All'ombra dell'ultimo sole

Famosa per la sua Armeria.

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All'ombra dell'ultimo sole

Messaggio #0 della Pagina da sbisico » 05/03/2015, 18:35

Per tre pirati squattrinati, senza una nave, con in tasca solo sogni e ideali, la proposta di ricevere un'imbarcazione in cambio di una giornata di lavoro, sempre che derubare e depredare possa essere considerato lavorare..., sembrava essere scesa come manna dal cielo. Ovviamente a quella fantastica notizia, quella ciurma alle prime armi accolse positivamente la proposta dell'anziano Ippei. Solo il loro capitano non dava apparenti segni di gioia, se ne stava tra le sue, forse pensieroso, e si limitava a seguire il gruppo senza dire niente.

Ippei Nirahi: "Affare fatto allora. Fatemi vivere un ultimo giorno da pirata e la mia nave sarà vostra! Adesso seguitemi..."

L'anziano sembrava quasi rinvigorito alla sola idea di poter rivivere le sue gesta giovanili. Sul suo volto segnato dall'età era stampato un grosso sorriso. Era eccitato come un bambino di fronte a caramelle e balocchi. Saltellando allegro si infilò in uno stretto vicolo senza spiegare a nessuno dove si stava dirigendo. Dopo una decina di saltelli di bloccò improvvisamente. Piego il braccio dietro la schiena e iniziò a imprecare per il dolore. Il resto del tragitto lo percorse aiutandosi il bastone insolitamente lungo lentamente e soprattutto dolorante.

Circa a metà del vicolo svoltò a destra entrando in un piccolo portone. Erano arrivati a casa sua. Un piccolo tugurio, sporco e male arredato. La stanza principale era larga tre metri e lunga altrettanto. Non c'erano finestre e puzzava di chiuso. L'illuminazione era scarsa, giusto un paio di candele che l'anziano si apprestò ad accendere al suo arrivo. Inoltre il soffitto era molto basso, poco meno di due metri.

Al centro della stanza c'era un piccolo tavolino rettangolare di legno, con le assi logore, quasi marce, e ai suoi lati quattro piccoli sgabelli, uno dei quali aveva una zampa in meno e si reggeva a malapena. A completare l'arredamento c'era un amaca sulla parete opposta alla porta d'ingresso e un grosso armadio, con sei ante di circa cinquanta centimetri ciascuna, che occupava tutta una parete. C'era soltanto un'altra porta chiusa e l'anziano spiegò che conduceva al bagno.

Ippei Nirahi: "Rapina a mano armata, furto in qualche abitazione, scippo, rapimento... A cosa stavate pensando per fare qualche soldo?"

Il sorriso gli tornò sul volto. Parlava di quelle cose con estrema naturalità, come se per lui avessero lo stesso peso di andare a comprare del latte. Non sembrava bluffare.

[+] Spoiler
La quest è aperta a qualunque pirata di 9° e 8° Grado abbia voglia di parteciparvi. Per farlo tuttavia bisognerà 1) postare sull'isola come free GdR, 2) inviarmi un PM per richiedere l'ingresso in quest o scriverlo nel topic di strategia, 3) attendere un mio post che crei i presupposti per entrare in quest.

Benvenuti alla vostra prima quest. Come avrete senz'altro notato non appare (per il momento) la difficoltà della quest, che verrà decisa a seconda di cosa farete.

Kirua non ha postato e la sua ultima visita è il 27/02/2015 alle 23:55.
Visto che non ha senso che il vostro capitano sparica nel nulla, per questo inizio ho deciso di muoverlo come se fosse un PNG che si limita ad avanzare senza fare nulla. Se e quando tornerà attivo, potrà riprendere a postare.

Questo giro, please, niente ordine di ruolata predefinito, postate a prescindere, altrimenti ci impieghiamo altri 10 giorni.
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Re: All'ombra dell'ultimo sole

Messaggio #1 della Pagina da Sabo_D » 07/03/2015, 9:59

Sebbene all'inizio ero scettico verso il vecchietto, ora avevo cambiato totalmente il mio punto di vista. Il fatto che nonostante la sua età volesse ancora una volta compiere un gesto da pirata mi fece capire quanto per lui fosse importante questa cosa, e anche se dovesse rimetterci la vita scometterei che sarebbe felice di morire in questo modo.

"De este viejo podemos aprender una lecciòn muy importante"

L'affare era stato concluso, ora dovevamo solo metterci all'opera. Seguimmo il vecchio, il quale sembrava essere rinvigorito, doveva essere molto contento di poter rimettersi all'opera come una volta! Saltellava di qua e di là.

"Quanta energia! Fino a poco fa camminava lentamente e ora riesce perfino a saltare. Deve aver un forte spirito. Forse non è messo male come pensavo. Vediamo che cosa ha intenzione di fare."

Imboccò un vicolo stretto. Quando ci entrai vidi il vecchietto che aveva un braccio sulla schiena e stava imprecando. Tutti quei salti che aveva fatto si dovevano far sentire. Continuò il resto del viaggio aiutandosi a camminare col bastone.

"Incredibile quanto ci possa riprendere grazie a delle frasi. Però dovrà fare attenzione a quello che fa, sennò rischia di rimanere bloccato e non potrà fare niente sul più bello."

Dopo un po che camminavamo svoltò a destra entrando in un piccolo portone. Entrammo in una casa sporca e mal arredata. Era lunga e larga tre metri, la cosa strana era che non c'erano finestre e quindi c'era un odor da chiuso incredibile. Appena entrati l'anziano accese delle candele così che ci fosse un po di luce. Per entrare nella stanza mi abbassai un po, dato che il soffitto era poco più alto di me.

Al centro di quella stanza c'era un tavolino e quando mi avvicinai vidi che gli assi erano logori tendenti al marcio. Intorno ad esso c'erano quattro sgabelli ed a uno di essi mancava una gamba. Potei notare un'amaca e un grosso armadio sulla parete opposta rispetto a noi.

"Dopo aver visto il tavolino non oso nemmeno a sedermi sull'amaca. Potrei scommettere che si romperebbe per il troppo peso e anche per il fatto che ormai avrà diversi anni!"

Ci diede delle possibili azioni da fare, stava a noi decidere cosa fare. Decisi di prendere la parola per primo...

Io pensavo ad una rapina. Secondo te Ippei, cosa si potrebbe assaltare?

Dato che non sapevo niente di quell'isola la rapina mi sembrava la scelta migliore, il problema era: Cosa avremmo rapinato? Ippei di sicuro avrebbe avuto qualche idea al riguardo dato che era del posto. Di certo non potevamo pensare di assaltare un edificio troppo protetto, il fallimento era assicurato, dovevamo trovare qualcosa che era alla nostra portata.

Ora toccava ai miei compagni dire la loro. Il nostro capitano era stato in silenzio fino ad adesso, spero che almeno adesso dica la sua.
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Re: All'ombra dell'ultimo sole

Messaggio #2 della Pagina da Franky28 » 07/03/2015, 13:30

Che vecchietto arzillo! E bastato dirli che li avremmo fatto vivere un ultimo giorno da pirata e se ne andava in giro saltellando come un giovanotto.
Peccato che la vecchiaia aveva qualcosa da dire al riguardo, infatti dopo poco stava già arrancando appoggiandosi sul suo bastone.
Non sarebbe stato facile fare in modo di farli vivere un'ultima avventura senza farlo ammazzare, o senza farli correre rischi inutili. La sua età era un handicap che avrei dovuto tenere in considerazione una volta deciso quale azione intraprendere.

Seguimmo il vecchio Ippei lungo la strada fino a quella che doveva essere casa sua. Superato il portone infatti ci ritrovammo in una piccola e vecchia catapecchia, vecchia e acciaccata come la persona che vi abitava.
Ma non erano certo lì per parlare dell'abitazione del nonnetto.

Entrai nella stanza. La prima cosa che mi colpì fu l'odore di chiuso che regnava li dentro. Ma mi sforzai di non pensarci. Presi uno sgabello e mi sedetti. Era giunto il momento di prendere delle decisioni. Fu Ippei a iniziare la conversazione.

Ippei Nirahi: "Rapina a mano armata, furto in qualche abitazione, scippo, rapimento... A cosa stavate pensando per fare qualche soldo?"


