[Quest] Discrezione o Distruzione?

Famosa per la sua Armeria.

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[Quest] Discrezione o Distruzione?

Messaggio #0 della Pagina da Alex 7 » 18/02/2015, 1:20

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Quest di Liv.3 per Choco, Geko, Darrell e Ciusca

Era mattina già inoltrata quando i 4 marines arrivarono al porto di Bladivia. Il cielo era azzurro e la giornata calda. L'isola appariva tranquilla, la gente camminava per le strade, dalle fucine arrivavano i colpi di martello dei fabbri e i venditori a bordo strada cercavano di attirare i clienti esponendo la loro merce.
Sembrava proprio una mattinata come tante altre, ma le reclute inviate dalla Nilsson sapevano che le cose non stavano realmente così. La "Chimera" aveva il suo centro operativo proprio li, fino ad ora aveva agito indisturbata, nell'ombra. Ora però un Sottoufficiale della marina era sparito mentre stava indagando sull'organizzazione. Le possibilità di trovarlo vivo erano pressoché nulle. Comunque loro avevano ricevuto l'incarico di cercarlo e di ritrovarlo, vivo o morto.

I quattro uomini erano vestiti in borghese, avevano lasciato le loro divise all'avamposto prima di salpare. In tutto e per tutto potevano benissimo essere scambiati per semplici avventori. In fondo quella era una città piuttosto famosa e di gente se ne vedeva sempre di tutti i tipi, non sarebbe stato difficile per loro passare inosservati.
Dalla banchina sulla quale si trovavano potevano comodamente prendere tre direzioni, la prima era la via principale della città. Una strada piuttosto larga con botteghe e fucine da entrambi i lati, inoltre era un posto molto frequentato. La seconda strada, si snodava tra i palazzi e molto probabilmente portava nei bassifondi dell'isola. La terza invece conduceva fuori città verso le miniere di ferro che si trovavano sulle montagne di quella zona.

Le informazioni che avevano in loro possesso non erano molte, dal Capitano avevano però ricevuto carta bianca, potevano agire come volevano. Tutto ora stava nelle mani del caposquadra, come avrebbe deciso di agire?

//OT Allora ragazzi, avete massima libertà di azione, descrivete pure l'isola come volete, tenete conto solo di una cosa, sono circa le 11. Se volete interagire con qualcuno fatelo pure (se prendete la via principale, altrimenti lasciate indicato che cercate qualcuno a cui domandare). Per il resto solite cose, 72 h, eventuali ritardi ecc. basta dirmelo. Ma soprattutto buona fortuna :V e buon divertimento ^^
Ultima modifica di Geko_M il 18/02/2015, 11:46, modificato 3 volte in totale.
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Re: Discrezione o Distruzione?

Messaggio #1 della Pagina da Geko » 20/02/2015, 12:08

Bladivia, l'isola famosa per le sue armerie a una prima occhiata sembrava un posto carino e piacevole su cui vivere, per un attimo l'idea di stabilirsi in quel luogo accarezzò la mente di Andrew. La missione era iniziata e le quattro reclute si trovavano sulla banchina del porto, arrivati da poco, Andrew osservava le strade, la mattinata era quasi finita e si avvicinava l'ora di pranzo, la gente camminava per le strade guardando la mercanzia dei negozi e godendosi il sole di una giornata serena.

Le quattro reclute erano in borghese, il giovane Buliwyf aveva lasciato la divisa all'avamposto e ora indossava camicia e jeans, per l'esattezza una camicia di colore grigio scuro, tenuta fuori dai calzoni e con le maniche risvoltate fino agli avambracci, con i bottoni abbottonati, tranne il primo sotto al mento, ai piedi calzava un paio di scarpe nere dello stesso colore della cinta, coperta dalla camicia. L'alabarda era sempre dietro la schiena del giovane di traverso, questa volta la tracolla era nera e fatta apposta per portare lance e simili, infatti, sul retro aveva delle cinghie con cui fissare l'asta di legno dell'arma.

Andrew iniziò a scartare una gomma da masticare alla fragola e iniziò a pensare alla prima mossa da fare. Le speranze di trovare il sottufficiale vivo erano quasi nulle, bisognava trovare il sorcio e prendere contatti con gli uomini della chimera o prenderne uno e interrogarlo a fondo, forse il marine scomparso aveva lasciato un indizio o nascosto qualcosa nel suo alloggio alla Sciabola d'oro.

Dal punto in cui si trovano le reclute, si potevano prendere tre direzioni: per i bassifondi, per la strada dei negozi e per le miniere di ferro. Masticando e pensando Andrew si aggiustò la tracolla, in obliquo dalla spalla destra al fianco sinistro, quell'accessorio l'aveva preso dal furiere dell'avamposto e l'aveva pagato con parecchi soldi e qualche gomma.

Sempre masticando e facendo un pallone ogni tanto, il Buliwyf si rivolse a Rufus il caposquadra in quell'operazione.

Andrew: Sta a te decidere come muoverci, ma io manderei due uomini alle miniere di ferro, per le armi hanno bisogno di ferro, forse qualcuno saprà dirci se qualche fabbro ha fatto strani grandi acquisti di materie prime. Manderei anche qualcuno ai bassifondi ma non Maximilian.

Per Andrew, Maximilian non aveva l'aria del criminale, o meglio no da bassifondi, ma dai suoi modi e dall'aura che emanava, sembrava un sicario o un capo d'alta società.
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Re: Discrezione o Distruzione?

Messaggio #2 della Pagina da Non sono Ciusca » 21/02/2015, 3:17

Avamposto della Marina --

La loro missione era ufficialmente iniziata e come prima cosa il giovane stratega doveva ottenere tutte le informazioni possibile e quindi doveva studiare l'isola per avere una idea della morfologia della città, posizione della locanda e della situazione politica.
In base ai dati raccolti scoprì che quell'isola era autogestita e non alleata col governo, quindi la probabilità di entrare in contatto con pirati era decisamente elevata; inoltre notò che in quell'isola provvedevano maggiormente alla creazione e smistamento delle armi per altre isole quindi poteva dedurre che se Chimera non era in combutta con i piani alti dell'isola poteva contare su potenziali alleati.
Nel breve tempo che gli rimaneva cercò di memorizzare la posizione dei punti principali dell'isola così da averli come riferimento nell'eventualità in cui dovesse indirizzare i membri del proprio team in una specifica zona.

Rufus: Direi che va bene.

Nave --

Dopo aver riunito il proprio team ed essersi cambiati con abiti civili che consistevano in jeans, una maglia a maniche lunghe di colore chiaro di bassa qualità e un gilet aperto di una tonalità più scura della stessa qualità dove poter riporre le armi senza essere notato. Tutto ciò era stato pensato in modo tale che non risaltasse tra la gente, così facendo evitava di essere notato e quindi non doveva preoccuparsi di venire ricordato tanto facilmente dato che molta gente aveva le stesse sue caratteristiche fisiche e abbigliamento.
Durante la tratta procedette a condividere le proprie informazioni raccolte all'avamposto sull'isola, sulla situazione attuale e sul non dare dell'occhio.

Rufus: Magari finalmente si leva l'alabarda.

Nel frattempo osservava Maximilian sperando che le sue conoscenze del comportamento e animo umano gli permettessero di mescolarsi facilmente con la gente e manipolarla per ottenere informazioni utili.

Bladivia --

La prima cosa che notò dell'isola fu l'incessante rumore provocato dai colpi di martello che riuscivano addirittura a coprire i garriti striduli dei gabbiani che volavano sopra la banchina alla ricerca di cibo facile.
Ora che erano arrivati sull'isola doveva solo cercare una mappa della città o un gruppo di persone nel porto a cui chiedere la posizione esatta della scialbola d'oro, dopodichè poteva concordarsi con i propri colleghi sul da farsi.
/
Dopo aver terminato ascoltò ciò che Andrew aveva da dire e per quanto potesse sottostare alle regole capì che non andava assolutamente lasciato agire da solo.

Rufus: La decisione non spetta solo a me, maggiore è il numero di opinioni migliore sarà la probabilità di trovare una soluzione che preveda l'esito voluto. - disse osservando la recluta negli occhi - Questo però non mi esime dal dirti che mandare nella Rotta Maggiore due di noi non è un buon piano, convieni? I materiali li importano dalla Rotta Maggiore e quando capita li estraggono direttamente dalla miniera dell'isola dove comportamenti illeciti verrebbero facilmente notati da compagnie concorrenti, qui si limitano alla costruzione e smercio del prodotto finale.

Dopodichè procedette con il suo piano d'azione e condivide le informazioni appena raccolte:

Rufus: Da quel che ho notato posso affermare che il signor Maximilian è quello tra noi con la migliore conoscenza del comportamento umano e doti combattive, quindi se non avreste nulla in contrario manderei voi due - disse indicando Maximilian e Tyler - alla Sciabola d'oro mentre io e Andrew andremo a dare un'occhiata alle varie imbarcazioni dei cargo e magazzini più sospetti. Queste armi dovranno pur tenerle da qualche parte. Se avete altre proposte questo è il momento di parlare.

Si aspettava una qualche risposta da parte di Maximilian, di norma interveniva con una frase che rafforzava il parere, quasi come se tentasse di conquistare la fiducia della gente in quel modo tanto estraneo.

Rufus: Ovviamente non dovremo dare dell'occhio, per cui credo che girare con un'alabarda del genere non sia la migliore delle cose....Inoltre direi che conviene tenersi in contatto col lumacofono per ogni evenienza.

Terminò li con la propria proposta.

//Ho aggiunto la parte in cui mi informo sulla posizione della locanda e poi la passo agli altri. Non ho scritto dov'è dato che non ho l'informazione :V
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Re: Discrezione o Distruzione?

Messaggio #3 della Pagina da Darrell » 22/02/2015, 1:26

Il sole, prossimo alla sua altezza massima, inondava la ridente banchina del porto riflettendosi sui lucidi ed ordinati capelli dell'ex psichiatra. L'odore di salsedine filtrava nel suo olfatto ricettivo, mentre una quantità di persone tutt'attorno vagava presa dai propri doveri e piaceri. Di fianco a lui gli altri componenti della squadra, con Rufus a dispensare le ultime raccomandazioni.

Quel giorno era di buon umore, o meglio, aveva deciso di mostrarsi in quel modo. Probabilmente l'aver smesso quella fastidiosa divisa gli facilitava i compito. Il doversi mischiare tra la folla non lo intimoriva più di tanto, ragion per cui aveva deciso di mettere il completo buono, uno dei tanti: giacca e pantaloni neri, camicia bianca e cravatta rosso sangue. Aveva optato per l'austerità, cosciente del fatto che l'abito avrebbe fatto il monaco.

Volse il capo ad incontrare i viso di Andrew, l'aria vagamente incuriosita di sentir nominare il proprio nome dalla recluta fino a quel momento più silenziosa. Stette in silenzio, osservando lo scambio di battute tra lui e Rufus.

"Un animo democratico. Questo facilita le cose".

Decise di intromettersi nella discussione, interiormente colpito dallo spirito d'osservazione del capo squadra che si era accorto delle sue capacità intellettuali e combattive.

"Mi sta tenendo d'occhio dal nostro primo incontro".

"Mi chiami semplicemente Maximilian, Rufus. Lasciamo i convenevoli agli alti gradi dell'accademia."

Una richiesta cordiale detta con glaciale neutralità, un contrasto voluto. Il suo sguardo vagò su Tyler per poi rifocalizzarsi su Rufus.

