[Quest] Storia di tre piccoli Gabbiani e di un Master che insegnò l

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[Quest] Storia di tre piccoli Gabbiani e di un Master che insegnò l

Messaggio #0 della Pagina da Geko_M » 01/11/2014, 10:58

/OT: fatti avvenuti in precedenza nell'Ufficio del Commodoro Drake Krell:
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Aivel passeggiava allegramente avanti e dietro per il corridoio degli uffici dell’accademia, canticchiando sottovoce una canzonetta udita chissà dove e sostando di tanto in tanto davanti a una delle finestre che illuminavano la stanza col gradevole sole del tardo mattino, godendosi la splendida vista che l’esterno dell’accademia non mancava mai di offrire.

Primo giunto sul posto, il giovane attendeva con gaia tranquillità l’arrivo dei due nuovi compagni di squadra, proprio in prossimità dell’ufficio del Commodoro Drake Krell, col quale i tre avrebbero dovuto incontrarsi prima di partire per la rotta maggiore.

Quel giorno il giovane portava con sé il suo nuovo mantello, il Manto di Luce e d’Ombra, come era stato battezzato quel nuovo modello, indossandolo con il lato bianco rivolto verso l’esterno, quindi ben visibile, e quello nero verso l’interno, aderente al suo corpo e appena intravedibile dall’apertura sul davanti, che rendeva visibile anche la divisa indossata dal giovane, una mise in sintonia cromatica con quelle degli altri marinai dell'accademia, ovvero prevalentemente bianca, seppure con qualche pennellata di nero di qua e di là a dar contrasto, un vestito ornato sul petto e sulle braccia da file di merli sfrangiati che lo rendevano nel complesso somigliante a quelli indossati in passato da alcuni cavalieri quando questi non erano in armatura. Sul petto era inoltre ben visibile il gabbiano della marina.

Cosa alquanto strana il vedere lo spadaccino indossare abiti di quella natura cromatica, avvezzo com’era a indossare sempre, o quasi, abiti scuri. Tra l’altro quei vestiti avevano la caratteristica d'essere estremamente elastici, in grado di estendersi di molto senza strapparsi, cosa necessaria al marine se voleva evitare di ritrovarsi cogli abiti a brandelli quando si fosse trasformato in lupo.

Di fuori dall’ordinario in Aivel, almeno per quanto riguarda l’aspetto estetico, non v'era solo il suo abbigliamento, ma anche il fatto che egli indossava degli orecchini, cosa mai vista prima su di lui, anche perché aveva fatto i buchi solo una manciata di giorni prima. Sull’orecchio sinistro ve n’erano tre pendenti in fila dal lobo, uno di malachite verde a forma di stella a otto punte, uno di calcedonio blu a forma di stella a dieci punte, e uno di quarzo bianco, a forma di luna crescente. Sull’orecchio destro v’era invece un pendente solitario d’ambra gialla, a forma di goccia.

Così, bello sgargiante, il ragazzo attendeva. Era quasi il momento. Il momento di partire per la nuova avventura, il momento di affrontare Darwin a viso aperto.

Finalmente sul suo volto si dipinse un bel sorriso quando vide finalmente fare capolino dal fondo del corridoio, prima l’uno, poi l’altro, i suoi due compagni di squadra.

Aivel: “Ehilà”

Salutò con la mano.

Aivel: “Siete in ritardo!”

Era passato qualche giorno dalla terribile missione ad Ilusia, Edward sfruttò tutto questo tempo per ricaricarsi completamente di energie e staccare un po la spina dalla frenesia dell'accademia, si era preso un po di tempo da dedicare completamente a se stesso, andando a comprare oggetti e vesti nelle varie isole e città dei 4 mari e svagarsi un po tra locali e piacevoli compagnie.
Lo spadaccino una volta ritornato in accademia, ricevette la convocazione da parte di Drake, sapeva già di cosa si trattasse, era tempo di ricongiungersi ai suoi compagni, tempo di salutare l'accademia, tempo per iniziare una nuova avventura e una nuova storia della sua vita.
Senza pensarci due volte si fiondò in camera sua, preparò la borsa con tutto il necessario per il viaggio e la poggiò sopra il letto, sarebbe passato dopo a ritirarla, prese la nuova divisa e se la mise addosso, ora era pronto per dirigersi dal commodoro.

"Chissà se sarò il primo ad arrivare"

Lasciò la sua stanza e si diresse nei corridoio, camminò per qualche minuto fino a giungere nella zona degli uffici, in lontananza iniziò a scorgere una figura dinanzi alla porta di Drake, era un uomo con un mantello familiare, ma aveva qualcosa di diverso, il colore non era nero ma bianco, più si avvicinava e più quella figura si faceva sempre più nitida, fino a quando non capì che si trattava del suo compagno uomo-lupo Aviel.
Il ragazzo si volse e notò subito Edward, non appena fu vicino lo salutò con un eilà e la mano, Edward ricambiò il saluto.

"Eilà lupacchiotto....si hai ragione sono andato a fare un po di compere a giro, anche tu vedo che hai cambiato qualcosa"

Disse indicando il mantello.

I piedi dell'uomo pesce si dirigevano a passo sicuro dalla stanza che aveva considerato "casa" da quando era divenuto un Marine fino a quel giorno fino all'ufficio del commodoro.
Conosceva benissimo quei corridoi, calpestati più volte nel corso della sua permanenza in Accademia, tanto da pensare di poterli fare anche ad occhi chiusi.
Quel giorno sarebbe stato l'ultimo che li percorreva per chissà quanto tempo: era oramai tempo di andare.
Anzi, era trascorso fin troppo tempo.
O meglio, troppo per come si erano avvicendati gli ultimi avvenimenti: la missione con Fury, il dialogo con Darwin, la scoperta di una talpa in Accademia, l'omicidio di un Marine, la sua promozione, la formazione della squadra diretta a Navarone sotto il suo comando, l'interrogatorio di Dimitri; tutto a distanza di una manciata di ore!
E adesso erano passati alcuni giorni che aveva trascorso nell'ozio e nel riposo.
Certo, gli servivano per riprendersi dalla fatica e dal sonno arretrato. Ma il corpo oramai riposato anelava di nuovo quella velocità d'azione che scarseggiava in quei giorni.
Svoltò l'angolo dietro cui sapeva esserci l'ufficio cercato, e all'altro capo del corridoio vide la sagoma mantellata di Aivel. Qualche passo più avanti di Ryo, invece, la schiena di Edward che procedeva verso il compagno spadaccino faceva notare all'uomo pesce che era l'ultimo arrivato.

...cavoli...non me ne sarebbe importato nulla, prima, ma ora che sono il capo del team e un sottufficiale non posso arrivare in ritardo...

Aumentò l'ampiezza del passo, ma senza esagerare o mettersi a correre.
Arrivò pochi istanti dopo che i due spadaccini si stavano scambiando due parole, salutandosi amichevolmente.

- Ciao ragazzi! Vedo che siamo tutti in forma e pronti a partire!

Diede una pacca sulla spalla ai due, uno con la destra e l'altro con la sinistra, quindi passò in mezzo a loro e arrivò di fronte alla porta.

- Se siamo pronti meglio entrare e andare! Abbiamo già atteso fin troppo senza far nulla, o sbaglio?

Bussò alla porta e si annunciò

- Commodoro Drake, siamo il sottufficiale Ryo e la sua squadra!

Attese che da dentro l'ufficiale diede il permesso per entrare, diede una rapida occhiata dietro di lui per vedere i suoi due compagni di team impeccabili nel nuovo vestiario; soprattutto lo colpì il mantello ora candido di Aivel, che risaltava rispetto a quello nero con cui l'aveva conosciuto.
Erano pronti!

Drake li invitò ad entrare. Fatti i saluti di rito, ai tre fu concesso il riposo. Il Commodoro si trovava dietro alla sua scrivania, ma non appena i tre si fermarono uno a fianco all'altro, si alzò e andò a mettersi davanti a loro. Il suo ufficio era molto diverso da quello della Beckmann. Cominciò a passeggiare avanti e indietro.

Drake: "Bene: è giunta anche per voi l'ora di lasciare il nido. Sappiate che Navarone è un posto completamente diverso dall'Accademia. Anche la Rotta Maggiore lo è. Le sfide che avete affrontato fino a questo momento non sono niente più che un passatempo.

La Rotta Maggiore è la prima vera grande prova per le ciurme di pirati che vogliono riuscire a raggiungere il Nuovo Mondo." - fece una piccola pausa - "Ma sta a noi impedire che ciò accada! Signori miei, ora dovrete imparare a camminare da soli, a trovare la vostra via lungo il cammino della Giustizia."

Osservo Ryo, fermandosi di fronte a lui.

Drake: "Sappiate che i vostri stessi compagni faranno di tutto pur di prendersi meriti che non gli appartengono. Fare carriera a Navarone, significa cominciare a ricoprire alcune delle più alte cariche all'interno della gerarchia della Marina.

Questo è quanto, non sono bravo negli addii e in quelle smancerie. Andate: al porto troverete una nave pronta a salpare. L'equipaggio presente a bordo è lo stretto indispensabile per affrontare il viaggio, quindi non aspettatevi una festa. E' tutto."

E con questo, potevano dire davvero addio all'Accademia!

/OT: pronti per partire? Allora postate direttamente qui! (http://www.roleplayacademy.it/forum/showthread.php?6848-Storia-di-tre-piccoli-Gabbiani-e-di-un-Master-che-insegn%F2-loro-a-volare&p=109744&viewfull=1#post109744) Immaginatevi il congedo dall'Ufficio e l'arrivo al Porto con la vista della nave. A fine post sarete sul ponte della nave./

e fatti avvenuti qui in precedenza:/
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Da qui. (http://www.roleplayacademy.it/forum/showthread.php?2096-Ufficio-del-Commodoro-Drake-Krell&p=109743&viewfull=1#post109743)
La nave che li attendeva al porto era molto più robusta rispetto a quelle che tutti loro avevano visto fin ora. Ci sarebbe stato tempo di capirne il perché, ora dovevano salire a bordo ed incontrare l'equipaggio.

Ryo precedette i suoi due compagni sul ponte. La salsedine permeava i loro polmoni, ma Aivel sentì uno strano odore una volta che i suoi piedi poggiarono sulle assi di legno ben lavorato della nave. Un odore famigliare, ma che non riusciva a distinguere bene.

/OT: ho indicato che cinius è il primo a salire, ma l'ordine di post è libero! Avvisatemi quando avete fatto./

Aivel mise finalmente piede sulla nave che avrebbe trasportato lui e i suoi compagni verso la nuova, ambita meta. Essa appariva come un’imbarcazione decisamente più imponente e robusta di quelle che lo spadaccino aveva imparato a conoscere nei quattro mari, il ché era più che naturale considerando le insidie che riservavano ai navigatori i viaggi in Rotta Maggiore.

