Scheda TEMPORANEA di Okada Hyugo (Accettata)

Moderatore: Naruto MOD

Scheda TEMPORANEA di Okada Hyugo (Accettata)

Messaggio #0 della Pagina da Xiang » 22/09/2014, 21:57

Nome: Okada Huygo
Villaggio d'origine: Kiri
Villaggio o Kumi/Organizzazione attuale: Kiri/Corporazione
Clan/Stile: Stile Kendo

Rango: Chunin
Elementi: Douton (1°)
Specializzazione: Taijutsu
Abilità Particolari: Fisico Allenato , Individuazione, Mutilatore

Capacità
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  • Abilità Sociali
    [+] Spoiler
    Empatia00
    Intimidire05
    Oratoria05
    Raccogliere Informazioni00
  • Competenze
    [+] Spoiler
    Conoscenze Ambientali00
    Conoscenze Locali04
    Conoscenze Ninja00
    Medicina03
    Operare Congegni00
  • Attitudini Fisiche
    [+] Spoiler
    Acrobazia05
    Camuffarsi00
    Furtività00
    Percezione05
    Prove di Forza06
  • Fama e Identità
    [+] Spoiler
    • Identità: Okada Hyugo
      [+] Spoiler
      Campione del Popolo00
      Famoso02
      Anonimo00
      Famigerato00
    • Identità2
      [+] Spoiler
      Campione del Popolo00
      Famoso00
      Anonimo00
      Famigerato00


Elenco delle Missioni svolte:

Rank S: 0
Rank A: 0
Rank B: 0
Rank C: 1
Rank D: 3

Punti Capacità: 10 (base) + 5 (rango) + 8 (4 missioni) + 2 (Selezione) = 25.
Ultima modifica di Jagger il 28/09/2014, 18:07, modificato 9 volte in totale.
Scheda di Okada Hyugo
Xiang
 
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Iscritto il: 21/08/2014, 22:55

Re: Scheda TEMPORANEA di Okada Hyugo

Messaggio #1 della Pagina da Xiang » 27/09/2014, 15:08

INFORMAZIONI PERSONALI

Altezza: 170 cm
Peso: 68 Kg
Corporatura: Atletica
Carnagione: Chiara
Capelli: Neri, rasati quasi a zero.
Occhi: Nocciola
Segni Particolari: Hyugo ha sempre Rimpianto, il suo spadone, accanto; SEMPRE.
Età: 29
Religione: Tendente allo Shintoismo.

- Descrizione del Personaggio

La guerra ha lasciato il suo segno su Hyugo, ora più muscoloso di quanto fosse anni fa quando arrivò a Kirigakure. Tra lo spadaccino e la sua nera ed enorme arma bendata, questa rimane comunque la presenza più terrificante . Il viso di Hyugo è tondo, gli occhi sottili. Sopra l'uniforme ufficiale porta un corpetto dello stesso metallo dello spadone; il coprifronte, è indossato in modo tradizionale.

- Tratti Psicologici

Hyugo è determinato a domare l'Oscurità che ha partorito Rimpianto, il suo zambato. Nonostante il suo obiettivo primario resta trovare informazioni su colui che ha ordinato il massacro del suo villaggio, ora che è responsabile di uno stile millenario sente di doversi assicurare di non diventare anche lui un mostro senza cuore. Quando è di particolare buon umore, riesce a trascinare gli altri con la sua entusiastica voglia di fare. Nonostante sia alla mano e piuttosto socievole, Hyugo non parla mai delle sue origini o di come ha ottenuto Rimpianto di cui è geloso pressocché alla follia e da cui non si separa mai.