"Lei mi sopravvaluta, ma accetto ugualmente la proposta. Se posso... Vi consiglierei di non indugiare troppo su magazzini e depositi. Questa cittadina è piena zeppa di armerie, sarebbe come cercare un ago in un pagliaio. Andrei piuttosto per il Ratto di cui tanto si è parlato. Qualche spicciolo nelle mani giuste potrebbe aprire molte bocche".

Concluse l'obiezione con un sorriso bonario. Poi si rivolse a Tyler, accompagnando l'invito con un gesto della mano ad indicare la via principale.

"Possiamo andare?"
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Re: Discrezione o Distruzione?

Messaggio #4 della Pagina da Choco » 22/02/2015, 2:54

I vestiti da me indossati non sono propriamente i più adatti per questo frangente e tipo di missione.
Erano diventati la mia scelta soltanto per il simpatico elemento di disturbo che avrebbero arrecato al nostro capo Rufus forse aggiungendo una piccola difficoltà.
Che ruolo avrebbe mai potuto assegnare all'uomo dall'imbarazzante camicia hawaiana blu tappezzata da ibischi bianchi con lunghe foglie verdi, accompagnata con un bel pantalone attillato verdognolo ? Senza contare il tutto coordinato con degli occhiali da sole propriamente femminili in legno e a foggia vintage.
Gli occhiali in realtà sono quasi una necessità visto il sole che in questo momento sta riscaldando Blavidia.
Insomma il nostro arrivo sembra iniziare perlomeno con le condizioni atmosferiche a favore, una giornata assolata aiutava a distendere gli animi, probabilmente anche i contrabbandieri d'armi sono di buon umore con quando la giornata ha un incipit simile.
Gli animi con la pioggia crollano e il mondo sembra essere pieno di schizzati metereopatici.
Ed infatti è proprio quello che mi sembra di leggere sui miei compagni, hanno tutti un area più distesa per quanto sempre molto concentrata. Sintomo della tensione per il primo vero incarico.
Tensione che riesce abilmente a schivarmi.
Durante tutto il viaggio Veld ci ha annoiato, o quanto meno sicuramente mi ha annoiato snocciolando tutto ciò che sembrava sapere della città che ci ospitava.
Informazioni sicuramente utili, ma tremendamente noiose.
Qui al porto le cose sembrano migliorare, ormai i resoconti sono giunti al termine è giunta l'ora di discutere di strategie.
Le parole del più giovane di noi fortunatamente non necessitano un mio intervento, si sta rivelando proprio come lo avevo immaginato un giovane sicuramente volenteroso e di buoni propositi ma dannatamente sempliciotto. Quasi ingenuo come sembrava sottolineare l'enorme arma che si trascinava dietro.
Tutte le parole che pronunciava riuscivano ad assassinare brutalmente anche la più piccola briciola d'interesse che nutrivo nei suoi confronti.
Le risposte che Rufus gli donò immediatamente bastavano a farlo ragionare e venivano anche accompagnate da qualcosa di più divertente. Secondo lui il compito d'occuparci dell'osterai doveva ricadere su di me e l'insondabile Maximillian.
E la cosa mi va bene. Mi sarei tolto per un po' dai piedi gli altri due, il che mi portava a godere della "compagnia" del forse più strano di noi.
Mentre prendo l'ennesima boccata di sigaretta annuisco alle parole che sento.
A queste segue il solito teatrino di menate tra i due più "maturi", dialoghi a cui mi ero già abituato durante le vicende della prigione.
Sembrano godere di queste loro interazioni al limite dello stucchevole, tutte le cortesie verbali che si rivolgevano l'uno all'altro gli sarebbero prima o poi valse uno sputo su un occhio ciascuno.
Ma fino a quel giorno sarebbero continuate a darmi la nausea.
Dopo aver pronunciato le parole "di rito" finalmente il mio partner mi rivolge le sue attenzioni, e con un cenno mi indica la strada principale.
Dal canto mio lo fisso direttamente negli occhi attraverso le lenti scure, che lasciano comunque trasparire lo sguardo senza celarlo interamente, e lascio fluire fuori dalla bocca il fumo che fino a quel momento avevo trattenuto.

"Dopo di te" - rispondo accompagnando a mia volta le parole con l'identico gesto della
mano.
Mi limito a seguirlo, continuando a dedicarmi alla mia sigaretta. Il passo è il solito, quello che in una qualche maniera mi contraddistingue, piedi trascinati, vagamente ciondolante e con le mani portate alla nuca lasciando i gomiti aperti.
Sono contento di allontanarmi per un po' dalle altre due regole, tutti e tre sembravano voler essere dei bravi marinai. La cosa mi urtava sensibilmente, uno sarebbe stato molto più semplice da sopportare rispetto a tre.
In testa un solo pensiero: NOIA, NOIA, NOIA.

OFF TOPIC: A breve arriva il disegno dei nuovi abiti.
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Re: Discrezione o Distruzione?

Messaggio #5 della Pagina da Alex 7 » 26/02/2015, 2:37

PARTE PER CHOCO E DARRELL

I quattro avevano deciso di dividersi in due gruppi da due persone. Il primo era formato da due reclute completamente in antitesi fra loro. Agli occhi dei molti potevano sembrare la coppia peggio assortita del mondo. L'uomo che stava più avanti era vestito con un completo elegante, mentre il ragazzo che lo seguiva con passo ciondolante era conciato come se si trovasse in vacanza, con una vistosa camicia hawaiana. Avevano ricevuto il compito di recarsi alla locanda che era stata menzionata dal capitano Nilsson. Il caposquadra aveva detto loro dove potevano trovala, non era difficile, bastava seguire la via principale per circa quattrocento metri poi eseguire una svolta a destra e una a sinistra, il locale che cercavano sarebbe poi stato difronte a loro.

I due si incamminarono subito per la via maestra, che brulicava di gente. Ad una prima occhiata le persone che bazzicavano quei luoghi erano della più svariata specie. Si passava dall'uomo elegante in giacca e cravatta, allo straccione che chiedeva le elemosina tra un'armeria e un'altra. I due furono anche quasi certi di aver intravisto alcuni pirati abbastanza famosi nei quattro mari. La loro missione però aveva la precedenza assoluta su qualsiasi cosa. Non appena arrivarono nel punto un cui si doveva svoltare, notarono sul muro di una casa un cartello in legno, con una scritta sbiadita che indicava la direzione da seguire per giungere alla Sciabola d'Oro. Come imboccarono il vicolo l'atmosfera cambiò, quella non era una zona molto trafficata, anzi, in quel momento non c'era nessuno che si aggirava da quelle parti. Come giunsero poi all'ultima svolta si accorsero che la strada che conduceva alla locanda, era un vicolo cieco. Un uomo era steso a terra, sembrava ubriaco e russava sonoramente, vicino a lui una bottiglia di rhum scadente si era frantumata a terra. Sembrava che il barbone non fosse riuscito nemmeno a fare una ventina di metri fuori dal locale. Ora dovevano decidere come agire, la loro meta era davanti a loro. Un insegna riportava la scritta "La Sciabola d'Oro". Dai vetri baluginava una luce, segno che il posto era aperto.

PARTE PER CIUSCA E GEKO

Il capo-squadra si era scelto come compagno il più giovane, il ragazzo che girava con un'alabarda legata sulla schiena. Il compito che i due avrebbero dovuto svolgere era cercare eventuali magazzini e navi che avessero dei carichi sospetti. Il problema era solo uno, l'isola pullulava di navi mercantili che trasportavano armi, e magazzini per lo stoccaggio delle stesse. La loro era un'impresa folle, era come cercare un ago in un pagliaio, sarebbe stato impossibile trovare quello che cercavano senza avere una soffiata; e loro non ce l'avevano. Nella loro ricerca optarono per la via che conduceva nei bassifondi. Come presero un paio di svolte, davanti a loro si aprì il vero volto oscuro dell'isola, il degrado più totale. La sporcizia e la puzza di fogna la facevano da padrone in quei luoghi, la poca gente che incrociavano era messa quasi peggio delle strade che stavano battendo. Erano per lo più straccioni e mendicanti.

Dopo circa una decina di minuti che i due vagavano senza una meta precisa, Rufus si accorse che qualcosa non andava, non c'era più nessuno per le strade. Non che si aspettasse di trovare tutta la gente che c'era nella via principale. Però non incontrare più anima viva per così tanto era strano. Inoltre i due si accorsero presto di essere osservati. Non ci sarebbe stato nulla di male a camminare per quelle strade, non fosse stato per il fatto che il giovane Buliwyf se ne stava tranquillamente andando in giro con un enorme alabarda legata di traverso sulla schiena.
Ad un tratto alle loro spalle, senza il minimo preavviso si udì una voce, era quella di un uomo, la voce era profonda e calma. Il tono era cordiale e non sembrava avere cattive intenzioni.

???: Ehy voi due, vi siete per caso persi?

La domanda era semplice, i due marines, non avevano idea di chi avesse parlato, perché erano ancora di spalle. Qualora si fossero voltati però si sarebbero trovati difronte ad un uomo sulla quarantina, con una folta barba di colore corvino, come i capelli, con qualche spruzzata di grigio qua e la. Gli abiti erano sporchi e cenciosi, sembrava in tutto e per tutto un barbone, era a circa tre metri da loro.

/OT Bene ragazzi, sempre massima libertà, decidete pure come agire. Adesso la quest sta entrando nel vivo, occhio a fare eventuali errori, perché potreste pagarli cari. Avete 72 h. /
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Re: Discrezione o Distruzione?

Messaggio #6 della Pagina da Choco » 28/02/2015, 3:18

Osservandolo da dietro, anche solo per il modo di incedere tra la folla nessuno sarebbe stato in grado di scambiarlo per un dozzinale pirata dai quali Blavidia sembra essere invasa.
Il modo innaturale che aveva di porsi, la strana sensazione che ti lasciava sulla pelle di primo acchito traspariva anche solo dalla camminata.
Misurata, controllata passo dopo passo. Ordinato all'eccesso, l'abito tirato e perfetto accompagnava il movimento senza movimenti eccessivi, le braccia salgono e scendono con un ritmo costante.
Praticamente io e lui siamo due mondi diversi, eppure adesso ci accompagniamo a vicenda.
La meta è la stessa, la missione la medesima.
Chissà se lui mi sopporta, dal canto mio non ne sono certo. Mi sembra viscido viscido, freddo e distaccato senza dubbio.
Ad ogni modo adesso mi fa strada lungo le vie di Blavidia e sono obbligato ad andarci d'accordo.
La città è bella, la presenza delle molte fucine che scorgo la rendono pittoresca, forse unica per quanto le città che ho fino ad adesso si contano sulle dita di una mano.
I grandi traffici commerciali che la città intrattiene sembrano portare grande affluenza, in una via del genere anche vestito come sono ora sono capace di passare inosservato.
La possibilità di complicare la missione dando nell'occhio senza adoperarsi troppo per risaltare tra la folla sembrava adesso rivelarsi un fiasco.
Le centinaia di persone assiepate lungo la via funzionavano d'anestetizzante ai miei sgargianti abiti.
Dopo alcune svolte, inoltrandoci di poco all'interno dell'abitato la situazione migliore.
Il mio partner si ferma, davanti a noi compare la costruzione in legno che stiamo cercando.
L'insegna recita in corsivo La Sciabola d'Oro, ci siamo. In quel frangente un marine avrebbe iniziato il suo lavoro, indagini domande e interrogatori celati da chiacchere da bar.
Io non ne ho voglia, non ora per lo meno a me ora scappa la pipi.
Tra l'altro ho appena raggiunto il filtro della sigaretta e la voglia di fumare non mi ha ancora abbandonato. Potrei entrare per concedermi un bicchierino, è da tanto che non mi abbandono completamente alle gioie dell'alcool ma prima devo assolutamente svuotare la vescica la sento come stretta in una morsa.
Un grossissimo fastidio.

