del resto della gente.
Sembrava un posto veramente tranquillo... ma c'era qualcosa di strano.
Mai visti tanti presunti pirati, visto l'ingresso esclusivo, stare così calmi nello stesso posto.
Mai visto un "isola" come quella.

"Inutile rimuginarci su, immagino..."

Pensò prima di iniziare a sorseggiare il bicchiere di qualsiasi schifo ci avesse versato il barista.
E si annoiava... Graves si aspettava degli spietati taglia gole, non un gruppo di bravi marinaretti che ridono in taverna.

Una insana idea si insinuò nella sua mente... sorrise.

"Forse è ora di dare una smossa alla serata..."

Rimase a rimuginare sulla situazione, cercando di ottenere quante più informazioni dall'ambiente circostante...

PV : 55/55
PT : 55/55

Riassunto: stuzzico Milo, parlo con Alaster, mi divido dal gruppo ordinando qualcosa e cerco di ottenere informazioni sull'ambiente circostante e chi è presente, magari per combinare qualcosa di bello... beh, potete immaginare :V
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Re: Gusci oscuri

Messaggio #9 della Pagina da Sazor » 04/03/2015, 15:19

Se questa è una bettola, come sono le locande di lusso?

Richard si guardava intorno divertito. Quella era senza dubbio una delle migliori taverne che aveva visto nella sua vita, certamente anni luce avanti rispetto ai buchi malfamati dei Quattro Mari. Evidentemente le cose nella Rotta Maggiore operavano su una scala differente.

Ti dirò, Graves. Mi sento come il provinciale appena arrivato nella grande metropoli.

Decise di rilassarsi, almeno per il momento chiunque gestisse quel posto non sembrava avere cattive intenzioni nei loro confronti. Se così fosse stato, sarebbero già stati attaccati prima ancora di approdare.

<Una cosa però mi preoccupa.>

Il comportamento normale dei pirati in quel posto era, ironicamente, anormale. Richard si aspettava risse, colpi di pistola, ubriachi molesti, canzoni urlate a squarciagola, donne poco vestite e suonatori di pianoforte. Ma non c'era nulla di tutto questo. Al contrario, regnava un'atmosfera di calma innaturale.

<Qualcosa non quadra.>

La sua mente analitica cominciò a raccogliere le osservazioni, arrivando ad una possibile conclusione.

<Mettendo insieme la sicurezza di sè ostentata dal ragazzino che ci ha accolti e il fatto che persino la peggior feccia qui si comporta in modo immacolato, ritengo ragionevole assumere che chiunque sia il capo qui abbia un pugno di ferro e non esiti ad usarlo. Ovvero, l'autorità centrale che governa questo posto è molto forte e nessuno osa metterla in dubbio. Il che significa che causare problemi qui potrebbe costarci molto caro.>

Parlando di causare problemi, Graves si era allontanato dal resto della ciurma per andare al bancone. Conoscendo il carattere irascibile del compagno, Richard decise di unirsi a lui per tenerlo d'occhio e impedirgli di fare qualche sciocchezza. In fondo, gli altri erano più che capaci di controllarsi, tranne forse Albarn. Ma non aveva l'autorità per fare la guardia al Capitano.

Con permesso.

Si allontanò dagli altri e raggiunse anch'egli il bancone.

Ehi Graves, lasciati offrire un rum. Direi che ce lo meritiamo. Ho davvero creduto di lasciarci le penne, stavolta.

Ordinò rum per due, e mentre sorseggiava il suo drink avvicinò la bocca all'orecchio del compagno. Non voleva che qualcun altro origliasse la loro conversazione.

Non pensi anche tu che questo posto sia...strano? Qualcosa non mi torna. Tutto troppo tranquillo.

PV : 55/55
PT : 55/55

Riassunto: mi allontano dagli altri, raggiungo il bancone, ordino due rum e parlo con Graves dei miei sospetti.
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Re: Gusci oscuri

Messaggio #10 della Pagina da Fedon » 06/03/2015, 12:13

Attraccammo e qualcuno ci venne ad accogliere, in modo da registrarci. I suoi propositi vennero però cancellati dall'ulteriore arrivo di un ragazzo chiamato Alaster, che pareva essere il figlio di uno dei potenti del luogo.

Il ragazzo ci guidò per passerelle e ponti di legno, da una nave all' altra, fino ad uno scafo più grande adibito a locanda. Una locanda di lusso.
Osservai la clientela del posto, notando quanto fossero tutti calmi e composti, accettai l'invito del ragazzo e mi sedetti al tavolo con lui ed il capitano.

Prenderò qualcosa da mangiare, grazie. In pirateria ogni occasione per fare un po' di scorta è sempre ben accetta... Non sai mai quando vedrai il prossimo pasto.

Dopo aver ordinato quanto volevo, ossia un bel pezzo di carne succulenta e una birra, tornai a dare attenzione ad Alaster.

E' proprio un bel posticino, non c'è che dire. Come avete fatto a mettere su un simile assemblamento di navi?