La squadra era arrivata lì dopo la riunione nel corridoio degli uffici e un veloce colloquio con Drake, che li aveva salutati e incoraggiati nel solito modo sbrigativo che lo contraddistingueva, seppur non mancando di dare qualche piccolo ma prezioso consiglio ai tre giovani che si stavano per affacciare su un mondo completamente nuovo per loro.

Aivel: “Eccoci qui dunque... stento ancora a crederci.”

Disse Aivel con un mezzo sorriso mentre si guardava intorno sul ponte della nave, posto al fianco di Ryo e Edward. Cosa li avrebbe aspettati durante quel viaggio? Era difficile dirlo. Ad ogni modo il giovane si godé quel momento di calma prima della partenza, prendendo un profondo respiro d’aria e salsedine e… qualcos’altro. Un odore particolare invase le sue narici, un olezzo che aveva un ché di strano, sebbene il giovane lì per lì non capì cosa. Sul suo voltò si formò un’espressione interrogativa che sicuramente notarono anche i suoi due compagni di squadra.

Aivel: “Cosa sarà mai quest’odore, non è la prima volta che lo sento...”

La soluzione a quell’interrogativo era a portata di mano. Aivel si era allenato molto negli ultimi giorni per riuscire a padroneggiare le sue capacità di trasformazione, e l’odorato di un canide era proprio quello che ci voleva in quel momento per sfatare il dubbio.

Aivel: “Vediamo se ho fatto davvero dei progressi.”

Il marine sembrò concentrarsi, il suo sguardo si fissò sul pavimento, i suoi muscoli si tesero. Presto tutto il corpo di Aivel fu coinvolto in una spettacolare metamorfosi: Il busto si allungò in verticale e si irrobustì, e la stessa cosa fecero gli arti, mentre tutto il corpo veniva coperto da una folta peluria bianca e i suoi capelli s’allungavano tingendosi anch’essi di latte. Dopo pochi secondi Edward e Ryo si ritrovarono davanti l’essere bestiale che avevano già avuto il piacere di conoscere a Ilusia.


Aivel assume:
Forma Ibrida: "Ogni possessore di un frutto del diavolo Zoo Zoo è in grado di trasformare il suo corpo fondendo la specie donatagli dal frutto con quella di partenza così da ottenere straordinarie capacità."

Effetti: Attivabile all'inizio del primo turno di combattimento o a partire dal secondo turno alla fine della fase di difesa, dopo essersi difesi da tutti gli attacchi. L'utilizzatore ottiene un bonus di +5 Atk e Def. Non cumulabile con utilizzi di "Forma Animale" e "Forma Umana". Una volta attivata questa tecnica si rimane in questa forma fino a che non si decide di cambiare forma(Il costo in PT viene pagato solo al momento dell'attivazione).

Costo: 5 PT

PT: 50 - 5 = 45

L’uomo lupo Aivel iniziò quindi ad annusare intensamente l’aria col suo naso da canide, alla cui aumentata prominenza corrispondeva anche una maggiore capacità olfattiva.

Tutto era pronto per la partenza, Drake congedò i suoi uomini senza usare troppe parole sdolcinate o chissà altro, solo un augurio e un addio, niente di più, forse si sarebbero rivisti in un'altra occasione.
Intanto i tre marines una volta lasciato l'ufficio si diressero verso il porto dove ad attenderli vi era di già la nave che li avrebbe portati a Navarone, l'imponente imbarcazione si mostrava diversa rispetto alle classiche imbarcazioni che Edward e compagni avevano visto fino ad'ora, sicuramente era molto più robusta ma anche molto più grande.

"In marina non badano a spese eh.."

Edward da buon carpentiere quale è, rimase affascinato da quella imbarcazione, curioso di scoprire tutti i segreti che essa celava dentro, una volta su avrebbe voluto incontrare il carpentiere di quella nave e farsi spiegare tutto sulle navi della Rotta Maggiore e magari qualche altro piccolo segreto.

"Ok ragazzi andiamo, questo è un nuovo inizio"

Si voltò verso i suoi due compagni, gli sorrise e si incamminò verso la nave, intanto intorno ad essa vi era un gran via vai di marinai e quant'altro, impegnati a rifornire l'imbarcazione con viveri e armi, preparandola per la traversata.
Dopo pochi passi tutti e 3 si ritrovarono sul ponte della nave, ora non dovevano fare altro che aspettare di conoscere il capitano della nave e prepararsi alla partenza, intanto però Aviel ebbe una strana espressione, si guardava intorno come se stesse cercando qualcuno, Edward si voltò verso il suo compagno.

"Qualcosa non va amico?"

Aviel in poco tempo si trasformò in mezzo uomo e mezzo lupo, proprio come successe ad Ilusia, Edward fece qualche passo in dietro, era un po intimorito da quella trasformazione, ancora non si era abituato a vedere quelle trasformazioni, forse perché ancora frastornato da quella brutta esperienza nello zoo di Ilusia.

"Mi ci devo ancora abituare a queste tue trasformazioni...comunque che succede?"

Lo spadaccino si riprese subito e attese con impazienza la risposta del compagno, mentre la sua mano afferrava l'elsa della spada, pronta ad essere sguainata nel caso ci sia pericolo nelle vicinanze

Ryo si era appena allontanato dall'ufficio di Drake con la sua squadra.
Ancora era stranito a pensare ai due compagni d'avventura come "la mia squadra". Non si era ancora abituato.

...ci vorrà un po' prima che mi abitui...forse riuscirei meglio se ci fosse un nome...durante la traversata ne parlerò con loro due e sceglieremo un nome per la squadra...

L'aria iniziava a divenire salmastra, sintomo che si stavano dirigendo verso il porto dell'Accademia e che l'uscita era vicina.
Non appena il sole illuminò tutto ciò che si trovava intorno a loro e non era più presente un soffitto sopra di loro, il paesaggio fu riempito da una sagoma di nave enorme: davanti ai tre Marine si stagliava imponente la nave della Marina più grande che Ryo avesse mai visto fino a quel momento.

- Wow!

L'uomo pesce rimase a bocca aperta, quasi paralizzato dalla magnificenza di una tale imbarcazione.
La Leone Marino, utilizzata per andare a Briss per la guerra, pensava che fosse già bella e grande, ma ora non c'era confronto.
Naturalmente questa doveva vagare per la Rotta Maggiore, molto più pericolosa dei quattro mari; perciò anche le dimensioni dovevano adattarsi al cambio di ambiente.
Dopo l'attimo di estasiata ammirazione, il navigatore volle evitare di perdere altro tempo e raggiungere nel più breve tempo possibile quella bellezza per vederla da molto più vicino.
In brevissimo tempo i tre percorsero la distanza che li separava dalla passerella.
Da vicino poterono apprezzare ancor di più le dimensioni e la magnificenza di ciò che li avrebbe condotti verso Navarone.
Ryo salì la passerella in legno e raggiunse il ponte della nave, lieto del viaggio che stavano per compiere.

...finalmente si parte...arriverò a Navarone...e lì potrò incontrare i miei vecchi compagni...chissà come stanno?!?...e chissà cosa diranno quando ci incontreremo?!?...

Ripensando ai vecchi compagni, Ryo ebbe l'istinto di voltarsi per osservare un'ultima volta l'Accademia.
Voltandosi, l'uomo pesce vide i suoi due compagni, che erano saliti dietro di lui.
Lo sguardo però invece di andare verso la costruzione che stavano abbandonando, si fermò su Aivel: lo spadaccino stava annusando con aria dubbiosa; prima di potergli chiedere qualcosa, però, si trasformò in una specie di lupo bianco, che però stava ritto sulle due zampe.
Non era un vero e proprio lupo, ma aveva perso gran parte delle fattezze umane.
Proprio come nelle prigioni di Ilusia.
Quasi ricordando quel pericolo, irrigidì i muscoli di petto e braccia, rimanendo fermo ma pronto a scattare al primo segnale d'allarme.
Vide che Edward aveva già sfoderato la sua spada e come lui esprimeva il suo dubbio riguardo quella trasformazione improvvisa.

- Cosa c'è che non va?

Erano in pericolo? Aveva fiutato qualcosa che non andava? Non sapeva controllare il suo potere? O semplicemente stava emergendo un aspetto vanitoso di Aivel, che voleva mostrare le sue potenzialità ai marinai di quell'imponente nave?


La nave, grande a sufficienza per trasportare un piccolo contingente armato, era affollata. Aivel dovette faticare un po' prima di ritrovare la traccia sentita in precedenza. Anche se nessuno sulla nave sembrava interessarsi a loro: tutti i marinai continuavano a svolgere i loro compiti e le loro mansioni, dato che la partenza era imminente!

La scia olfattiva sembrava provenire dalle cabine poste alla loro destra. La parte rialzata della nave ospitava, oltre agli alla postazione di navigazione con il timone, gli alloggi per l'equipaggio, la cambusa e la sala da pranzo. Più in alto c'era l'alloggio del Capitano e, sotto, la sala macchine per il controllo del sistema di propulsione.

L'odore sembrava provenire dagli alloggi del capitano.

Due rampe di scale, ai lati opposti della nave, portavano alla parte rialzata. Da lì, altre scale, portavano alla parte alta degli alloggi. La porta si aprì: la figura che ne uscì non fu distinguibile dai tre a causa della sua posizione. Il sole, infatti era proprio alle sue spalle e l'ombra gettata oscurava il Capitano.

???: "Credevo che vi foste fermate a prendere un the con biscotti signorine." - la voce era famigliare, ma sembrava impossibile - "Per fortuna che ho imparato ad essere un uomo paziente." - la figura cominciò a muoversi, uscendo dal cono d'ombra.

Nessuno di loro poteva credere ai loro occhi.

Nicholas Fury e il suo immancabile sigaro, stavano camminando in direzione delle scale, che li avrebbero portati fino al ponte. Era sopravvissuto quindi? Sembrava di sì. Alcune nuove cicatrici facevano compagnia alla sua benda sull'occhio. C'era qualcosa di diverso in lui.

Nessuno riuscì a capire cosa. Nel vederlo scendere le scale, però, i tre realizzarono: la sua andatura. Probabilmente si era ferito ad una gamba durante il crollo. Una frattura non ancora guarita magari. La sua immancabile aria da duro non l'aveva abbandonato però!

Nick Fury: "Sì anch'io sono contento di rivedervi e le solite cazzate. I baci e gli abbracci li rimandiamo a dopo. TIMONIEREH!" - urlò quando si trovava sulla postazione di navigazione - "Siamo pronti a partire o devo legarvi uno a uno per farvi tirare questa barca a nuoto!?"

Il timoniere, intimidito, non riuscì a rispondere.

Nick Fury: "Guarda te con chi mi tocca navigare. E non prendetelo come un complimento: avete fatto un bel casino. Navarone! Tsk... Spero che almeno abbiate un piano!" Il sigaro era ormai finito e lui li aveva raggiunti. La sua gamba destra e il suo braccio destro emettevano uno strano suono.

Come se le giunture ossee fossero diventate degli ingranaggi.