La coda dell'occhio raggiunge l'angolo vicino al limitare del muro, quello che chiude la strada al lato della locanda.
Riverso a terra, in posizione supina ed il volto poggiato sulla lercia pietra.
Non so bene se sia più sporco l'uomo o il terreno su cui posa, ad ogni modo l'unto che ha sui capelli definisce il suo stato economico.
Ha visibilmente bisogno di una doccia.
Con la mano raggiungo la spalla di Maximillian in modo da attirare la sua attenzione. Poi gli indico l'uomo.

"Tu va' pure dentro, bevi qualcosa. Io mi occupo di lui infondo mi stanno istruendo da dottore e poi l'aria del "ratto" ce l'ha tutta."

Raggiungo il pacchetto di sigarette, con un piccolo colpetto ne faccio spuntare una e la afferro con le labbra poi con calma l'accendo.
A quel punto mi avvicino alla sagoma distesa. Dai pochi passi che ci separano posso osservarlo meglio, i capelli sono del medesimo colore del gilet: una sorta di biondo tendente più ad un beige sbiadito. Coprono il volto. Nessuna traccia ne pozza di sangue.
Non russa come farebbe un ubriaco pesantemente addormentato, ed è ormai immobile da abbastanza secondi da convincermi che non è caduto da sobrio. Lo tocco leggermente con un piede, nessuna reazione.
Vicino alla sua mano destra una bottiglia si è infranta, allontano i frammenti più grossi con un calcio stando attento a non tagliarmi.
é palesemente privo di sensi, è giunto il momento di svegliarlo. Casualmente per sua sfortuna coincide con quello di svuotare la vescica.
Controllo che alle mie spalle non si avvicini qualcuno.
Mi slaccio il bottone del pantalone e abbasso leggermente la mutanda sul davanti fino a far uscire il membro.
Mentre inizia ad uscire l'urina, mi concedo una lunghissima boccata di fumo. La sensazione di quella momento è impareggiabile. Far uscire l'urina dopo averla trattenuta per tutto quel tempo è quasi gratificante, una libertà senza pari.
Mentre innaffio mi assicuro di lavare bene la testa dell'uomo, anche nel punto in cui credo celati dalla folta chioma si trovino bocca, naso e uno dei due occhi.
Lo scroscio che ne proviene è la perfetta colonna sonora di quello strano momento.
Stando ben attento a non farmi raggiungere dalla pozza che sto formando a terra, attendo d'udire un gemito da parte del malcapitato, segno che sta riprendendo i sensi.
Mi preparo anche ad allontanarmi con un leggero saltino in caso di reazioni improvvise ed esagerate. In fondo cosa vuoi che sia una doccia di piscio ?!
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Re: Discrezione o Distruzione?

Messaggio #7 della Pagina da Geko » 28/02/2015, 12:57

Andrew continuava a fare palloni con la gomma da masticare, mentre Rufus e gli altri parlavano.

A: Rufus io ho detto acquisti sospetti, cerchiamo un fabbro è logico che alla principale fonte di materie prime di Baldivia sappiano pettegolezzi sui fabbri, se qualcuno ha avuto problemi con la giustizia o ha problemi economici, comunque lasciamo perdere. Andrew sbuffò e poi riprese a parlare. L'alabarda è l'unica arma che possiedo, finchè non la cambierò devo portarla con me, comunque sono alto due metri e armato, in giro su quest'isola ci saranno sicuramente pirati e malviventi con le armi in bella mostra.

Alla fine le quattro reclute si separarono Tyler e Maximilian sarebbero andati alla sciabola d'oro, mentre le altre due avrebbero visitato i bassifondi in cerca di magazzini sospetti e del ratto, come suggerito da Maximilian. Maximilian era inquietante, ma sembrava dotato di grande intelligenza, forse era il leader migliore per quella squadra ma era presto per dirlo.

Come si fa a distinguere un magazzino o un trasporto d'armi illegale da uno legale, in un'isola la cui economia ed esportazioni si basano sulle armi? Andrew non sapeva la risposta, Nella zona delle banchine quasi a prendere in giro le due reclute, marinai e facchini caricavano casse d'armi in bella vista, distrattamente Andrew posò l'occhio su una cassa di fucili, bisognava ammettere che i fabbri di Bladivia erano bravi, a fine missione sicuramente il ragazzo avrebbe fatto visita a qualche fucina e avrebbe cambiato l'alabarda con qualcosa di più discreto.

Il Buliwyf seguiva il caposquadra e dopo alcune svolte, i due si trovarono nei bassifondi, in cerca del Ratto e di magazzini sospetti. I bassifondi erano il posto più squallido e puzzolente che la giovane recluta abbia visitato, l'odore di fogna era nauseante, bisognava stare attenti a dove si mettevano i piedi, ratti enormi gironzolavano nella spazzatura, che era ovunque appoggiata ai muri.

Andrew aveva smesso di fare palloni e masticava in silenzio, non aveva voglia di parlare e cercava di mascherare il suo disgusto verso quel posto, purtroppo nelle isole che aveva visitato c'erano sempre posti del genere e alle autorità poco importava dello stato di malessere di luoghi del genere e delle povere persone che li abitavano.

I due marine camminavano da una decina di minuti in silenzio e senza meta, l'unico rumore era quello dei passi, incontrando ogni tanto qualche straccione e mendicante che chiedeva l'elemosina, quando Andrew iniziò a sentirsi osservato.

Bisogna ammetterlo lui non passava inosservato in una strada affollata, figuriamoci in vicoli puzzolenti semi deserti, i cui abitanti oltre a essere animali portatori di malattie, erano mendicanti coperti di stracci e mendicanti. Il giovane Buliwyf alto due metri, con una camicia pulita e l'alabarda, spiccava come il tendone di un circo in una campagna.

La voce di un uomo ruppe il silenzio in quel posto dimenticato da Dio e dal servizio d'igiene, la voce proveniva da dietro le spalle dei due marine, Andrew si voltò con tutta calma a parlare era stato un uomo sulla quarantina con capelli e barba folti e scuri, coperto di stracci.

A: Sembra proprio di si. Forse potrebbe aiutarci e farci da guida, ovviamente pagheremmo per il suo disturbo.
Ultima modifica di Geko il 28/02/2015, 12:58, modificato 1 volta in totale.
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Re: Discrezione o Distruzione?

Messaggio #8 della Pagina da Darrell » 28/02/2015, 19:21

Lo psichiatra procedeva in linea retta lungo la via principale, il portamento dritto, la camminata cadenzata e simmetrica. Cercava la perfezione in ogni cosa, persino nel deambulare.
Dietro di lui, Tyler lo accompagnava col suo fare da menefreghista strafottente.

Già non riusciva a sopportarlo. Quei modi rustici, quell'arroganza implicita, quella maleducazione ben poco celata lo rendevano ai suoi occhi un maiale. Un maiale particolarmente stravagante, dato il suo modo di vestire. Non volle spiccicare una sola parola per tutto il tragitto, conscio del fatto che ulteriori grugniti da parte del porco lo avrebbero fatto innervosire.

Dopo breve tempo svoltarono un paio di volte, prendendo una via secondaria. Un piccolo cartello sbiadito indicò loro la giusta direzione. Ben presto svoltarono nuovamente, ritrovandosi di fronte ad un vicolo cieco. L'odore caldo ed affumicato delle fucine e delle armerie lascio spazio ad un sentore acre di alcol e piscio. Un ubriacone steso a terra confermò loro di essere giunti nel posto giusto.

Non diede molta attenzione all'unto addormentato, in fin dei conti era solamente un cencioso barbone in coma etilico. Avrebbe potuto aggiustargli l'angolazione della testa, in modo che si soffocasse con il proprio vomito, ma Tyler avrebbe visto tutto e avrebbe capito troppo.

"Devo levarmelo di torno... Troppa poca libertà d'azione con questo maiale tra i piedi".

Aveva un piano ben definito in testa, e la presenza della recluta non era contemplata. D'altronde non voleva ucciderlo, non quel giorno almeno. Forse gli sarebbe servito, in futuro.

Tuttavia dovette ricredersi prontamente. Tyler si avvicinò, gli diede del tu e posò una mano sulla sua spalla. Un'atto di maleducazione inaudito.
Lo sguardo di Maximilian si posò dapprima sulla spalla, poi sulla mano della recluta, poi di nuovo sulla spalla ed infine sul viso del maiale. il freddo sguardo dello psichiatra lanciò una minaccia silenziosa. Nessuno gli aveva concesso tutta quella confidenza. Ciò denotava un'ignoranza basilare delle buone maniere e dell'ettichetta.

"Signor Tyler, la prego di non allargarsi troppo".

Pronunciò con tono calmo, ma perentorio. Ora ne era certo, prima o poi avrebbe invitato quell'individuo alla sua tavola.

Diede un breve sguardo attraverso i vetri sporchi della locanda, dall'interno una luce filtrava, segno che il posto era aperto. Estrasse lo spellucchino a serramanico dalla tasca, inserendolo all'interno della manica della camicia. La spessa fibra della giacca avrebbe coperto il piccolo rigonfiamento.

Posò la mano sulla maniglia ed entrò. Avrebbe dato un breve sguardo all'interno, poi si sarebbe avvicinato al bancone.
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Re: Discrezione o Distruzione?

Messaggio #9 della Pagina da Non sono Ciusca » 28/02/2015, 22:39

Il giovane stratega si aspettava delle repliche, ma rimase basito dalla risposta della recluta Buliwyf, la quale non comprendeva il concetto chiave del non dare dell'occhio, ostinandosi a portare con se l'alabarda e difendendo la sua opinione, che poteva essere quella migliore, con ragionamenti errati.
A rendere il tutto più fastidioso c'era la sua immancabile gomma da masticare la quale rendeva più difficile mantenere un'aria composta. Nonostante tutto mantenne la calma e diede alcuni consigli alla recluta, la quale con ogni probabilità non aveva ricevuto nessun addestramento e agiva soltanto d'istinto e senza la corretta disciplina.

Rufus: Il concetto principale del non dare dell'occhio è fare in modo che la gente se ti guarda tra la folla non ti nota o se ti passa accanto non si ricorderà di te e con l'immagine che dai rendi la cosa difficile. D'ora in poi mi aspetto che tu agisca con più attenzione. -

Disse terminando con una pacca sulla spalla.
Dopo quella piccola critica Maximilian diede il suo parere riguardo al piano d'azione e consigliava di andare direttamente alla ricerca del Sorcio, puntando ad un approccio potenzialmente rischioso che però poteva velocizzare di parecchio la missione.
Fece una piccola valutazione per vedere quale piano era migliore in quella data situazione e giunse alla conclusione che le due reclute più inesperte potevano cedere o fare passi falsi al lungo andare e quindi giunse alla conclusione che se potevano risolvere il tutto velocemente dovevano farlo.

Rufus: Tanto vale andare incontro al rischio.

Fece quindi un accenno col capo a Maximilian e poi si diresse alla ricerca del Sorcio accompagnato dall'inesperto Buliwyf.
Iniziarono quindi a camminare per il porto dirigendosi verso la strada che portava ai bassifondi approfittando del momento per dare qualche dritta al collega.