BACKGROUND
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Capitolo 1: Sogni
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In un paese dove molti ragazzi sognavano una vita da shinobi o grandi guerrieri, Hyugo sognava sin da piccolo di poter fare da grande il soldato semplice a protezione del suo piccolo villaggio. Nato però da una povera famiglia contadina, semplicemente pagarsi un addestramento formale come guerriero era pressocché impossibile; l'unico allenamento che faceva era con il bastone corto seguito, molto incostantemente, da vecchi soldati ormai troppo anziani per brandire la spada o da qualche ragazzo della milizia. Nonostante le difficoltà e il poco tempo, poiché aiutava, assieme ai suoi fratelli e sorelle, i genitori a coltivare la terra, Hyugo mostrò comunque un talento per l'arte della spada non comune. Dopo grandi sacrifici da parte dei suoi Hyugo ricevette, all'età di 12 anni, come regalo di compleanno, una vera spada da addestramento e iniziò così i suoi veri primi passi nel mondo delle armi.
Il ragazzino iniziò a dedicare così più tempo all'addestramento in vista di arruolarsi, senza mai tralasciare troppo le necessità familiari. Quando raggiunse i 16 anni, divenne un miliziano del villaggio come aveva sognato, in modo da poter sia aiutare che proteggere la sua famiglia. Per otto lunghi anni Hyugo visse come miliziano, cercando di imparare dai viaggiatori nuove tecniche e strategie di combattimento con la spada.
Capitolo 2: L'Incubo
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Ma se la vita di Hyugo sembrava trascorrere, a grandi linee, come questi desiderava, la realtà stava per mostrare una verità ben diversa. Pochi giorni dopo l'ascesa di un oscuro individuo, che si faceva chiamare L'Apostolo, a Mizukage e governatore dell'Acqua, un piccolo gruppo di ninja di Kiri chiese asilo nel villaggio. Appena entrati però, lodando a gran voce Jashin, essi iniziarono un massacro che non risparmiò nessuno degli abitanti.
Nel mentre che il massacro si consumava, Hyugo e pochi altri erano fuori dal villaggio, battendo le strade in cerca di un brigante che si accampava nelle foreste circostanti. Quando tornarono, delle loro case e dei loro cari restava soltanto uno spettacolo disumano e macerie brucianti. Tutti loro erano scioccati e distrutti dal dolore; eppure, dentro Hyugo iniziò a succedere qualcosa; tanto più si sentiva debole e si colpevolizzava per non essere stato in grado di proteggere i suoi cari e il villaggio, tanto più era come richiamato verso un luogo tra le macerie. Non era un richiamo senziente, non più di quanto lo sia quello di un oggetto magnetizzato che attrae il ferro.
Eppure, reso quasi folle dal dolore, seguendo quella sensazione vuota e deprimente, Hyugo arrivò nei pressi di quella che doveva essere la rovina fumante della fucina del villaggio. Tra i resti ancora accesi, trovò qualcosa di scuro che sembrava divorare la luce; qualcosa che, ora che lo aveva davanti, era innegabilmente la fonte di quella eco di dolore e senso di colpa che lo stava svuotando. Tiratolo fuori a fatica con tutto l'anonimo contenitore, parzialmente carbonizzato, si accorse che era un grosso pezzo, all'incirca sferico, di metallo nero; un metallo di una consistenza e un aspetto mai visto. Gli bastò toccarlo per immergersi nella follia e nel desiderio di suicidarsi percependo come inutile la sua esistenza.
Capitolo 3: Rimpianto
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Non poté percepire nulla; non vi era luce e non vi era vista. non vi erano suoni e non vi era udito. Non vi era nulla da toccare e non vi era senso del tatto. Tutto era nullificato, tranne ciò che quella oscurità divoratrice voleva mostrare o far sentire. Dall'oscurità emersero per Hyugo alcune delle differenti possibilità, i risultati di scelte che aveva scartato e di occasioni che non aveva mai avuto nella sua vita; in tutte, era in grado di salvare i suoi cari, la sua famiglia, il suo villaggio. Ogni visione lo pungolava a pensare, ad auto-convincersi, che tutto era perduto e che la sua esistenza era inutile, che sarebbe stato meglio non essere mai esistito.
No. L'unica cosa che Hyugo riuscì a concepire durante l'assalto di quelle crudeli visioni. No.
Negò alle visioni quella risposta, negò all'oscurità l'accettazione di quella "verità". No; ancora una volta.