Feci per rispondere ma Raven mi precedette quindi ascoltai quello che aveva da dire.

Io pensavo ad una rapina. Secondo te Ippei, cosa si potrebbe assaltare?


"Bene, Raven ha in mente una rapina; è sicuramente una delle nostre opzioni migliori ma molto dipenderà dalle informazioni che Ippei potrà fornirci."

Prima che Ippei potesse rispondere a Raven mi schiarii la voce e presi la parola.

La rapina è certamente da tenere in considerazione ma io non mi focalizzerei solo su una possibilità.

Feci una pausa; nel frattempo presi una sigaretta dalla tasca e l'accesi. Feci un paio di tiri, non c'era niente di meglio di una bella sigaretta per rilassarsi, se si escludeva l'alcool ovviamente.

Allora, per come la vedo io le opzioni migliori a nostra disposizione sono due. Lo scippo lo escluderei, troppo poco remunerativo dal mio punto di vista, il rapimento potrebbe metterci davanti ostacoli a cui ancora non siamo pronti, come affrontare la marina. La prima opzione è, come ha suggerito Raven, la rapina. Una banca, oppure la cassaforte di qualche ricco commerciante potrebbero essere degli obbiettivi plausibili. Certo la banca avrà un certo tipo di sorveglianza mentre la casa di un ricco uomo d'affari ne avrà una del tutto diversa, e questo è uno dei fattori che dovremmo tenere in considerazione. Oltre anche al possibile guadagno. Se scegliessimo la rapina voglio essere sicuro di guadagnarci un bel po'. Inoltre potremmo anche organizzare delle operazioni "sotto copertura" diciamo, infiltrandoci e prendendo tutto senza farci scoprire se possibile.

Lasciai che i presenti riflettessero un'attimo.
La sigaretta era ormai finita quindi ne accesi un'altra. Quelle bastarde finivano troppo in fretta per i miei gusti e avrei fatto meglio ad andarci piano, Costano un occhio della testa! E non avevo molti fondi al momento per questi vizi.

La seconda ipotesi è più eccitante.

Feci un sorriso alquanto inquietante, la mia idea era un po' folle visto il numero esiguo di persone, contando anche l'età avanzata di una di queste.

Pensavo di assaltare una nave. Magari un ricco mercantile, sperando di non incontrare molta resistenza. Ma per questa idea...

Guardai Ippei negli occhi prima di continuare.

... ci servirà la tua nave ovviamente. Raven può rimetterla in sesto e preparala per l'assalto. Dovrà essere una cosa rapida. Piombiamo addosso ai malcapitati, gli impediamo di fuggire e poi li abbordiamo. prendendo tutta la merce di valore che possiedono.

Soffiai una nuvola di fumo che, tra la poca luce, il debole bagliore della sigaretta e il mio sorriso inquietante mi davano un'aria alquanto sinistra. Ah! La teatralità! Che bella cosa. Si potevano risolvere molti problemi con sotterfugi e inganni. Ne potrei fare uno dei miei cavalli di battaglia se divento ancora più bravo.

La scelta però, dipenderà molto dalle informazioni che potrai darci tu Ippei-san; possibili obbiettivi da "allegerrire" un po'. Noi non conosciamo quest'isola e non abbiamo idea di quali potrebbero essere i polli più facili da spennare. Quindi, come diceva Raven poco fa, cosa puoi dirci? Vogliamo ascoltare l'opinione di un vecchio esperto.

Diedi un'occhiata la capitano che non parlava da un bel pò, e questo mi faceva preoccupare.
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Re: All'ombra dell'ultimo sole

Messaggio #3 della Pagina da sbisico » 07/03/2015, 17:51

Il vecchio sorrise mentre ascoltava attento le parole dei due pirati. Era lui l'esperto della zona, ma non avendo più il fisico per partecipare attivamente all'azione criminale che tanto bramava, doveva limitarsi per il momento a consigliere.

Ippei Nirahi: "Assaltare una nave dici? Mmm..."

Ci pensò un attimo, andò a sedersi su uno sgabello integro, poi continuò a parlare.

Ippei Nirahi: "...Di certo è un idea interessante, ma siamo troppo pochi per metterla in atto. Siamo troppo pochi per riuscire nell'impresa. La presenza della Marina su quest'isola non è così opprimente come su tante altre, per questo ogni nave mercantile che si rispetti è difesa da qualche guardia mercenaria e sono dotate di cannoni. Siamo troppo pochi... Verremmo senz'altro affondati prima di riuscire nell'arrembaggio. Potremmo puntare un peschereccio, ma invece di fare razzia di Berry deprederemmo solo del buon pesce. Una rapina mi sembra senz'altro più adatta ai nostri mezzi."

Ippei si alzò lentamente in piedi, si massaggiò nuovamente la schiena dolente per l'eccessiva attività fisica di pochi minuti prima e si avvicinò alla prima anta a sinistra dell'armadio, quella più vicina al portoncino d'ingresso. Il legno si era leggermente imbarcato con il tempo perciò l'uomo dovette aprirla con veemenza. Un forte cigolio interruppe il silenzio che si era creato.

L'anziano tirò fuori una mappa arrotolata alta più di lui. Chiuse con fatica l'anta e chiese aiuto ai tre pirati di aiutarlo a stenderla. Sulle estremità superiori dell'armadio c'erano dei piccoli ganci che servivano a bloccare la mappa che occupava l'intero spazio. Era la mappa della città. Per fare una tale opera così dettagliata bisognava dedicarci molto tempo, e ciò dimostrava chiaramente quanto Ippei desiderasse questo colpo.

Spiegò poi che i possibili bersagli erano sei, e a mano a mano che li descriveva li indicava anche sulla mappa.

Il primo bersaglio era una banca, quella più frequentata dalla città. Era molto grossa e difesa da tre guardie. L'apertura del caveau era temporizzato, e durante la notte era impossibile aprirlo. Quelli che avevano provato a rapinarlo durante le ore notturne raccontavano che fosse indistruttibile. L'unica soluzione era tentare la rapina di giorno.

Il secondo bersaglio era una banca privata. L'edificio era piuttosto piccolo, ma l'anziano non aveva altre informazione. Solo chi aveva un pass poteva entrare, e chiaramente il vecchio non l'aveva. Si diceva che veniva data solo ai nobili e ai più ricchi.

Il terzo bersaglio era l'armeria, ma per quanto non ci fossero guardie a proteggerla nessuno osava derubare il proprietario.

Il quarto era una lavanderia in periferia. Sotto di essa, di notte, a giornate alterne, veniva organizzata una bisca clandestina con scommesse altissime. Il servizio d'ordine era ben addestrato e contava più di cinque uomini.

Gli ultimi quattro bersagli erano quattro ville di ricchi e nobili. Stando alle informazioni di Ippei, i proprietari non erano sull'isola e le case erano vuote, tranne per il maggiordomo e qualche membro della servitù. Avevano tutte un muro di cinta ed erano protette dai cani.
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Re: All'ombra dell'ultimo sole

Messaggio #4 della Pagina da Franky28 » 11/03/2015, 23:48

"Niente assalto quindi eh? Bhè me lo immaginavo, dopotutto siamo davvero in pochi come ha fatto notare Ippei."

Niente assalto ad una nave quindi. L'unica alternativa che ci rimaneva era trovare un buon obiettivo da ripulire.
Ma sembrava che il vecchio Ippei avesse fatto bene i compiti a casa. Il vecchio tirò fuori dall'armadio una mappa enorme. Dovetti dargli una mano per stenderla altrimenti non ce l'avrebbe fatta da solo. Una volta aperta si rivelò essere la mappa dell'intera isola.

Fiuuu...certo che ne hai avuta di pazienza per fare un lavoro del genere. Sono davvero colpito Ippei.

"Wow!Chissà quanto tempo ci ha dedicato. Deve tenerci un sacco a questo colpo, e noi dobbiamo fare in modo che tutto fili liscio."

In totale il nonnetto aveva individuato sei possibili bersagli.