/OT: facciamo un po' di interazione tra vecchie conoscenze ;)
Al solito: PM quando avete finito il giro, grazie!/
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Re: Storia di tre piccoli Gabbiani e di un Master che insegn

Messaggio #1 della Pagina da DeathBeat » 06/11/2014, 23:49

Il candido muso dall’apice nero iniziò a danzare di qua e di là nell'aria, nel tentativo di riaggrapparsi al sottile filo teso dalla fonte dell'odore percepito di sfuggita poco prima. Ci volle poco perché Aivel portasse a conclusione quella ricerca, fermandosi col naso puntato alla cabina del capitano.

Aivel: “Che mi venga un colpo…”

Ciò che scorse, ciò che annusò, e ancor di più ciò che sentì, lasciarono lo spadaccino di sasso. Emersa ratta dalla penombra dell’alloggio del comandante della nave, una figura dai tratti non ben delineati parlò con una voce fin troppo conosciuta, accogliendo i tre con un benvenuto dalla discutibile calorosità. Aivel riconobbe in quel tono e in quegli atteggiamenti un uomo che fino a quel momento aveva pensato morto: era il capitano Fury! L’uomo lupo rimase di stucco per un po', poi, proprio quando stava per dire qualcosa, il capitano, che intanto si era avvicinato, lo interruppe tagliando a corto con i convenevoli, col suo solito atteggiamento da duro.

Aivel: “Il solito bastardo, non è cambiato per niente. Questo è un buon segno… immagino.”

Eppure qualcosa nel capitano era in realtà cambiata, se non nel suo carattere almeno nel suo fisico, e presto lo spadaccino se ne sarebbe reso conto. Intanto Fury aveva chiesto ai tre se avevano un piano d’azione per il futuro.

Aivel: “Piano? E’ un parolone. Quello che sappiamo è che Darwin potrebbe trovarsi a Little Garden, o che quantomeno vi è stato di recente, quindi è nostra intenzione andare lì a dare un’occhiata, anche se il nemico probabilmente si aspetta proprio questo. Purtroppo siamo in possesso di ben poche informazioni…”

Fece una strana pausa, come se si aspettasse che fosse Fury a colmare quell’enorme vuoto nelle conoscenze in loro possesso. Poi però ci mise ben poco a cambiare argomento.

Aivel: “Comunque è un piacere riaverla con noi.”

Disse Aivel, porgendo la sua mano artigliata all’ufficiale, offrendogli una rispettosa stretta, infischiandosene di quello che poco prima lo stesso superiore aveva ordinato e fregandosene se questi l'avrebbe accettata o no.

Aivel: “Si può sapere come ha fatto a scamparla?”
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Re: Storia di tre piccoli Gabbiani e di un Master che insegn

Messaggio #2 della Pagina da ACE919 » 12/11/2014, 21:40

La tensione era alta, la trasformazione improvvisa del fruttato Aviel mise in allerta i suoi compagni, l'uomo lupo percepì un odore strano su quella vasta nave della marina, il suo infallibile fiuto portò il suo muso in direzione della cabina del capitano, la porta si aprì, una losca figura ne uscì fuori, la luce del sole impediva ai tre di capire di chi si trattasse.
La figura iniziò a parlare ai tre marines, la voce sembrava familiare, anzi forse fin troppo, ma nessuno dei tre poteva credere a quello che avrebbero visto di lì a poco, eh sì quella voce così familiare era proprio del capitano Nick Fury, a quanto pare era riuscito a fuggire dall'inferno di Ilusia, senza però con qualche conseguenza, di fatti la sua camminata era innaturale, zoppicava vistosamente e qualche cicatrice in più sul visto aumentava la serietà del suo sguardo.

"E' un piacere rivederla capitano, vedo con molto piacere che si è salvato, con qualche conseguenza purtroppo"

Disse il giovane spadaccino mentre riponeva con cura la sua spada nel fodero, il capitano riprese il suo discorso ordinando a dei marinai di finire subito i preparativi della nave e partire immediatamente, utilizzando come al suo solito i suoi modi poco garbati e severi, nel frattempo chiese ai tre se avessero un piano e Aviel rispose subito alla domanda di Fury.

"Ha detto tutto Aviel, purtroppo non sappiamo altro, o almeno per ora ancora no, dobbiamo indagare più affondo"

Edward però era molto curioso di sapere come avesse fatto il capitano a fuggire e soprattutto cosa gli è successo dopo, qualcosa nella sua corporatura sembrava diversa, non più umana.

"Ci aspetta un lungo viaggio, saremo lieti di sapere come è riuscito a fuggire"
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Re: Storia di tre piccoli Gabbiani e di un Master che insegn

Messaggio #3 della Pagina da Cinius » 14/11/2014, 13:14

Non avevano fatto in tempo a salire sull'enorme imbarcazione e a guardarsi intorno, che subito Ryo ed Edward notarono il loro compagno Aivel che, grazie al suo odorato migliorato dalle capacità del frutto del mare, aveva fiutato una traccia.
Seguirono i movimenti e lo sguardo dello spadaccino, fino alla parte più alta della nave.
Lì, nascosto dal sole che splendeva alto esattamente dietro di lui, una grande figura si stagliava imponente.
Una voce risuonò tutt'intorno dando ordini e comandi con il solito modo brusco e diretto, facendo capire a tutti chi avevano davanti prima di poterlo vedere chiaramente: il capitano Nick Fury incredibilmente era lì con loro, sano e salvo.

...non è possibile...come fa ad essere sopravvissuto?!?...l'abbiamo visto bloccato nell'arena, a decine di metri sotto il livello del mare, mentre intorno crollava tutto...

Un misto di gioia e sospetto pervase il sottufficiale nel vedere che Fury, dato per morto, era invece lì, vivo e vegeto.
Fecero per avvicinarsi a lui, riuscendo finalmente ad inquadrare la sua persona: nuove cicatrice abbellivano il volto e i movimenti erano più lenti di prima; segno che anche lui aveva patito danni e sofferenze.
Ma come aveva fatto a farcela?

...l'unica via d'uscita sembrava essere quella che abbiamo preso noi con li sottomarino...e anche se avesse raggiunto il molo dopo di noi, non c'erano altri mezzi per scappare...non poteva di certo nuotare a quelle profondità per tutto il tempo che ci voleva per arrivare alla grotta sotterranea...che sia risalito?...ma i pavimenti e le mura dei piani superiori stavano crollando...è vero che è pieno di segreti e risorse, ma come diamine ha fatto?

Mentre si avvicinavano a lui, i due compagni di Ryo espressero a parole i suoi pensieri: la prima cosa che volevano sapere tutti e tre era come avesse fatto a salvarsi.
Ryo sapeva che era inutile parlare, probabilmente: se avesse voluto esporre la modalità di fuga, l'avrebbe fatto anche senza la sua domanda; in caso contrario la domanda fatta per la terza volta non sarebbe servita a nulla.
Ma l'uomo-pesce non riuscì a trattenersi

Come ha fatto a fuggire dalla prigione? L'abbiamo aspettata fino all'ultimo, e quando non l'abbiamo vista arrivare credevamo che non ce l'avesse fatta e siamo andati via come ci aveva ordinato, riuscendo a fuggire per un soffio.
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Ryo - Uomopesce/Razza - Sottoufficiale
Frutto: // - Navigatore - Karate degli uomini pesce
Posizione attuale: In viaggio verso Navarone
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Re: Storia di tre piccoli Gabbiani e di un Master che insegn

Messaggio #4 della Pagina da Geko_M » 15/11/2014, 11:27

Fury non strinse la mano all'uomo-lupo, ma si porto l'indice della dritta alla bocca. La mano era ricoperta da un guanto, strano per un uomo come lui. Inoltre si accorsero solo ora che non indossava la divisa né portava qualche riconoscimento per i suoi gradi. Vestiti semplici per un uomo che di semplice non aveva nulla! Fece un cenno con il capo, indicando la stanza dalla quale era uscito.

Nick Fury: "E' meglio parlare lontano da occhi indiscreti."

Si incamminò diretto alle scale, dando le spalle al gruppo. Ancora quel suono metallico e innaturale. Possibile che...? Il dubbio corse nella mente di tutti loro, ma non avevano la certezza. Non avevano nemmeno la certezza di sapere come avesse fatto a scampare a tutto quel disastro. Solo supposizioni e un pensiero immancabile: le risorse di quell'uomo erano davvero infinite!

Nick Fury: "La prudenza non è mai troppa. Tracceremo una rotta per Little Garden, il nuovo Sottufficiale Ryo dovrebbe essere ancora in grado di navigare, giusto? Sì, so tutto." - un piccolo sorriso tirato, mentre il suo sigaro veniva gettato in mare - "Coraggio, entrate."

La stanza non puzzava di fumo quanto il suo vecchio ufficio in Accademia, ma un leggero odore di sigaro aleggiava nell'aria. Oltre a una semplice branda, vi erano una scrivania e alcuni avvisi di taglia appesi. Forse erano gli stessi presenti nel suo ufficio, chi può dirlo... Sul lato opposto della stanza, vicino alla scrivania, c'era uno strano mobiletto.

L'anta era aperta.

All'interno vi erano alcune chiavi inglesi e alcune pipette per l'olio. Fury si avvicinò allo sportellino e lo richiuse. Aperta sulla scrivania vi era una grossa mappa. Era diversa da quella dei Quattro Mari che conosceva Ryo. Era molto più vasta e comprendeva molte più isole. Al suo fianco, vi era uno strano oggetto: sembrava una bussola, ma qualcosa diceva alla manta che il suo funzionamento fosse completamente diverso.

Nick Fury: "Vi inviterei a sedervi per prenderci un the, ma ormai i preparativi sono quasi ultimati. Sappiate solo questo: sono fuggito ma a caro prezzo." - fece scivolare da parte il manto che portava agganciato sul collo - "Ho dovuto lasciare qualcosa in quell'inferno di prigione." - il guanto destro fu sfilato e sotto di esso non vi erano carne e ossa a formare le dita, ma freddo acciaio - "Il mio braccio e la mia gamba."

Lasciò un istante ai tre per metabolizzare la scoperta.

Nick Fury: "Quindi spero non vi dispiaccia se non entro nei particolari della mia fuga." - la mano metallica si aprì più e più volte, emettendo qualche cigolio - "La cosa più importante è che in Accademia mi si creda morto. Solo la Beckmann e pochi altri di questi uomini sanno chi sono." - fece il giro, andando dietro alla scrivania e puntando un dito sulla mappa - "Qui c'è Little Garden. Sapete perché diavolo Darwin si trovasse là? Ha menzionato qualche strano esperimento? Dio solo sa cos'ha in mente quel pazzo.

L'interrogatorio del nostro prigioniero ha rivelato qualche informazione in particolare invece?"


L'occhio buono osservò i tre, mentre invitò Ryo ad avvicinarsi per spiegargli il funzionamento dello strano oggetto e per fargli tracciare la rotta verso Little Garden. L'oggetto si rivelò essere un Log Pose. L'uomo pesce ne aveva già sentito parlare, ma non ne aveva mai visto uno. Il suo funzionamento gli fu subito chiaro: l'ago funzionava come quello di una bussola, registrando il magnetismo di ogni isola su cui si attraccava.