Osservai attentamente il ragazzo. Mi sembrava scontato che non tutte le navi che componevano quella strana "isola" non fossero state annesse con il pieno accordo di chi le occupava, ma ero comunque curioso e qualche informazione, per quanto faziosa e filtrata, poteva essere utile.
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Re: Gusci oscuri

Messaggio #11 della Pagina da Roloow » 07/03/2015, 1:21

La maestria con cui quella gigantesca nave era stata adibita ad edificio era degna dei più grandi carpentieri, eppure si trovava in uno dei posti più dimenticati da dio tra quelli molto dimenticati da dio. Era una nave enorme, che seppur collegata e incastrata nelle altre manteneva quel fascino della "grande nave pirata" che tutti prima o poi avevano provato; ciò che invece non si aspettavano era ciò che trovarono all'interno, non una bettola mal illuminata che puzzava di alcol e vomito, ma una signora locanda che solo le città che riuscivano a mantenere un minimo di ordine potevano permettersi.

Il comportamento di tutti i presenti era quanto di più lontano ci fosse da ciò che Nathan si era aspettato di trovare in quella città-isola, non era certo un covo di pirati come i più se lo aspettano.
Il ragazzo che li aveva accolti sembrava sapere bene chi erano, e a quanto pare erano stati portati in quel posto per una ragione, anche se in quel momento sembrava che nessuno sapesse quale fosse.

Li invitò quindi a prendere posto, e Nathan si sedette quindi allo stesso tavolo al quale si erano accomodati il misterioso ragazzo, il capitano e Oliver, Richard e il Navigatore a quanto pare si erano diretti verso la fossa ammassata al bancone.

Nathan era più che altro interessato a sentire il motivo per cui si fossero presi tanto la briga di portarli lì, non poteva essere certo una cosa da poco se si erano impegnati tanto, e data la singolare natura dell'isola, non poteva che essere un motivo piuttosto interessante...

Prese del rum, e cominciò a sorseggiarlo appena lo ebbe tra le mani. Era dissetante, probabilmente per il fatto che erano passati un paio di giorni in cui non poteva permettersi di rilassarsi a berne un bel bicchiere di qualità decente.
In sostanza, sorseggiava il suo rum, con gli occhi a fissare il ragazzo che li aveva accolti, aspettando che dicesse ciò che aveva da dire...
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Re: Gusci oscuri

Messaggio #12 della Pagina da Julia » 09/03/2015, 11:56

"Sembra molto sicuro di sé...

Non potei fare a meno di pensare, nel momento in cui il nuovo arrivato, visibilmente più giovane di me, mi scoccò un impenitente occhiolino.
Sorrisi - naturalmente - più per educazione che per effettivo interesse, pensando che il favore di un personaggio del genere potesse aprirmi - in quel luogo - molte più porte di un'aperta, avventata ed iniziale avversione.
Un sorriso giusto, al momento giusto, poteva servire molto più che una disperata minaccia o la promessa di una vendetta ben piazzata.
Mi voltai verso il capitano, approvando il ghigno di sfida mista a curiosità che lui rivolgeva ad Alaster.
Alzai un sopracciglio, divertita, decisamente più rilassata che a bordo della Discordia, e mi mossi nella direzione indicata dal nostro nuovo, personale, anfitrione.
Lasciai a Django l'onore di aprire la fila, mentre mi tenevo pochi passi dietro al resto del gruppo per scrutare in quella strana notte le architetture di quel posto tanto esotico.
I ponti di legno, le grandi catene, tutto quel cordame, gli alberi delle navi... tutto intorno a me stava ravvivando il mio istinto quasi felino.
Con un po' di pratica, quel posto sarebbe potuto diventare un parco giochi, per un tipo agile quanto me: anche in quella situazione così particolare, stavo calcolando in quanto tempo - approssimativamente - sarei riuscita a salire quella catena, piuttosto che qualsiasi altra paratia e costruzione su cui posavo lo sguardo.
Fu un gioco che non durò molto, il percorso si rivelò essere breve.
Giungemmo sul ponte di una nave più grande, nei quali locali s'era riusciti a ricavare quella che sembrava una taverna.
Mossa sul vivo, curiosa di conoscere quel luogo ignoto, non mi feci problemi ad entrare: all'interno - invece che la bettola malfamata che mi aspettavo da un gruppo di pirati - s'apriva un localino che non aveva nulla da invidiare a quelli che sorgevano eleganti nei centri delle città.
Compiaciuta, sostai sulla soglia.
Ci saranno state una trentina di persone, ma nessuno mostrò interesse per il loro arrivo, nemmeno per la presenza di Alaster, nemmeno per tutti quei visi nuovi di cui la nostra visita comportava la visione.
Django si diresse invece al tavolo con Alaster, mentre altri si avvicinavano al bancone per arrivare all'alcool più velocemente, com'era normale che fosse.
Io invece rimasi immobile, in disparte.
Dopo tanto tempo in mare era quasi rassicurante mettere piede su un'isola, pur composta di barche e mare anch'essa.
Così, mentre Django chiacchierava con Alaster cominciando con i convenevoli, accarezzai l'idea di varcare di nuovo la soglia e di sparire nella notte per un giro di esplorazione.
Vedendoli poi dirigersi verso un punto più isolato rinunciai all'idea - rimandandola - per seguirli e mi sedetti al tavolo prescelto, lasciando a Django il posto a sedere di fronte ad Alaster, decidendo di sedermi esattamente di fianco a quel giovane tanto sicuro di sé.
In fondo aveva mostrato interesse, ed era per me utile sfruttare questa naturale predisposizione degli uomini alla condiscendenza verso quello da loro ritenuto 'sesso debole'.
Non che si sbagliassero molte volte, io stessa ritengo e ritenevo questo assioma valido, ma ne riuscivo a riconoscere le eccezioni, essendo io stessa uno di queste.
Non mi facevo certo problemi a sfruttare le mie doti naturali, soprattutto quando il controllo delle stesse era ancora mio.