"Allora...cosa abbiamo; un paio di banche, un'armeria, uuna bisca clandestina e quattro ville. Allora dalle informazioni che ci ha dato Ippei probabilmente il colpo alla lavanderia potrebbe essere il più difficile, affrontare più di cinque guardie, ben addestrate tra l'altro è da escludere. Le ville sarebbero gli obiettivi più facili però non mi entusiasmano granchè, magari potremmo visitarle se ci avanza del tempo. La banca privata è possibile ma i due bersagli che mi attirano di più sono l'altra banca e l'armeria."

Tra una grattata alla barba e una sbuffata di fumo la mia mente stava cercando di scegliere uno dei sei obiettivi. E non era facile. Troppe opzioni mi mandavano in crisi porca miseria! Ero troppo indeciso.
Alla fine avevo ristretto il campo a due possibili scelte: La banca più frequentata e l'armeria.
Quest'ultima mi attirava molto. Il fatto che nessuno osava derubare il proprietario la rendeva un obiettivo alquanto appetibile. Ed era anche priva di guardie! Certo, ci sarebbero state comunque delle misure di sicurezza, o forse si trattava di qualche trucco non lo sapevo. Ci avrei pensato al momento opportuno.
Mi consultai con Raven per avere una sua opinione e poi mi rivolsi a Ippei.

Innanzitutto, mi hai davvero messo in crisi! Non sapevo cosa scegliere. Ma, alla fine, dopo un breve consulto con Raven abbiamo deciso di rapinare l'armeria!

Feci un attimo di silenzio.

Sai l'idea di fare qualcosa che agli altri non passa neanche per l'anticamera del cervello mi stuzzica parecchio.

Feci un altro sorriso diabolico. Forse non ero proprio proprio sano di mente, ma in fondo un po' di pazzia nella vita serve!
Avevo solo un dubbio. Anzi più che un dubbio si trattava di una curiosità.

Vorrei chiederti solo una cosa; perchè nessuno vuole derubare il proprietario dell'armeria? C'è qualcosa che dovremmo sapere prima del colpo?

Pazzo sì ma non del tutto! Sapere a cosa si va incontro mi sembrava più che lecito!
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Re: All'ombra dell'ultimo sole

Messaggio #5 della Pagina da sbisico » 12/03/2015, 9:45

All'interno della poco confortevole dimora del vecchio Ippei, i quattro uomini stavano discutendo per pianificare il loro crimine. Dovevano ancora decidere il bersaglio e le scelte possibili erano molte. C'era davvero l'imbarazzo della scelta... Dopo un breve consulto Ichiryu sembrò avere le idee chiare. Quando menzionò le sue intenzioni, l'anziano Ippei impallidì e le sue mani tremarono leggermente.

Ippei Nirahi: "Sie... sie... siete sicuri?"

L'idea di un impresa che mai nessuno aveva tentato prima era davvero allettante, ma il vecchio conosceva il bersaglio, aveva sentito molte storie su di lui, mentre non aveva idee delle reali capacità dei suoi futuri complici. Per quanto ne sapeva potevano essere dei semplici rubagalline.

Quando Ichiryu chiese il motivo per cui nessuno voleva derubare il proprietario dell'armeria si sentì leggermente rassicurato, adesso poteva avere la certezza di non avere a che fare con degli sprovveduti che si infilavano in qualcosa troppo più grande di loro senza neanche informarsi.

Ippei Nirahi: "Nessuno osa derubarlo perché chiunque in passato ha tentato di farlo ha fallito miseramente. Akira Munemasa, il fabbro, era un sottoufficiale della Marina prima di essere congedato con disonore. Non ne conosco il motivo, ma so di certo che è un combattente formidabile. Non è imbattibile, ma chi può riuscirci, o si trova nella Rotta Maggiore, oppure preferisce non farsi nemico il miglior fabbro dei quattro mari."

Ippei dubitava di riuscire nell'impresa, ma quella decisione non spettava a lui. Quello che era certo è che se quel furto andava a buon fine, i soldi ottenuti rivendendo tutte le armi che riuscivano a depredare potevano rendere i quattro pirati davvero ricchi.

Altrove, ignaro di quanto stava accadendo in città in una piccola casa sgangherata, l'impavido Xavier aveva scalato una montagna piuttosto impervia, con l'intenzione di esplorarne le caverne più remote. Una volta deciso il suo obiettivo, prima di avventurarsi controllò sulle pareti in cerca di segni che potessero presupporre una precedente esplorazione. Non sembrò trovarne, ma questo non significava che non ce ne fossero o che effettivamente quella caverna non fosse stata esplorata prima.

Nella parte opposta all'entrata partiva quello che sembrava un lungo cunicolo che scendeva in profondità, la pendenza non era elevata, ma dopo una ventina di metri svoltava a destra, e di conseguenza non se ne vedeva il fondo. Nei primi cinque metri era abbastanza larga, ma dopo, il soffitto della caverna diventava più basso e per avanzare bisognava abbassare leggermente la testa. Un superuomo o un gambelunghe non sarebbero riusciti a procedere.

Oltre la svolta il cunicolo sembrava procedere ancora, ma era molto buio e non si riusciva a vedere nulla. In lontananza, nel buio più totale, si sentiva uno strano suono che non prometteva nulla di buono.
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Re: All'ombra dell'ultimo sole

Messaggio #6 della Pagina da Franky28 » 15/03/2015, 22:34

A quanto sembrava avevamo per le mani una bella gatta da pelare.
Il proprietario dell'armeria era un ex Sottoufficiale della Marina. Appena Ippei ci diede questa notizia mi venne un colpo al cuore.

"Scelta di merda Ichiryu! Scelta di merda."

L'idea di avere a che fare con la Marina non mi piaceva affatto, però la possibilità di riuscire in un'impresa in cui tutti gli altri avevano fallito era troppo allettante.

"Aaaahhh, al diavolo la Marina e quel fabbro maledetto! Faremo questo colpo! Costi quel che costi."

Il dado era tratto; avremmo rapinato quella maledettessima armeria!

E così avremmo a che fare con un ex marine. La cosa si fa più complicata del previsto.

Riflettei alcuni istanti per capire come agire.

La decisione è presa. Rapineremo comunque l'armeria anche se potrebbe sembrare una missione impossibile. In ogni caso non voglio farmi trovare impreparato. La prima cosa che faremo sarà raccogliere più informazioni possibili sull'armeria.

La raccolta delle informazioni era di fondamentale importanza per poter pianificare al meglio il colpo. Più informazioni saremmo riusciti ad ottenere e meno sorprese spiacevoli avremmo incontrato.

Allora, io propongo di agire così: ci divideremo in due gruppi. Uno si occuperà di reperire le planimetrie dell'edificio, dovrebbero esistere giusto? Ippei vorrei che tu e Raven vi occupaste di questo. Se conosci il luogo dove possono trovarsi queste carte tu e Raven vi dirigerete li e farete in modo di entrarne in possesso. Con quelle carte, sperando che esistano, potremmo avere un certo vantaggio.

Mi fermai un attimo per riprendere fiato e riordinare i pensieri.

Poi, mentre voi vi occuperete delle planimetrie, io andrò a fare dei sopraluoghi sul posto per studiarlo un po'. Cercherò di raccogliere più informazioni possibili sulle abitudini del nostro fabbro, possibili vie di fuga ecc. Quando avremmo tutte le informazioni necessarie ci riuniremo per pianificare il colpo. Cosa ne pensate?

Feci un sorriso ad Ippei.

Sarà la tua ultima e più grande impresa Ippei, te lo assicuro.

"O riusciamo a portare a termine questa rapina con successo oppure quest'isola sarà la nostra tomba."
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Re: All'ombra dell'ultimo sole

Messaggio #7 della Pagina da Sabo_D » 16/03/2015, 17:20

Alla fine avevamo optato per l'armeria. Era il colpo che mi attirava di più, mi intrigava troppo come cosa, e il fatto che nessuno aveva osato rapinarla mi spingeva ancora di più nel provarci. Quello doveva essere il nostro colpo. Un secondo fatto che mi spingeva in quella direzione era il fatto che non c'erano guardie, non tanto perchè doveva essere una passeggiata, ma per il fatto che doveva pur esserci qualcosa che stava di guardia o comunque c'era qualcosa che non andava.

Quando dicemmo cosa volevamo colpire il vecchio Ippei impallidì e la sua voce era tremante, come se quell'armeria fosse stato il posto più difficile da colpire, o comunque non una cosa da poco conto.