/OT: nello spoiler troverete i fatti avvenuti nella "Stanza degli interrogatori". Al solito a giro finito, avvisate!/
[+] Spoiler
Una volta qui, la Beckmann ordinò ai secondini di portare il prigioniero nella Stanza degli interrogatori. La donna, ordinò poi di lasciarli soli. Il quartetto si trovava dall'altra parte dello specchio. Dimitri era seduto all'interno della stanza, da solo. Aivel, Ryo ed Edward potevano vedere il pirata intontito guardarsi intorno.

Luisa: "Chi vuole cominciare?" - osservava i tre - "Una volta dentro, disattivate la lumacamera e non registrate l'interrogatorio. Io resterò di qua, assicurandomi che nessuno venga a disturbarvi."

/OT: una piccola cortesia: quando finite il giro avvisatemi, sennò mi dimentico!/

Una serie di corridoi e scale, sempre non troppo illuminate e spaziose, aveva portato la nuova squadra e l'Osservatrice in una piccola stanza degli interrogatori.
La camera in cui si trovavano, piccola e praticamente disadorna se non per un tavolo e qualche sedia, aveva un'enorme specchio che occupava gran parte della parete laterale.
Attraverso questo quel piccolo gruppo poteva vedere comodamente ciò che accadeva nella stanza affianco.
Anch'essa era spoglia e adornata allo stesso modo, quasi fossero due stanze gemelle, se non per la luce, molto più alta, e l'occupante: Dimitri era seduto sulla sedia, vicino al tavolo, intontito ed ammanettato, quasi cercando di capire dove si trovasse.

...la Beckmann vuole che assistiamo anche noi all'interrogatorio...

Ad un cenno della sottufficiale tutti i soldati presenti in quelle due stanze e lì accanto abbandonarono la loro posizione, lasciando i tre insieme alla Beckmann, così da non avere aiutanti o testimoni di ciò che sarebbe accaduto.
Quindi scoprirono che sarebbe toccato a loro estorcere le informazioni necessarie dal prigioniero.
Ryo ascoltò la domanda, conscio di ciò che avrebbe dovuto fare

- Penso che sia mia responsabilità!

Si voltò verso i suoi due compagni e li fissò negli occhi.
Per lui non era cambiato molto con la promozione, era sempre lo stesso Ryo di prima. E probabilmente anche per Aivel e Edward era lo stesso.
Ma sapeva che in realtà non era così: ora aveva delle responsabilità in più verso di loro, e per alcune cose avrebbe dovuto agire di conseguenza, ben sapendo che ora erano più che semplici compagni.

...da solo però potrei avere problemi...non sono bravo a parole, in fondo...potrei farmi accompagnare...già, potremmo...

Un'idea iniziò a balenare nella sua mente. Iniziò a pensare chi potesse aiutarlo in base alle proprie caratteristiche.

- Aivel, vieni dentro con me. Edward, tu aspetta un attimo. Non dobbiamo entrare tutti e tre insieme. Se compare qualcuno di nuovo non saprà come comportarsi, probabilmente. Per il momento in cui intervenire, mi fido del tuo buon intuito.

Attese per vedere la reazione dei tre che aveva di fronte, conscio che oramai la Beckmann avrebbe probabilmente acconsentito a qualunque cosa avesse deciso di fare: se fosse stato in errore, secondo lei, lo avrebbe lasciato sbagliare per imparare sulla propria pelle la lezione; e comunque oramai era un parigrado a cui poteva dare ordini velati da consigli, che però Ryo era anche libero di non seguire.
Il navigatore uscì dalla stanza con il compagno a fianco e, mentre erano nel corridoio, sussurrò a Aivel:

- Io proverò ad intimorirlo comportandomi in modo aggressivo. Tu invece rimani tranquillo e rincara la dose tentandolo di minacciarlo e farci dare le informazioni che vogliamo, ma solo a parole.

Aprì la porta della stanza degli interrogatori, non senza un po' di disagio e emozione: era la prima volta che interrogava un prigioniero e non sapeva bene come fare.
Davanti a lui la schiena di Dimitri seduto sulla sedia si mostrava piegata in avanti.
L'uomo pesce, stanco e spossato, si stirò la schiena come per ricaricarsi, fece entrare il compagno e richiuse la porta.
Una rapida occhiata verso lo specchio, notando che rifletteva pienamente la stanza che aveva di fronte.
Sapeva che da quel momento in poi non avrebbe più dovuto guardare in quella direzione per non far intuire a Dimitri cosa nascondeva. Quindi si diresse verso il prigioniero, calmo e pacato.
Una volta affianco a lui iniziò a parlare

- Ci si rivede, caro Dimitri. Come va?

Fece un giro del tavolo camminando lento, mentre il prigioniero alzava lo sguardo per guardarlo.
Mentre camminava continuò a parlare

- Sono passato solo a farti un saluto, me ne vado subito.

Aveva completato il giro e attirato l'attenzione del prigioniero. Allungò la mano verso la lumacamera e schiacciò il bottone per spegnerla. Il "clic" emesso indicava che l'operazione era andata a buon fine. Ora non ci sarebbero state, almeno secondo la Beckmann, registrazioni dell'interrogatorio.

- Però prima vorrei farti qualche domanda:

Si avvicinò rapido a lui, afferrando con la destra i capelli della nuca di Dimitri e spingendo indietro la testa. La faccia del prigioniero era a una spanna dal viso iracondo decorato di denti aguzzi dell'uomo pesce.

- cosa sai di Darwin? e cosa sta succedendo a Little Garden?

Lasciò una piccola pausa, per osservare la reazione di Dimitri, quindi aggiunse

- E non tentare di prenderci in giro: sappiamo già molte cose, per cui se menti lo capiremo. E a quel punto mi arrabbierei molto.

Ryo tentò di rimanere serio e spaventoso, facendo emergere la sua natura predatoria. Doveva il più possibile tentare di spaventare l'interrogato. Sperava che con l'intervento di Aivel, più tranquillo e pacato, si potesse aumentare la dose di paura o sfruttare quel diverso atteggiamento del Marine per provare una seconda strada.
Ma fino a che non fosse uscito da quella stanza, Ryo non avrebbe modificato il suo modo di fare.
Anzi. Avrebbe calcato maggiormente la mano, arrivando anche a far provare dolore a Dimitri.
In fondo era a causa sua che molti prigioneiri e Marine, Fury compreso, avevano patito ed erano morti in quella prigione.

Alla proposta del neo-superiore di fargli compagnia durante l’interrogatorio Aivel rispose con disponibilità.

Aivel: “Certo, ti seguo.”

I due si avviarono quindi verso la stanza in cui si trovava Dimitri, che avevano già intravisto dal vetro a specchio, lasciando da soli Edward e la Beckmann.

Non solo per Ryo, ma anche per Aivel era il primissimo interrogatorio della carriera, e il giovane era quindi ben poco ferrato a riguardo. Come si sarebbe dovuto comportare? Fortunatamente il superiore aveva in mente un’idea che poteva funzionare: L’uomo pesce avrebbe approcciato il prigioniero in modo violento e aggressivo, tentando di intimidirlo, mentre Aivel l’avrebbe fatto in modo calmo, diplomatico, e perché no, anche amichevole, nel tentativo di farlo parlare per riconoscenza. Avrebbe funzionato davvero? Non restava altro da fare che provare e vedere cosa accadeva.

Quando i due entrarono silenziosamente nella stanza degli interrogatori, Dimitri alzò per un attimo lo sguardo, riconoscendo subito i marines che lo avevano accompagnato fino in accademia.

Ryo fu il primo a rivolgersi al prigioniero, avvicinandosi a lui e iniziando a parlare e a muoversi con fare sicuro e deciso, camminando intorno a Dimitri e tentando di metterlo in soggezione coi suoi atteggiamenti. Aivel nel frattempo era rimasto in piedi in prossimità dell’entrata e non aveva detto nemmeno uno parola. Si limitava ad assistere alla scena e ad attendere il momento giusto per intervenire. Quello era solo il principio, i due stavano saggiando il comportamento del criminale, per comprendere come avrebbe reagito alla loro tattica.

Ad un certo punto Ryo si fiondò su Dimitri, lo afferrò per i capelli in modo violento e gli fece due semplici domande, a cui però egli difficilmente avrebbe risposto.

Aivel di fronte a quell'accadimento, e come riscaldamento per la messinscena, allungò per un attimo il braccio in avanti con un’espressione preoccupata, come se volesse fermare il compagno dal maltrattare così il “povero” Dimitri, cercando di farsi notare da quest’ultimo, ma si bloccò a metà strada. Ryo non aveva ancora esagerato e quindi non andava fermato, anche per lui quello era solo il riscaldamento, il preludio volto a saggiare quale sarebbe stato l’atteggiamento del prigioniero, per agire quindi di conseguenza.

Abbandonarono tutti l'ufficio di Luisa Beckmann e si diressero verso le prigioni per andare ad interrogare Dimitri, l'osservatrice era davanti mentre Ryo, Aviel e Edward più indietro, lo spadaccino sapeva che i suoi compagni avrebbero chiesto spiegazioni per non aver dato i diari alla Beckmann o almeno averglieli accennati.

"Spero non abbiano pensato male di me..."

Voltò lo sguardo verso i suoi due compagni per poi riportarlo nuovamente verso terra, non sapeva cosa stavano pensando di lui in quel momento, forse niente di buono ma sicuramente li avrebbe spiegato tutto, intanto dopo qualche minuto di camminata arrivarono nella stanza degli interrogatori.
Dimitri era al suo interno ben ammanettato e completamente perso, la Beckmann diede qualche indicazione e disse di spegnere le telecamere, Ryo si avviò dentro la stanza seguito da Aviel, Edward invece restò fuori ad osservare la situazione e nel caso intervenire se c'è ne fosse stato bisogno.
Una volta dentro, Ryo spense le telecamere e cercò di utilizzare delle maniere molto ruvide per strappare qualche informazione al prigioniero, Edward li osservava in silenzio, anche se dentro di se aveva un magone, voleva dire all'osservatrice che non si fidava di lei, non era uno capace di tenersi certe cose dentro ma non sapeva come avrebbe reagito.

"Sento quasi il bisogno di dirglielo....."

"Signora...."

Si voltò verso l'osservatrice con le braccia conserte.

"...posso essere sincero con lei?"

Attese che la Beckmann gli dia attenzione.

"Dopo che Fury ci ha detto che qui dentro c'è una talpa non mi fido di nessuno eccetto dei miei compagni, non so come mai il capitano si fidi tanto di lei e non mi interessa nemmeno saperlo....volevo solo dirle che io onestamente non mi fido neanche di lei...sono fatto così....ci tenevo solo che lo sapesse e scusi se sono stato scortese"

Si mise in silenzio attendendo una qualche risposta dal sottoufficiale, sperando che non lo avrebbe ucciso in quel momento.

