Corridoio

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Corridoio

Messaggio #0 della Pagina da Geko_M » 19/08/2014, 13:36

Luogo in cui i marines possono attendere di essere ricevuti negli Uffici, una volta che questi saranno liberi.

Luogo d'incontro per i giocatori, dove poter ruolare.
Ricordatevi che dovete fare un post di almeno 4 righe.

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Re: Corridoio

Messaggio #1 della Pagina da Choco » 10/09/2014, 22:00

[Entrata]

Era già da un po' che mi trovavo bloccato in quella stupidissima coda e iniziavano già a uscirmi i primi sbadigli causati dall'infausta noia che mi assaliva.
Possibile che la segreteria dell'accademia fosse così lenta. Quel giorno sembrava esserci agli sportelli solo una segretarie il che allungava di molto le attese.
Il pensiero di trovarmi li per colpa del mio stupido padre mi faceva montare il nervoso, se non fosse stato per lui probabilmente ora sarei ancora in città accompagnato a quelle graziose fanciulle, la dolce compagnia femminile innaffiata con una buona dose di grog è il miglior modo per passare le giornate, che siano queste soleggiate ed estive o invernali ed innevate. Si, su questo non si discute!
Ma a quanto pare il concetto era inconcepibile per un vecchio stolto che passava le giornate chino su di un campo a zappare terra.
Ah maledetto, arrivare a sbattermi fuori di casa con la sola alternativa di entrare in marina o fare il vagabondo !
é più che logico che io sia finito qui, figurarsi, la vita del vagabondo non fa di certo per me, qui è tutta un'altra storia per lo meno hai uno stipendio ed un pasto caldo, o così almeno mi è stato detto.
Chissà se in accademia ci sono delle ragazze carine, sarebbe fantastico, a quel punto basterebbe rubare soltanto un po' di rhum dalla mensa e allora si che la mia vita varierebbe in meglio.
Sono sicuro che non fosse proprio quello che intendesse il vecchio con l'entrare in marina, ma farei quel che mi comoda da stipendiato.
Magari accettando un lavoro minore ogni tanto, uno di quelli a rischio zero e senza troppa fatica, tipo presenziare a fiere, feste ed eventi per controllare i cittadini (e sopratutto le cittadine) riuscirò a passarmela bene comunque.
Nessuna fatica e massimo guadagno.

La mia agonizzante attesa sarebbe durata ancora di per una trentina di minuti nei quali cambiai le più svariate e strane posizioni a furia di stare in piedi mi dolevano le gambe, alla fine mi ritrovai seduto sul pavimento nel mezzo del corridoio.
Presumo quello fosse proprio uno di quegli atteggiamenti che probabilmente non erano decorosi per un marine quanto meno decente.
Ma tanto lui un vero marine non lo sarebbe mai stato, l'unica cosa a cui aspirava era una lauta busta paga e almeno dodici ore di sonno al giorno.
Mi ritrovai sonnecchiante sul pavimento.
Fu così che non mi accorsi che era arrivato il mio turno e che una voce insistente stava scandendo ripetutamente il mio nome ad volume sempre più crescente.

Segretaria: "Amb, c'è un certo Tyler Amb qui ? O insomma ! Amb, Tyler Amb. "

La voce mi riporto al mondo ed il suo freddo pavimento, così dopo aver osservato un po' da lontano la segretaria che sembrava sull'orlo di una crisi isterica decisi di alzarmi, emettere un sonoro sbadiglio, stiracchiarmi ed infine raggiungere placidamente lo sportello.
La donnina dall'altra parte mi guardo spazientita da dietro degli spessissimi occhiali da presbite, che facevano apparire i suoi occhi enormi e ridicoli su di un viso tanto piccolo.
Inizio subito ad animarsi di fronte alla mia mal celata indifferenza per il comportamento tenuto, e mentre ciarlava di quanto fosse inappropriato il sedersi nel mezzo di un corridoio di un così importante edificio pubblico io ero completamente distratto dalla disordinata chioma rossa che rimbalzava ad ogni scossone della testa. Trovavo la scena quasi comica ed a stento mi trattenni dal farmi una grassa risata.