Alaster: "E qui avremo modo di parlare con più tranquillità! Avrete fame e sete immagino..."

Django: "Più sete che fame direi..."
Precisò, guardandosi intorno. "Certo che è proprio un bel posticino, quello che vi siete ricavati qui."

Me: "Notevole davvero, Signor Alaster. I miei più vivi complimenti."

Ancora una volta sorrisi, nei confronti di Django di fronte, ma soprattutto verso il ragazzo.
Non sembrava essere intimorito dal fatto che fossi smaccatamente più vecchia di lui di almeno dieci anni.

D:"Beh, tagliamo corto... Tu ci conosci, non so per quale ragione. Tu e tuo padre ci stavate aspettando, e non so per quale motivo. Le navi che ci hanno accolto erano sul piede di guerra e i relitti che abbiamo seguito erano misteriosi e sospetti. Insomma, siamo nella poco simpatica situazione in cui TU sai tutto ed IO - o meglio NOI - non sappiamo niente, e questa cosa non mi piace. Fece una pausa, breve, senza consentire nessuno di insinuarsi tra le sue parole. "Quindi, se ci siamo appartati per ricevere spiegazioni sono bene accette... se così non fosse -..."

Me: "Insomma, le buone maniere! Siamo pur sempre ospiti!" Lo interruppi, sperando che non se la prendesse troppo e che mi lasciasse fare senza mettere in dubbio le mie azioni, senza vederla come un'insubordinazione. "Desolata, Signor Alaster, il Capitano Albarn non è maestro di diplomazia. Manca di tatto, per cose di questo genere."

Arrivò il cameriere, con le bevande che avevamo ordinato.
Feci un cenno di rapido ringraziamento e tornai a concentrarmi sul ragazzo, guardandolo dritto negli occhi, cercando di ostentare su di lui quella sicurezza con cui ci stava fronteggiando.

Me:"Ciò che sicuramente il Capitano Albarn intendeva - e sono convinta che sia legittimo da parte sua chiedere e da parte vostra accettare come richiesta - era di accettarsi della sicurezza di questo luogo, per la nave e l'equipaggio. D'altra parte, sotto la vostra protezione, non credo che ciò debba essere questionabile. Personalmente, sono convinta che non fosse questo l'argomento di conversazione che ci volevate proporre, dico bene? Allora, in cosa volevate coinvolgerci, con la richiesta di parlare nel luogo più appartato della sala?"

Feci, condiscendente, mite, docile.
Non sarei riuscita a battere un tipo del genere in un confronto diretto, ma magari, giocando con le parole e lo charme della mia persona, sarei riuscita a strappare più di quanto la mia vittima si sarebbe aspettata.
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Re: Gusci oscuri

Messaggio #13 della Pagina da Joker » 10/03/2015, 19:32

L'uomo misterioso si avvicinò e con grande stupore e rammarico di Milo, non si trattava di Capricorn bensì di Alaster, un uomo sinistro e da come parlava anche importante. Congedò i due uomini che avevano accolto la ciurma e invitò Django e la sua allegra combricola a seguirlo. Arrivarono così in una taverna: l'aspetto sembrava fin buono per essere un covo di pirati e nessuno si degnò della ciurma che stava entrando. Milo osservò i suoi compagni: Graves andò a prendere da bere, Richard iniziò a perlustrare e Saabira e Django decisero di parlare con Alaster. In quella conversazione Milo era di troppo così raggiunse il navigatore e, chiedendo da bere disse sottovoce:

"Che dici, ci divertiamo un po'?"
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Re: Gusci oscuri

Messaggio #14 della Pagina da Geko_M » 13/03/2015, 15:18

Al bancone le cose erano piuttosto normali. I due pirati ricevettero entro breve il liquore ordinato, accorgendosi di come là dentro non ci fosse nemmeno una donna, fatta eccezione per la loro compagna di ciurma. Un'altra cosa piuttosto singolare era il barista e tutti i membri dello staff di quella locanda.

Portavano tutti la medesima uniforme.

Aspetto ben curato, non certo da pirata, e modi di fare di chi è abituato a trattare con dei nobili più che con dei taglia gole della più bassa ed infima specie. Tant'è che l'uomo sulla trentina che li servì, si congedò da loro con il sorriso sul volto... sorriso che li mise per un attimo a disagio.

Nel frattempo, anche al tavolo le cose stavano procedendo per il verso giusto.

Cibo e bevande furono portate velocemente: tutti potevano godersi un po' di meritato riposo per distendere i nervi, ancora a fior di pelle dopo la recente avventura all'ingresso. Django non perse tempo, cercando di ottenere risposte che però Alaster non sembrava voler concedere.

Alaster: "Oh meglio non rovinare questi buoni piatti con queste pessime chiacchiere. Ci sarà tempo per parlare e per conoscerci meglio. Ora mangiate e non preoccupatevi: la vostra nave sarà al sicuro, i Pavoni hanno ricevuto il compito di difenderla.

Altresì voi e la vostra ciurma potete stare tranquilli! Finché sarete in mia compagnia ed in compagnia di questi signori non avrete di che temere. Vi posso assicurare che chiunque, qui dentro, darebbe la sua vita per proteggermi."
- il sorriso con cui concluse la frase non lasciava presagire nulla di buono.