Piuttosto, avrebbe dato senso alla sua vita vendicando il villaggio anche a costo di morire nell'atto di abbattere il mostro crudele che aveva ordinato che quell'orrido sacrificio a Jashin.
In qualche modo, come se avesse ottenuto per un solo istante coscienza, la fredda Oscurità acconsentì e Hyugo fu liberò dalla sua morsa. I suoi compagni superstiti erano lì accanto, morti a causa di un colpo di un'enorme arma da taglio. Ai suoi piedi riposava uno Zambato nero, recante la scritta "Rimpianto" alla base della lama, quasi totalmente ricoperto da bianche fasce ricoperte di simboli di protezione e scongiuro. Hyugo capì che quell'oscurità gli stava donando una seconda chance; inspiegabilmente, conosceva anche l'ubicazione del suo bersaglio e il suo nome. Hidetsugu del villaggio segreto di Kiri,
Capitolo 4: La Via della Vendetta
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La prima cosa di cui Hyugo si accorse nel suo viaggio verso Kirigakure, fu che Rimpianto, nonostante la sua mole, non lo opprimeva con il suo peso; anzi, gli sembrava quasi di non averla addosso. Un paio di volte, durante il viaggio verso il Villaggio Ninja, fu aggredito da un sparuto gruppetto di briganti. Entrambe le volte, Rimpianto si mostrò potente e temibile; bastò un tocco della lama per rendere quegli individui svuotati della loro voglia di vivere. Per un paio di minuti prima di accamparsi per la notte, Hyugo osservava la nera lama chiedendosi come fosse possibile che riuscisse ad impugnarla e a usarla con quella facilità. Ripensava anche a cosa percepiva ogni volta che una persona cadeva vittima di essa: la spada che ne beveva le emozioni come a rendersi più forte, il freddo che si insinuava nel loro cuore. La prima volta che accadde, stava a rimembrare, l'oscurità lo aveva quasi sopraffatto di nuovo, smaniosa di recidere l'anima da quei corpo come a berla tutta. Per quanto Hyugo osservasse lo zambato e cercasse di capire l'origine di questo potere, non riusciva a trovare risposta. Non riusciva neanche a immaginare come potesse essere finito quel malevolo metallo nero nel suo piccolo e insignificante villaggio. Ma come se le stranezze degli ultimi giorni non fossero bastate, quando Hyugo arrivò, di sera, al villaggio segreto della Nebbia, non vi era nessuno di guardia alla porta. Ringraziando la buona stella della sua fortuna, si catapultò al Twilight Hotel dove, ormai aveva intuito che doveva essere stato a causa della spada, sapeva dimorare l'Apostolo. Mentre saliva la collina, impugnò Rimpianto e corse verso la porta sfondandola con un solo fendente. Al suo interno, non trovò nessuno a parte un ragazzo del clan Samui. La simbiosi con Rimpianto aveva già dato i suoi frutti e in qualche modo, lo spadone gli trasmise l'informazione che il chakra, l'energia mistica alla base delle temibile jutsu ninja, era un nutrimento perfetto per l'oscurità. I due si scontrarono brevemente prima che Gennosuke, il ninja a protezione di quel luogo, venisse sopraffatto. Hyugo ignorò il difensore ormai sconfitto e fece i primi passi verso le scale; un'orda di Samui e di Anbu si palesò attorno ai due. Hyugo cercò di spiegare la situazione, cercò di ottenere un incontro con il Mizukage; scoprì che era arrivato troppo tardi, che il suo uomo era scomparso e quei ninja avevano intenzione di tenerlo in prigione. Resistendo all'oscurità che desiderava divorarlo ottenne il tempo per negoziare con il capo temporaneo, nonché futuro Mizukage, Nishuimura Kaito.
Capitolo 5: Maestro e Apprendisti
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Un uomo si era introdotto nel villaggio della nebbia, aveva sconfitto con facilità un chunin e portava con sé una spada, di cui si definiva Portatore, enorme senza fatica apparente. Era troppo perché non venisse fatta luce sul mistero; i due parlarono a lungo; Hyugo desiderava solo uccidere Hidetsugu ma non aveva dati mentre Kaito voleva giustizia per le effrazioni commesse dal misterioso guerriero. Doveva guadagnare tempo e meritarsi la fiducia di quegli uomini e donne; poteva trovare informazioni sul mostro soltanto nel villaggio segreto, lo sapeva. Azzardò una mossa inaspettata, decise di donare la sua esperienza e la forza di Rimpianto alla causa dei ninja proponendosi di ripagare i danni causati al villaggio servendolo e, se si sarebbe presentata l'occasione, addestrando nuovi guerrieri all'arte della spada.