La Beckmann osservò Mayer. Il suo volto era disteso, apparentemente tranquillo. Chiuse gli occhi, inspirando un istante. Tornò a focalizzarsi poi sulla scena all'interno della stanza degli interrogatori, ma allo stesso tempo cominciò a parlare, rispondendo al marinaio.

Luisa: "Vorrei ricordarti, che il Sottufficiale Ryo non è l'unico ad essere tuo superiore. Apprezzo la sincerità, ma in questo caso è stata fuori luogo Marinaio."

Tono duro ed autoritario come sempre.

All'interno, intanto, Dimitri cominciò a ridacchiare: "Non so niente di Little Garden!" - il suo sguardo vagava perso tra i due - "E se anche lo sapessi non lo direi di certo a voi!" - poi si fissò su Aivel - "I tuoi amici non sapevano di cosa eri capace, giusto? Come fate a fidarvi ancora di uno così?"

Infine si mise a guardare lo specchio: "Che brutta cera che avete ragazzi... avete perso qualcuno per strada?" - continuava a ridere, questa volta più forte - "Voi non avete nessuna speranza. Darwin ha già vinto... il siero è perfezionato, lo stabilizzatore funziona. Presto domanderete pietà! Il nuovo mondo è qui!"

Dimitri iniziò a ridere mentre pronunciava la sua risposta.
Ogni parola era una presa in giro verso di loro e verso la Marina in generale, oltre ad un segno di fedeltà assoluta verso il suo capo.

...vuol fare lo sbruffone...come se fosse un duro...bene, vediamo quanto resiste...

Poi il prigioniero fermò un attimo le sue parole e le sue risa di scherno, fissò Aivel e parlò diretto a lui.

...adesso sta tentando di dividerci e testare la solidità del nostro gruppo...non dobbiamo farci distrarre dai suoi trucchetti...devo replicare a modo...magari sfruttando ciò che è successo a lui...

Durante questi pensieri di Ryo, Dimitri aveva ripreso a parlare, stavolta tirando in ballo la perdita di Fury e il successo preannunciato di Darwin.
L'uomo pesce si fece prendere dall'ira e reagì subito, repentino: fece il passo che serviva a colmare la distanza tra lui e la sedia su cui era incatenato il pirata, afferrò con la mano destra la nuca di Dimitri, la sinistra sotto il tavolo davanti a loro, per avere la presa ben salda, e fece schiantare il viso ancora sogghignante contro la superficie metallica.
Il suono rimbombò per un attimo nella stanzetta, insieme all'urlo di dolore che seguiva il colpo

- Vediamo se hai ancora voglia di ridere!

Con la mano sempre stretta dietro al capo di Dimitri, il sottufficiale voltò leggermente la testa per guardarlo in faccia, lo guardò dritto negli occhi, quindi ripetè per la seconda volta l'incontro ravvicinato tra volto e tavola.

- Questa seconda botta è perchè non devi più permetterti di parlare di nessuno di noi a quel modo!

Ryo fece un paio di passi, allontanandosi.
Doveva lasciare qualche secondo di pausa, non poteva assalire senza tregua o avrebbe dato l'idea di essere impaziente e agitato.
Quando riprese a parlare un paio di secondi dopo, l'uomo pesce stava contrattaccando a parole.

- E poi è strano che tu faccia la ramanzina a noi: lui avrà pur tenuto nascosto a noi una sua capacità, è vero; ma poi l'ha usata per aiutarci. Invece i tuoi compagni dove sono finiti nel momento del bisogno? sono forse venuti a salvarti? E che fine ha fatto il tuo caro fratello? Ha forse mosso un dito per venire a prenderti?

Lasciò un momento di silenzio, quindi si avvicinò a Dimitri, si chinò e con la mano strinse la gamba rimasta intrappolata sotto le macerie, proprio nella zona di confine tra la parte sana e la parte ferita.

- No, non lo ha fatto. Anzi, ha tentato di salvare la pelle. Inutilmente, direi, dato che non è riuscito ad uscire da lì. Peccato che ora la discendenza della tua famiglia ricada solo su di te.

Ryo provò un certo piacere sapendo che probabilmente stava facendo soffrire Dimitri sia fisicamente sia psicologicamente. E per questo si preoccupò un poco.
Ma lasciò perdere.
Ci avrebbe pensato più tardi.
Lasciò la presa sulla gamba e si voltò, dando le spalle al prigioniero.
Guardò Aivel e gli fece l'occhiolino, come per passargli il testimone.

...forza, Aivel, ora tocca a te...rincara la dose e vedi di ricavare le informazioni che ci servono...

Come previsto Dimitri si rifiutò di rispondere alle domande, e come prima reazione iniziò a sfottere i marines e a parlare in modo delirante di un nuovo mondo che secondo lui era in arrivo, o qualcosa del genere. Disse anche di non conoscere nulla riguardo a Little Garden. Sicuramente mentiva, ma in effetti era assai probabile che non fosse a conoscenza di tutti i segreti di Darwin, vista la scarsa importanza che quest’ultimo gli aveva dato. Tuttavia doveva per forza sapere di Little Garden, lo si era capito benissimo dal discorso di Darwin stesso.

Comunque Ryo non poteva di certo lasciare impunito un comportamento del genere, e ricominciò quindi a sottoporre il prigioniero alle sue angherie, tentando di attaccarlo sia sul piano fisico che su quello mentale. Infierì in particolare sulla gamba rotta e sul fatto che Dimitri era stato abbandonato da tutti e che ormai era solo. Aivel capì che era il momento per lui di intervenire. Non appena Ryo strinse l’arto ferito del prigioniero, la spadaccino si fiondò sull’uomo pesce cercando di dissuaderlo dal continuare.

Aivel: “Basta così Ryo, adesso stai esagerando!”

Disse, afferrandolo per le spalle e tentando invano di tirarlo via da Dimitri. Ovviamente si trattava di una recita bella e buona, ma i due speravano che il prigioniero non se ne accorgesse. Comunque poco dopo l’uomo pesce decise finalmente di fermarsi, reagendo alla cosa con disappunto, come se l’interruzione di quella tortura equivalesse per lui all’interruzione di un’attività incredibilmente piacevole. Guardò per un’ultima volta con disprezzo Dimitri, poi si voltò verso Aivel facendogli l’occhiolino. Ora toccava all’umano.

Aivel: “Per favore, lasciami parlare un po’ con lui.”

Chiese il ragazzo all'uomo pesce, che acconsentì con apparente riluttanza, allontanandosi da Dimitri e lasciando campo libero allo spadaccino. Aivel si avvicinò al prigioniero e vi sedette davanti, guardandolo dritto negli occhi.

Aivel: “Dimitri…”

Lo chiamò per nome. Primo passo approntato nel mostrare un atteggiamento più comprensivo ed empatico nei confronti del criminale.

Aivel: “…Mi dispiace che le cose stiano andando in questo modo.”

Nel pronunciare quelle parole il giovane si era avvicinato ancor di più al prigioniero, mettendosi a parlare sottovoce, come se non volesse essere udito da Ryo, o meglio, volendo dare a Dimitri la sensazione che si trattasse di un discorso appartato a tu per tu, dal quale il violento uomo pesce era escluso.

Aivel: “I marines sono fatti così, sono severi e implacabili con chi si oppone a loro, cioè con chi si comporta come ti stai comportando tu ora, ma allo stesso tempo sanno essere estremamente riconoscenti con chi accetta di collaborare. Vis et onor, questo è il motto della marina: i nemici assaggiano la nostra forza e ne soffrono, gli alleati si godono il nostro onore e la nostra riconoscenza. E credimi, anche un fuorilegge può diventare un alleato a volte.”

Fece un pausa e si voltò per un attimo verso Ryo, come se volesse assicurarsi che non stesse ascoltando, mentre in realtà sperava nell’esatto contrario.

Aivel: “Per caso hai fame o sete? Vuoi che ti faccia portare qualcosa?”

Disse, indicando la porta alle sue spalle, come se dietro vi fosse in attesa un cameriere con un carrello pieno di cibo.

Aivel: “Comunque Dimitri, finché ti mostrerai così ritroso qui incontrerai solo persone che ti tratteranno col pugno di ferro, e credimi, quello che ti ha fatto il sottoufficiale Ryo non è che un piccolissimo assaggio di ciò che qui viene fatto ai prigionieri indisponenti. E ti dico così perché ho visto tutto coi miei stessi occhi: torture atroci, supplizi inenarrabili, cose che non auguro a nessuno, cose che però possono essere evitate con un piccolo sforzo da parte tua. Per questo voglio offrirti una via d’uscita migliore da questa brutta situazione.”

Sospirò, sembrò indugiare per un istante, poi tornò a rivolgersi al carcerato.

Aivel: “Dimitri, devi solo rispondere a qualche semplice domanda. Se ci darai le informazioni che vogliamo, sapremo come ricompensarti. Un trattamento migliore, una buona sistemazione, uno sconto di pena, dimmi tu cosa vuoi. Ne parlerò con l’osservatrice Beckmann, mi deve un favore, le farò preparare i documenti del caso, metteremo tutto nero su bianco subito, perché qui non si fanno promesse solo a parole. Ma non posso farlo presentandomi da lei con un pugno di mosche in mano, devo portarle prima qualche risultato, ovvero delle informazioni, mi capisci vero?”

Fece quella domanda retorica parlando una certa enfasi e fissando ancora più intensamente il prigioniero coi suoi occhi scarlatti.

Aivel: “Tu fai un favore a noi, noi facciamo un favore a te, mi sembra equo. Vista la situazione è l’opzione migliore che ti rimane, non gettarla via. L’unica alternativa è soffrire le pene dell’inferno per il resto della tua vita, e stai pur certo che non troverai altre persone ben disposte come me, Dimitri.”

Fu allora che lo spadaccino tacque, abbassando lo sguardo in modo scenico e aspettando. Come avrebbe risposto il criminale?

La Beckamnn rispose a tono alla esternazione del giovane marinaio Edward, non accettò molto volentieri quelle parole quasi fossero una sfida nei suoi confronti, ma lo spadaccino non si scompose, le parole dell'osservatrice non scalfirono la sua anima di platino e i suoi nervi d'acciao, prima o poi le parti si sarebbero invertite.

"Non durerà tanto questa situazione, quando sarò io a essere un tuo superiore parlerai poco, scoprirò tutti i segreti di questa sporca accademia."

Strinse pugni e denti e si limitò ad osservare la situazione che si stava evolvendo dentro la stanza, intanto Dimitri iniziò a dare di matto un'altra volta, parole senza senso su Darwin e dominio mondiale, la tattica del poliziotto cattivo del sottoufficiale Ryo non stava dando i suoi frutti, così la situazione passo a Aviel , il poliziotto buono.

"Se non parla ci penso io a quello"

Penso tra se e se mentre la sua mano destra stava accarezzando l'elsa della spada, ci avrebbe messo poco a tagliarlo in tante fette e dato in pasto agli squali.