Milo nel frattempo raggiunse Graves e Richard.

Forse solo ora l'archeologo notava qualcosa che ad un primo sguardo gli era sfuggito. Gli astanti fatta eccezione per i camerieri, sembravano ripetere dei movimenti "prestabiliti", quasi recitassero una parte. La cosa sorprendete era come questi movimenti fossero ripetuti dai vari presenti.

Essi se li scambiavano di tavolo in tavolo.

Si trattava di una specie di ciclo. Tavolo alla loro destra: uno degli uomini seduti batte il pugno sul tavolo e gli altri ridono. Continuando in senso orario: uno degli uomini beve, l'altro mangia un grosso boccone di carne che rischia di andargli di traverso e comincia a battersi sul petto.

Il tavolo dopo brindava e quello dopo ancora sembrava discutere di qualcosa di serio. Una volta che tutti ebbero fatto quei gesti, questi ruotavano. Chi prima batteva il pugno sul tavolo ora, brindava; chi prima beveva e si strozzava con grossi bocconi di carne, ora batte i pugni sul tavolo e beve...

Era tutto molto preciso.

I tre erano però lontani dal tavolo in cui i loro compagni stavano cenando tranquillamente. E Alaster sembrava un tipo fin troppo calmo e sveglio per non accorgersi di tutto questo. Come già confidato in precedenza, quel posto era fin troppo strano!

Nel frattempo, Alaster riprese a parlare.

Alaster: "Come mai i vostri compagni non si uniscono a noi?" Tono calmo e sorriso affabile.

/OT: per le domande come al solito e per il tempo sempre 72 ore!/
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Re: Gusci oscuri

Messaggio #15 della Pagina da Sazor » 13/03/2015, 18:27

<Ehi, aspetta un attimo.>

Dopo qualche minuto di osservazione, Richard si rese conto dell'inquietante messinscena che stava avvenenendo sotto i suoi occhi. Le stesse scene ripetute a rotazione da tutte le persone che li circondavano. Incapace di dare un senso a quella situazione, cominciò a sudare freddo.

<Calma. Devo mantenere la calma, innanzitutto. Una mossa sbagliata potrebbe costarci cara.>

Meccanicamente, prese il suo boccale di birra e finse di sorseggiarlo, ma in realtà stava scrutando i movimenti che avvenivano nella locanda con sguardo incredulo. Era difficile accettare come vero quello che stava accadendo, ma non poteva neanche fare finta di nulla. Decise che la prima cosa da fare era informare Milo e Graves, che si trovavano lì vicino.

Dopo essersi guardato intorno per assicurarsi che nessuno fosse abbastanza vicino da poter ascoltare o stesse prestando loro attenzione, cominciò a sussurrare ai due compagni.


Ascoltatemi molto bene e fate finta di nulla, niente espressioni di sorpresa. Le persone in questa locanda hanno un set di movimenti prestabiliti che vengono eseguiti a rotazione, come in uno spettacolo di marionette. Se non mi credete potete guardare voi stessi, ma senza attirare l'attenzione. Dobbiamo pensare molto bene alla nostra prossima mossa, che suggerisco essere una rapida ritirata. Dobbiamo trovare e avvertire gli altri che qui qualcosa non quadra.

Ormai dopo i primi istanti di sgomento aveva riacquistato il suo sangue freddo e stava già formulando ipotesi sulle cause di quella strana pantomima.

Per come la vedo io ci sono almeno tre possibili spiegazioni : uno, questa è tutta una recita concepita per ingannarci a chissà quale scopo. Due, qualcuno ha ipnotizzato queste persone programmando i loro movimenti per creare l'illusione di un'allegra locanda. Tre, siamo NOI ad essere sotto l'effetto di qualche abilità, forse addirittura un frutto del diavolo, e quindi tutto quello che vediamo potrebbe essere un'illusione. Vorrei i vostri pareri su come comportarci adesso.

Sperò con tutto il cuore che non si trattasse della terza ipotesi. In quel caso, sarebbe stato estremamente difficile uscirne tutti interi poichè erano già caduti nella trappola del nemico.
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Re: Gusci oscuri

Messaggio #16 della Pagina da Shinji » 13/03/2015, 19:30

Appoggiato a quel bancone, fu raggiunto da Richard e Milo, dopo qualche minuto.
Anche loro, sembravano perplessi dalla situazione.

"Sicuro che c'è qualcosa che non va..." disse serio, per poi scrutare gli occhi dell'amico archeologo "Non c'è neanche una donna qui dentro... mi sono già fatto una mezza idea su che razza di posto siamo capitati."

Disgustato, si voltò nuovamente verso il bancone, afferrando la ghiacciata birra che gli fu consegnata con un sorriso cordiale.
C'era davvero qualcosa che non andava... cordialità, risate, pulizia e TROPPA tranquillità.

Ad avvalorare la sua tesi, ecco le parole proferite dall'archeologo.
Graves stava per sorseggiare l'ennesimo abbondante sorso, quando le affermazioni del nakama lo costrinsero a fermarsi.
Mantenendo l'espressione normale, rimase immobile, per poi bere un sorso abbondante.

Parlava di trappola, di ipnosi... Graves iniziò a pensare se le ipotesi del professore potessero essere reali.
Era difficile mantenere il controllo in una situazione del genere, ma ci era abituato, essendo un ottimo baro al gioco delle carte.

Finita la birra, si voltò nuovamente verso il resto della stanza, osservando e constatando quanto notato da Richard.