La prima area che Hyugo esplorò fu il piano che l'Apostolo aveva preso in possesso, dove trovò tutti rotoli del clan ma nient'altro. Esplorò per giorni la sede e dopo averne scoperto i segreti decise di apprendere più possibile dei rotoli e di rinnovare l'edificio cercando di togliere l'aspetto tetro che possedeva. Vi era potere e saggezza in quel luogo e decise di onorarlo donandogli un aspetto sobrio e adatto ad un addestramento formale. Giorni dopo, mentre ancora studiava e sistemava il palazzo, si presentò il primo apprendista, un ragazzo suo coevo di nome Jinsuke.

Per mesi Hyugo curò l'addestramento di Jinsuke e la sua formazione mentre al contempo curava la propria. Quando sarebbe arrivata la sua prima missione, non sapeva dirlo, ma era consapevole che nonostante il potere di Rimpianto vi erano cose che i ninja sapevano fare che erano al di là della sua conoscenza.
Capitolo 6: Guerra
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Gli anni passarono e di Hidetsugu nessuna notizia; il controllo di Hyugo su Rimpianto era ancora forte, grazie al fatto che aveva un nuovo scopo, una nuova casa. Ma la sorte avversa pareva non dare tregue al ragazzo che si trovò a dover combattere in una guerra internazionale e che stava per sconvolgere tutto il mondo ninja. E, in quanto primo Spadaccino della Nebbia, non poteva tirarsi indietro. Aveva affinato le sue arti in quel tempo prima dello scoppio della guerra ma restava comunque un uomo sorretto da un potere innaturale e che non aveva ricevuto l'addestramento intensivo che ogni shinobi e kunoichi riceveva sin dall'infanzia.

Estratti del Diario di Guerra di Okada Hyugo:
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10 Giugno:
La guerra con il Paese delle Onde è stata una passeggiata, dal punto di vista bellico. Le truppe nemiche non hanno fatto molta resistenza e i loro schieramenti sono caduti in poco tempo. La mia compagnia non ha subito neanche una perdita, e il morale delle truppe nemiche è sceso rapidamente. Sospetto che Rimpianto abbia avuto la sua parte in tutto questo; inoltre, tutta la disperazione degli sconfitti lo rende inquieto, ma per ora riesco a contenerne ancora il potere. I roloti al Twilight sono stati veramente istruttivi.

20 Ottobre: E' il secondo anno di guerra e ancora i massacri non sono finiti. In compenso, ho fatto l'abitudine alla famelicità Rimpianto; adesso è più semplice controllarla, ma devo stare attento a non assorbirne troppo potere. Sospetto che una mossa avventata possa farmi cadere nuovamente nell'Oscurità. Il viaggio verso il paese del Thé sta finendo; spero solo che le forze della Foglia e della Sabbia non siano già state sterminate. Meno nemici dovranno affrontare queste orde di fanatici che il nuovo generale ha reclutato meglio sarà; non mi piace l'idea di vedere altra gente massacrata come gli abitanti del mio villaggio.

24 Ottobre: Yonome Kazuma è totalmente pazza. Mi dispiace doverlo dire di un superiore, ma non è stato saggio lasciare andare in prima linea quei "cultisti del sangue". Lo spreco di vite umane è stato incalcolabile, quando io e la mia compagnia siamo sbarcati le mura erano aperte e il numero di morti, da entrambi i lati incalcolabili. Provo ancora ribrezzo nel vedere come gioiscano delle loro sofferenze e del sangue dei caduti; questi spettacoli non fanno bene né a noi né alla fama del nostro villaggio. Come possiamo essere ben accetti nella Corporazione se ci presentiamo come cannibali assetati di sangue?