Rufus: Sarò diretto. Sei abbastanza inesperto, quindi a meno che non sia strettamente necessario lascia parlare me, intesi? Ora dobbiamo cercare di rendere utile quell'arma e l'unica cosa che mi viene in mente è quella di far finta che tu sia un body guard...- un paragone non proprio corretto - qualcuno che intimorisca la gente solo con la propria apparenza. - fece una piccola pausa in cui respirò l'aria salmastra del porto - In ogni caso se le cose dovessero mettersi male interverrò io, dopotutto che razza di caposquadra sarei se lasciassi che voi veniate feriti?

Disse accennando ad un sorriso.
Questa volta il controllo era nelle sue mani e avrebbe fatto tutto il necessario affinché nessuno venisse ferito a causa sua.
Già in passato la sua mancanza di attenzione aveva causato problemi e sofferenza; proprio per questo aveva addestrato mente e corpo in preparazione del momento in cui la gente avrebbe fatto affidamento su di lui per impedire che cose come quella accadessero di nuovo.

Continuarono quindi a camminare alla ricerca di qualche zona che potesse sembrare sospetta, magari con un via vai di gente che non aveva l'aspetto di appartenere a quel luogo o venendo avvicinati proprio perchè anche loro non appartenevano a quella zona. RImase comunque attento alla loro posizione rispetto alla montagna in modo tale da sapere dov'erano grazie alla mappa che si era memorizzato all'Avamposto.
Non ci volle molto infatti che la gente per le strade divenne sempre meno, fino a quando non erano presenti neanche i barboni presenti fino a qualche momento prima. Non ci voleva un genio per capire che erano già stati osservati e qualcuno alle calcagna.
Rimaneva da vedere se quella era una trappola per privarli dei loro ipotetici beni o un primo tentativo di contatto dell'organizzazione.
Non ci volle molto che un tizio vestito di stracci, che non aveva nulla da invidiare ai barboni visti prima, li fermò chiedendo se si erano persi al che Buliwyf rispose prontamente di sì offrendo addirittura dei soldi. Non sapeva se ridere o piangere.

Rufus: No, non ci siamo persi. Siamo diretti verso qualcuno. Te cosa cerchi da noi?

Disse con tono sicuro e intimidatorio sperando che il suo collega recitasse la sua parte abbastanza bene da rimediare all'errore appena commesso.
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Re: Discrezione o Distruzione?

Messaggio #10 della Pagina da Alex 7 » 02/03/2015, 17:33

PARTE PER CHOCO E DARRELL

I Marines avevano notato subito il barbone a terra, ma solo Tayler gli diede attenzione. Dopo che i due si furono separati, la giovane recluta si calò leggermente i pantaloni e sempre fumando la sua sigaretta iniziò ad urinare addosso allo sventurato. Sembrava essere pronto all'eventualità che questo si fosse svegliato non troppo felice per lo scherzo messo in scena dal medico. Quello che però non aveva calcolato era che con i pantaloni calati non era proprio comodo muoversi rapidamente. Ma soprattutto aveva palesemente sottovalutato l'uomo a terra.
Dopo che le prime gocce iniziarono a bagnare la testa del pezzente, questo sbarrò immediatamente gli occhi e con una rapidità mostruosa, quasi sovrannaturale si alzò, effettuò una mezza rotazione per ritrovarsi faccia a faccia con il folle che aveva osato pisciargli addosso. Il medico non ebbe nemmeno il tempo di sgranare gli occhi, che si era trovato una lama di un coltello puntata sul suo membro, e una mano forte e callosa che glielo stringeva tanto da fargli male. Il flusso di urina si era interrotto di colpo sia per la stretta che per lo spavento.
Il barbone lo fulminò con lo sguardo e con la voce non più alta di un sussurro, ma tanto glaciale da far gelare il sangue nelle vene disse rivolto alla recluta:

???: Muovi anche solo un muscolo e senza che nemmeno tu te ne possa accorgere ti ritroverai a dover pisciare da seduto come una donna. Ora sbrigati a dirmi chi siete te e l'uomo che è entrato nella locanda.

Era evidente che quello non era un barbone qualsiasi, anche se stava palesemente dormendo aveva percepito le voci dei due marines, doveva essere un ottimo combattente con dei sensi sopraffini.
La presa sul pene di Tayler si fece ancora più stretta, tanto da togliergli quasi il fiato.

Choco perdi 2 PV a causa del dolore per ogni turno che l'umo ti stringe il pene


Ora il destino del suo pene era nelle mani di uno sconosciuto, dalle mani callose.

Nel frattempo lo psichiatra folle era entrato nella locanda nascondendosi lo spelucchino nella manica. L'aria all'interno era pesante, era evidente come le finestre di quel posto non venissero mai aperte. La luce quasi soffusa che proveniva da solo un lampadario faceva risaltare la cappa di fumo che si era creata dalle sigarette di due uomini che erano seduti al bancone. Uno era alto e muscoloso, si vedeva che era uno che si teneva in allenamento, inoltre la testa era completamente calva e tirata a lucido. L'altro era un uomo più comune, di altezza media, non particolarmente atletico, e con una zazzera in testa poco curata di capelli tendenti oramai più al grigio che a qualsiasi altro colore. Inoltre aveva un grembiule legato alla vita. Evidentemente era lui l'oste. Difatti non appena Maximilian entrò questo interruppe la discussione che aveva con l'uomo calvo e si votò per vedere chi era entrato. Non appena vide quell'uomo ben curato e con il vestito elegante il so sguardo si fece minaccioso. Era chiaro che da quelle parti non erano abituati agli sconosciuti. Con poca grazia e cortesia si rivolse alla recluta:

Oste: Desidera? Se sta cercando una stanza, non ne abbiamo di disponibili e il cibo è già finito.

Era stato tanto sbrigativo quanto rozzo, era palese che la presenza dello psichiatra non era gradita.

PARTE PER CIUSCA E GEKO

L'uomo che avevano difronte continuava a fissarli con occhi indagatori. I due si vedeva lontano un miglio che erano poco affiatati e senza dubbio che il giovane Buliwyf era il più inesperto dei due. Fu il primo a parlare per rispondere alla domanda fatta dallo sconosciuto, non appena questi però ebbe finito si intromise il caposquadra che però così facendo aveva peggiorato le cose. I due avevano dato due versioni completamente opposte, il primo aveva confermato il fatto che si erano persi, e che avrebbero offerto soldi per dell'aiuto, inoltre aveva usato un tono neutrale, quasi cordiale e ammiccane. Rufus invece aveva smentito con tono minaccioso e perentorio il fatto e anzi aveva rigirato la frittata chiedendo cosa volesse l'uomo brizzolato da loro.

Lo sguardo indagatore del barbone passava da uno all'altro. I due marines rimasero in attesa di una risposta senza sapere cosa stesse passando nella mente dell'uomo. Dopo una trentina di secondi di silenzio, lo sconosciuto finalmente prese la parola:

???: Certamente non siete turisti qualsiasi, si vede lontano un miglio. Cosa ci fate da queste parti? Cosa state cercando? E badate bene di rispondere, questa volta con una versione sola. Qui non siamo soli anche se a voi può sembrare così, perciò se non siete venuti in cerca di guai ditemi i vostri nomi e cosa vi porta da queste parti.

L'uomo ostentava una certa spavalderia e sicurezza, ma magari stava solo bluffando. Fatto sta che questa volta il suo tono era intimidatorio.


/OT Allora ragazzi, per quanto riguarda Darrell, quello che accade a Choco te non sei in grado di vederlo o sentirlo perché sei già dentro la locanda. Per il resto, mi avete sorpreso, avete commesso degli errori grossolani, per sta volta vi ho "graziati", ma siete comunque nei guai. Avete massima libertà d'azione, sorprendetemi :V. Da adesso voglio un quote a fine post con i vostri PV e PT. Avete 72 h
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Re: Discrezione o Distruzione?

Messaggio #11 della Pagina da Choco » 02/03/2015, 23:29

Mi viene naturale mentre sto orinando abbassare la guardia. Un attimo prima provi una dolorosa ed opprimente sensazione che ti stringe la vescica e subito dopo ti concedi il relax più totale.
La tensione si scioglie. Il dolore passa e poi...
No, aspetta cosa ?!
Lui, il barbone si alza ed in un attimo mi sta davanti.
Improvvisamente il dolore torna. Non più sulla vescica ed ora è molto più forte.
Come me la sbrigo ?
Questo sta stringendo il mio pisello. E lo sta facendo forte, molto forte.

Off Topic
Tyler perde 2 PV


Normalmente potrebbe piacermi se fossi in un altro luogo e con il sesso opposto. L'infermiera, la Beckmann e la Nilson. Senza il mio amichetto tutto questo sarà inutile non le sfiorerò mai.
Pensare in fretta, devo pensare in fretta. Dio, sta stringendo davvero forte !
Mi ha afferrato in meno di mezzo secondo, con questo non la spunto nemmeno se mi impegno.
Sto ancora fissando a terra, o almeno sto fissando dove prima c'era la terra adesso vedo la sua sudicia camicia. Per di più puzza da far schifo.
Abbasso un poco lo sguardo, e vedo ciò che mi sta accadendo. La sua grossa mano, il mio membro e un suo coltello.
A parole non ne esco, a fatti non ne esco. Forse...

Alzo lo sguardo fino ad incontrare i suoi occhi, mi devo fingere agitato. Molto agitato. Sono agitato !
I miei ballano da una parte all'altra, sono irrequieti, vibranti. Si spostano con rapidità occhi, naso bocca, orecchie, attaccatura dei capelli, oltre l'uomo stesso.
Riscendono. Rivedo il membro.
La bocca si spalanca leggermente (o meglio la spalanco leggermente) dalla bocca mi scivola la sigaretta, le sopracciglia si contraggono in obliquo verso il naso. Tento addirittura di dilatare le pupille se mi è possibile. Devo sembrare terrorizzato.
Torno per un leggerissimo attimo a incrociare e suoi occhi e poi:

"Il m-mio... p-pi-pisel-lo... n-no n-no io.".

Balbetto. Accelero il respiro, iperventilazione.

Gli occhi roteano in circolo poi si chiudono, la testa cala pesante e cado leggermente in avanti.
Sono svenuto. In realtà no, ma così dovrebbe sembrare. Spero sia credibile, dio quanto ci spero.
Tutto il corpo si abbandona verso l'uomo, si abbandona alla gravita. Cado di sasso.
Non so se incontrerò le dure pietre o lui mi sorreggerà.
Sono pronto all'impatto ed il conseguente tonfo sordo.
C'è solo un suono che non voglio sentire, l'onomatopeico zac dello stiletto che recide il mio pene.
Lasciami a terra, abbandonami li, ai tuoi occhi dovrei sembrare uno stupido ragazzo, di me non sai nulla.
Se vuoi puoi fare anche di meglio, chiama contatta qualcuno. Insomma dammi degli indizi una pista.
E tu Maximilian non uscire ora o siamo morti.
Secondo il libro delle Rokushiki posso addirittura modificare il mio battito cardiaco. Ci provo, prego di riuscirci.

Off Topic
Seimei Kikan: Ritorno alla vita: Particolare tecnica che consente di manipolare a piacimento qualunque cellula del proprio corpo. nei tempi antichissimi gli umani erano in grado di controllare tutto di sé stessi, ma poi con l'evolversi e col passare del tempo se ne sono dimenticati. Questa mossa permette quindi di sciogliere i limiti del corpo, facendolo tornare come era anticamente.
Effetti: Dona un bonus di +10/15/20 ATK al valore finale di tutte le tecniche portate senz'armi.
Costo: 2 PT a turno.


PV: 43
PT: 43
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Re: Discrezione o Distruzione?