Segretaria : "Male sa ?! Lei ha proprio sbagliato inizio, se questo sono le premesse della sua carriera nel corpo la avviso di già che non è tagliato per questo lavoro."

La donna a quanto pare sembrava tenerci particolarmente ad indicare l'ovvio ed io per darle soddisfazione continuai ad annuire alternando ogni tanto ad uno scrollo di testa un sottomesso quanto falso mi spiace.
La commedia durò ancora per qualche minuto, fino a quando il viso non le divento completamente paonazzo, a quel punto interruppe quelle che ormai erano diventate urla (probabilmente temendo per la sua vita, era la prima volta che vedevo una donna agitarsi fino a quel livello), prese un lungo respiro e si calmo.

Segretaria: "Bene, ora mi dia le sue generalità e mi dica qual è la ragione che la spinge ad unirsi al nostro beneamato corpo, e veda di essere celere che abbiamo già perso troppo tempo"

Il tempo l'avremmo di certo risparmiato se al posto di urlare come un aquila, mi avesse lasciato parlare da subito, ad ogni modo non feci alcun cenno alla sfuriata, e risposi con un tono piatto e pacato.

"Sono Tyler Amb,nato ad Armantia il giorno nove aprile. Sono qui per fare richiesta di arruolamento, la ragione per cui mi unisco al corpo è senza dubbio lo stipendio.Non c'è null'altro che mi spinge e non ho nulla di rilevante da dichiarare."

La donna annoto tutto e molto altro su di un fascicolo che timbrò e che mi fece poi firmare, dalla scrittura sconclusionata riuscii a decifrare solo poche parole: Maleducato, irriverente ed inadatto.
Doveva essere una sorta di profilo psicologico preliminare o menate del genere, insomma come primo giorno avevo già fatto una bella figura. Per quanto me ne importava non era un problema, non mi fregava proprio nulla delle sue perizie...
E dopo ulteriori sproloqui sull'importanza del lavoro della marina nei sette mari e una sorta di incitamento (palesemente falso) a mettercela tutta ed impegnarmi fino in fondo, la donna concluse con un sonoro:

Segretaria: Complimenti, ora lei è una fiera recluta della marina militare, è libero di girare l'accademia come preferisce, ulteriori informazioni verranno trasmesse dagli altoparlanti disposti in tutto l'avamposto.

Colsi al volo che quello era il mio congedo finale, ed ero infinitamente felice di aver posto fine a quello strazio.
Finalmente potevo andare a sonnecchiare da qualche parte e chissà magari sarei anche passato per la mensa. Il sostentamento è importante e poi sanno tutti che con la pancia piena si dorme meglio !
Ultima modifica di Choco il 10/09/2014, 22:00, modificato 1 volta in totale.
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Re: Corridoio

Messaggio #2 della Pagina da Sickk » 10/09/2014, 22:58

[Entrata]

Eccomi, oramai qui in coda da ore ed ore ad aspettare, con in mano solo un documento di riconoscimento, il mio turno per l'arruolamento in marina.
Il tempo passava inesorabilmente, non c'è momento in cui in questo corridoio non succeda nulla di interessante, tra giovani che spavaldi si presentano tutti in tiro alla commessa che sedeva dietro al vetro, tra tanta gente che non c'era un buco libero dove potersi infilare se mai fosse arrivato qualcun'altro, era inimmaginabile che tanta gente fosse davvero interessata ad entrare in marina senza avere un secondo fine, ma solo il giusto senso del dovere.