"Chi si nasconde dietro l'armeria? Perchè ha paura?"

Il nostro bersaglio era bello tosto. Diversi avevano provato a rapinarlo, ma fallirono tutti. Questa notizia mi spingeva ancora di più nel provare a rapinarlo. Sarebbe stato bellissimo se fossimo riusciti nel nostro intento:" Il gruppo più strano che si sia mai visto riesce nell'impresa del secolo"... Stavo sognando ad occhi aperti, ma poco dopo tornai alla realtà.

Il problema è che il fabbro era un ex sottoufficiale della marina che era stato congedato con disonore. Questo voleva dire che il nostro avversario era davvero forte e molto probabilmente non era da solo.

"E così sta pensando che noi non riusciremo a sconfiggerlo? Mi piacciono le scommesse! Se riusciamo ad organizzarci per bene, forse avremmo qualche possibilità, dopotutto si tratta di un ex sottoufficiale, deve essere un esperto in combattimento."

Ichiryu ci espose il suo piano. Ci pensai su. Mi trovavo d'accordo con lui. Avevamo bisogno di più notizie possibili per riuscire a far qualcosa. Però c'era un qualcosa che mi tormantava.

Mi sta tutto bene. E il fatto di dover affrontare un ex sottoufficiale della marina mi sta più che bene. Se riusciamo già a farci un bel nome adesso sarà un bene. Però è da un po che sto pensando ad una cosa. Anche se noi sappiamo tutti le planimetrie del posto e sappiamo ogni singolo buco di quel posto e uscita, dobbiamo anche sapere in fattore di forza come siamo messi. Per costruire un piano d'attacco dobbiamo sapere anche questo. Io sono più portato per la difesa. Invece voi: Ichiryu e Ippei? E poi Ippei, ci hai detto che navigavi nella rotta, quindi dovevi essere veramente forte, ma adesso come ti senti in fatto di forza ed energie?

Era meglio sapere adesso quali erano i nostri limiti. Non sarebbe stato bello se sul più bello che dovevamo metterci all'opera eravamo senza energie e poi, non che non mi fidavo di Ippei, anzi, solo volevo sapere quanto era forte, così potevamo costruire un piano d'attacco migliore.
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Re: All'ombra dell'ultimo sole

Messaggio #8 della Pagina da Topuz95 » 16/03/2015, 23:16

Dopo aver preso il dovuto coraggio, e aver riflettuto sul da farsi, Xavier si incamminò quindi all'interno della grotta davanti a lui, fin dal suo ingresso potè subito sentire la diversa temperatura al suo interno, l'umidità che era presente nell'aria e la freschezza di quella grotta, gli diedero subito un grandissimo sollievo da quel caldo infernale al di fuori della grotta.

La caverna inizialmente era molto illuminata, Xavier, anche senza luci, era in grado di esaminare attentamente le pareti alla ricerca di eventuali indizi o oggetti, anche il suolo era molto limpido ai suoi occhi, tuto questo grazie alla luce che riusciva ad illuminare anche all'interno della grotta, passando attraverso dei fori nel soffitto.

Man mano che proseguiva però, la luce si faceva sempre più cupa, il soffitto si abbassava e le pareti si stingevano, un braccialunghe o un super uomo non avrebbero potuto continuare l'esposizione, la visibilità dominuiva e l'esportazione diventava sempre più dificile passo dopo passo.

"Di questo passo non riuscirò a proseguire, se non trovo un modo per fare luce dovrò seriamente considerare l'opzione di abbandonare l'esplorazione"

Man mano che Xavier si inoltrava, la grotta era sempre più buia, inoltre inizio a sentire degli strani rumori provenire da lontano, nulla che lasciava presagire qualcosa di buono.

"Sto davvero iniziando a preocuparmi.... Il mio istinto mi dice di lasciare stare..."

Xavier si fermó per qualche minuto e si limitò ad ascoltare... Non riusciva a capire di che cosa si trattasse, ma attraverso o suoi studi sapeva cosa poteva aspettarlo.
Porevano essere semplicemente dei pipistrelli, oppure un corso d'acqua, che passava tra le montagne... Tuttavia Xavier è tutt'altro che ingenuo, è un freddo calcolatore, e non volle lasciare nulla al caso, quei rumori di certo non lo spaventavano, ma l'idea di continuare l'avventura al buio lo rendeva abbastanza scettico.

"Non ho intenzione di sottovalutare la questione, non avendo idea di cosa mi aspetti, sarebbe davvero avventato continuare, non ho alcun mezzo a mia disposizione per fare luce, e questo mi rende vulnerabile ad attacchi di qualunque creatura che vive in habitat notturni, non ha senso continuare, non volgio che la mia prima avventura... Sia anche l'ultima... Dalla teoria alla pratica c'è davvero una bella differenza, sui libri sembrava molto più facile, dannazione..."

Consapevole di aver sprecato del tempo prezioso, Xavier decise di tornare indietro, nei prossimi giorni si sarebbe attrezzato adeguatamente.

"Sono contento di aver rinunciato, farò finta di aver utilizzato questa giornata come un modo per tastare il terreno... Sara una buona base da qui partire la prossima volta, ora so cosa mi aspetta."

Xavier quindi uscì da quella grotta per tornare in città, dopo un meritato riposo si sarebbe concentrato sui preparativi per la sua prossima esplorazione, tutto questo lo rendeva ancora più impaziente, perciò inizio velocemente la discesa, che risulto molto più facile del previsto, lo stanco molto meno della salita, è una volta arivato a terra, si avviò verso la città, con il cappuccio sollevato e mano sulla katana.
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Re: All'ombra dell'ultimo sole

Messaggio #9 della Pagina da sbisico » 17/03/2015, 18:42

La decisione di rapinare il fabbro e la sua prestigiosa armeria sembrava presa. Sembravano tutti elettrizzati da quella idea senza preoccuparsi di chiedersi se erano davvero in grado di una tale sfida. La proposta di Ichiryu era piuttosto semplice, dividersi in due gruppi per fare un sopralluogo della zona e allo stesso tempo cercare le planimetrie dell'edificio. Ippei, tuttavia, bocciò immediatamente quella proposta.

Ippei Nirahi: "Planimetrie? Non ho la minima idea di dove andarle a cercare, ma so chi potrebbe saperlo. Datemi soltanto un paio d'ore di tempo... Voi intanto pensate a fare un sopralluogo, ci incontreremo direttamente lì."

Il discorso andò poi a parare sulle capacità effettive dei presenti: sembrava saggio informarsi delle abilità dei compagni prima che fosse troppo tardi. Ma il vecchio era visibilmente un derelitto, la sua imminente risposta sembrava così ovvia da rendere la domanda superflua.

Ippei Nirahi: "Forse qualche anno fa avrei potuto batterlo da solo, ma aimé i reumatismi non mi permettono più di muovermi velocemente come una volta e la cataratta mi impedisce di prendere la mira..."

Xavier intanto aveva deciso di abbandonare la perlustrazione della caverna: procedere al buio non sembrava una saggia idea. Forse quella grotta conteneva un tesoro inestimabile, ma Xavier non era abbastanza temerario per correre il rischio di avventurarsi al suo interno.

Quando raggiunse la città vide un uomo dai capelli neri tendenti al blu che con una lunga frangia che gli copriva gli occhi uscire da un negozio e sembrava piuttosto soddisfatto dell'acquisto che aveva appena fatto. A pochi metri di distanza, seduti su una panchina di pietra, due giovani commentavano in modo sarcastico e maleducato quanto era appena accaduto.

???: "Guarda quel fesso, chissà Tom quale fregatura gli avrà propinato."

L'interlocutore volse lo sguardo verso Emrys Willt poi iniziò a ridere.

???: "Già, si vede proprio che è un forestiero... Altrimenti sarebbe andato all'armeria di Akira Munemasa e non da quell'artigiano mediocre di Tom."
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Re: All'ombra dell'ultimo sole

Messaggio #10 della Pagina da Usoppu » 18/03/2015, 18:11

Uscito dalla casa del mastro artigiano, grossi mattoni bianchi e travi in legno che circoscrivevano l'intero edificio, mi ritrovai ancora sulla strada in pietra, su cui avevo scarpinato poco prima. Gli uomini e le donne che andavano su e giù per le stradine del posto, con i carichi di lavoro sulle spalle, continuavano imperterriti il loro fare. Qualche cornacchia, qua e là, infestava il dolce brusio di voci che invece rallegrava l'atmosfera.