"Potrebbero essere cacciatori di taglie..." disse con calma e con voce abbastanza bassa da non essere percepita da orecchie indiscrete, sorridendo ai compagni, come se nulla fosse, per poi alzarsi in piedi "... avvertite Django, io cerco di capirne di più..."

Se la sua teoria fosse stata veritiera, erano nella merda fino al collo.
La nave era requisita, non c'erano posti per nascondersi e il numero dei nemici era molto superiore al loro.
Ma nonostante questo, Graves sorrideva, iniziando a camminare in mezzo ai tavoli.

Un'ennesimo brindisi ad un tavolo poco distante; un'uomo alzò il calice colmo di birra...
Il navigatore tolse la sedia sotto il culo di un tizio al tavolo accanto, alzatosi per aiutare il suo vicino che si stava strozzando con un pezzo di carne, per poi strappare il calice dell'uomo intento a fare il brindisi, sedendosi con lo schienale rivolto al contrario al tavolo.
Sorrideva.

"Allora! A cosa brindiamo?"

Disse, per poi scolarsi il bicchierozzo di birra tutto d'un fiato.

"Non sapete con chi avete a che fare... Baroque Works."

PV : 55/55
PT : 55/55

Riassunto: mi accorgo che qualcosa non va, Richard mi fa notare che tutti recitano, propongo di avvertire il capitano mentre valuto la situazione molestando la gente :V
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Re: Gusci oscuri

Messaggio #17 della Pagina da Joker » 13/03/2015, 21:18

La situazione stava decisamente cambiando: Milo osservò tutto con occhi da falco e riuscì a percepire qualcosa di strano. Era tutto rarefatto, un alone di mistero circondava tutti i presenti.

"C'è qualcosa di strano, ma non riesco a capire cosa..."

Osservò le pareti e Alaster il quale parlava tranquillamente con il capitano e il vice ma non vi era nulla di strano se non la calma terrificante dell'uomo. Poi però Richard sussurrò qualcosa a Milo e a Graves: ecco cosa non quadrava. Gli uomini ai tavoli seguivano delle azioni meccaniche perfettamente sincronizzate: in un tavolo un uomo batteva il pugno sul legno e gli altri ridevano, in un altro uno beveva e uno si ingozzava fino a tossire dopodichè si scambiavano i ruoli. Era qualcosa di terrificante...

"Pazzesco..."

Richard ipotizzò tre teorie a riguardo ma solo due potevano essere plausibili: Milo aspettò che il compagno finisse e rispose sottovoce in modo da essere sentito solo dai due compagni:

"Arguto... La terza la escluderei, se così fosse ci avrebbero già uccisi dal momento che non vediamo ciò che corrisponde a realtà. Le altre due sono plausibili, la seconda presuppone il fatto che Alaster abbia un potere enorme: secondo me è lui nel caso che li ha ipnotizzati o non si spiegherebbe la sua calma..."

Graves inutì il pericolo come gli altri due e si precipitò dai compagni per cercare di scoprire altre informazioni mentre Milo decise di fare dell'altro.

"Ragioniamo, seguono uno schema ben definito... Probabilmente sono sotto l'influsso di qualcosa, nessuno commette errori, tutto perfetto spaccato al secondo."

Osservò con sguardo impassibile, lo stesso che aveva mantenuto per tutto il tempo.

"E sia, interrompiamo il loro ritmo."

Doveva mettere su una bella messa in scena, ma era pronto a simili situazioni, gli era già capitato di fingere quando lavorava per il Gran Sacerdote ad esempio intrufolandosi o spacciandosi per altri... Assunse rapidamente uno sguardo incattivito e, guardandosi ansiosamente intorno mugugnò prima piano e poi sempre più forte imprecazioni di ogni genere...

"Mannaggia a Nettuno. Ma che bettola schifosa è questa!? Non vi è nemmeno la traccia di una donna. E pensare che ho messo la mia armatura più bella per conquistarne il più possibile. Al diavolo le contigiane, ma almeno qualche bella pollastrella. In che cazzo di posto mi avete portato eh!?"

Doveva prolungare il discorso fino a qualche secondo prima del pugno contro il legno di routine degli uomini seduti ai tavoli.

"Django cazzo, invece di parlare di puttanate e bere perchè non chiedi alla nostra cara guida delucidazioni su questa mancanza!? CAZZO! Ho scelto di essere un pirata per poter essere libero e trombare quanto mi piace e quando voglio. FANCULO."

Manca poco...

"Ora!"

Pensò Milo e con molta naturalezza cercando di far procedere il tutto in modo lineare, battè un pugno sul bancone il quale emise un suono molto simile a quello che si otteneva colpendo il tavolo solamente pochi secondi prima del tempo stabilito dai tizi.

"Maledizione! E quanto cazzo ci mette ad arrivare il mio rum barista!? Ah eccolo..."

Prese adirato il boccale e mandò giu una sorsata

"Bingo!"
Ultima modifica di Joker il 13/03/2015, 21:23, modificato 2 volte in totale.
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Re: Gusci oscuri

Messaggio #18 della Pagina da Roloow » 16/03/2015, 1:55

Restò in silenzio, con una mano che sorreggeva l'altro braccio con il quale si grattava la barba; era iniziato come un modo per non starsene fermo durante quell'attesa della bevanda ordinata, ma ora iniziava seriamente a prudergli la guancia...