Ormai il mio turno era vicino, o meglio, così speravo. Appoggiai la testa al muro che si trovava alle mie spalle e chiusi gli occhi per qualche istante nel tentativo di rilassare gli occhi, affaticati dall'orario molto improbabile della sveglia di questa mattina, quando una voce squillante attirò la mia attenzione

Segretaria - "Amb, c'è un certo Tyler Amb qui ? O insomma ! Amb, Tyler Amb. "

Sembrava quasi che questo ragazzo non si fosse presentato all'arruolamento, cosa che avrei fatto molto volentieri anche io, tutte queste pratiche formali per un semplice '' benvenuto in marina '' mi sembrava inutile come mettere il limone nel latte a colazione. La voce che graduatamente andava sempre più verso le urla, sembrò attirare le attenzioni di un giovane che, come molti li intorno stava seduto sul pavimento in uno stato quasi di trans, forse dovuto alla stanchezza.

Quest'ultimo si alzò e, dopo avere sganciato un sonoro sbadiglio, a passo di leone marino si avvicinò allo sportello dove, la segretaria al quanto scocciata già iniziava con la predica su quello che è giusto e quello che è sbagliato.
Povero lui pensai. beccarsi una strigliata così presto non deve essere piacevole, soprattutto da una donnina con la voce talmente squillante da mettere a dura prova la resistenza del vetro che le si parava davanti.

Mentre la trafila di ormai note domande sopraggiungevano al ragazzo, decisi che era ora per me di andare in bagno, in fondo erano oramai ore che attendevo in fila in quel corridoio che ormai sembrava una serra, una scappata in bagno avrebbe abbassato di molto la mia temperatura corporea.
La solita fortuna di qualcuno che si trova in fila è che quando si decide di andare in bagno, inesorabilmente il tuo turno arriverà. Così successe anche questa volta, nemmeno il tempo che abbassai la zip e sentì la donnicciola dalla voce squillante gridare il mio nome ai 4 venti

Segretaria - James Yolo si presenti allo sportello ! Non la chiamerò un'altra volta !

Tirai su la zip come un fulmine e, come una gazzella inseguita da un predatore guizzai fuori dal bagno, cercando di farmi largo tra la massa, arrivai infine allo sportello e con voce secca ed un po scocciata dalla tempistica dell'evento mi rivolsi alla donna

Mi scusi, avevo un bisogno impellente di cui liberarmi

Lei, visibilmente scocciata dai fatti a cui era protagonista quel giorno, stava per iniziare un nuovo giro di prediche anche con me ma, prima che potesse anche solo pronunciare parola, la interruppi subito

Sia io che lei non abbiamo alcuna voglia di alterarci a quest'ora, quindi mi dica quello che devo fare e poi chi s'è visto s'è visto

Con i nervi a fior di pelle, mi allungò un foglio dove poco prima aveva scritto un paio di righe e con voce quasi abbattuta disse

Segretaria - Firmi qui, poi può andare

Firmai quel pezzo di carta senza fare caso a cosa ci fosse scritto sopra, alzai lo sguardo e feci un cenno alla donnicciola, mi girai e dopo essermi guardato in torno, mi avviai a visitare tutta l'accademia, nella speranza di incontrare qualcuno con cui poter colloquiare un po.
Ero ormai quasi fuori da quel corridoio quando la signora di cui non avrei più voluto sentire parlare gridò ad alta voce

Segretaria - Signor Yolo! Benvenuto nella marina, da ora in poi è libero di fare quel che le pare, ulteriori informazioni le saranno comunicate tramite gli altoparlanti situati in tutte le zone dell'accademia!

Io, per dare un segno di comprensione, alzai il pollice in aria senza neanche voltarmi e continuai a camminare.
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Re: Corridoio