Così, felice e soddisfatto del mio acquisto, mi recavo in direzione del corso in cerca di una locanda per ristorarmi e poi ripartire alla ricerca di una risposta ad una domanda che nemmeno conoscevo. Presto però, il parlare a vanvera di un supponente fanfarone e il suo compare, mi disturbò.

???: "Guarda quel fesso, chissà Tom quale fregatura gli avrà propinato."

Quelle parole non mi scalfirono nemmeno, come un tarlo fa in un arrugginita trave d'ottone. Ero sicuro del mio affare, era ciò che cercavo e non potevo chiedere di meglio. Poi, ancora più presuntuosi, mi rivolsero lo sguardo, deridendomi ulteriormente.

???: "Già, si vede proprio che è un forestiero... Altrimenti sarebbe andato all'armeria di Akira Munemasa e non da quell'artigiano mediocre di Tom."

La mano, vestita del guanto nero, fremeva dalla voglia di dimostrare quanto fosse giusta la mia decisione ma, grazie al mio autocontrollo, mi limitai ad ignorarli, tenendo lo sguardo fisso oltre la punta del mio naso.

Inutili diverbi non farebbero che rallentare il mio viaggio.

Nel frattempo, calcolando il mio ultimo acquisto, mi resi conto che il denaro nelle mie tasche scarseggiava e che continuare a vagare da un isola all'altra senza un scopo remunerativo sarebbe divenuto, col tempo, troppo dispendioso. Dovevo riflettere sul da farsi e quindi rimasi lì, dinanzi a quei due, immobile.

Trova qualcuno che ti accompagni lungo il tuo viaggio. La solitudine è un caro prezzo che, ahimè, hai già pagato.

Non so perchè,in quel preciso momento, quando le difficoltà cominciavano ad emergere, riemersero le parole del mio vecchio maestro prime che intraprendessi la mia nuova avventura.
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Re: All'ombra dell'ultimo sole

Messaggio #11 della Pagina da Topuz95 » 21/03/2015, 0:13

Xavier ormai era tornato nella città, durante il tragitto non fece altro che pensare a cosa avrebbe potuto attenderlo in quella grotta, l'idea di aver perso chissà quale tesoro lo rendeva abbastanza frustato, però sapeva di aver fatto la scelta giusta.

"Che senso ha trovare un grande tesoro se non si è vivi per goderselo ?"

questa conclusione gli dava forza e le sue convinzioni di aver fatto la scelta giusta aumentavano passo dopo passo.

In città ritorno ad esserci il chiasso assodante che la caraterizzava, non era come nella periferia dove il silenzio regnava sovrano, qui il clima era molto più vivace e sereno, ma le strade affollate di persone rendevano Xavier molto nervoso, tutta quella gente attorno a lui erano solo una seccatura al momento, perciò tenendo saldamente il manico della spada si inoltrò nuovamente nella folla.

Più avanti Xavier notó qualcosa che lo fece fermare a riflettere;
Notó un uomo uscire da un'armeria e senti due persone che, allegramente e senza farsi alcuni tipo di problema, criticavano la sua scelta.
Disserro chiaramente che il tizio che lavorava nel l'armeria, ovvero un certo Tom, lo avevano fregato, e che era un forestiero, altrimenti si sarebbe recato in un armeria migliore.

Xavier si limitò ad osservare la reazione dell'uomo, aveva un ciuffo blu che lo rendeva particolarmente notabile, una persona singolare, e soprattutto poteva essere un forestiero alla ricerca di avventure, proprio come Xavier.

Xavier notó che l'uomo non aveva intenzione di reagire alle parole dei due ragazzi, e questo lo colpì particolarmente, perché sapeva che avrebbe avuto la sua stessa reazione al suo posto.

"Probabilmente non avrebbe nesuna difficoltà a tappare la bocca a quei due, però lo considererà uno spreco di tempo.... È la prima volta che provo interessa verso una persona... Anche se non è nella mia natura potrei provare a socializzare, non sarebbe una cattiva idea.
Se costruì dovesse essere un forestiere come dicono, allora potrei aver trovato qualcuno da potermi fare compagnia, al contrario avrei potuto chiedere qualche informazione sulla città se fosse stato del posto.
Ma si, per sta volta faró un eccezione, anche se adoro stare da solo un po di compagnia non guasta, ma se dovesse starmi antipatico e non fosse come credo che sia allora proseguirò da solo."


Dove averci pensato, Xavier fece la sua mossa, si trovò quasi facia a faccia con l'individuo, notó amche di come frenasse la sua voglia di tappare la bocca a quei due teppisti, Xavier penso quindi di aver centrato la sua ipotesi e quindi provó un approccio.

Senpre mantenendo una certa distanza dal suo interlocutore e con la dovuta cortesia inizió con:

"Non potevo non notare quei due che parlano male di lei, perciò mi sembra doveroso farle notare che la stanno prendendo in giro, io non sono del posto, perciò da forestiero, come dicono loro, mi sento offeso anche io, che ne dice se cerchiamo di farci dare qualche spiegazione da quei due marmocchi ? Così magari ci ricaviamo anche qualche informazione per fare qualche soldo."

Fu un impatto violento, non avendo molte interazioni con le altre persone, Xavier si limitò a dire quello che gli passava nella testa, senza esitazioni, poi concluse con:

"Che maleducato, piombare addosso ad uno sconosciuto in questo modo, Io mi chiamo Xavier, molto lieto."

Terminó con questa frase mentre allungava la mano in segno di amicizia, ora doveva solo aspettare la reazione dell'uomo, che non aveva idea di quale potesse essere, dentro di se Cavier sperava solo di non aver esagerato e di kon aver importunato la persona sbagliata.
Ultima modifica di Topuz95 il 21/03/2015, 11:55, modificato 1 volta in totale.
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Re: All'ombra dell'ultimo sole

Messaggio #12 della Pagina da Franky28 » 21/03/2015, 14:32

Per fortuna che non ero da solo.
Se non fosse stato per Raven sarei andato avanti senza avere la minima idea delle effettive capacità dei miei compagni.
Sapere che il carpentiere era portato più per la difesa mi sollevava un pochino. Di sicuro avrà una resistenza maggiore del sottoscritto. Per quanto riguardava Ippei bhè, ormai l'età era quella che era. Per quanto potesse essere stato forte in passato adesso non lo era più. E le sue parole lo confermarono.

Allora... bhè per quanto riguarda le mie capacità penso che le mie abilità migliori siano senza dubbio la velocità e la mia abilità come cecchino. Sono in grado di colpire bersagli piuttosto distanti senza particolari problemi, anche se posso ancora migliorare.

Mentre parlavo, quasi istintivamente, iniziai ad accarezzare la mia preziosa Lilynett. Ahhh, senza di lei non sarei riuscito a combinare un bel niente in combattimento. Era la mia preziosa e fidata compagna.
Stavo per perdermi lungo il viale dei sentimenti ma riuscii a riprendermi. Dannato sentimentalismo! Mi fregava sempre.

Per quanto riguarda il piano faremo come dici tu Ippei. Mentre tu ti occuperai di trovare questa persona che potrebbe farci avere quelle planimetrie io e Raven andremo a fare una visitina all'armeria; senza metterci nei guai ovviamente. Speriamo di ottenere qualche buona informazione.

Battei la mano sul ginocchio, senza usare troppa forza, e mi alzai.

Bene, allora è deciso. Se non ci sono altre domande direi di metterci al lavoro. Andiamo RAven l'armeria ci aspetta.

Mi avviai verso l'uscita ma aspettai che anche Raven mi seguisse prima di uscire dalla casa.
Era iniziata. Ed ero troppo eccitato per smettere di sorridere. Accesi l'ennesima sigaretta mentre aspettavo di partire.
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Re: All'ombra dell'ultimo sole

Messaggio #13 della Pagina da Sabo_D » 21/03/2015, 15:41

Ci stavamo organizzando per effettuare quel colpo che sembrava un suicidio. Ippei ci disse che non sapeva dove erano le planimetrie e questo poteva essere già un bel problema, ma il quale venne subito risolto. Il vecchio conosceva uno che poteva sapere dove si trovavano.