Ascoltò il discorso che ebbero il Capitano, Saabira e il giovane che li aveva condotto fin lì con interesse, apprezzando soprattutto il modo in cui la cuoca era riuscita a ribaltare la frittata condita di minacce che il capitano stava per propinare al loro ospite e a trasformarla in un discorso ricco di charme.
Ciò che gli fece rizzare i peli delle braccia fu la risposta di Alaster, che non sarebbe stata neppure tanto strana, se non si fosse premurato di aggiungere quella precisazione finale.

Lo proteggerebbero a costo della vita? E' una velata minaccia per dissuaderci dal fargli del male ne caso accada qualcosa o sono io che sono troppo sospettoso? Certo non avrebbe dovuto dire "noi" dato che quegli uomini sono fedeli a lui e non alla nostra ciurma,ma...

Quella precisazione non lo tranquillizzò affatto, e il sapere che la loro nave era in mano di chissà chi e si trovavano su chissà cosa gli fece ripensare a tutte le scelte che avevano fatto nelle ultime ore.

Forse avremmo fatto meglio ad andarcene alla vista del primo relitto che abbiamo incontrato...

Sorseggiò pensoso e un po' ansiato il suo rum che nel frattempo era arrivato, quando il loro ospite chiese di invitare anche gli altri a raggiungerli al tavolo.
Effettivamente seduti con lui erano solamente in quattro, gli altri erano al bancone, e alle sue parole Nathan non poté far altro che girarsi verso di loro, che sembravano stranamente indaffarati: solo Richard era ancora seduto calmo al bancone, Milo era inconfondibilmente seduto di fianco a lui, agitandosi e sbraitando insulti e bestemmie, e Graves lo aveva appena visto rubare la sedia ad un uomo alzatosi in piedi.

Tutto ciò che riuscì a pensare vedendoli fu uno schietto

Ma che cazz...
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Re: Gusci oscuri

Messaggio #19 della Pagina da Julia » 17/03/2015, 21:56

La risposta evasiva non mi piacque, nemmeno un po', ma dannazione se mi impegnai a non farlo capire ad anima viva.
Allora non avrei ammesso nemmeno questo, ma l'unico movimento che feci fu quello di irrigidirmi appena sulla seduta.

"Mi sembra giusto, avremmo tempo di fugare ogni dubbio alla fine del pasto, la cortesia prima di tutto, non è così?"

"Se lo dici tu..."

Le fece eco il capitano, di fronte a me, bevve e cominciò a mangiare, visibilmente seccato.
Quel tizio non le piaceva, riuscivo a capirlo, come intuivo che era solo questione di tempo prima che prendesse di punta il giovane, per farlo parlare con le cattive, invece di continuare con le lusinghe.
Mi stava lasciando fare perché avevo avuto l'iniziativa e probabilmente non gli sembrava così pessima, non lo sapevo.
Mi rendevo perfettamente conto che fosse una scommessa, che se avessi sbagliato non avrei fatto altro che concedergli tempo prezioso per fare della nave quello che volevano e tenderci una trappola.
D'altra parte, un giudizio troppo affrettato poteva sconvenirci allo stesso modo, e tentare di scoprire qualcosa prima di decidere se e come dichiararci ostili rimaneva, nella mia testa, di vitale importanza.
Anche io mangiai, più per cortesia che per fame.
Non era passato molto dal pasto in nave, ed in ogni caso non aveva alcuna voglia di perdere tempo.
Cominciai anch'io a mangiare, interrompendomi solo quando fu Alaster a rivolgersi a noi nuovamente.

"Ah, a questo non posso rispondere, immagino sarebbe il caso chiederlo a loro" posai la forchetta a lato del piatto; "La spiegazione più chiara che posso fornirle è questa, però. Sono pirati, ed in quanto tali, fanno quello che diavolo vogliono a meno che il Capitano Albarn non comandi il contrario e che ritengano di minimo buon senso la sua decisione. E' così che funziona, non trova anche lei?"

Finii di consumare il mio pasto piuttosto rapidamente ed alzai lo sguardo sul piatto del capitano, anche lui aveva terminato.
Poco lontano, sentii il resto del suo equipaggio rumoreggiare, udii distintamente il cavaliere in armatura d'oro vociare a proposito della mancanza di donne.
Ma mentre pensavo che non m'era sembrato il tipo da donnacce da taverna, mi resi conto che effettivamente aveva ragione, ero l'unica.

"Particolare."

Mi trovai a pensare, ma avevo altro per la mente in quell'istante.

"Allora, mi sembra giunto il momento di fare conoscenza, come avevi detto tu."

Fece eco Django, come se le avesse letto nel pensiero.
Il suo sguardo era eloquente, ne aveva avuto fin troppo, delle loro chiacchiere.
Erano gli occhi di una persona che voleva risposte convincenti.
Decisi quindi di non intervenire, ero troppo curiosa di vedere come avrebbe reagito il ragazzo.
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Re: Gusci oscuri

Messaggio #20 della Pagina da Fedon » 22/03/2015, 14:22

A quanto pareva il ragazzo era interessato a scambiare convenevoli solamente con il capitano e la sua vice.
Non rispose alla mia domanda, anche se a dire il vero le eluse tutte, per lui non era quello il momento di chiaccherare. Mangiai ciò che mi venne servito, quindi mi alzai da tavola e uscii dalla locanda.

Prendo una boccata d'aria...