Messaggio #3 della Pagina da Choco » 11/09/2014, 0:02

Con mia immensa sfortuna non ero ancora arrivato nemmeno a tre quarti del corridoio, complice il passo trascinato con cui incedevo molto lentamente, che nuovamente le urla della segretaria si innalzarono e riecheggiarono per tutta la sua lunghezza.
Mi chiedo davvero per quale ragione nell'accademia si faccia uso di altoparlanti quando disponevano tra le loro fila di una così potente urlatrice.
La frequenza che riusciva a sprigionare con quel corpo così minuto aveva quasi dell'incredibile ed a giudicare dall'acutezza che raggiungeva l'altra nuova reclutava non si era semplicemente limitata a dormire seduta sul pavimento, doveva aver fatto qualcosa di peggio. Per la nostra amichetta oggi deve essere proprio una giornata stressante, chissà quanto deve avere di pressione una donna così frustrata, lo stress avrà anche probabilmente anticipato la meno pausa.
E mi sembra proprio il genere di donna sola, che la sera torna a casa triste e sconsolata e ad aspettarla trova soltanto il gatto con il quale passa le giornate a leggere romanzi rosa, piangere e mangiare Yogurt.
L'esistenza triste di certe persone mi da proprio noia.

Ad ogni modo era stata proprio la reazione esasperata che adesso lo stava spingendo a voltarsi verso il nuovo arrivato, era strano immaginare che li dentro ci potesse essere qualcuno peggiore di lui.
E che molto probabilmente a modo suo avrebbe creato problemi a quella grande organizzazione.
Quindi guidato dall'istinto mi appoggio contro il muro e mi lascio scivolare sino a toccare terra con il sedere. L'intenzione è quella di godermi la scena da lontano, con la giusta tranquillità.
Da quello che evinco dalle urla che seguono la gattara parte subito in quarta anche con questo tizio, e inizia ad incalzarlo con una ramanzina che sembra voler emulare quella a me capitata un attimo fa.
Questa volta però succede qualcosa di diverso e l'arpia si blocca, o per lo meno non ne sento più le urla, che gli sia salita troppo la pressione ? Che per l'agitazione avesse fatto un ischemia ? Oppure in extremis l'opzione più improbabile è quella che il ragazzo possa aver osato interromperla ?!
Da quel momento in poi non sento più la voce della donna, e osservando meglio la scena sembra quasi che il giovane sia proteso in avanti,
Allora deve essere così, è sicuro, la mia nuova amichetta si è sentita male e lui sta cercando di soccorrerla.
Eppure qualcosa non quadra perché dopo pochi istanti il nostro uomo si gira verso la stessa direzione che anche io sto percorrendo e si avvia tranquillo e serafico.
Spero vivamente non stia tentando di raggiungermi perché per oggi ho pensato decisamente troppo.
Eppure sono anche curioso di sapere se la red head è effettivamente morta, e la strada è decisamente troppo lunga per tornare allo sportello e non ho voglia di rifare la strada.

Mentre avanza sempre più vicino lo osservo meglio, è decisamente più giovane di me e il modo di vestire oltre che il viso lo dimostrano in pieno, porta una maglietta rotta e dei pantaloni ai quali manca una gamba, insomma a vederlo così mi sembra molto più uno di quei bucanieri che si vedono sui manifesti di taglia che un aspirante paladino della giustizia.
Dio, è sempre più vicino e io non so ancora bene se voglio parlargli o no. Poi magari è uno di quelli che iniziano a parlare e non la smette più e me lo ritrovo appiccicato per tutto il tempo.
Però cavolo se è distante lo sportello saranno si e no una ventina di metri.
Alla fine all'ultimo secondo prendo una decisione.
Lui mi è quasi ormai a due metri, da mezzo disteso come sono allungo una gamba per intralciargli la strada ed il movimento.
Praticamente il tipico sgambetto da bambini.
E prima ancora di capire se lui ci è inciampato o meno, senza aspettare repliche o insulti lo incalzo in contropelo.

Allora dimmi un po', hai fatto fare un infarto alla nostra amica ?

Speriamo che la conversazione non duri troppo che la mensa mi attende.
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Re: Corridoio

Messaggio #4 della Pagina da Sickk » 11/09/2014, 8:48

Oramai che l'arruolamento era stato fatto e, io ero un '' fiero '' membro della marina con dei sani principi, mi accingevo ad uscire da quel corridoio dove, per qualche strano motivo, sembrava che non volesse lasciarmi andare.
Dopo la scenetta trafi-comica con la segretaria di poco fa, mentre cammino verso la soglia del corridoio un ragazzo, accasciato per terra come molti in quell'ala dell'accademia, sembrava come indeciso se approcciare una discussione con me o, come pensavo che fosse, ammirare la buffa scena mia e non solo che la segretaria stava dando quel giorno.

