Messaggio #4 della Pagina da Franky » 11/12/2014, 23:45
*L'Uchiha ascoltò con interesse il discorso dello Spadaccino.
Aveva di fronte ai suoi occhi un grande combattente, forse molto più forte di quanto potesse mai immaginare.
Rimase sorpreso nel constatare che fosse ancora vivo, visto le grandi difficoltà che aveva dovuto superare ed affrontare nella sua esistenza.
Anche lui non era da meno, ma rispetto ad Haku era decisamente più controllato.
Invece il suo interlocutore non si tirava indietro di fronte ad avversari molto più in gamba di lui.
Non esitava, non indietreggiava, non cedeva.
Più il suo rivale era potente, e più lo Spadaccino ostentava il desiderio di affrontarlo in un duello mortale.
Viveva per il combattimento, per il conflitto.
Il corvino percepiva ciò molto bene, in modo chiaro e limpido come l'acqua che stava circondando il duo proprio in quel momento.*
:- Tranquillo, non mi hai annoiato affatto.
Ho avuto a che fare con uno dei tuoi amici Spadaccini in passato.
Siete gente veramente tosta.
D'altronde nomi come Akarui Umi e Matsuda Gatsu sono difficili da dimenticare.
A meno che uno non sia un completo idiota.
Il fatto stesso che tu sia riuscito ad uccidere uno dei due, mi lascia capire che non sei un tipo da far arrabbiare.
§Pensavo che Rei fosse l'unico individuo che non vorrei mai avere contro di me.
A quanto pare devo essermi sbagliato a sottovalutare l'effettiva potenza di questa gentaglia.§
*Il suo nuovo gruppo era composto dai ricercati più pericolosi e pazzi di questo mondo.
Ogni tanto questo dettaglio gli sfuggiva di mente.
Adesso però era il suo turno di sbottonarsi.
Iniziò quindi a parlare della sua vita a Suna, da quando era un semplice marmocchio fino alla sua scalata a Sannin.
Di come aveva assistito alla fine di Sakamoto Kappei, di come Fukuni Mamba diventò una marionetta nelle mani di Moloch ed infine della nomina a Kazekage di Karumi Gorin.
Parlò della guerra con Kiri, e di come riuscì ad eliminare con estrema semplicità una decina di Jonin della Nebbia.
Continuò parlando dell'anima di Sanada Yukimura, e di come quest'ultimo fallì nel tentativo di impossessarsi del suo corpo.
La colpa di quel rituale era di una Sannin di Kirigakure no Sato, sconfitta dal moro proprio durante quella sanguinosa e dura guerra.
Terminò il monologo attaccando la pace dei giorni attuali, trovandola insulsa e falsa.
Le sue erano accuse gravi, ma magari avrebbe trovato una qualche specie di comprensione da parte di Fuyu.*
:- Ah, come avevo detto in precedenza ho ricoperto persino il ruolo di Capoclan per qualche tempo.
Vivere nel lusso non era male, ma stare dietro a degli allievi incapaci poteva diventare molto snervante.
*Non era nella sua essenza parlare così tanto per lungo tempo.
Sospirò alla domanda dello Shinobi, quasi come fosse sollevato.*
:- Sai, crescendo in un Clan come il mio senza un rigido allenamento non vai da nessuna parte.
Quindi per farla breve sì, trovo che siano qualità fondamentali per diventare un buon Ninja.
Certo, qualcuno potrebbe pensare che raggiunto il nostro livello di abilità potremmo guardare il resto del Mondo dall'alto verso il basso, ma sono contento di poter constatare che non sei il solito criminale vigliacco che colpisce alle spalle.
Onore e disciplina sono qualità decisamente da rispettare.
*Era contento di poter far coppia con uno come lui, doveva proprio ammetterlo.
Magari viaggiando al suo fianco avrebbe potuto migliorarsi più di quanto potesse prevedere.*
:- Dovremmo pensare a qualche strategia di combattimento.
Sai, nel caso in cui le cose dovessero andare male.
Improvvisare quando tutto prende una brutta piega, non porta mai a buoni risultati.
Cercherò comunque di rendermi utile in ogni caso, puoi stare tranquillo.