"Muy bien! Un problema resuelto!"

Come avevo fatto presente, mi premeva sapere com'eravamo messi in fattore di forza ed energia. Il vecchietto ammise che anni addietro avrebbe potuto sconfiggerlo da solo, ma adesso no. Quindi in tre potevamo anche farcela, certo era difficile come cosa, ma adesso cominciavo a vederla in sotto un'altra prospettiva.

Il mio collega disse che era più portato per azioni Stealt e dalla distanza. Insomma c'ero io che ero più portato per la difesa, ippei che non sapevamo ancora di preciso per cosa era più portato, anche se presumo che se la cava meglio in attacco e infine Ichiryu che poteva coprirci le spalle, dato che da distante era più utile.

"Non mi piacerebbe trovarmi nella situazione che sia in prima linea vicino a me ed Ippei si trovasse spiazzato. Dopo appena ho un momento voglio esprimergli questa mia idea."

Mentre ci dirigiamo all'armeria è meglio se prestiamo attenzione ai vari vicoli e vicoletti, così da crearci una cartina in testa, pronta per incrementare le vie di fuga, o comunque per sapere quale sia la migliore. E dato che te sei un cecchino e per di più sei anche un navigatore, mi sa che sarai molto utile in questa parte. E creare una cartina per la fuga sarà un gioco da ragazzi con le tue abilità!

Detto questo ci dividemmo. Ognuno aveva il suo compito. Io e Ichiryu dovevamo andare in avan scoperta, mentre ippei avrebbe procurato le planimetrie. Uscimmo dalla casa in direzione dell'armeria.

Ero contento, e non vedevo l'ora di mettermi in gioco. Finalmente avevo ripreso la mia vita, dopotutto quello che avevo passato. Appena fummo soli dissi al mio compagno quello che avevo pensato.

Ehy Ichiryu. Prima stavo pensando ad una cosa. Hai detto che te la cavi con gli attacchi da distante, quindi sto elaborando un piano. La farò breve. Pensavo che io e Ippei stavamo in prima linea e avanzavamo in avan scoperta e te stavi qualche metro indietro così da coprirci le spalle. So benissimo che vuoi essere il capitano della ciurma e quindi vorrai anche stare in prima linea, però secondo me se resti un po indietro sarai più utile, senza toglierti l'onore che ti meriti. Ci sto ancora pensando al piano, però se non sei d'accordo penserò ad un altro piano.
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Re: All'ombra dell'ultimo sole

Messaggio #14 della Pagina da sbisico » 22/03/2015, 17:38

Emrys Willt, pensieroso sul da farsi, era rimasto fermo davanti ai due che poco prima lo avevano sbeffeggiato. I due ragazzi non sembravano affatto intimoriti dalla cosa, erano giovani e stupidi, erano a conoscenza che quella era un isola frequentata da criminali e che la guardia cittadina sapeva il fatto suo, erano davvero convinti che nessuno azzardasse a iniziare risse inutili.

Con fare meno zen, si avvicinò Xavier Frost che, senza badare alle apparenze commentò senza esitazione quanto aveva visto e sentito, difendendo il poco accorto acquirente. Forse aveva visto in lui un possibile compagno per il suo viaggio nella caverna misteriosa, o semplicemente non apprezzava i supprusi in generale. Leggermente preoccupato per quei modi di fare più irruenti uno dei due ragazzi si avvicinò per scusarsi e spiegarsi.

Pochi minuti prima, nella casa sgangherata di Ippei, i quattro criminali avevano quasi deciso come procedere. Ognuno aveva il suo compito. Raven e Ichiryu dovevano andare in avanscoperta, mentre ippei avrebbe procurato le planimetrie. Non era stato deciso cosa Wanpo dovesse fare perciò si decise a seguire Ippei dal suo contatto. Uscirono dalla casa e dopo aver percorso i primi metri nella stessa direzione, le loro strade si divisero.

Il primo gruppo si incamminò verso la strada principale dell'isola. Era molto affollata e s'intervallano alcune armerie, botteghe di fabbri più o meno esperti. Di fronte ad una bottega quattro uomini, alcuni poco più che ragazzi, stavano discutendo animatamente. Uno di loro aveva una katana.

???: "Scusate, non volevo essere scortese, ma quanto ho detto è vero. Siete forestieri e per questo non lo sapete. I fabbri di quest'isola sono dei mercanti disonesti: non si fanno concorrenza fra loro e collaborano serenamente per mantenere alti i prezzi e usare materiali scadenti. Per questo la loro merce non è così eccezionale. Akira Munemasa è l'unico che non accetta di partecipare a questa colossale truffa e per questo si è fatto molti nemici."

Senza volerlo i due pirati si erano imbattuti in un discorso che poteva risultare molto utile. Poteva essere saggio fermarsi ad ascoltare quanto veniva detto.

???: "Per lui, le armi sono delle opere d'arte! Sembrerà da stupidi, ma tutti noi lo ammiriamo per la sua arte e per quello che fa. Dovete vederlo con i vostri occhi e poi ci darete ragione. La sua bottega si trova a un centinaio di metri da qui, dovete seguire la strada principale e svoltare a sinistra subito dopo il negozio che vende pale e picconi. Non potete sbagliare!"
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Re: All'ombra dell'ultimo sole

Messaggio #15 della Pagina da Usoppu » 23/03/2015, 23:03

Nel frattempo del mio pensare audace, guardavo il cielo sereno che spuntava dietro i tetti delle case che sovrastavano le botteghe lungo il vialone degli armaioli. Le parole del mio saggio maestro non erano riemerse per un motivo qualsiasi ma a quel tempo, causa la vita solitaria che avevo trascorso, ero diffidente e tendevo a tenere lontane le persone. Ciò che aveva sofferto la mia famiglia era stato il caro prezzo di aver voluto convivere con gli altri senza temere di essere giudicati.

La retta via di un uomo risiede nella scelta degli amici.

Ancora una volta, parole ricche di sapienza, riaffioravano nella mia mente. Il mio lungo viaggio interiore venne però interrotto da qualcuno.

Xavier: Non potevo non notare quei due che parlano male di lei, perciò mi sembra doveroso farle notare che la stanno prendendo in giro, io non sono del posto, perciò da forestiero, come dicono loro, mi sento offeso anche io, che ne dice se cerchiamo di farci dare qualche spiegazione da quei due marmocchi ? Così magari ci ricaviamo anche qualche informazione per fare qualche soldo.

Quanta insolenza.

Perchè recar danno a due ragazzi che non hanno altro da fare che beffeggiarsi di stranieri che vagano nelle loro strade.

Osservai per qualche istante il ragazzo dinanzi a me. Alto, biondo e occhi azzurri. Il classico stereotipo di bellezza che inondava di fetida noia, i tomi narrativi che leggevo da piccolo. Proseguii con le mie mere spiegazioni.

Le madri si chinano al mattino per poi rialzarsi alla sera per dar loro da mangiare. Sono semplicemente dei fannulloni. Che cuociano nel loro brodo.

Fui duro ma per me, che ero cresciuto dovendo sudare ogni singola parole che professassi, erano semplicemente dei giovinastri senza spina dorsale. Poi, il rampollo che aveva infastidito i miei pensieri, rammentò le buone maniere.

Xavier: Che maleducato, piombare addosso ad uno sconosciuto in questo modo, Io mi chiamo Xavier, molto lieto.

Accolsi la sua presentazione con un sorriso e ricambiai la cortesia. Con fare distaccato ma gentile feci un cenno e mi presentai.

Emrys, il piacere è mio.

Ciò che poi accadde rasentò lo stupore nei miei occhi.

???: Scusate, non volevo essere scortese, ma quanto ho detto è vero. Siete forestieri e per questo non lo sapete. I fabbri di quest'isola sono dei mercanti disonesti: non si fanno concorrenza fra loro e collaborano serenamente per mantenere alti i prezzi e usare materiali scadenti. Per questo la loro merce non è così eccezionale. Akira Munemasa è l'unico che non accetta di partecipare a questa colossale truffa e per questo si è fatto molti nemici.