Nemmeno me ne accorsi e ormai gli ero ad un paio di metri, io ero uno di quei ragazzi che il saluto non lo toglievo a nessuno, aspettavo solo il momento giusto per chinare il capo, che fino a poco prima portavo alto con fierezza, per salutare questo giovine di cui, vista la stramba posizione, non riuscivo a definirne l'età.
Capelli neri, una barba abbastanza curata che gli copriva il mento e le guance, indossava già l'uniforme della marina, quella che io non avrei mai voluto indossare, perchè uniformarmi agli altri quando i miei scopi erano altri ?

E poco dopo ci fui di fronte ed in quel momento, con un fare un po' da ragazzino, approcciò la conversazione con me attirando la mia attenzione con uno sgambetto, simile a quello che i bambini si danno mentre giocano.
Mi accorsi di quella gamba, ma non volevo proprio rovinargli il gioco allora, con fare disinvolto la toccai dentro e mi girai verso di lui che, prima ancora che io potessi pronunciare parola, mi colse in controtempo proprio come io avevo fatto poco prima con la segretaria

?? - Allora dimmi un po', hai fatto fare un infarto alla nostra amica ?

Ora che lo guardavo bene, era lui, si lui! Il ragazzo che prima di me aveva fatto sclerare la donnicciola, compiendo un enorme sbadiglio prima di avvicinarsi allo sportello.

Infarto no, non so cosa può sembrare da qui ma, prima che mi facesse una sclerata, l'ho interrotta subito, non so tu come hai fatto a sopportare una sclerata a quest'ora.

Cercai subito di prendere io in mano la conversazione, anche se era lui che mi aveva cercato, il mio comportamento mi portava sempre a padroneggiare sugli altri, non padroneggiare nel senso di essere il più forte, o meglio, anche quello ma soprattutto l'avere il controllo su tutte le cose che faccio, non mi piace lasciare le cose al caso.
Il giovine che mi si parava davanti si era interessato a me, forse per la scenetta di poco fa o forse perchè anche lui come me, non era li per i sani principi della marina, questo era tutto da scoprire.
Dopo un attimo di pausa ripresi a parlare sta volta con voce secca ma non scocciata, come a voler coinvolgere di più il giovane

Se tu non sei qui per i sani principi della marina, visto la scenetta di prima, che santo ti ha costretto a venire qui così presto a subirti una scenata ?

Non ero un accanito fumatore ma ogni tanto, in compagnia, una sigaretta mi scappava.
Perchè non scroccarne una al giovine appena conosciuto ? Allora mentre attendevo una sua risposta continuai con voce simil a quella di prima

Non è che hai una sigaretta?
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Re: Corridoio

Messaggio #5 della Pagina da Geko_M » 11/09/2014, 10:52

Un uomo imponente si faceva strada lungo il corridoio. Era largo quanto un armadio e superava i due metri di altezza. La pelle scura, i capelli nerissimi. Indossava una divisa semplice: maglia smanicata bianca, pantaloni blu al ginocchio e comode scarpe da ginnastica. Nessuno di quei novellini l'aveva mai visto, ma presto avrebbero imparato ad odiarlo.

Timothy Clarke era l'Addestratore.

Il suo compito era formare le nuove reclute al combattimento corpo a corpo. Sorrise ai due: li superava entrambi, sia in altezza che in massa muscolare. In confronto a lui Tyler e James non erano altro che due semplici moscerini! Carpì l'ultima domanda, riguardante una sigaretta. Il suo sorriso sparì, lasciando posto a una sonora lavata di capo:

Sig. Clarke: "Tu non vorrà fumare qui, vero?"

Gli occhi scuri. Il naso largo e le labbra carnose. Il tono di voce era molto profondo. Una velata minaccia arrivò alle orecchie dei due. Prima che potessero rispondere, dietro di lui si sentirono alcuni passi. Scarpe con il tacco, si trattava sicuramente di una donna. Non la videro, poiché Clarke glielo impediva, ma udirono la loro voce.