Messaggio #12 della Pagina da Geko » 03/03/2015, 21:56

Secondo i suoi piani, Andrew era intenzionato a fare il gentile con lo sconosciuto, per poi chiedergli informazioni in cambio di denaro, purtroppo questa sua idea fu stroncata sul nascere che con tono minaccioso, aveva detto che stava cercando qualcuno.

Le due reclute non andavano d'accordo e si vedeva, ma per il bene della missione dovevano sforzarsi di collaborare, Andrew mandò un'occhiata rabbiosa al caposquadra ma ingoiò il rospo e stette al suo posto, non era lui a comandare e non gli spettava avere l'ultima parola.

Intanto l'uomo guardava i due ragazzi con sguardo indagatore, spostando gli occhi da uno all'altro, forse non capiva nulla di quello che stava succedendo o forse pensava che aveva a che fare con due idioti, alla fine parlò e chiese chi fossero i due e cosa cercavano, in più confermò che erano osservati e non voleva due risposte diverse ma una sola.

C'era qualcosa di strano, il tizio aveva capito che non aveva a che fare con due turisti e forse aveva qualche sospetto sulla loro identità, il fatto che avesse confermato che qualcuno li stava osservando, faceva sorgere qualche domanda nella testa di Andrew.

I principali interrogativi erano: Il tizio ha qualche rapporto con il marine scomparso? Sarà un informatore o proprio lo scomparso? Sa qualcosa della chimera?

Andrew guardò il suo caposquadra, aveva deciso di rimanere in silenzio e cercare di collaborare, anche se al momento aveva l'impulso di rompergli la testa contro il muro.

Andrew serrò per un attimo i pugni, sbiancando le nocche poi contò fino a dieci e si calmò, d'ora in poi si sarebbe comportato in maniera diversa e non avrebbe creato problemi.

La recluta fissò l'uomo, pronto a impugnare l'alabarda in qualsiasi istante, non sapeva cosa avrebbe detto Rufus. Al suo posto avrebbe mentito sui loro nomi e raccontato che cercavano una prostituta o un tizio che aveva fregato un amico a carte, insomma qualsiasi scusa per allentare la tensione che si stava caricando nell'aria, per poi cercare di avvicinarsi al tizio e chiedere a bassa voce qualche informazione utile alla missione. Bisognava ammettere che l'ultima parte era una scommessa, se l'uomo non sapeva nulla del marine scomparso c'erano buone probabilità di fare una brutta fine.

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Re: Discrezione o Distruzione?

Messaggio #13 della Pagina da Darrell » 04/03/2015, 23:58

Lo psichiatra varcò la soglia e la richiuse nella penombra dell'unico ed insufficiente lampadario della locanda. Uno sgradevole puzzo di fumo gli invase le narici, facendolo sentire inquinato, causandogli un certo moto di disgusto prontamente soffocato.
Quando l'oste gli chiese, neanche tanto velatamente, di girare i tacchi e non disturbare ulteriormente, Maximilian ebbe già abbastanza elementi da formulare un piano d'azione.

"Solamente due persone, luogo malcurato e periferico, ostilità e palesi menzogne. Ergo, hanno qualcosa da nascondere".

Doveva metterli verbalmente in trappola, costringerli a tradirsi od a confutare una delle sue ipotesi. Se l'avessero aggredito, tuttavia, non avrebbe esitato a tagliar loro qualche arteria.

"Non vi piacerebbe sapere cosa desidero in questo momento, sovente desidero cose sgradevoli".

Una minaccia nemmeno troppo sottile.

"Quest oggi non desidero vitto e alloggio, bensì informazioni... E vi assicuro signori che solitamente ricompenso lautamente chi dispensa buone soffiate".

Si avvicinò al bancone, lasciando tuttavia due metri di spazio strategico tra di lui e loro.
Voleva fingersi un sicario, un gelido vendicatore.

"Si da il caso che stia cercando un infame, un traditore della famiglia e dell'onore. E' un uomo piuttosto alto, capelli corvini, un grosso tatuaggio sulla schiena. Il mio capo ha messo una grossa taglia su di lui, vivo o morto che sia."

Fingere era la parola d'ordine. Se i due fossero stati coinvolti nella sua dipartita, si sarebbero vantati dell'accaduto, se l'avessero rinchiuso da qualche parte, avrebbero chiesto dei particolari in più, così da poter ottenere loro stessi la taglia.

Infilò una mano sotto la giacca, fingendo di prendere il contante. Di fianco ai soldi, solitamente teneva dei piccoli e sottili pugnali da lancio. La mano indugiò tra la carta stampata ed il gelido metallo.

"Diecimila Berry possono bastare come acconto?"

L'amo era stato lanciato.
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Re: Discrezione o Distruzione?

Messaggio #14 della Pagina da Non sono Ciusca » 05/03/2015, 1:00

Evidentemente quella contraddizione aveva creato confusione nella testa di quell'uomo malmesso che reagì allo stesso modo di una persona non proprio intelligente, ovvero con aggressività. Rufus detestava quel tipo di persone.
In quel momento avrebbe volentieri sfogato un pelo della sua frustrazione su quell'uomo, probabilmente non era al suo livello e se Buliwyf avesse provato a fermarlo non sarebbe stato un problema metterlo fuori gioco. In quel modo però si sarebbe giocato la possibilità di fare carriera rapidamente nei ranghi della marina ed il uso obiettivo sarebbe diventato quasi impossibile, si limitò a mettersi una mano in faccia sbuffando.

Rufus: Senti, non so se l'hai notato ma hai fatto tre domande che hanno la stessa risposta...Siamo qui alla ricerca di buona merce perchè mentre ero a Saint Urea ho sentito parlare di un tizio e di come potesse aiutarmi per il mio progetto. - Disse mentre controllava la zona con lo sguardo alla ricerca delle altre persone con cui parlava mascherandosi con quel gesto che aveva appena compiuto.

Così facendo poteva escludere buona parte delle zone dove le "altre persone" si trovavano e quindi elaborare eventuali strategie per bloccare il tizio.
Nella sua spiegazione fece anche accenno a Saint Urea, nota isola anti governativa che probabilmente riceveva i carghi per redirigere parte della merce nel Mare Meridionale, in questo modo dava maggiore solidità alla sua storia. Mentre parlava stette attento a ogni movimento del suo corpo in modo tale da manipolare il messaggio trasmesso dal proprio corpo così da indurre una sensazione di affidabilità e sincerità nella mente di quell'uomo. Quello era uno dei metodi migliori per ottenere credibilità, infatti almeno il sessanta per cento dell'impressione veniva data dal corpo e in meno della metà dalle parole, dote indispensabile per un osservatore e stratega come lui.

Rufus: Ora siamo qua perchè studiandomi la mappa dell'isola ho trovato dei posti dove poter trovare tale tizio e stavamo andando li. Il genio qui dietro invece doveva farmi da guardia del corpo, solo che non ha ancora ben capito che lui è il braccio ed io la mente. Capirai quanto è sveglio dal fatto che per non farsi notare abbia ben pensato di girare con un'alabarda e quindi non l'abbia dovuto rendere partecipe. - Anche se lo avevo già avvisato insieme agli altri sulla nave di essermi studiato tutto sulla nave. - Per cui non ci siamo persi ma non sappiamo con sicurezza dove si trovi il tizio.

La cosa strana era che doveva aver notato che i loro, o almeno il suo, andamento non era quello di persone che non sapevano dove si trovavano.
Ora era arrivata la parte dei nomi. Inizialmente era propenso a inventarne uno di sana pianta, poi però realizzò che se conoscevano i nomi delle ultime reclute della marina, che secondo ogni logica non dovevano trovarsi in quel luogo, allora quella situazione non aveva motivo di esistere e che c'erano talpe nella marina e quindi loro sapevano già la loro identità. Decise quindi di usare il proprio nome.

Rufus: Io mi chiamo Rufus e lui è Andrew. Ti ho detto quello che volevi sapere, ora dimmi chi sei e cosa vuoi?

La cosa che gli puzzava erano queste altre persone che dovevano averli sotto tiro e del perchè non avessero agito prima e di chi potesse essere in grado di rendere isolata una zona così grande in così poco tempo e con senza preavviso.

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Re: Discrezione o Distruzione?

Messaggio #15 della Pagina da Alex 7 » 06/03/2015, 1:50

PARTE PER CHOCO

L'uomo continuava a stringere con fermezza il membro della giovane recluta e gli occhi erano sempre piantati nei suoi, lo sguardo era penetrante, indagatore. Il ragazzo era palesemente con le spalle al muro, un solo passo falso e al posto del pene si sarebbe ritrovato un bel buco.
Il marine iniziò a sudare, le pupille si dilatarono, il respiro si fece più veloce e la voce era rotta e balbettante. Le uniche cose che riuscì a pronunciare, erano parole di apprensione per il suo apparato riproduttore, non c'era dubbio alcuno, era un attore nato. Certamente i sudori e il battito accelerato erano dovuti alla tensione e alla paura, però per il resto era stata un eccellente interpretazione.

L'uomo lo guardò per un istante sbigottito, comunque continuò a non mollare la sua presa. Le sue dita callose erano come delle morse, sembrava non esserci scampo. Poi però il medico si superò ancora una volta, le gambe tremano, gli occhi iniziano a roteare e la testa cade inerme sul petto. La gravità poi fece il resto, il tonfo arrivò quasi senza preavviso, l'impossibilità di mettere le mani avanti fece prendere una bella botta al marine, che però per sua fortuna non era caduto subito di faccia, ma si era afflosciato quasi dolcemente sulle gambe. Indipendentemente da ciò quando il petto impattò al suolo il ragazzo sentì una bella porzione d'aria uscire dai suoi polmoni, aveva assoluta necessita di respirare, la sua commedia non sarebbe potuta durare ancora molto.

Perdi 2 PT, più altri due per ogni turno in cui fingi di essere svenuto. Ovvero al prossimo turno 2+2 a quello dopo 4+2 e via dicendo


In tutto ciò il barbone rimase quasi attonito ad osservare la scena, che vista da fuori sarebbe anche potuta sembrare esilarante. La presa ferrea sul membro del medico venne rilasciata e l'uomo si avvicinò per voltare in posizione supina il povero Tyler. Poi abbassò la guardia e avvicinò l'orecchio al naso del finto svenuto per verificare che questi fosse ancora vivo e che non fosse morto per lo spavento.

PARTE PER DARRELL

La tensione all'interno della "Sciabola d'Oro" si poteva quasi tagliare con il coltello, gli occhi dei due uomini erano puntati dritti in quelli dell'uomo in completo. Era chiaro come il sole che erano diffidenti nei suoi confronti, quell'uomo emanava una strana aura, che era facilmente percepibile da tutti e due. La recluta però non sembrava avere un comportamento ostile, anche se come aprì bocca, la prima cosa che uscì dalle sue labbra fu una minaccia molto poco velata. Inoltre mentre a passo calmo si avvicinava al bancone disse che era li in cerca di informazioni, poi non appena fu a due metri fece la sua offerta, 10.000 berry.

I due uomini si guardarono per un istante, l'energumeno pelato fece poi un cenno con la testa all'oste, che lanciando un ultimo sguardo carico di diffidenza mista a timore allo sconosciuto, si dileguò in fretta e furia attraversando una porta che stava proprio dietro al bancone. Maximilian non aveva idea né di dove conducesse, né dove di dove fosse andato l'uomo che fino a pochi istanti prima era con loro. Ora erano rimasti in due, il pazzo e il bruto. Quest'ultimo prese parola non appena lo psichiatra ebbe terminato. La sua voce era calma, pacata, ostentava una certa sicurezza e dai suoi occhi si vedeva palesemente che non era intimorito dalla persona che aveva davanti:

???: Non so chi tu sia, non so cosa tu voglia, ma hai scelto il momento sbagliato per finire qui. Hai avuto l'occasione di potertene andare in tutta tranquillità, hai però scelto di rimanere qui. E' evidente che non sei di queste parti, altrimenti saresti fuggito a gambe levate. Mi dispiace solo dover rovinare questo posto...