Non appena Dimitri fu lasciato in pace, rispose con insano divertimento all'uomo pesce: "Ghihiaha... mai cominciare con la testa! La vittima rimane... confusa!" Era molto dolorante, forse più per la gamba che per i due colpi al volto. Il secondo gli ruppe il setto nasale.

"Uhm... diciamo che non era proprio mio fratello... Ma che importanza ha ora?" - osservò Aivel - "Io non so nienteeeh!" Ebbe uno scatto repentino, ma fu una semplice messa in scena. Dimitri ormai non poteva più nuocere ai due.

Intanto, dietro allo specchio, Luisa Beckmann intimò a Mayer di uscire e andare a richiamare i suoi compagni.

Una volta che i due fossero tornati, lasciando il prigioniero da solo, l'Osservatrice cominciò a parlare: "Credo sia inutile continuare. Probabilmente, Darwin aveva lasciato lui e il fratello qui nei quattro mari. E' sincero quando dice di non sapere nulla."

Cosa avrebbero fatto ora?

/OT: intanto mi scuso per l'immenso ritardo! I turni ora saranno: Ace per primo e a seguire Death/Cinius in ordine libero./

L'interrogatorio non stava proseguendo secondo le aspettative, Dimitri sembrava completamente pazzo, farfugliava parole senza un senso logico, forse veramente non sapeva nulla di Darwin e il resto della storia, alla fine quello importante sembrava essere suo fratello Aleksei, continuare non avrebbe avuto senso.

"Non penso sappia altro, mi sembra solo un pirata abbandonato a se stesso"

La Beckmann sembrò quasi concordare con le parole di Edward, di fatti fece segno al marinaio di andare a richiamare i suoi compagni, da parte sua lo spadaccino non se lo fece ripetere due volte e si avviò verso la stanza, la aprì e richiamò i suoi compagni.

"Ragazzi basta così, venite la Beckmann ci vuole parlare."

"Ora che faremo?"

I suoi compagni lo seguirono fino dinanzi alla Beckmann, la quale espresse subito la sua opinione a riguardo, pensò che fosse inutile continuare ad interrogarlo, tanto non avrebbero saputo niente e molto probabilmente Dimitri non sa niente, quindi? ora che faranno? partiranno per la rotta?.

"Credo che qui non abbiamo più nulla da fare, se vogliamo avere altre informazioni sappiamo già dove possiamo trovarle"

Le parole di Edward furono chiare, se volevano sapere il resto della storia dovevano andare laggiù, a Little Garden, in Rotta Maggiore, era forse giunto il momento propizio per partire e raggiungere Navarone, era tempo di fare un'altro passo in avanti verso un grande futuro ed una grande avventura, era tempo della definitiva maturazione.

Niente da fare, Dimitri si rifiutò di parlare anche in quel caso. Forse aveva scoperto il trucco dei marines, o magari davvero non sapeva nulla, o più probabilmente era troppo fuori di testa per avere anche solo la minima idea del significato palese o celato di qualsiasi domanda gli venisse rivolta e qualsiasi occasione gli si presentasse davanti.

Aivel scosse il capo.

Aivel: “E’ un peccato… un vero peccato.”

Lo spadaccino stava già per controbattere quando Edward entrò inaspettatamente nella stanza, interrompendo l'interrogatorio e riferendo ai due compagni che era il caso di finirla lì, visto che la Beckmann aveva intenzione di conferire con loro. Aivel annuì, mostrandosi tutt’altro che soddisfatto di come stavano procedendo le cose.

Prima di andarsene si voltò un’ultima volta verso Dimitri, incrociando di nuovo il suo sguardo con quegli occhi privi di qualsivoglia sentimento o emozione: Chissà cosa ne sarebbe stato di lui; probabilmente avrebbe finalmente ricevuto la punizione che meritava.

Nella stanza adiacente, l’osservatrice dichiarò d'essere dell'idea che Dimitri non sapesse davvero nulla, e che fosse inutile continuare.

Aivel: “Sarà davvero così? Certo, immaginavo che non conoscesse molto su Darwin, ma speravo almeno di potergli cavare qualche informazione utile. Tutta la fatica fatta per riportarlo qui sano e salvo è stata inutile quindi?”

Forse sì, ammesso che fosse davvero quello il vero motivo per cui c’era stato bisogno di catturarlo. Aivel non sapeva cosa pensare. Intanto Edward aveva dichiarato in modo abbastanza chiaro quale doveva essere la nuova (e prima) meta della squadra del sottoufficiale Ryo: Little Garden.

Aivel: “Già. Se qui non c’è altro da fare per noi, perché aspettare?”

Cncluse Aivel, appoggiando in modo energico il compagno spadaccino.

La risposta che diede DImitri mentre sanguinava dal naso lasciò stupito l'uomo pesce.

...come può continuare in questo modo?!?...o è abituato ad essere interrogato oppure non sa davvero nulla...potremmo calcare ancor di più la mano, ma poi non so se riuscirei a controllarmi...ho paura di prenderci gusto e finire sul loro stesso piano...

Mentre Ryo stava decidendo se continuare in quel modo o, cosa che lo infastidiva, metterci ancora più grinta nel porsi, la porta della stanza si aprì.
La sagoma di Edward si stagliava sul corridoio più illuminato.
La comunicazione arrivò ai due Marine dentro la stanza.
Ryo si voltò per un ultima volta verso il prigioniero e lo guardò con malcelata ironia

- Allora noi andiamo. Tu vedi di sistemarti bene nella tua cella, credo che dovrai passare un bel po' di tempo qui dentro. Magari riusciamo a farti arrivare anche qualche tuo vecchio amico.

Si voltò e attraversò l'uscio.
Attese che anche Aivel uscì dalla stanza e chiudesse la porta per tirare un sospiro: non credeva fosse così difficile fare un interrogatorio. Era spossante fare domande e non ottenenre le informazioni richieste.
Per un attimo aveva anche provato piacere a provocare dolore per ottenere una minima risposta, vera o falsa che sia.

...ora capisco che molti individui poi caschino in errore quando si trovano in situazioni simili...non è accettabile ma mi è più chiaro come possano avvenire nefandezze come quello della prigione di Ilusia...

Attraversò il corridoio e rientrò nella stanza dove c'era la Beckmann ad attenderli.
Sentì cosa aveva da dire loro l'Osservatrice, quindi udì i pareri dei suoi due compagni; era pienamente d'accordo con loro.
Nonostante la stanchezza per gli accadimenti appena avvenuti, tra il ritorno dalla missione, la promozione e l'interrogatorio, probabilmente avevano bisogno di riposare un poco.
Ma poi anche lui non vedeva motivo per attendere oltre.
Ma sapeva anche che, nonostante ora fosse pari grado, avrebbe dovuto attendere il permesso della Beckmann per andare.
Si limitò quindi ad aggiungere

- Credo che le conclusioni a cui sono arrivati i due membri della mia squadra siano esatte: se crede che non otterremo altre informazioni dal prigioniero, non vedo perchè ritardare troppo la nostra partenza. Se ha altre informazioni da darci o altri motivi per non farci partire ce lo dica ora, per favore; altrimenti credo che sarebbe meglio riposare dalla missione e partire per Navarone nel più breve tempo possibile.

Guardò prima la sottufficiale che aveva davanti, quindi i suoi due amici sottoposti per controllare che avesse il loro appoggio. Quindi attese la risposta della Beckmann.

"Sottufficiale Ryo, non hai più bisogno di attendere un mio ordine." - lo rimproverò l'Osservatrice - "Ormai hai la tua squadra. Il prigioniero resterà qui per alcuni giorni ancora. Poi lo manderemo ad Impel Down." - gli porse la mano destra - "Non posso fare altro che augurarvi buon viaggio. Riposatevi e, quando sarete pronti, dirigetevi da Drake. Dovrete avvisare della vostra partenza. Ci sarà una nave che vi porterà fino a Navarone... ma credo che prima possiate fermarvi a Little Garden."

Osservò il trio.

"Ovviamente, tutta questa storia non dovrà essere resa pubblica. La Marina DEVE mantenere un certo tipo di controllo su questa situazione. Ora: la vostra priorità sarà di trovare il responsabile. Darwin verrà prima di qualsiasi altra cosa: farò pervenire a Navarone una lettera in cui spiegherò il perché del vostro arrivo. La indicherò come missione speciale: darete voi i dettagli. Mi fido di lei, Sottufficiale Ryo." - tornò a guardare Dimitri - "Sia chiaro: se non riuscite ad assicurare i membri della ciurma di Darwin, dovrete fare in modo che essi non rappresentino più una minaccia. Mi sono spiegata?"

Era tutto. Ora potevano finalmente prepararsi per dire addio ai quattro mari.
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Re: Storia di tre piccoli Gabbiani e di un Master che insegn

Messaggio #5 della Pagina da DeathBeat » 05/12/2014, 23:47

Aivel guardò sconfortato il lucido arto di metallo che era stato installato sul corpo del capitano in sostituzione di quello originale. Abbassò lo sguardo mentre le sue labbra si piegavano sotto il peso dell’amarezza. Era sempre un dispiacere vedere un compagno uscire menomato da una battaglia combattuta fianco a fianco, vi era un’inevitabile sensazione di colpevolezza, sebbene fosse innegabile che in quella particolare situazione, sotto quella prigione che crollava e tra agguerriti uomini bestia, lo spadaccino avesse fatto tutto ciò che poteva fare e anche di più per sé e per gli altri. Tuttavia, al di là di ciò, a prevalere era la contentezza che provava nell’aver ritrovato il capitano ancora in vita e voglioso di andare avanti nella sua missione.

Aivel: “Mi spiace che sia andata così… ma a quanto vedo uno spirito indomito sa sempre tornare più gagliardo di prima anche quando è colpito così duramente. Dora in poi lasci che siamo noi a metterci le gambe e le braccia.”

I quattro si erano spostati in un ambiente relativamente riservato, che era la stanza del capitano, il quale intanto aveva tirato fuori una cartina sulla quale era segnata la posizione di Little Garden, oltre a un oggetto molto simile a una bussola, mettendosi a spiegarne il funzionamento al navigatore della squadra. Aivel aveva già visto quello strumento diverse volte da ragazzino, in quel periodo della sua vita che aveva preceduto la partenza dall’isola della sua infanzia e dalla Rotta Maggiore per avventurarsi nei quattro mari: si trattava di un Log Pose, ed era lo strumento fondamentale per viaggiare in quello sterminato mare.

Nel frattempo Fury li interrogò su quali informazioni avessero ottenuto sugli esperimenti di Darwin, e su cosa avesse rivelato Dimitri. Aivel si sforzò di riportare alla mente ogni dettaglio di quelle due conversazioni.

Aivel: “Ora che mi ci fa pensare, Darwin ha parlato di un esperimento che a quanto pare si è concluso con successo. Me lo ha rivelato via lumacofono, credendomi Dimitri. Inoltre, se la cosa può interessarle, con lui in quel momento c’era anche il fratello del dottor O’riley.”