Uno dei ragazzi che, fino a poco prima, mi aveva deriso in modo palese e plateale ora mi tendeva una mano, spiegandomi il perchè di tanto ridere.

Beh, ovviamente non può sapere che l'articolo che ho comprato non è comune in tutte le armerie.
Non mi dovete alcuna scusa, forse, volevate fare del bene. Sorrisi con garbo.

???: Per lui, le armi sono delle opere d'arte! Sembrerà da stupidi, ma tutti noi lo ammiriamo per la sua arte e per quello che fa. Dovete vederlo con i vostri occhi e poi ci darete ragione. La sua bottega si trova a un centinaio di metri da qui, dovete seguire la strada principale e svoltare a sinistra subito dopo il negozio che vende pale e picconi. Non potete sbagliare!

Non ero interessato all'arte di un armaiolo. Seppur avessi trovato qualcosa che facesse al caso mio, più dei guanti che mi aveva venduto l'artigiano Tom, non avrei avuto modo di pagarli. Eppure le parole dei ragazzi mi incuriosirono.

Sembra interessante. Magari vado a darci un occhiata. Feci un leggero inchino per ringraziare.
Volsi poi lo sguardo al giovane Xavier e facendo gesto con la mano, lo salutai.

...è stato un vero piacere. Così mi incamminai verso l'armeria tanto vaneggiata.

Magari, se sono fortunato, il mio destino mi condurrà alla risposta.
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Re: All'ombra dell'ultimo sole

Messaggio #16 della Pagina da Sabo_D » 27/03/2015, 20:20

Ci eravamo organizzati, ora dovevamo mettere in pratica la prima parte del nostro piano. Questa parte consisteva nel trovare informazioni utili al colpo. Dopo esserci congedati con Ippei ci dirigemmo verso l'armeria, però sinceramente non avevamo la minima idea sul dove fosse.

"Sapevo che mi sarei dimenticato qualcosa! Maldito!"

Speravo che il mio compare Ichiryu sapesse dove fosse, anche se non ci credevo tanto. Doveva essere anche per lui la sua prima volta su quest'isola. Ci ritrovammo sulla strada principale, nella quale ci eravamo incontrati e avevamo deciso di far gruppo.

"Mi preoccupa il fatto che Wanpo si sia zittito tutto d'untratto. Chissà il perchè? Speriamo che vada tutto per il meglio con il vecchietto."

Ora che ero sulla strada principale mi ritrovavo circondato da armerie e da fabbri, e quel posto era molto affollato. Tra tutta quella gente c'era un gruppo che mi colpì in particolare. Si trattava di quattro persone, e alcuni potevano avere la mia età, se non essere addirittura più piccoli. Mi avviccinai, sperando che il mio collega mi seguisse e facesse quello che facevo io. Mi portai abbastanza vicino da poter ascoltare quello che si dicevano, evitando di dar troppo nell'occhio.

Parlarono di Akira Munemasa e degli altri commercianti.

"Uhm... Questa cosa mi sembra strana. Com'è possibile che un ex Marine congedato con disonore si comporti così? C'è qualcosa che non torna. Voglio sapere. "

Ehy compare. C'è qualcosa che non torna. Non sembra anche a te che c'è qualcosa di strano?

Dopo aver ascoltato cosa ne pensava Ichiryu, mi avviai verso l'armeria, che da quello che avevo sentito si trovava un centinaio di metri e dopo si doveva svoltare a sinistra dopo il negozio che vendeva pale e picconi. Però non sapevo se entrare o meno. Così mi fermai sul punto dove dovevamo svoltare.

Che facciamo? Entriamo?

Intanto guardavo il paesaggio che mi circondava. Volevo farmi un idea su una possibile strada per la fuga da quel punto. Ripassare per la strada principale non mi sembrava l'idea migliore, anzi. Dovevamo trovare un'altra strada che potevamo percorrere e che fosse meno trafficata rispetto alla precedente.
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Re: All'ombra dell'ultimo sole

Messaggio #17 della Pagina da Topuz95 » 29/03/2015, 21:13

Dopo qualche secondo, Xavier ottenne finalmente una risposta dal suo interlocutore;

"Perchè recar danno a due ragazzi che non hanno altro da fare che beffeggiarsi di stranieri che vagano nelle loro strade.
Le madri si chinano al mattino per poi rialzarsi alla sera per dar loro da mangiare. Sono semplicemente dei fannulloni. Che cuociano nel loro brodo."


Dopo aver risposto, si limitò ad osservare Xavier dalla testa ai piedi, chissà a cosa stava pensando, probabilmente era scocciato da quanto aveva sentito, oppure era semplicemente irritato per il modo irruento con cui Xavier si era rivolto.

Dopo che Xavier si presentò ricordandosi delle buone maniere, anche costui fece lo stesso:

"Emrys, il piacere è mio."

I modi di Emrys facevano quasi ridere il giovane Xavier, erano i tipici modi di coloro che si ritengono superiori a tutti, ed infatti le sue teorie vennero confermate dalle parole di risposta.

"Tsk, ma chi si crede di essere, odio i tipi che si credono una divinità in terra"

Prima che Xavier potesse fare altro, oltre che a pensare quanto gli dassero sui nervi gli atteggiamenti di Emrys, successe una cosa che non avrebbe mai immaginato.

I due ragazzi che fino ad un attimo prima ridevano e prendevano in giro Emrys, si avvicinarono, forse per paura o per non cercare problemi, per scusarsi e dirci il motivo dei loro discorsi.


???: Scusate, non volevo essere scortese, ma quanto ho detto è vero. Siete forestieri e per questo non lo sapete. I fabbri di quest'isola sono dei mercanti disonesti: non si fanno concorrenza fra loro e collaborano serenamente per mantenere alti i prezzi e usare materiali scadenti. Per questo la loro merce non è così eccezionale. Akira Munemasa è l'unico che non accetta di partecipare a questa colossale truffa e per questo si è fatto molti nemici.


Emrys accettò le loro scuse, e Xavier fece lo stesso.

"Xavier: Lieto di accettare le vostre scuse, però fate attenzione la prossima volta, potreste trovare persone meno comprensive, in ogni caso vi ringrazio per l'informazione, farò volentieri un giro, approffitandone per esplorare la città, e magari acquistare qualcosa."

Alla fine della conversazione con i due ragazzi, Emrys fece un cenno per salutare Xavier, ma prima che finisse il gesto venne interrotto.

"Prima che le nostre strade si dividano, avrei piacere di recarmi in questa armeria, che ne dice di accompagnarmi, Emrys ? "

I modi di Xavier questa volta erano più cortesi, il tipo non gli andava a genio, forse per via dei caratteri simili, ora è pervaso da un senso di curiosità, non vede l'ora di scoprire cosa il destino ha in serbo per lui.
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Re: All'ombra dell'ultimo sole

Messaggio #18 della Pagina da sbisico » 04/04/2015, 16:38

I due pirati, ancora incerti sul piano d'adottare per portare a compimento la rapina, avanzarono imperterriti verso la via principale. Non conoscevano l'esatta posizione dell'armeria, ma trovarla non fu affatto difficile. Non avrebbero avuto problema anche senza le indicazioni che avevano origliato: infatti, poco prima della piccola bottega "non solo pale e picconi", era appeso un cartello di legno a forma di incudine, con una freccia rossa e la scritta "Akira Munemasa". La bottega del fabbro non era molto lontana da lì.

Si trovava in un vicolo cieco che terminava con un muro abbastanza robusto. Sulla stradina, ad eccezione della bottega del fabbro e del negozio che vendeva attrezzi per minatori, c'erano solo abitazioni. Erano tutte di due piani, alte poco più di sei metri, e questo rendeva più facile individuare i due negozi che erano ad un piano solo.

Circa a metà della stradina c'era un grosso palazzo alto quattro piani che svettava sugli altri. Era cinto da una stradina e il portone d'ingresso sembrava rinforzato. Ad eccezione dei due accessi a questa stradina, il vicolo non aveva altre vie di fuga.

Anche Xavier e Emrys erano diretti lì: chi per fare acquisti chi per sola curiosità. La via non era particolarmente trafficata, ma non così poco da non potersi nascondere nella folla.