D'altronde, se al tavolo non contavo nulla potevo anche assentarmi senza creare grossi problemi a chicchessia. Varcai la soglia che dava sull'esterno, inconsapevole di quanto i miei compagni avevano appena scoperto.
In momenti come quello, nulla mi avrebbe aiutato tanto quanto una sigaretta.

Chi me l'ha fatto fare di smettere?

Mi appoggiai poco lontano dallo stipite della porta, quanto basta per non venire colpito dal legno di cui era fatta, ed iniziai ad osservare quanto mi circondava.
In precedenza non avevo avuto occasione di studiare con attenzione le vie di legno che collegavano uno scafo all'altro. Avrei osservato da lontano i passsanti, i lavoratori, gli ubriaconi e chiunque altro volesse passare attraverso il mio raggio visivo.

Volevo farmi un'idea dell'atmosfera sull'isola, dato che finora avevamo potuto vedere solo un portuale intimorito, un ragazzino arrogante e dei pirati sotto effetto di valium.

Insomma, non un campione sufficiente a capirci qualcosa.

Non escludevo il fatto di stufarmi da lì a pochi minuti, ma se non avessi notato nulla di interessante, avrei semplicemente girato i tacchi e sarei rientrato all' interno della locanda, in modo da non privare i miei compagni d'avventure del mio valido ed intelligente silenzio.
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Re: Gusci oscuri

Messaggio #21 della Pagina da Geko_M » 27/03/2015, 10:32

Il pugno di Milo arrivò senza essere seguito da quello di uno degli astanti. Graves aveva appena fregato la sedia a un uomo che per tutta risposta rimase immobile ad osservarlo, mentre il pirata brindava con il bicchiere in mano.

Contemporaneamente tutti i tavoli si voltarono ad osservare quella scena.

Ogni persona lì dentro smise di fare ciò che stava facendo e si concentrò su Graves. Anche il barista sembrò fermarsi, non curandosi più della presenza dei due pirati al bancone. Alaster dal canto suo sorrise, un sorriso diverso dai precedenti.

Alaster: "E va bene, va bene." - tutta la locanda sembrava immobile - "Sono Alaster Boustus secondogenito di Faustus Bostus, il leader dei Pavoni del Mattino, nemici giurati degli Squali del Tornado." - tutti i presenti si alzarono e, rivoltisi verso la ciurma del Diavolo fecero un profondo inchino - "Io invece preferisco avere il controllo totale sui miei uomini."

Immediatamente tutti si sedettero nuovamente, restando immobili ai tavoli.

Un occhio più attento avrebbe potuto accorgersi di come i loro sguardi fossero assenti e persi nel vuoto. Nei loro occhi era sparita anche la più piccola traccia di volontà. Alaster, nel frattempo, se la rideva al tavolo, compiaciuto dal suo spettacolo: "Immagino che ora vogliate conoscere mio padre..." - domandò mentre il suo sguardo si spostava da Saabira a Django.

Nel frattempo, all'esterno, Oliver Reed vide un ubriacone barcollare lungo la banchina.

Stava fischiettando qualcosa. Un motivetto curioso ma molto noto alle orecchie del medico. Si trovava vicino al bordo di un'altra nave, più piccola e utilizzata semplicemente come ponte comunicante tra la nave su cui erano loro e un'altra. Aveva in mano una bottiglia di liquore probabilmente.

Cominciò così a fare l'equilibrista sul bordo.

A un certo punto uno dei piedi gli scivolò e la bottiglia gli sfuggì di mano, cadendo in acqua. L'uomo barcollò un istante, tentando di riacquistare l'equilibrio. Oliver non sapeva dire da dove fosse sbucato, fatto sta che aveva già capito come sarebbe finito quel momento: l'uomo non riuscì a riprendere l'equilibrio e così scivolò nuovamente, finendo in acqua.

Cosa avrebbe fatto il pirata?

/OT: 72 ore e Julia deve dirmi un numero da 1 a 10 alla fine del suo prossimo post./
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Re: Gusci oscuri

Messaggio #22 della Pagina da Julia » 03/04/2015, 21:46

"cosa..?"

Un accenno d'allarme tradì la mia espressione, quando la locanda ci si congelò attorno, lo sguardo fisso sul Signor Graves, che tracannava birra.
Tutti quanti, camerieri e barista incluso, mentre Alaster sghignazzava seduto poco lontano, con davanti i resti del pasto consumato.
In tutto il locale, solamente il nostro gruppo sembrava dotato di volontà propria, oltre al giovane, naturalmente.

"Vedo, vedo... Controllo totale"

Dissi, osservandomi intorno, sondando gli sguardi senza espressione di chi ci stava rivolgendo un coreografico quanto vuoto inchino simultaneo.

"Come diavolo fa? Che sia un frutto del diavolo, come Nathan? Inquietante."

Il capitano, se era sconvolto quanto lo ero io sotto la mia crosta crepata di indifferenza, lo stava nascondendo decisamente meglio.
A guardarlo bene, sembrava quasi divertito, forse perché Alaster aveva finalmente deciso di parlare più chiaro e di scoprire qualche carta dalla sua mano, non avrei saputo dire.

"Certo, sicuro che voglio conoscere tuo padre." disse "Sembra essere un tipo interessante. Però, sai, mi sembri un tipo interessante anche tu, e non vedo perché non spendere qualche parola in più con te. O no? Se vuoi chiamare tuo padre subito fa pure..."

Django non trattenne un ghigno e continuò.