L’archeologo spremette ulteriormente le meningi. Nella sua mente ricomparì la sgradevole faccia di Dimitri, e la sua ancor più sgradevole voce gli risuonò nella testa.

Aivel: “Il prigioniero invece ci ha riferito ben poco, però tra varie frasi deliranti e minacce ha detto che il siero è stato perfezionato e che lo stabilizzatore funziona. Non so cosa significhi esattamente, ma posso immaginare che ciò voglia dire guai per noi; lei sa qualcosa in più a riguardo?”
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Re: Storia di tre piccoli Gabbiani e di un Master che insegn

Messaggio #6 della Pagina da ACE919 » 13/12/2014, 16:13

Il capitano Fury invitò i suoi sottoposti a dirigersi nella sua stanza, lontano da occhi indiscreti, i tre lo seguirono senza fare troppe domande, una volta al loro interno, Nick Fury mostrò loro cosa ha dovuto lasciare dentro la prigione, il prezzo per la sua salvezza è stato caro, si sfilò il guanto nero che ricopriva la sua mano e mostrò ai presenti qualcosa che forse nessuno aveva mai visto prima, la mano ora era fatta completamente da acciaio.

"Impressionante.."

Edward osservò la mano del capitano con occhi sorpresi, non aveva mai visto una cosa del genere fino ad ora.

"Chi le ha fatto questo?"

Il Marine attese la risposta del capitano, poi Fury chiese ai presenti se avevano scoperto qualcosa durante l'interrogatorio del prigioniero, Edward si stava per accingere ad aprire la bocca ma Aviel lo anticipò spiegando al capitano tutti i dettagli dell'interrogatorio, anche se non vi era molto da dire.

"Purtroppo questo è tutto quello che siamo riusciti a scoprire...per ora.."

Disse quieto lo spadaccino.
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Re: Storia di tre piccoli Gabbiani e di un Master che insegn

Messaggio #7 della Pagina da Geko_M » 08/01/2015, 22:28

I suoi nuovi arti destarono la curiosità di Mayer, mentre il Sottufficiale si dirigeva alla mappa per tracciare una rotta verso Little Garden. Fury rispose educatamente, ma rimase sul vago come sempre: non voleva certo far scoprire a queste giovani leve che anche tra le fila della Marina c'era qualche scienziato pazzo.

Nick Fury: "Ho alcuni vecchi amici che sono sparsi qua e là per i mari... Marinai in pensione e bravi medici. Questi sono stati un regalo di alcuni di loro." - quando poi fu il turno di Garland a parlare, il Capitano balzò in piedi - "Joseph O'riley?!?!?!"

Osservò i tre, dimenticandosi che nessuno di loro poteva conoscerlo.

Nick Fury: "Quel dannato pazzo. Joseph è un biologo evoluzionista: è considerato da molti uno dei massimi esperti in fatto di biodiversità. Alcune sue ricerche hanno ampliato gli orizzonti della medicina. Assieme a suo fratello erano considerati due delle menti più brillanti del mondo.

Forse scopriremo qualcosa in più su questo esperimento una volta giunti a Little Garden. Signor Ryo è pronta quella rotta?"
- l'uomo pesce rispose affermativamente - "Ha lei il comando della nave ora. Andiamo e salpiamo." - invitò tutti ad uscire - "Non so nulla di sieri e di stabilizzatori purtroppo.

Ma credo abbiano a che fare con gli esperimenti di Ilusia."
- una volta giunti sul ponte, Fury ordinò a tutti i presenti di seguire alla lettera qualsiasi ordine fosse stato impartito dal Sottufficiale Ryo. L'uomo pesce e il gruppo si spostarono al timone, mentre la nave cominciava a muoversi per lasciare il porto.

Erano finalmente in viaggio.

/OT: scusate ma speravo nel ritorno di Cinius!/
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Re: Storia di tre piccoli Gabbiani e di un Master che insegn

Messaggio #8 della Pagina da DeathBeat » 14/03/2015, 15:32

Aivel: “Un biologo evoluzionista” – Ripeté Aivel con enfasi – “interessante.”

Non l’aveva mai sentito nominare. A dire il vero non aveva mai sentito nominare nessuno dei due fratelli O’Riley prima della missione a Ilusia. Di certo non poteva dire di saperne molto in fatto di scienza e di scienziati. Stando alle parole di Fury, si trattava di un luminare della biologia.

Aivel: “Ne ha di pezzi grossi dalla sua parte, quel bastardo.”

Concluse lo spadaccino, riferito a Darwin.

Mentre gli altri confabulavano sul da farsi, Aivel si fece da parte.

Aivel: “L’uomo che diventa una bestia, sarebbe questa l’evoluzione?”

Fissò la sua mano artigliata e il braccio ricoperto di pelo, rendendosi conto d’essere ancora trasformato. A quanto pare stava iniziando a farci l’abitudine. Eppure d’improvviso si sentì a disagio nel trovarsi in quella forma. Riassunse immediatamente il suo aspetto umano.

Quando il capitano Fury annunciò che il momento di salpare era infine giunto, il giovane si spostò sul ponte assieme ai compagni. Il suo viso assorto mal celava i pensieri che si affollavano sotto quei capelli corvini intrisi dei riflessi biancastri della luce del dì. Quei pensieri lo avrebbero accompagnato ancora per un po’.

Poggiato sul parapetto del ponte, Aivel puntò il suo sguardo verso il complesso che costituiva l’accademia. Il sole mattutino illuminava le fiere mura insieme ai cortili dove qualche recluta si allenava, tingendo anche il porto che presto si sarebbe fatto sempre più piccolo.

Aivel aveva sempre faticato a percepire quel luogo come una casa, ma in quel momento in commiato non poteva fare a meno di provare una certa nostalgia. Sembrava ieri che quell’inesperto ragazzino aveva indossato per la prima volta l’uniforme bianca, che si era rimboccato le maniche per calarsi nei lavori più umili, che aveva cominciato a spaziare in lungo e in largo per i quattro mari a caccia di pirati, inseguendo quella sfuggente chimera nota come Giustizia, sempre tentando di imparare, di migliorarsi, di avvicinarsi al modello ideale di marine, di spadaccino, di uomo. Forse anche quella poteva definirsi evoluzione.

I marinai a bordo della nave cominciarono a darsi da fare alla prima parola di Fury, completando gli ultimi preparativi per la partenza. Aivel prese un ultimo respiro di quell’aria intrisa di sudore e salsedine.

Era il momento di salpare.
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Re: Storia di tre piccoli Gabbiani e di un Master che insegn

Messaggio #9 della Pagina da ACE919 » 22/03/2015, 18:30

Il capitano rispose molto vagamente alla domanda dello spadaccino, il quale non rimase molto stupito dalla risposta, anzi sapeva di già che non gli avrebbe mai rivelato nei minimi dettagli le operazioni che ha subito, Fury si dimostra ancora più misterioso di quanto già lo era con loro a Ilusia.

"Interessanti questi suoi amici..."

Disse il marinaio con un piccolo sorrisetto sulla faccia, quasi fosse interessato ai loro operati, ma ora non era il momento di pensare a questo, c'era una missione da compiere e un viaggio da fare che gli avrebbe portati a Navarone nella loro nuova avventura.

"Io direi di partire subito, per ora sappiamo poco sui nostri nemici e sulle loro intenzioni, solo dopo aver raggiunto la Rotta scopriremo di più.."

Guardò i suoi compagni e Fury in attesa di un segno di consenso da parte loro e sperando che la nave salpi in fretta, era stufo di stare là con le mani in mano.

"Forza salpiamo...non vedo l'ora di combattere...però c'è ancora qualcosa che mi tormenta..."

La mente di Edward vaga nel tempo fino a raggiungere gli avvenimenti di Ilusia, soprattutto quelle sensazioni che aveva provato durante l'ultima battaglia, chissà se erano solo sensazioni, o qualcosa di più e se fosse solo un caso come mai ai suoi compagni non era successo niente del genere? o forse era successo ma nessuno dei due ne voleva parlare?.

"Aaaaaaah troppi pensieri...cazzo calmati...ragiona...forse dovresti parlarne al capitano...lui sicuramente saprà qualcosa.."

Edward si gratta la testa, il suo sguardo è un po perso nel vuoto fino a poi spostarlo verso il capitano, non sapeva se doveva parlarne o tenerselo per se, ma era giusto che tutti sapessero.

"Capitano...volevo dirle e chiederle una cosa..."

Attese l'attenzione del capitano e continuò.

"Vede ad Ilusia durante il crollo dell'edificio, in me è successo qualcosa..nonostante tutto quella polvere mischiata al fumo...a me sembrava di riuscire a percepire lo stesso la presenza dei miei nemici e compagni..sapevo dove si trovavano e quando qualcuno moriva sapevo che era morto anche se non lo vedevo...non so forse sono solo sensazioni e io sto impazzendo...lei cosa dice?"

Attese una risposta.
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Re: Storia di tre piccoli Gabbiani e di un Master che insegn

Messaggio #10 della Pagina da Geko_M » 24/03/2015, 16:48

Fury non sembrò colpito da quel racconto. Anzi con tutta la calma e naturalezza del mondo, come se i due fossero vecchi amici che si scambiano qualche ricordo di gioventù seduti al bar, davanti ad un caffé, rispose con una semplice parola: Ambizione.

Nessuno dei presenti aveva mai sentito qualcosa di simile.

Nick Fury: "I Frutti del Diavolo non sono l'unica stranezza presente a questo mondo." - il suo sguardo era fisso su Aivel che aveva appena ripreso sembianze umane - "L'Ambizione è un potere molto particolare. Essa è una forza misteriosa che si trova in ogni essere vivente.

Essa è presente, in stato dormiente, in ogni persona, ma sono pochi coloro che riescono a risvegliare questa abilità. È possibile riuscirci con un intenso addestramento oppure con uno shock estremamente forte. Esistono tre tipi di Ambizione:

l'Ambizione della percezione, che dona una specie di sesto senso riguardo all'ambiente circostante e una capacità precognitiva dell'immediato futuro;
l'Ambizione dell'armatura, che rende possibile trasformare la propria forza spirituale in un'armatura per respingere gli attacchi o per potenziare i propri;
l'Ambizione del re, il tipo più raro, posseduto solo da una persona su un milione, che permette di intimidire le altre persone e far svenire quelle dalla scarsa forza di volontà.

La maggior parte delle persone che la sviluppa tende a specializzarsi nel tipo che gli è più congeniale, ma in realtà è possibile sviluppare entrambe ad un livello molto elevato."
- ci fu una piccola pausa - "Nel suo caso, signor Mayer, posso affermare senza alcun dubbio che si tratti della Percezione.

Questo tipo di Ambizione permette di sentire la presenza delle altre persone anche se sono nascoste o lontane per essere viste ad occhio nudo. Si può perfino prevedere le mosse dell'avversario qualche istante prima che vengano effettuate, diventando molto facili da evitare. Tutto è vincolato dalla velocità dell'utilizzatore, ovviamente."