Più si avvicinavano verso la bottega più l'inconfondibile rumore di ferro battuto sull'incudine era forte e udibile. Il negozio, dall'esterno, era piuttosto anonimo, una normalissima ma robusta porta, soltanto accostata, impediva di sbirciare all'interno. Non c'erano finestre ma tutto il perimetro dell'edificio, a due metri e mezzo d'altezza, era pieno di fori circolari di dieci centimetri di diametro. Sembravano essere canne fumarie e ad intervalli regolari buttavano fuori il fumo.
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Re: All'ombra dell'ultimo sole

Messaggio #19 della Pagina da Franky28 » 15/04/2015, 18:10

La fortuna sembrava essere dalla nostra, almeno per il momento.
Stavo girando quasi a caso sperando di trovare l'armeria,come se fosse possibile, quando incontrammo un gruppetto di persone che stavano parlando proprio di Munemasa!
Era un'occasione per avere delle informazioni che non potevamo lasciarci sfuggire.

"Cavolo! Che botta di culo! Sentiamo cos'hanno da dire."

Quello che sentimmo sembrava essere l'opposto di quello chemi ero immaginato. Dato il suo passato pensavo che Munemasa fosse,comedire, un po'più malvagio? Malvisto? Non lo so di preciso ma non avevo certo avuto una buona opinione all'inizio. Dovevo approfondire la cosa e l'unico modo era incontrare Munemasa.
E a quanto pareva non ero l'unico ad essere confuso.

Già, c'è qualcosa che non mi torna. Da come lo dipingono queste persona Munemasa sembra essere una persona onesta. Io voglio vederci chiaro. Seguiamoli e vediamo di persona com'è questo Akira Munemasa.

Arrivare non fu difficile, seguendo i due che ci precedevano e le istruzioni che avevamo sentito era stato un gioco da ragazzi trovare il posto.

"Bene, è il momento di iniziare il nostro sopraluogo."

La prima cosa che notai fu la posizione del negozio. Era un vicolo cieco. Gli edifici ai lati della strada erano abbastanza alti, sopratutto uno, e questo non era un bene.

"Porca miseria! A quanto pare c'è una sola strada per scappare da questa posizione. A meno che non entriamo negli edifici ai lati e non scappiamo da li. Speriamo di essere più fortunati una volta ottenute le planimetrie. Ammesso che esistano."

Bene compare! Penso che dovremmo entrare. Voglio saperne di più sul posto e su Munemasa. Ogni informazione può esserci utile.

Mentre mi dirigevo verso l'entrata ripensavo a quello che avevo sentito sul conto del fabbro. A quanto sembrava si era fatto dei nemici, e questo poteva tornarmi utile. Avevo già un paio di idee in mente ma ne avrei parlato in seguito con gli altri.
Poi c'erano quei due ragazzi che ci precedevano. Da quello che avevo capito non erano del posto e visto il loro interesse per delle armi probabilmente poteva trattarsi di due pirati. Avrei scoperto anche questo. Magari potevano essere interessati ad unirsi a noi, in fondo più siamo meglio è.

Ora è il momento di fare la conoscenza del buon fabbro. Vediamo un po' chi sei.
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Re: All'ombra dell'ultimo sole

Messaggio #20 della Pagina da Sabo_D » 21/04/2015, 9:17

Avevo diversi dubbi che mi tormentavano e uno di quelli, ovvero il principale era: Che tipo di persona era Munemasa? Il vecchio ci aveva detto che era un Ex-Marine congedato con disonore quindi aveva di certo fatto qualcosa di sbagliato, ma cosa? E perchè adesso faceva la persona onesta? Ero alla ricerca della risposta a quei dubbi e ad altri, però a questo punto restare li a tormentarsi non serviva a niente, dovevo andare dalla persona interessata per scoprire la verità.

“E se scoprissimo che questo Munemasa non sia la persona che pensavamo, e che ci sia qualcos'altro sotto il suo congedo? ”

Anche il mio collega era della stessa idea. Intanto stavano cercando delle possibili vie di fuga, nel caso avessero deciso di effettuare la rapina. La via che conduceva al negozio era un vicolo cieco e gli edicifi che aveva intorno erano abbastanza alti e questo poteva rappresentare una difficoltà nella fuga. Eravamo davanti all'entrata del negozio e così decidemmo di entrarci.

Allora andiamo e vediamo cosa sta bollendo in pentola.

Il mio obbiettivo era quello di capire cosa stava succedendo e dopo decidere se fare la rapina o meno e guardare che tipo di armi vendeva, così magari di fare una stima del valore che avremmo potuto ricavare una volta venduto il tutto.
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Re: All'ombra dell'ultimo sole

Messaggio #21 della Pagina da Topuz95 » 21/04/2015, 9:52

Per qualche secondo Xavier aspettó un risposta dal suo interlocutore, ma aspetto invano,
Emrys procedette senza rispondere, come se non avesse minimamente sentito le parole del giovane.
Il fatto generó una forma di rabbia in Xavier, che si sentì mancare di rispetto, ma un semplice battibecco non sarebbe bastato per fargli perdere veramente le staffe, perciò ci rise si è procedette per il suo cammino.

"Munemasa eh, sono davvero curioso di vedere che tipo è.."

Xavier fallì nel trovare un compagno, ma non si scoraggió, il suo viaggio era appena iniziato e chissà quanti altri ne avrebbe incontrati.
Si avviò quindi verso la famigerata armeria, la folla non mancava, è un senso quasi di claustrofobia iniziava a premere sul ragazzo... Non era abituato a stare in mezzo a tutte quelle persone, perciò sempre con la spada ben stretta, affretto il passo per arrivare il prima possibile e allontanarsi dalla folla.

Dopo alcuni minuti di cammino finalmente giunse da Munemasa, riconosciuto anche dalle indicazioni fornite dai 2 giovani con cui parló precedentemente.

"Senza dubbio questa deve essere l'armeria di Munemasa, andiamo a dare un'occhiata".

Ora tutto era da scrivere, non aveva idea di cosa potesse attenderlo li dentro.
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Re: All'ombra dell'ultimo sole

Messaggio #22 della Pagina da sbisico » 23/04/2015, 9:41

I tre pirati raggiunsero il negozio di Munemasa quasi in contemporanea. La robusta porta si aprì senza cigolare affatto. A differenza di molte officine analoghe era tenuta particolarmente in ordine, forse per l'impostazione militare del proprietario.

La stanza dove si svolgeva l'attività commerciale era piuttosto ampia e c'era un enorme bancone che divideva il negozio in due aree.

La prima area, quella più vicina all'entrata, era adibita alla clientela: era completamente ad eccezione di una enorme rastrelliera che teneva sospese armi di svariate tipologie. La rastrelliera era vuota per poco più della metà, ma le armi che erano presenti sembravano di pregiata fattura. Nessuno dei pirati presenti era un esperto per poter dare un valore esatto a quella mercanzia, ma erano certi che il valore complessivo di quelle armi, superava i 500.000 Berry.

Nella seconda area, che era leggermente più spaziosa della prima, c'era il fabbro che, con in mano un pesantissimo martello, batteva il ferro su un'enorme incudine. Il fabbro era un uomo molto muscoloso alto più di due metri. Era calvo e aveva una barba bionda molto lunga intrecciata a formare due lunghe trecce.

Dietro di lui, c'era una porta chiusa che conduceva chissà dove e sopra di essa, a ridosso del soffitto, usciva dalla parete un grosso tubo che arrivava al centro del soffitto e si diramava in tanti tubi più sottili di dieci centimetri di diametro che. Erano le canne fumarie che avevano visto fuori dall'edificio.

L'uomo cessò per un attimo di lavorare, volse lo sguardo verso i tre potenziali clienti e li squadrò per qualche secondo. Senza poggiare il martello, si rivolse ai tre con voce cavernosa e roca.

Akira Munemasa: "Benvenuti nel mio umile negozio. Cercate qualcosa in particolare? Fatemi sapere se posso esservi utile in qualche modo."

Aspettò qualche secondo, poi sollevò l'enorme arma che impugnava e tornò al suo lavoro riprendendo a battere il ferro sull'incudine.
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