???: "Ahh Sig. Clarke è qui! Vedo che ha già trovato alcune delle nuove reclute."

La donna era un Sottufficiale, ma non uno qualunque.

/OT: Ruoliamo un po'! Per la cronaca: il Sottufficiale è la Beckmann./
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Re: Corridoio

Messaggio #6 della Pagina da Non sono Ciusca » 11/09/2014, 20:06

Una figura vestita di nero camminava con passo lento ma cadenzato lungo il corridoio che portava ai vari uffici delle autorità dell'accademia.
Il suono dei tacchi delle sue scarpe bianche scandivano ogni suo passo, diventando l'unico rumore presente per quei pochi secondi in cui oltrepassò le porte che portavano la targa indicante il proprietario di quell'ufficio.
La sua mente ed il suo sguardo si soffermarono su ogni dettaglio significante che potesse rendersi utile per situazioni improbabili come un attacco o l'avvenimento di un evento significativo che magari poteva risultargli utile per risaltare tra le reclute, qualora la sua forza e intelligenza non fossero bastate.
Continuava ad avanzare con la schiena dritta e le mani chiusa l'una nell'altra e tenute dietro la schiena, quando ad un certo punto sentì delle voci appartenenti, a giudicare dalla frequenza e tono, ad almeno tre persone.
Iniziò a camminare più lentamente in modo da evitare di fare rumore col tacco ed avere il tempo per cercare di individuare l'identità o almeno intuire il grado di importanza di chi parlava.

???: Bene, sembra che ci sia un istruttore o un osservatore...La donna invece deve essere qualcuno con un grado abbastanza elevato dal modo in cui parla, un tenente forse.

Pensò mentre azzerava ogni possibile rumore proveniente dai suoi passi accelerando però la loro frequenza e quindi la velocità, così facendo avrebbe dato una prima impressione decisamente diversa dalla classica recluta inesperte. Doveva riuscire a dimostrare di essere diverso dalla massa.
Arrivò quindi all'angolo dal quale provenivano le voci e si mostrò al gruppetto di quattro persone.

???: Erano quattro, non tre...avrei dovuto capirlo, si vede che manco ancora di esperienza pratica.

Si fermò a pochi passi dal gruppetto cercando di capire l'identità della donna. L'uomo dalla pelle scura probabilmente era colui che aveva il compito di gestire le reclute; poteva dire ciò a causa della sicurezza con cui aveva parlato e della confidenza che emanava. Gli altri due probabilmente erano reclute come lui, anche se non sembravano particolarmente esperti o capaci a giudicare dal loro atteggiamento e aspetto. Non poteva dare giudizi definitivi però, quello sarebbe stato un errore da principianti.
Si posizionò quindi con la posa del saluto della marina e dopo averlo fatto si presentò:

Rufus: Il mio nome è Rufus Veld, sono una nuova recluta.

Disse con voce monotona.

Rufus: Sig. Clark, devo parlare con lei riguardo alle mie mansioni? o Devo parlare con lei signorina ...

Disse con confidenza, invitando la sottufficiale Beckmann a presentarsi.
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Re: Corridoio

Messaggio #7 della Pagina da Choco » 11/09/2014, 20:12

Oh dai davvero non inciampa ?
Uffa, a quanto pare il tizio ha buoni riflessi o non è comunque del tutto stupido come i vestiti sembrerebbero mostrare.
Però non vale, avevo proprio voglia di vederlo rotolare. Sarebbe stata davvero una bella scena, prima vederlo incedere in maniera così fiera, a testa alta e trovarlo un secondo dopo a gambe all'aria.
Dalla posizione in cui è ora mi stuzzica anche l'idea di far scattare la gamba verso l'alto e castrarlo, ma penso che sta volta rinuncerò la mia gamba ha già faticato abbastanza nel tentativo precedente.