Come finì la frase, il pelato scagliò verso il cuoco un boccale colmo di birra che si trovava sul bancone davanti a lui. Era evidente che era solo un diversivo, perché subito dopo con un solo passo colmò la distanza che li separava e fece volare un gancio sinistro diretto alla mascella del suo avversario. L'attacco non era dei più strutturati o fantasiosi, però era dotato di una discreta potenza e di una grade velocità.

ATK: 90
VEL: 125



PARTE PER CIUSCA E GEKO

Questa volta aveva parlato solo Rufus, il tono era di uno che si sente superiore al suo interlocutore, le risposte che dava erano cariche di stizza, per non parlare del gran finale, dove addirittura affermava con spavalderia che non si erano persi e che sapevano esattamente dove trovare l'uomo che stavano cercando. Il caposquadra concluse poi con le sue di domande, che non erano altro che quelle fatte prima, ma prontamente ignorate dal suo interlocutore.

L'uomo dai capelli corvini ascoltò senza battere ciglio tutto quello che il marine aveva da dire, poi con un sorriso ironico stampato in viso rispose con un tono che non era più quello intimidatorio di prima, ma anzi era cordiale:

???: Signor Rufus, è inutile cercare con lo sguardo le altre persone che vi stanno osservando. Questi sono i nostri vicoli, questa è la nostra città e questa è la nostra isola. Nulla passa per queste strade senza che noi lo permettiamo, nulla sfugge al nostro sguardo e al nostro controllo. Per correttezza nei vostri riguardi mi presenterò anche io, il mio nome è Benjamin, ma potete anche chiamarmi solo Ben.

L'uomo fece un leggero inchino nei confronti dei suoi due interlocutori, poi riprese a parlare:

Ben: Io conosco tutte le persone che vivono in questa zona della città, dai vecchi fino ai neonati. Quindi se volete farmi la cortesia di dirmi il nome dell'uomo che state cercando posso anche, nel caso, aiutarvi a trovarlo. Altrimenti mi sa tanto che io e i miei amici saremo costretti a chiedervi di tornare sui vostri passi e di non farvi più vedere da queste parti.

L'uomo terminò di parlare rivolgendo poi un sorriso ammiccante alle due reclute. Era ormai evidente come quello non fosse un semplice barbone.

//OT Bene ragazzi, come sempre avete massima libertà di azione. Solo un paio di indicazioni: Darrell, non ho inserito la scheda dell'uomo perché la durata del combattimento dipende solo da te e dal tuo prossimo post (se agirai bene come mi aspetto potrebbe già finire il prossimo turno). Nel caso contrario la inserirò al prossimo turno. Per quanto riguarda gli altri tre occhio a come decidete di agire :V Avete 72 h /
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Re: Discrezione o Distruzione?

Messaggio #16 della Pagina da Choco » 08/03/2015, 1:12

Il tonfo sordo generato dalla mia testa all'impatto con i sanpietrini del suolo era secondo solo al mal di testa provocatomi.
La poca aria ancora presente nei polmoni mi abbandona immediatamente, e in tutta risposta non posso ancora concedermi un solo respiro.

Off Topic
Tyler perde 2 pt per trattenere il fiato.
43-2= 41


Il mio nuovo "amico" deve credermi svenuto.

Tutto sommato escludendo poi il lieve disagio provocato dalla caduta, il piano doveva essere andato liscio.
In mezzo alle gambe riuscivo a percepire il freddo contatto tra il mio membro e la pietra. Segno che l'organo era ancora al suo posto.
Il fretto gelido che solitamente mi sarebbe sembrato una spiacevole sensazione ora veniva accolta con enorme gioia.
In più il sottile dolore alle parti basse era scomparso lasciando posto soltanto al disagio per aver avuto la mia virilità stretta nel pugno di un altro uomo.

Dopo un istante definibile quasi rilassante (se non si tiene conto dei polmoni in fiamme) sento una pressione sul fianco destro del corpo.
In un attimo mi ritrovo capovolto pancia all'aria e pene al vento.
Mi trovo vivamente a sperare che non voglia tornare a giocare con il mio arnese, non credo di riuscire a sopportare ancora una volta una simile situazione.
Almeno non senza incorrere in gravi turbamenti alla psiche.

Attraverso gli occhi chiusi percepisco un ombra, qualcosa è sopra di me.
Qualsiasi cosa sia è talmente vicina da poter essere percepita sulla pelle senza che ci sia un contatto.
Ancora con l'aria inerme e trattenuta a stento tra bocca e narici mi arrischio a schiudere leggermente l'occhio sinistro.
Seppur sfocata intravedo una testa torreggiare sopra la mia, in primo piano un piccolo orecchio.
L'idiota mi stava realmente porgendo una parte inerme del suo corpo.
Precisamente l'orecchio destro. Questo significa che il suo volto punta verso la locanda, tutto ciò che avviene dall'altra parte non potrà essere da lui notato. O almeno così credo.
Rimarrà comunque così per un attimo, sta tentando di capire se respiro devo agire in fretta.

Una delle poche lezioni da me affrontate sul combattimento verteva sull'individuare dei punti presenti in tutto il corpo, questi se colpiti con la giusta pressione inducevano ad una paralisi temporanea della vittima.
Uno di questi era sulla nuca.
Posso raggiungerlo.
Sarebbe bastato un normale colpo di taglio per stordire e far perdere i sensi all'uomo.
Con questa tecnica ed un po' di fortuna, colpendo il nervo giusto posso immobilizzato.
La nuca la vedo chiaramente con l'ormai occhio aperto per metà.
Basta un colpo secco con una delle tecniche rokushiki.

FASE D'ATTACCO:
[+] Spoiler
Statistiche iniziali: Immagine(ATK):60
Immagine(DEF): 44
Immagine(VEL):81
Immagine(PV): 43
Immagine(PT): 41

Tyler utilizza: -Calco diretto, un diretto portato con grande violenza.
-Gittata: Ravvicinata/Distanza
-Effetti: //
(Atk +24, Vel +21 – Pt 2)

Arte marziale 1: Ying Chao Chuan: Stile dell'artiglio dell'aquila. Particolare forma di Kung Fu che prevede feroci colpi con le dita in grado di strappare la carne nemica.
Effetti: Violenza 2
(+9 Atk, +5 Def)

Bonus ambientale: +5 Atk/Def/Vel in territorio Artificiale.

Effetto di stile: Colpo Paralizzante: Un agente segreto del governo si trova molto spesso coinvolto in interrogatori e torture, sa quale nervo colpire per paralizzare il nemico in modo da poter procedere al meglio. Utilizzabile solo con tecniche ravvicinate. Se la tecnica va a segno infligge all'avversario lo status generale Paralisi per i prossimi 1/2/3 Turni. Massimo 1 volta a combattimento. (Costo: 2 PT)

Atletico: Il personaggio sa come dosare le forze, risparmiando le energie.

Requisiti: nessuno.

Effetti: La spesa in PT per effetti e tecniche di supporto è ridotta di 1.

Statistiche finali:

Immagine(ATK):98
Immagine(DEF): 54
Immagine(VEL):107
Immagine(PV): 45
Immagine(PT): 38


Il colpo parte fulmineo. Lo eseguo con il braccio sinistro quello fuori dal suo campo visivo.
Prima la potenza del movimento passa dall'avambraccio di poco sollevato al polso che scatta in direzione del bersaglio.
La corsa è breve che ci separa è breve ma dovrebbe essere sufficiente a generare la forza necessaria.
Il colpo ad ultimarla ci mette un attimo.
Contraggo all'estremo i muscoli che dovranno impattare con il collo in modo da fare più danni possibili ed evitare di subire a mia volta microfratture.
L'ideale sarebbe stato raggiungere il punto preciso sulla nuca, ma anche colpire il collo sarebbe dovuto bastare a stenderlo.

La mia speranza adesso è di sentire il forte contatto con le due membra e poi il peso del suo corpo inerme afflosciarsi sul mio, tra i due un gemito di dolore.
Sarebbe stato quello il momento di tornare finalmente a respirare.
Inspirare nuova aria nei polmoni sarebbe stato appagante quanto inspirare il fumo di una sigaretta. Mi sarebbe anche piaciuto finire la pisciata lasciata a metà, che ora sentivo tornare a spingere prepotentemente sulla vescica.

PV: 43
PT: 37
Ultima modifica di Choco il 13/03/2015, 16:43, modificato 5 volte in totale.
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Re: Discrezione o Distruzione?

Messaggio #17 della Pagina da Non sono Ciusca » 08/03/2015, 20:49

Benjamin si rivelò essere una persona completamente differente dal barbone che appariva, e a giudicare da quello che diceva sembrava essere una specie di leader dei bassifondi. Inoltre, a giudicare dal tono, sembrava più propenso ad aiutarli anche se la minaccia che aveva fatto alla fine impediva loro di prendere la situazione sotto gamba, o almeno per Buliwyf, lo stratega era più che capace di gestirsela da solo.

Rufus: Ok Ben, allora potrai dirci se conosci qualcuno che si fa chiamare il Ratto...o Sorcio. Ricordo che centrava con i topi.

Disse ricambiando il sorriso. Fingere così spudoratamente per lui non era un problema, si era addestrato apposta per buona parte degli anni precedenti per essere in grado di fare ciò. Tutto per il suo obiettivo.

Rufus: Se lo conosci avrai capito il tipo di merce che mi interessa.

In base alla reazione di Benjamin avrebbe aggiunto o meno qualche parola sul fatto che le armi gli servivano per aiutare il proprio paese a difendersi dai pirati, così facendo avrebbe fatto leva sulla compassione se era una brava persona, oppure se fingeva ed era in combutta col sorcio poteva diventare un potenziale cliente.
Sperava che Andrew non parlasse o che il presunto barbone evitasse di fargli domande dirette, perchè se facevano un altro passo falso rischiavano seriamente di mandare a monte la missione e sicuramente non sarebbe risaltato nel migliore dei modi sul suo fascicolo. Senza contare che ci sarebbe stata ancora la Chimera in giro, ma in quel caso non sarebbe stato in grado di preoccuparsene.

Considerò anche il caso in cui questi ipotetici "amici" che aveva li stessero tenendo sotto tiro, quindi rimase all'erta in modo tale che al minimo segnale di Ben sarebbe scattato verso il primo vicolo che trovava.

Rufus: Non sembra avere nessun lumacofono con se, quindi se vuole assalirci dovrà per forza utilizzare un segnale.

Se invece si fosse trovato degli inseguitori a piedi sentiva di potersela cavare senza problemi datele sue capacità. Non poteva però dire lo stesso per Andrew.

PV:50/50
PT:50/50
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Re: Discrezione o Distruzione?

Messaggio #18 della Pagina da Geko » 08/03/2015, 21:36

Bisognava ammettere che Rufus era bravo nel parlare, si dimostrava un bugiardo nato e capace, onestamente Andrew non si fidava di lui e delle sue abilità. Andrew era una persona semplice, la sua stazza lo rendeva utile nel combattimento, ma non aveva esperienza d'indagini, era solo una recluta al suo primo incarico.

Il giovane Buliwyf guardava i due parlare, mostrandosi calmo e guardando sempre il barbone in faccia, masticando la solita gomma, aveva le braccia e i muscoli rilassati, ma in realtà era in allerta pronto a impugnare la sua arma. Rufus poteva dire quello che voleva, ma l'alabarda era un'arma efficace soprattutto nella difesa, perchè creava una certa distanza tra se e il nemico.