"Ma ora mi piacerebbe parlare con te. Dimmi di questo posto, di questa vostra ciurma... E degli Squali del Tornado. Hai detto Tornado, giusto?"

Lo guardai, senza sapere dove volesse andare a parare, rimandando il colloquio con il padre di Alaster.
Forse voleva fare leva su qualche sentimento di indipendenza che aveva intravisto nel pirata, oppure trovare una maniera di capire come mai tutti quegli uomini sembravano essere estensioni, marionette.
Avrei avuto da ridire su quanto rude fosse stato a non assecondare il nostro anfitrione, ma mi morsi la lingua, lasciando il capitano decidere come fosse più opportuno agire.
Sorseggiai quel che era rimasto del mio drink, continuando a scrutare quei visi così terribili nella loro gelida espressione vacua.

//Off: Numero 7. xD
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Re: Gusci oscuri

Messaggio #23 della Pagina da Fedon » 04/04/2015, 14:06

Ero ancora preso dalla mia osservazione dell' ambiente circostante quando un movimento attirò il mio sguardo. Una sagoma ciondolante si avvicinava e diventava sempre più definita ai miei occhi.
La sua strana andatura era accompagnata da una melodia familiare fischiettata.Portava nella mano una bottiglia e capii molto di quel soggetto.

Finalmente un vero pirata...

Non riuscivo a capire se fosse effettivamente quell' ubriacone ad emettere quella sequenza di suoni che però non riuscivo ad identificare, anche se tutto mi faceva pensare che fosse proprio così.

Dove diavolo ho sentito queste note?

Osservai quell' individuo muoversi su una barchetta poco lontana da dove mi trovavo e comunque collegata a quella su cui mi trovavo. La mancanza di giudizio tipica di chi ha la vista ottenebrata dall' alcool lo spingeva a muoversi sul bordo della nave stessa, in bilico tra il solido legno del ponte e un bel bagno freddo.

Neanche a dirlo, fece un movimento sbagliato e un piede scivolò via dall'appiglio, favendogli perdere l'equilibrio. E la bottiglia.

Immagino che presto potrà andare a recup...

Non feci in tempo a finire quel pensiero che l'uomo fece come stavo prevedendo: forse per nostalgia della sua unione con la bottiglia, forse più semplicemente perchè da ubriachi riacquistare l'equilibrio è un impresa, si tuffò abbastanza sgraziatamente in acqua, poco lontano dalla bottiglia che galleggiava agitata dalla nuova perturbazione dell'acqua.

Rimasi ad osservare la scena, immaginando che sarebbe tornato presto a galla, annaspando goffamente per riguadagnare il legno asciutto che aveva perso poco prima.
E nel frattempo continuavo ad interrogarmi su quella melodia tanto familiare.

E se proprio non ce la fa da solo, potrei anche dargli una mano...
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Re: Gusci oscuri

Messaggio #24 della Pagina da Shinji » 07/04/2015, 17:20

Beh.. se non altro il navigatore riuscì ad ottenere l'attenzione dei presenti... forse troppa attenzione.

Se ne stava lì, con un sorriso ipocrita e falso mentre osservava il viso serio del tizio a cui aveva appena rubato il calice ormai vuoto.
Rutto, senza neanche provare a trattenersi, mentre all'interno della sala calò un silenzio glaciale.

"Chiedo scusa..."

Osservando in torno poteva notare che TUTTI lo stavano osservando... anche l'attaccapanni, probabilmente.
Quello era uno di quei momenti a cui tante volte Graves aveva partecipato... il momento precedente ad una bella rissa.
Ma qui la situazione era diversa... un intera locanda contro un solo pirata!

"Volete ballare?" pensò, mentre sorrideva alzandosi dalla sedia e poggiando il vitreo boccale vuoto sul tavolo "Allora balliamo!"

Con un movimento fluido e veloce afferrò Destiny, celata dietro il lungo cappotto, pronto a far mattanza di cacciatori di taglie... ma una voce fermò Graves appena prima di sfoderare l'arma.

Alaster, il pericoloso giovane, scoprì le carte in tavola rivelando la sua identità.

Il nome Boustus non diceva niente a Graves, così come i Pavoni del Mattino o gli Squali del Tornado.
Niente Baroque Works, a quanto pareva.
La parte interessante, che colpì il navigatore, fu quella in cui tutti si inchinarono, divenendo privi di espressioni o input vitali... proprio come fossero automi.

"Controllo totale dice?... che la teoria del controllo mentale sia veritiera?"

Confuso e incuriosito, osservò il tizio che poco prima stava per saltargli addosso adesso quieto e "spento" seduto al suo posto, a testa bassa...

"Sembra come... ipnotizzato. Se lo colpisco probabilmente tutti mi farebbero la pelle... magari il rumore..."

... cercando di mascherare i suoi pensieri, assunse un espressione di sdegno.

"Pff.."

Voltandosi verso Alaster, afferrò la sedia e trascinandola a terra, la avvicinò fin dall'altra parte della sala, al tavolo dove esso conversava con Saabira e Django... ovviamente non curandosi del rumore che la sedia poteva provocare, urtando magari qualche tavolo, nella speranza che qualche bottiglia potesse cadere in terra.

Giunto al tavolo, si sedette nuovamente con lo schienale della sedia rivolto al contrario, osservando Alaster.

"E dimmi, ragazzo... questa è opera di un Frutto del Diavolo?"

Sorrise, affamato di risposte.
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