Tizio: "Infarto no, non so cosa può sembrare da qui ma, prima che mi facesse una sclerata, l'ho interrotta subito, non so tu come hai fatto a sopportare una sclerata a quest'ora. "

Quindi vorresti dirmi che ti sto parlando inutilmente ?!

Guarda non c'è nulla di più semplice che ignorare una persona nell'istante in cui perde di ogni utilità od interesse. Pensa un po', lo sto facendo anche adesso. E ti spiacerebbe mollarmi la gamba, potresti sembrare... come dire... un po' gay in questa posizione.

Ero quasi sicuro che dicendo quelle parole mi sarebbe sfuggito un sorriso, come ero quasi sicuro che con quell'affermazione la conversazione fosse chiusa totalmente.
Nulla di più sbagliato e dopo pochi istanti mi piovvero addosso due nuove domande a conferma che lui volesse fare conversazione.
La lunga ed inutile conversazione che non porta a nulla.
La prima domanda potevo tranquillamente ignorarla ed è proprio quello che feci, mi limitai a fissarlo in silenzio, la seconda purtroppo no.
Sedendomi mi era infatti scivolato dalla tasca il pacchetto di sigarette che ora era in bella vista sul pavimento, ed il tizio doveva sicuramente averlo notato perché me ne stava domandando una.
Da incallito fumatore quale sono quella richiesta mi pesava come se mi dovessi separare dal mio più grande tesoro. Donarne una allo sconosciuto significava fumarne una in meno dopo. Sicuramente un duro colpo.
Ma vabbé mi sentivo generoso ed ero anche in procinto di compiere il folle gesto e lanciargli il pacchetto, quando un'imprevisto alto più di due metri che poteva contare su svariate centinaia di chili di muscoli intervenì.

Energumeno: "Tu non vorrà fumare qui, vero?"

Istintivamente osservo il nuovo disturbatore della mia quiete, e si devo ammettere che era parecchio enorme come disturbo in se e per se. In più portava una specie di tuta da ginnastica firmata marina militare con annessi gradi appuntati.
Inutile che io sottolinei la mia totale ignoranza in fatto di gradi militari. E decido così di ignorarlo immediatamente.
Mi rivolgo piuttosto nuovamente allo straccione:

"Io te la darei anche, ma lui non sembra d'accordo !"

Accompagnai la frase con un largo sorriso ed indicando il nuovo arrivato.
E proprio da quella direzione arrivò l'elemento che catalizzo interamente la mia attenzione. Gli uomini potevano anche bruciare all'inferno per quanto mi riguardava perché dalle spalle del nerboruto proveniva la soave voce di una fanciulla.
Il contenitore che emanava quel dolce suono mi era ancora ignoto ma doveva essere decisamente una superba donna a giudicare dalla bellezza della voce.
In un istante la mia testa era invasa dalle più libidinose ed impure fantasie, non resisto, non resisto, devo parlarle !

"Allora anche qui esistono delle ragazze, di uomini cominciavo ad averne la nausea. Ti prego rivelati o mia unica ed enorme fonte di speranza."

Il mio viso era adesso invaso da una rinnovata gioia, il rhum ora devo soltanto trovare il rhum !!!
Ultima modifica di Choco il 11/09/2014, 21:38, modificato 1 volta in totale.
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Re: Corridoio

Messaggio #8 della Pagina da Darrell » 11/09/2014, 22:34

Maximilian varcò la soglia del corridoio discretamente, silenzioso come il fruscio del vento. Chiuse la pesante porta a due ante dietro di sè, appoggiandola lievemente. Lasciarla sbattere sarebbe stata una noncuranza imperdonabile.
Mosse una decina di passi, poi si arrestò. In lontanaza, attraverso l'eco dei corridoi semi-deserti, udiva delle voci estranee.
Avanzò di qualche metro osservando distrattamente gli accostamenti geometrici delle piastrelle e la loro noiosa ridondanza.
La conversazione arrivava ai suoi timpani sempre più nitida, ma non ne sembrava interessato.
Si sistemò un bottone della raffinata giacca marrone chiaro, aggiustò il nodo windsor della cravatta viola scuro. Di lì a poco avrebbe dovuto indossare una banale divisa da recluta.

