Un leggero sussulto, la chiglia della Diamante Nero cominciò a strisciare sulla costa della piccola isola. Lo strano uomo anziano che apparentemente vi viveva cominciò a muoversi andando a prendere le attrezzature mediche per andare in soccorso della ciurma.
Jaqen era stanco, più tempo trascorreva in piedi e più si sentiva scoppiare la testa e le ferite e ad ogni minimo movimento sentiva quella maledetta spada lacerare sempre più carne. Le forze cominciarono a cedere, una volta resosi conto che erano approdati mollò la presa dal timone e si lasciò cadere a terra sfinito.
Alzando la testa vide arrivare l'anziano abitante dell'isola.
«Uhm...un fiore eroico...» Dopodiché svenne.
Jaqen H'ghar
PV e PT ripristinati
PV: 45/45
PT: 45/45
Poi si risvegliò. Era steso a terra sul ponte della nave. Juugo era accanto a lui, intento a mordicchiargli le dita dalla mano per svegliarlo. Appena resosi conto del fatto, il ragazzo fece finta di nulla e cominciò a muovere lentamente e silenziosamente l'altra mano ancora libera per poi muoverla di scatto a puntare il suo collo.
«Preso! Uhahahahahah!» Disse mentre stringeva con forza il collo dell'animale.
*UHHHHHHHHHHH-UH-UH-UH-UHHHHHHHHH* L'animale continuava a dimenarsi senza controllo.
«Certo, certo! UH-UH-UH! Uhahahahah!»Juugo, sotto pressione, non trovando modo di liberarsi dalla presa dell'indigeno, piegò il collo in maniera quasi impossibili e morse con forza la sua mano. Jaqen si trovò quindi costretto a lasciare la presa, rotolando a terra dal dolore.
«Ahia! Ahia! Che dolore eroico! Che male! - In un attimo, come al solito, balzò in piedi sorridendo -
Uhahahah! Ti ho fregato, vero? I veri eroi non soffrono alcun dolore! Uhahahah!»*UHHH* Juugo lo guardò con rabbia prima di salire sulla sua spalla.
Fecero un rapido giro sulla nave, notando come tutti i membri della ciurma erano stati medicati e rimessi in sesto. Ora che ci fece caso, anche Jaqen notò "improvvisamente" di non aver più la spada incastrata nella spalla e che aveva il busto completamente medicato e bendato.
«Rivoglio i miei stracci eroici però! Uhahah!» Ci teneva molto a quei lerci e puzzolenti pezzi di stoffa.
Vide l'uomo che aveva visto prima di svenire e che probabilmente li aveva salvati dalla morte proprio poco dopo aver sconfitto la Reverse Mountain. Gli andò incontro dunque a chiedere chiarimenti, non potendo fare a meno di non considerare quella specie di ornamento colorato che circondavano la sua testa.
«Ehi "uomo-fiore", sei tu il quasi-eroe che ci ha salvati tutti dalla morsa di Shirat? Uhahahah! Beh se è così mi devo presentare a te - com'era solito fare secondo le sue antiche usanze che adoperavano nel suo villaggio, poggiò un ginocchio e un pugno a terra. Juugo era sopra la sua testa. -
Io sono Jaqen H'ghar, figlio di nessuno e unico vero Eroe esistente, non dimenticarlo! Uhahahah! Lui è Juugo, figlio della foresta e portatore del mio arco eroico.
Ti ringraziamo di averci aiutato, è stata una cosa molto eroica "uomo-fiore"! Uhahah»*UH-UH-UH* Concordò Juugo.
Dopo essersi presentato ufficialmente, si alzò in piedi. Cominciò a guardarsi attorno, ad annusare l'aria della zona. Odore che stranamente non gli dispiaceva, anche se non adorava particolarmente l'odore di acqua salata, che qui era molto forte, gli ricordava quanto fosse poco capace di nuotare.
«Perché ti trovi qui da solo, "uomo-fiore"? Non ti piacciono gli altri non-eroi che ci sono in giro? Ti credi troppo eroico per loro? O forse sei qui per ritrovare l'eroicità che avevi un tempo? Beh per questo ti posso aiutare io! Ti farò tornare ai livelli eorici che avevi, e di più! Uhahahah!»