I due parlavano, Andrew non dava peso alle parole del caposquadra, certo gli avrebbe volentieri tagliato la testa, ma non era quello il momento, in ballo c'erano due cose più importanti: trovare il sottufficiale e debellare la chimera. Al ragazzo non interessava fare carriera a lui, credeva nei valori della marina e nella giustizia, per lui i marine che pensavano solo al proprio avvenire e alle promozioni erano peggio dei pirati e non meritavano la divisa che portavano.

Il barbone disse di chiamarsi Ben e dalle parole e dai suoi modi, dimostrava di essere un capo banda, che con i suoi uomini conosceva le persone che giravano per l'isola e si rivelava una ricca fonte d'informazioni. Dal canto suo Rufus disse che voleva cercare un tizio per fare affari e che Andrew era la sua guardia del corpo, alla fine rivelò che stava cercando il ratto.

Andrew si preparò a qualsiasi reazione di Ben, c'erano buone possibilità che la faccenda sarebbe finita male. Infatti, il ratto poteva essere un criminale da poco conto e Ben poteva insospettirsi sul fatto che due stranieri lo cercassero, oppure era lo stesso barbone o addirittura un suo rivale.

Se c'era da combattere Andrew non si sarebbe fatto trovare impreparato, per prima cosa avrebbe colpito Ben ma in modo da non ucciderlo e catturato, quel tizio si mostrava utile e non lo si poteva uccidere o lasciarlo scappare.

PV 40
PT 40
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Re: Discrezione o Distruzione?

Messaggio #19 della Pagina da Darrell » 08/03/2015, 23:43

Le dita indugevano tra le due tasche all'interno dell'elegante giacca. Lesse diffidenza e timore degli occhi dell'oste, risoluta decisione in quelli del bestione. Quando vide l'uomo dileguarsi verso le stanze retrostanti il bancone, lasciò cadere la mano lungo il fianco, l'aria apparentemente delusa. Avrebbe voluto risolvere la questione in modo diplomatico.
Fin'ora i due erano stati scortesi e prudenti, ma non erano sconfinati nella maleducazione più palese. Tyler Amb avrebbe meritato più di loro il suo coltello.
Il pelatone si fece avanti, lanciando l'offensiva a mezzo di un boccale di birra piuttosto colmo.

Maximilian guizzò di lato, spostando il baricentro a destra e piantanto un piede a terra per mantenere l'equilibrio, lasciando saettare il boccale a qualche centimetro dalla sua testa, il collo inclinato per evitarlo.

Fase Difensiva:
[+] Spoiler
(VEL): 60 +10 +40 = 110
(PT): 40 +10 = 50 + 10(bonus mestiere) = 60

-Balzo Laterale: Maximilian scarta lateralmente.
(Vel + 17 – Pt 1)

(VEL): 60 +10 +40 = 110 +17 +5(bonus ambientale) = 132 [Schivata riuscita]
(PT): 40 +10 +10 = 60 -1 = 59


"Un diversivo..."

L'omone si avvicinò velocemente lanciando un pungo verso la sua mandibola. Lo psichiatra si trovava dalla parte sbagliata, scartando ancora a destra avrebbe perso la possibilità di un'offensiva precisa e letale. Rischiò abbassandosi flettendo le gambe, cercando di far passare il colpo del nemico sopra le sue spalle. Nello stesso momento diede uno strattone al braccio, afferrando al volo il coltello fuoriuscito dalla manica.
Il pelato si era sbilanciato in avanti per portare a termine il colpo, e lui era più snello, più veloce.
Individuò in una frazione di secondo l'arteria femorale, il coltello guizzò come un cobra verso l'inguine. Doveva essere veloce, ma anche imprimere la giusta forza per trapassare i muscoli della coscia e tranciare l'arteria.
Avrebbe poi ritratto il coltello e avrebbe cercato di scartare ancora di lato.

Fase Offensiva:
[+] Spoiler
(ATK): 30 +10 +35 = 75
(VEL): 60 +10 +40 = 110
(PT): 59/60

Tecnica di supporto:
Masterchef: Il cuoco combattente ha studiato per anni la cucina e il combattimento riuscendo a fondere entrambi, sfruttando movimenti e conoscenze tipiche di uno chef nel combattere e viceversa, il che gli dona un'imprevedibilità e abilità fuori dal comune.
Effetti: Dona un bonus di +10/15/20 ATK al valore finale di tutte le tecniche portate con armi Culinarie.
Costo: 2 PT a turno.


Spelucchino Ricurvo:
Effetti: Danni aggiuntivi 6; Danni debilitanti 2;
(ATK +9, DEF +1 - Arma metallica) - (Arma da culinaria da Taglio)

- Recisione: Maximilian punta alle arterie del nemico, tentando di tranciargliele.
-Gittata: Ravvicinata/Distanza
- Effetti: //
(Atk +33, Vel +20 – Pt 3)

(ATK): 30 +10 +35 = 75 +33 +9 +10(capacità) = 117
(VEL): 60 +10 +40 = 110 +20 =130
(PT): 40 +10 +10(bonus mestere) -3(tecnica) -2(tec. supporto) = 54


Se il colpo fosse riuscito ed il coltello non gli fosse scivolato per colpa del sangue, l'emorraggia avrebbe impiegato pochi minuti per uccidere il bestione. Abbastanza da poterlo interrogare, se ce ne fosse stata la possibilità.

Off Topic
PV: 60
PT: 54
Ultima modifica di Darrell il 08/03/2015, 23:50, modificato 1 volta in totale.
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Re: Discrezione o Distruzione?

Messaggio #20 della Pagina da Alex 7 » 12/03/2015, 14:12

PARTE PER CHOCO

L'uomo che pochi istanti prima si era rivelato come un combattente non comune adesso abbassava così la guardia? Era più che evidente che il giovane Tyler era stato più che credibile con la sua recita, in fondo essendo medico conosceva alla perfezione ogni singolo sintomo per simulare uno svenimento. Inoltre il suo aspetto molto trasandato, aveva sicuramente aiutato la commedia.
Il pugno partì dalla zona cieca del barbone, la distanza era troppo breve e la velocità del marine troppo alta. L'impatto fu tremendo, il movimento però non era dei più comodi in quella posizione perciò la precisione ne risentì e non riuscì a colpire il punto esatto dove si trovava il nervo che gli avrebbe consentito di paralizzare l'avversario. La botta fu comunque abbastanza forte da stordire pesantemente l'uomo, che cadde di faccia sul ciottolato.

Dopo circa una decina di secondi però accennò ad una reazione, tentò facendo leva sulle braccia di rialzarsi, i movimenti però erano lenti ed impacciati. Il medico vista la sua esperienza e i suoi studi avrebbe subito capito che il barbone aveva una grave commozione celebrale con possibili danni permanenti alle capacità motorie. L'uomo era ancora a quattro zampe.

PARTE PER DARRELL

I movimenti della recluta erano fluidi ed essenziali, con prontezza di riflessi evitò il boccale di birra e il gancio sinistro dell'uomo. Questi poi non fece nemmeno in tempo a sbattere le palpebre che sentì un dolore lancinante alla gamba, più precisamente all'altezza dell'inguine. La sensazione che provò il pelato fu di carne che veniva squarciata con precisione quasi chirurgica. Poi sentì il coltello uscire con la stessa rapidità con la quale era entrato.

Quello che il cuoco pazzo invece percepì sulla mano, che poi si ripercosse lungo tutto il braccio dandogli poi una sensazione piacevole lungo tutta la schiena. Fu come di un coltello che si infila in un panetto di burro. La carne in quel punto era morbida, il colpo preciso. Il sangue aveva iniziato a zampillare furiosamente dalla ferita. L'uomo che prima faceva lo spavaldo adesso era appoggiato al bancone per evitare di cadere a terra, i suoi occhi facevano trapelare tutta la sua paura. Il sangue fluiva rapido e le forze iniziarono ad abbandonarlo, non riusciva nemmeno più a reggersi in piedi, e lentamente si accasciò a terra con la schiena appoggiata al bancone. Con le poche forze che gli erano rimaste si pressò con forza la ferita con entrambe le mani per cercare di rallentare l'emorragia. Poi con la voce di chi teme seriamente per la propria vita disse rivolto a Maximillian:

???: TU! Aiutami subito...non hai idea del guaio in cui ti sei appena cacciato, la mia morte non passerà inosservata e tu farai una brutta fine per mano dei miei Fratelli...Se decidi di aiutarmi però possiamo dire che è stato tutto solo un malinteso...

PARTE PER CIUSCA E GEKO

Ben ascoltava con interesse le parole di Rufus, il viso però rimase impassibile, il solito sorriso amichevole stampato in volto, ma nessun gesto inconsulto, quell'uomo non lasciava trapelare alcun tipo di emozione. Nemmeno quando il caposquadra pronunciò il nome del "Sorcio". Con educazione attese che il suo interlocutore finisse di parlare poi tirando un sospiro rispose con lo stesso garbo di prima:

Ben: Signor Rufus, vedo con piacere che è ben informato, l'unica cosa che posso garantire con certezza assoluta è che non ha sentito parlare di me a Saint Urea, noi non commerciamo con quella feccia. E la prego, io sono chiamato il "Sorcio" non il ratto, cerchi di tenerlo bene a mente. Per quanto riguarda poi la sua piccola bugia, per sta volta sarò buono e la perdonerò, ma in futuro sia sempre onesto con me. Non apprezzo la gente che mente. Ora veniamo agli affari...

Il "Sorcio" scrutava i due uomini con i suoi occhi, erano entrambi pronti a combattere, si vedeva, la tensione che c'era nell'aria era palpabile. Stavano solo aspettando un pretesto. Dopo una breve pausa però riprese a parlare:

Ben: Di quale e quanta merce stiamo parlando Signor Rufus, ma soprattutto per chi sarebbe? Sa non facciamo affari con tutti noi, siamo molto selettivi sui nostri clienti. Ah ancora una cosa, sareste così gentili da abbandonare tutte le vostre armi? Così eviteremo spiacevoli inconvenienti. Tra un attimo arriverà un mio uomo che le prenderà in consegna, per poi restituirvele alla fine della trattativa.

Come preannunciato dopo circa una trentina di secondi arrivò un uomo di colore, sul collo un grosso tatuaggio di una chimera. Era evidente che non era un semplice valletto, la sua statura era quasi come quella del giovane Buliwyf, la muscolatura inoltre era molto sviluppata e ben definita. Ora erano in parità numerica, forse Ben non aveva mentito sul fatto che non erano soli. L'uomo chiamato dal sorcio rimase in attesa a circa due metri dalle due reclute.

OT// Bene gente, scusate per il ritardo, avete 72 ore, per dubbi o parti poco chiare chiedete senza problemi. Divertitevi :V
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Re: Discrezione o Distruzione?