La mano sana fu alzata e mostrata ai tre.

Nick Fury: "Fate attenzione." - la mano cominciò ad inscurirsi notevolmente e a diventare più lucida - "Questa è l'Ambizione dell'Armatura. Questo tipo di Ambizione amplifica la potenza degli attacchi portati, e addirittura può "oltrepassare" i poteri di alcuni Frutti del Diavolo riuscendo a colpire perfino chi ha ingerito un Rogia.

Serve anche per difendersi dagli attacchi avversari. Tuttavia può risultare inefficace se il proprio avversario ha un controllo maggiore dell'Ambizione dell'Armatura, oppure se dotato di un'enorme forza fisica. Provi a colpirmi con la spada."
Disse rivolgendosi ad Aivel.

Il Capitano non solo intercettò il colpo, ma bloccò l'attacco con la mano rivestita di Haki.
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Re: Storia di tre piccoli Gabbiani e di un Master che insegn

Messaggio #11 della Pagina da ACE919 » 25/03/2015, 13:21

Edward ascoltò con molto interesse tutta la spiegazione del capitano Fury, come un allievo che ascolta e assimila ogni cosa che il suo maestro dice, l'oggetto del discorso era molto interessante per il trio e per lo spadaccino, Edward non aveva mai sentito parlare di questo potere nascosto, l'ambizione.

"Ambizione eh? mai sentita nominare...molto interessante"

Fury continuò il suo discorso, spiegando che vi esistono tre tipi di ambizione, Percezione, Armatura e Haki del re, ad Edward cominciò ad aprirsi un mondo completamente nuovo, quindi lo spadaccino stava sviluppando l'ambizione della percezione, la cosa rese Edward molto felice, in confronto ai suoi due compagni si sentiva un po inferiore perché uno era un uomo-pesce, molto più forte di lui e l'altro possedeva un frutto del diavolo, ergo entrambi erano un gradino sopra di lui, ora invece si sente alla pari, anche se ancora non ne ha il pieno controllo.

"Sarebbe utile se riuscissi a controllare questo mio nuovo potere...durante eventi difficili potrei usarlo...chissà se il capitano.."

Lo sguardo si alzò verso il capitano Fury, il quale stava mostrando ai presenti uno dei tre tipi di ambizione, ovvero quello dell'armatura, il suo braccio si annerì completamente, invitò Aviel ad attaccarlo e con molta maestria e facilità bloccò la spada del compagno senza alcun graffio.

"Impressionante.."

Edward provava sempre più ammirazione verso quell'uomo tanto misterioso ma allo stesso tempo tanto potente, arrivati a questo punto era pronto a chiedere al capitano se durante il tragitto poteva istruirlo per il controllo dell'haki della percezione.

"Capitano...senta...forse le sto chiedendo troppo..ma durante questo tragitto fino a Navarone potrebbe impartirmi qualche lezione per imparare a controllare questo mio nuovo potere? sono sicuro che ci sarebbe molto utile nelle prossime missioni."
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Re: Storia di tre piccoli Gabbiani e di un Master che insegn

Messaggio #12 della Pagina da DeathBeat » 25/03/2015, 23:00

Se c’era qualcosa che poteva distogliere Aivel dai propri pensieri, quella era senz’altro l’argomento del discorso intavolato da Edward e Fury.

Ambizione, un potere misterioso che permette percepire l’impercettibile, di creare un’armatura immateriale, di far perdere conoscenza ai nemici. Il giovane doveva forse credere che un potere così incredibile, non derivante da alcun frutto del diavolo ma presente in tutte le persone, esistesse davvero? In ogni caso quel discorso lo attirava in modo irresistibile, e come se non bastasse, per sfatare subito ogni dubbio o incredulità, Fury si preoccupò di dare subito una dimostrazione pratica.

Alzò una mano, che si fece nera e lucida, come se il materiale di cui era composta non fosse più carne ed ossa, ma qualcos’altro. Poi chiese ad Aivel, che nel frattempo aveva spalancato gli occhi, di colpirlo con la spada.

Aivel: “Eh!? Dice sul serio?”

L’espressione del capitano era serissima.

Aivel: “E va bene. Ma io non glielo pago un braccio nuovo.”

Sguainò il brando e ne innalzò la lama, preparandosi a sferrare un fendente verso il basso.

Aivel: “Pronto? Uno… due… tre! Lama del Disbrigo!”

La lama scattò d’improvviso, andando a impattare con un suono metallico contro il braccio nero di Fury, che ne uscì senza un graffio. Certo, lo spadaccino non aveva potuto fare a meno di trattenere buona parte della sua forza, ma aveva l’impressione che sarebbe successo lo stesso anche mettendoci tutta l’energia che aveva in corpo. Gli sembrava d'aver colpito una superficie di diamante. Osservò la lama della sua spada, trovandola fortunatamente senza alcun danno. Per un attimo aveva temuto di dover essere lui quello a doversi procurare una spada nuova.

Aivel: “Ma è incredibile… davvero un potere simile è dentro Edward e… dentro di me?”

Un potere sopito in attesa di risvegliarsi, quella scoperta gli apriva un nuovo mondo davanti. Allo stesso tempo era molto impressionato dalla capacità di Edward di averlo già sbloccato, e non vedeva l'ora di poterlo ammirare all'opera. Di certo la squadra ne avrebbe tratto grandi vantaggi, e per Aivel sarebbe stato uno spasso combattere al fianco di un guerriero con tali capacità.
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Re: Storia di tre piccoli Gabbiani e di un Master che insegn

Messaggio #13 della Pagina da Geko_M » 31/03/2015, 9:02

Una volta parato il colpo e "restituita" la spada, la mano sana ritornò a colorarsi normalmente. Fury la mostrò ai presenti, per far constatare anche a loro che non aveva riportato alcun danno. La chiuse e la aprì un paio di volte: niente di niente! Nemmeno il più piccolo graffio o livido. Era un potere davvero strabiliante.

Il Capitano ridacchiò di gusto.

Nick Fury: "Mi sembra che prima di Navarone sia prevista una tappa a Little Garden, giusto?" - osservò i tre, mentre Ryo annuiva silenziosamente - "Sfrutteremo un po' del nostro tempo dedicato alle indagini su quel pazzo per vedere fino a che punto Mayer potrà spingersi." - aprì e richiuse la mano metallica alcune volte - "Ahimé non sono un abile utilizzatore della Percezione, ma potrò tentare di fornirle alcune dritte. Sottufficiale Ryo quando sarà previsto l'arrivo a Little Garden?" - attese una risposta: ci avrebbero impiegato un giorno e mezzo con quelle condizioni meteorologiche - "Sapete che razza di isola è Little Garden, vero?"

Attese di ricevere una risposta.

Nick Fury: "E' un ambiente naturale selvaggio ed ideale per stanare possibili carnivori che vogliano farci la pelle. Inoltre sarà utile fare un po' di esercizio fisico, non trovate?" - si accese un altro sigaro, ma questa volta non usò lo Zippo: nell'indice della mano metallica era stato incorporato un piccolo accendino - "Le comodità di essere un mezzo robot. Sarà molto pericoloso indagare nelle profondità dell'isola, quindi dovremo fare affidamento sulle capacità del Sig. Mayer di individuare i possibili pericoli che ci circondano."

Il fumo denso si perse nel cielo azzurro e soleggiato, tra la brezza marina.
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Re: Storia di tre piccoli Gabbiani e di un Master che insegn

Messaggio #14 della Pagina da ACE919 » 13/04/2015, 17:25

Il capitano accettò di soddisfare il piccolo capriccio di Edward, un breve ma intenso allenamento riguardante l'uso dell'Haki, lo spadaccino non vedeva l'ora di scoprirne tutti i segreti che il capitano potesse conoscere e pian piano imparare ad usare questa nuova tecnica con molta più maestria.

"La ringrazio capitano per aver accettato...sono pronto e determinato"

"Spero che l'haki sia poi utile a little garden, chissà che misteri nasconde quella isola"

Già prima di arrivare alla loro nuova base un'altra missione gli attendeva, Little Garden, un isola di cui non conoscono assolutamente nulla, solo il capitano sembrava saperne qualcosa e più in là gli avrebbe avvertiti degli imminenti pericoli a cui sarebbero potuti incorrere i tre giovani gabbiani.
Ma ogni cosa a suo tempo, questa loro nuova avventura era soltanto agli inizi e già eccitava il gruppo.

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Re: Storia di tre piccoli Gabbiani e di un Master che insegn

Messaggio #15 della Pagina da DeathBeat » 14/04/2015, 23:05

Little Garden. Era un nome che Aivel conosceva bene, avendolo già ritrovato su più di un libro. Con una certa nonchalance, tirò fuori dalla sua sacca un volume vecchio e consunto, segnato dal passare degli anni e dalle continue letture a cui era stato sottoposto dal suo proprietario, che non aveva mai mancato di portarlo con sé ogni volta che cambiava residenza, cosa avvenuta non poche volte. Un volumetto di carta di stracci e lacci di canapa intriso del profumo dei ricordi, delle gioie dell’infanzia e dell’amore per il lontano. Sulla copertina vi si poteva leggere il titolo Brag Men.

Aivel: “Per quanto di dimensioni ragguardevoli, quest’isola è per i suoi enormi abitanti l’equivalente di quello che per noi uomini è un piccolo giardino. Proprio per tale ragione ho deciso di darle il nome di Little Garden, l’isola dei giganti.

Aivel richiuse lentamente il volume.

Aivel: “Così si conclude il famoso resoconto dell’esploratore Louis Arnold, un uomo che riteneva di aver visitato un’isola sulla quale erano presenti specie vegetali e animali che non esistevano su nessun’altra isola al mondo… o forse dovrei dire che non vi esistevano più, dato che si erano estinte ormai da tempo. Un’isola coperta da foreste d’alberi colossali e abitata da giganteschi animali preistorici. Questa è Little Garden, almeno nella letteratura.”

Fury confermò ciò che Aivel aveva appena detto, facendo sfoggio del suo dito-accendino nell’accendersi un nuovo sigaro. Aivel si portò una mano al mento.

Aivel: “Quindi non è solo una favoletta?”

Intanto Edward si era mostrato subito pronto e determinato. Aivel assecondò il comportamento del compagno, rispondendo in modo energico.

Aivel: “Più che pronto! Allora, manca ancora molto?”
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Re: Storia di tre piccoli Gabbiani e di un Master che insegn

Messaggio #16 della Pagina da Geko_M » 18/04/2015, 10:37

Fury fu piacevolmente colpito. Il resto del viaggio lo passarono in tranquillità, parlando e facendo ipotesi su dove potesse nascondersi Darwin. Sapevano che dovevano trovarlo prima che fosse troppo tardi, prima che potesse mettere a ferro e fuoco un paese per testare le capacità dei suoi nuovi compagni...

Ma prima di tutto, dovevano indagare a Little Garden!

/OT: continua qui: CLIC. Postate direttamente lì./
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