Messaggio #2 della Pagina da Sazor » 30/06/2015, 17:09
Una stazione di sosta. Un luogo buono come un altro per riposarsi.
La stanchezza di Fuyu non era tanto fisica quanto psicologica. Una parte di lui ancora faticava a credere alla realtà del fatto che Umi era ancora viva, ed era adesso la sua compagna di squadra nell'ennesima folle missione di Rei.
Questa missione finirà ancora prima di cominciare se prima non risolviamo alcune vecchie questioni.
Non aveva parlato molto durante il viaggio, tentando di raccogliere i pezzi della storia dentro la sua testa. Adesso però era giunto il momento, la resa dei conti che stava aspettando da tanti anni. Si poteva dire che fosse entrato in Akatsuki per quell'unico motivo. Il potere fine a se stesso non gli era mai interessato. Il potere teso ad uno scopo. E il suo scopo era ritrovarla.
Beh, eccola.
Suo malgrado, sorrise. L'ironia della situazione non gli era sfuggita. Erano stati lontani per tanti anni, e nonostante si trovassero ora nello stesso luogo, la distanza tra loro non era mai stata maggiore.
Quel giorno...
Cominciò. Non c'era alcun bisogno di specificare a quale giorno si riferisse. Il giorno in cui lei aveva abbandonato Kiri, il giorno in cui tutto era cambiato.
Quel giorno arrivai di corsa al Twilight Hotel, ma tu eri già andata via. Trovai solo Gatsu, che ammise di averti lasciata andare , di non aver neanche tentato di fermarti. Io non capii le sue motivazioni...ero confuso, deluso, e mi sentivo abbandonato dalla persona di cui più mi fidavo. Ero fuori di me dalla rabbia.
Fece una pausa. Le prossime parole erano dolorose, ma da tempo ormai era andato oltre il dolore.
Combattemmo. Fu uno scontro lungo ed estenuante, perché nonostante lui fosse più forte di me, non voleva davvero uccidermi. Gatsu morì quella sera. A volte penso...a volte penso che anch'io sono morto quella sera, in quella radura illuminata dalle stelle. O forse questa è solo la mia speranza.
Si guardò le mani, quasi come se il sangue del suo amico fosse ancora lì.
Vivrò il resto della mia misera vita tormentato dal rimorso per le mie azioni di quel giorno, e se esiste un aldilà chiederò perdono a Gatsu.
Alzò lo sguardo.
Lasciai il Villaggio poco dopo. Ormai ero un ricercato, un traditore. Alcuni membri di Akatsuki mi trovarono in una locanda al confine con il Paese dell'Erba. Mi offrirono più potere di quanto ne avessi mai sognato, e io...io accettai. A quel punto, ritrovarti era diventata un'ossessione, ma non sapevo nemmeno più che cosa avrei detto o fatto se ci fossi riuscito. E ad essere onesto, non lo so nemmeno ora.
Nei suoi occhi si rifletteva una vita di rimpianti. Strinse i pugni per impedire alle sue mani di cominciare a tremare.
Ho fatto un patto con il Diavolo, lo so bene. Ho venduto la mia anima, ho nuotato attraverso un oceano di sangue, ho rotto le mie ossa e quelle di altri, e ho rinunciato a tutto ciò in cui credevo. E ho fatto tutto questo per te.
Il suo sorriso non aveva più nulla di ironico. Era il sorriso di chi aveva accettato la sconfitta.
Conosci la differenza tra guardare e vedere? Umi...in tutti gli anni che abbiamo passato al Twilight Hotel, tu non mi hai mai davvero visto. Potevi vedere Raideen per via del legame che vi univa, e potevi vedere Gatsu perchè era forte, il migliore di noi. Perciò, dopo cinque anni, io non ti chiederò perché ci hai abbandonato. Le tue motivazioni sono solo tue. La mia domanda è un'altra.
Abbassò il suo chakra e tutte le sue difese. Se solo avesse voluto, in quel momento avrebbe potuto ucciderlo con la stessa facilità con cui si rubano le caramelle a un bambino.
Umi...sei in grado di vedermi, ora?