Messaggio #21 della Pagina da Choco » 12/03/2015, 23:06

Sento la mano raggiunge il collo del barbone con violenza, molta violenza.
Forse anche troppa, vedo la testa scendere velocemente verso il terreno e ne sento l'impatto.
Il corpo si affloscia, adesso siamo tutti e due a terra, io supino e lui al mio fianco in posizione prona.
Mi alzo massaggiandomi l'arto, è arrossato ma non sembra avere significanti contusioni o microfratture.
Sarebbe stato meglio colpire a pugno chiuso.
Abbandono per un attimo le cure in quella zona per dedicarmi ad una più sensibile, il mio batacchio fa ancora capolino fuori dal pantalone ed è ora di riaccompagnarlo dolcemente in tana.
Il resto di urina può aspettare.
Il mio avversario è abbattuto ed ora sarebbe il mio turno di sincerarsi delle condizioni in cui versa.
Ma ho tuttavia questa fretta di soccorrerlo, infondo un attimo fa lui non avrebbe esitato a mozzarmi il pene ed ora che le posizioni si sono invertite non mi sento in obbligo di risparmiargli il benché minimo dolore. Anzi.
Adesso è lui alla mia mercé, posso farne ciò che voglio.
Prima non ci avrei mai giurato ma il finto pezzente sarebbe tornato utile alla LORO causa.
Con la nuova tranquillità conquistata posso riflettere un attimo a quello che era appena successo, la velocità con cui mi aveva aggredito era veramente fuori dal comune.
La violenza con cui aveva reagito dimostrava che l'uomo era avvezzo a quel tipo d'azioni.
Probabilmente ho appena steso un membro dei contrabbandieri chi stiamo/stanno cercando.
Per la prima volta una semplice pisciata ha rischiato di mettermi in seria difficoltà.
Devo ammettere che sono stato davvero bravo ad uscirne.

Di primo acchito la punizione più pesante che mi venga in mente da affliggergli sarebbe darlo in pasto a maximillian, non so spiegare il perché ma sento che tra di noi lui sia il più adatto a torturare un altro essere umano.
Non ho la minima idea di cosa possa nascondersi dentro quell'uomo, magari un passato fatto da enormi peccati di sadomia o comunque sicuramente qualcosa collegato al masochismo.
In più scaricandoglielo mi libererò della scocciatura di dovermi ancora occupare di questo tizio più del dovuto.
L'unico interesse che provo nei suoi confronti ora è quello d'invalidarlo per la vita.
Dovrò insegnargli le conseguenze dovute dall'afferrare il membro di un altro uomo e minacciarne l'amputazione.
è invece curioso come una mia stupida azione possa portare effettivamente ad un passo avanti nella missione.
Se l'uomo avesse parlato, dicendoci ciò che sapeva ci saremmo risparmiati grosse ricerche.
Il problema adesso era: è ancora in grado di parlare ?
Da alcuni secondi è riverso immobile a terra: o l'ho paralizzato o lo ucciso ?

Guardandolo meglio da dove sono ora non credo sia morto, ma non sono nemmeno sicuro di essere riuscito a paralizzarlo. Lo spazio per colpire era breve e la visuale non proprio delle migliori.
Potrei avergli causato un enorme trauma cranico o almeno a detta dei docenti di medicina dell'accademia un trauma cranico con conseguenze gravi può lasciare pesanti handicap nel malcapitato, addirittura in alcuni casi portare alla morte.
Forse non dovrò nemmeno perdere tempo a storpiarlo.
Comunque non mi pare di scorgere fuoriuscite di sangue da naso o orecchie, che a quel che ricordo è uno dei sintomi più evidenti in questo tipo di traumi.
Scorgo un movimento, le braccia flesse e le gambe piegate. Il bastardo sta tentando di alzarsi in piedi.

"Fammi indovinare fenomeno, ti gira la testa e fai fatica a pensare eh ?"

Mentre muovo le labbra mi accorgo di poterle muovere liberamente, ero talmente preso dal rianalizzare la situazione che non mi sono dedicato ad una cosa importantissima.
Sono senza sigaretta in bocca !
Recupero subito estraendo l'ennesima sigaretta notando con dispiacere che per metà è già vuoto.
L'accendo e torno all'amicone a terra.
Si trova ancora a quattro zampe ed è visibilmente stordito. è tempo di stordirlo del tutto.
Mi avvicino di quei pochi passi che ci separano e prima di compiere l'ultimo carico un calcio con la gamba sinistra.

"è ora di tornare a nanna, cucciolo ti sveglio io quando mi servirai a qualcosa" - bofonchio con la sigaretta di penzoloni.

Scarico il sinistro diretto sulla testa dell'uomo, trattenendo però di poco la forza.
Non deve ancora morire !
Una volta atterrato afferro il colletto della maglietta con la mano destra. E con l'uomo di strascico mi avvio verso la locanda.
Il mio nuovo trolley pesa d'avvero un sacco e devo dire che è faticoso portarlo ma trascinarlo così sui ciottoli mi diverte davvero un mondo !
Non vedo l'ora di consegnarlo al mio compagno, voglio proprio vedere come mi risponde.

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Ultima modifica di Choco il 13/03/2015, 16:44, modificato 2 volte in totale.
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Re: Discrezione o Distruzione?

Messaggio #22 della Pagina da Darrell » 13/03/2015, 23:28

Maximilian si ricompose, con estrema calma estrasse il fazzoletto amaranto che sporgeva appena dal taschino della giacca. Lo aprì accuratamente e lo passò un paio di volte sulla lama dello spelucchino facendolo risplendere nuovamente. Poi lo ripiegò con la stessa nonchalance, inserendolo nuovamente al suo posto originario. Si riaggiustò il nodo della cravatta.
Solo dopo un minuto badò l'uomo moribondo accasciato ai piedi del bancone. Piccoli schizzi di sangue arterioso zampillavano dalla ferita che invano tentava di comprimere con le mani. Era spacciato.

"L'arteria ormai si è ritratta come un elastico rotto. Non puoi più far nulla. Goditi gli ultimi istanti che ti rimangono".


Sorrise al morente, soddisfatto del suo operato. Quella situazione tragica non sembrava scalfire l'inquietante aria bonaria ed allo stesso tempo garbata che lo caratterizzava.

Percorse qualche passo verso l'uomo, poi si chinò su di lui. Decise per alcuni secondi di togliersi la maschera, di rivelare a chi non avrebbe più potuto parlare il suo vero volto. Un capriccio dettato dalle irripetibili circostanze.
Ora la sua voce era melliflua e glaciale, perversa nel tono quanto terribilmente sincera. Nei suoi occhi baluginava una strana luce.

"Cercherò i tuoi fratelli, li farò a pezzi e poi li mangerò. Urleranno come maiali sgozzati ed agonizzanti".


Lo fissò un paio di secondi per assaporarne la reazione, poi si alzò e se ne andò lasciandolo morire.

Si diresse a passo spedito verso il retro del bancone, seguendo la scia dell'oste.
Ultima modifica di Darrell il 13/03/2015, 23:30, modificato 2 volte in totale.
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Re: Discrezione o Distruzione?

Messaggio #23 della Pagina da Geko » 14/03/2015, 19:12

Merda.

Quella parola di cinque lettere fu la prima cosa che pensò Andrew quando sentì parlare Ben, forse era pessimista e bisognava dire che il barbone aveva dato ai due marine una buona e una cattiva notizia. La buona notizia era che le due reclute avevano trovato il Sorcio, la cattiva era che il roditore tanto cercato era lo stesso Ben.

Il Sorcio aveva capito che Rufus gli aveva mentito, ma mostrava ancora modi cortesi e pronto a concludere l'affare che gli era stato proposto. L'aria era carica di tensione, Andrew era pronto ad attaccare non appena gli fosse stato ordinato, con un pò di fortuna le due reclute sarebbero riuscite a stordire Ben per poi scappare portandolo con lui, forse avrebbero sorpreso gli uomini nascosti oppure si trattava solo di un bluff e il barbone era lì da solo.

Dopo una pausa, Ben aveva ripreso a parlare, chiedendo a Rufus per chi lavorava e di quale merce stava parlando, ma prima voleva che le due reclute consegnassero le armi a un suo uomo.

Le cose si stavano complicando, senza armi le due reclute sarebbero state indifese, a peggiorare le cose, il vantaggio numerico svanì, infatti arrivò l'uomo del Sorcio, un uomo con il tatuaggio di una chimera, alto quasi come Andrew e abbastanza muscoloso. Con il nuovo arrivato, l'idea di catturare Ben e scappare iniziava a essere irrealizzabile, Andrew guardò il suo caposquadra, la decisione spettava a lui.

Se le due reclute si rifiutavano di consegnare le armi, avrebbero potuto scatenare una reazione aggressiva tra i criminali e rischiato di lasciarci la pelle. Consegnare le armi invece era un rischio, forse Ben voleva le reclute disarmate solo per farli uccidere o catturare senza far correre rischi inutili ai suoi uomini.

Andrew era sempre in attesa di ordini, c'era la speranza che le bugie di Rufus convincessero Ben a portarli al loro covo, anche se all'inizio del dialogo il Sorcio aveva avvisato i due marine di stare attenti a quello che dicevano perchè erano osservati. Forse il Sorcio era stato un collaboratore, informatore del sottufficiale scomparso e ora stava facendo solo una recita di fronte ai suoi uomini e dal tatuaggio che portava uno di loro, probabili affiliati della chimera. Forse consegnare le armi non sarebbe stata una pessima idea come appariva, forse con un pò di fortuna le due reclute sarebbero riusciti a recuperarle in un secondo momento o a rubarne di nuovo, prima che le cose iniziassero a peggiorare.

Bisognava ammettere che Andrew si stava aggrappando a qualsiasi ragionamento gli venisse in mente, il pensiero di essere ucciso in uno squallido vicolo iniziava a insinuarsi tra i suoi pensieri.
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Re: Discrezione o Distruzione?

Messaggio #24 della Pagina da Non sono Ciusca » 15/03/2015, 3:53

Rufus imprecò nella propria mente senza far trasparire nulla all'esterno. Quella minuscola possibilità che aveva considerato solo per un secondo era diventata realtà. Il Sorcio era in piedi di fronte a lui.
Per un attimo accarezzò l'idea di assaltarlo per poi portarlo in qualche luogo dove poter interrogarlo a dovere, così facendo però sarebbe andato incontro a troppi rischi ed imprevisti a cui non poteva assolutamente essere preparato, optando quindi per un'approccio meno violento.

Rufus: Ammetto di essere sorpreso, Ben.

Disse mantenendo il sorriso come il suo interlocutore. Imitare il comportamento della persona con cui si parla è un ottimo modo per renderle più favorevoli ai propri interessi senza che loro se ne accorgano, Rufus ovviamente era già più che pratico in questa disciplina.

Rufus: Ora che l'ho trovata posso passare al sodo. Voglio lavorare con voi...O per voi se vi suona meglio. Quella di prima era solo una scusa per attirare l'attenzione come avrai intuito. Sono sicuro che una persona con le mie e le sue capacità - disse indicando Andrew - vi possano fare comodo.

Tentò di spostare la direzione della conversazione verso l'obiettivo che era stato imposto loro dal capitano Nilsson, ovvero infiltrarsi nell'organizzazione, trovare il loro predecessore e possibilmente porre fine al racket.
Nel frattempo arrivò l'uomo di cui aveva parlato il Sorcio, un personaggio con la statura di Andrew che aveva un tatuaggio di una chimera. Ora la superiorità numerica era andata e la probabilità che ci fossero altre persone era notevolmente aumentata e il rischio derivante dall'aggressione superava i risultati.
Ora doveva consegnare le sue armi ma in una situazione del genere essere disarmati poteva fare la differenza tra il successo ed una fine indecorosa nelle strade dei bassifondi; dovette considerare però che potevano essere sotto tiro ed in tal caso arma o non arma sarebbe stata dura uscirne illesi.
Diede quindi la pistola assicurandosi prima che ci fosse la sicura

Rufus: È proprio necessario che le dia anche il mio bastone?

In base ala risposta avrebbe ceduto anche il suo baton.

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//OK, son le 4 e le mie facoltà cognitive son quello che sono :V
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