30 Ottobre: Sono vivo per miracolo. No, non per miracolo, perché mi hanno scambiato come un prescelto di Jashin. Oggi il generale Kazuma ha ordinato che iniziassimo a decimare la popolazione. Io e il capo Samui di Gennosuke ci siamo rifiutati di seguire l'ordine ed è successo il caos. Shin, ha accettato pacificamente la condanna a morte, ironico per un guerriero della Nebbia. Quanto a me, ho deciso di affrontare quel folle e le sue coorti piuttosto che lasciare che i miei uomini si macchiassero di quei crimini disumani. Mentre mi avvicinavo e venivo circondato, ho messo una mano su Rimpianto e ho accumulato quanto più potere possibile. Mai avrei potuto immaginato che l'Oscurità abbia tale potenza; di me, credo per più di un minuto, era rimasto soltanto un frammento di coscienza all'angolo, incapace di muovere il mio corpo. In compenso credo di aver sentito quel poco che il mio corpo ha espresso con voce nera e profonda; una voce che non credevo nemmeno di poter emettere.
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L'Oscurità:- Generale Kazuma.

Generale:- Okada Hyugo, sei certo di voler essere chiamato traditore? Tu, uno Spadaccino Leggendario?

L'Oscurità:- Ho bevuto morte a sufficienza qui, Generale; sono soddisfatto del dolore arrecato e del sangue versato. Non è necessario per me sprecarmi nell'uccidere patetici individui senza spina dorsale. Fai pure Generale, ogni morte che provoca disperazione mi onora, ma io non ne parteciperò.
Ricordo ancora come tutti mi hanno fissato, con un misto di estasi e terrore. Anche il generale non sapeva che pensare; quella non era la mia voce e quello non era il mio modo di esprimermi. Credo sia stato inevitabile per loro confondere l'Oscurità per Jashin; non potevano fare errore più grande, perché se la morte è pur sempre rinascita, ho sentito chiaramente lo scopo di questa Oscurità; solo l'oblio di tutti i viventi. La fine dell'esistenza di tutto ciò che è.
Il generale non poteva comunque perdere la faccia, così mi ha degradato e ha assegnato me e la mia compagnia a restare nelle retrovie insieme alla squadra medica. Forse, per lui, è un insulto; io in cuor mio ne sono felice. Sono riuscito a riprendermi da quella crisi per puro sforzo della mia volontà, stare fuori dalle battaglie per un po' non potrà che farmi bene; spero anche che indebolisca Rimpianto.
Molti ninja di Kiri erano senza forze verso la fine della guerra; avevano dato tutto e avevano compiuto atti che gli altri ritenevano impossibili; Hyugo, degradato era ancora insieme alla suqadra medica e supporto, così poté partecipare alla lunga e finale Battaglia al Fiume Akagi. Dopo la battaglia della seta, Hyugo era timoroso che un ulteriore massacro sanguinoso e disumano avrebbe posto fine definitivamente al controllo sul suo Zambato. Invece, fu una battaglia esemplare. Guidò la sua compagnia, secondo la strategia pianificata, nei punti più caldi in cui serviva maggiore supporto in numero e per scorta dei medici. Forse non era la prima linea, ma Hyugo ebbe la sua fetta di scontri e mostrò ancora una volta la prodezza degli spadaccini della nebbia in battaglia.
Dopo altri 7 mesi di duro combattimento in ogni lato del fronte, Hyugo poté finalmente posare Rimpianto. La guerra era finita e la Corporazione aveva vinto.
Capitolo 7: Pace?
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L'Alleanza dei Paesi minori era stata sconfitta, ma molti shinobi e kunoichi avevano mostrato ben poca fedeltà ai loro signori; non ci volle molto tempo perché la Corporazione, che ormai era una realtà consolidata e affermata, ebbe notizia di grandi gruppi di mukenin pronti a portare caos nel fragilissimo equlibrio in cui molte nazioni minori erano rimaste devastate e succubi. Le voci dicevano che molti membri dei grandi clan e stili avevano disertato; Hyugo ringraziò in cuor suo che lui e Jinuske erano gli unici due Spadaccini della Nebbia. Sapeva che avrebbe dovuto, in caso contrario, cacciare e uccidere personalmente ogni disertore del suo Stile; sapeva altresì che fintanto non avesse imparato a domare Rimpianto sarebbe comunque stato pericoloso. C'era molto da fare...
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