"Una divisa per accomunarli tutti e depersonificarli uno ad uno. A risultati utimati il merito dovrà andare solamente all'istituzione militare."

Pensò beffardamente. Poteva udire distintamente due voci, ma il suo formidabile naso poteva distinguere una nota speziata nell'aria polverosa del lungo corridoio.

"Un profumo da donna..."

Chiuse gli occhi per concentrarsi quei due secondi necessari.

"Sabbia e sudore di uomo".

Accellerò il passo ed intravide una figura di un giovane in smoking svoltare l'angolo. Ora poteva udire nitidamente tutto.
Si ritrovò di fronte al quintetto, giusto in tempo per assistere alla scenetta.
Sorrise lievemente, esordendo con il solito mix di pacatezza e sharme.

"Signori, Signore... sono la recluta Maximilian Zelevas."

Chinò brevemente il capo per salutare, non porse tuttavia la mano. Farlo sarebbe stato innalzarsi come pari di fronte ad un superiore in grado, e per quanto il sotto ufficiale Beckmann fosse una sua coetanea, Maximilian sapeva bene che un gesto del genere non sarebbe stato ben accolto.

"L'ego va di pari passo con il grado, e molto spesso con l'arroganza".


Decise di stemperare il clima con una battuta di rimando all'uscita fuori luogo di una recluta a quanto pare troppo eccitata.

"Dopotutto sembra che qualcuno qui debba ancora superare i fuochi della pubertà".

Il suo sguardo attento li passò in rassegna uno ad uno.
Ultima modifica di Darrell il 11/09/2014, 22:36, modificato 2 volte in totale.
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Re: Corridoio

Messaggio #9 della Pagina da Porco Rosso » 11/09/2014, 23:29

// Entrata

Varcai la soglia del corridoio con molta calma, avevo il mantello rosso che mi proteggeva da occhi indiscreti. Temevo in cuor mio di non essere accettato per quel che ero. L'acciaio cromato che rivestiva il mio corpo luccicava al bagliore dei raggi solari che filtravano dalle finestre laterali. Il via vai dei marine in quel lungo "scarpinatoio" orchestrava un cattivo tip tap di periferia e io, che di certo non avevo un passo leggiadro, concludevo a suon di "gong" con il suono metallico.
Eppure, il paesaggio sembrava deserto: silenzio assoluto, parte il bofonchiare di un gruppetto in fondo. Decisi di farmi avanti e presentarmi, un giorno sarei stato un loro superiore...o almeno era ciò che desideravo, il motivo per cui ero divenuto un marine.

Tip Tap Tip Tap


Giunsi da loro. Vi erano due ufficiali, li riconobbi dagli onori che costellavano il loro petto.
Ne riconobbi uno solo, o meglio...una donna. Avevo studiato ogni singola informazione reperibile dalla massa prima di arruolarmi e non avevo dubbi, quella donna era il sottufficiale Beckmann. Volsi lo sguardo al pavimento, timoroso che notassero tutti quanto non fossi umano, e con un braccio sull'addome e un altro sulla schiena, paralleli tra loro, accennai un inchino.

Ho sbagliato.

Un inchino non era di certo la riverenza più opportuna. Quindi velocemente mi misi sull'attenti e rivolto ai due ufficiali dissi con fare deciso e rispettoso: - Alan Mecha, signore! - ...esitai un istante, - Ai vostri ordini, Signori! - ...ancora un istante di confusione, - Signora! - .

Non dissi più una parola.
Ultima modifica di Porco Rosso il 12/09/2014, 12:06, modificato 2 volte in totale.
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Se l'assenza di forza costituisce il male, allora il potere rappresenta il bene?
Chi insegue la vendetta è malvagio?
L'amicizia può essere comparata alla giustizia?


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Re: Corridoio

Messaggio #10 della Pagina da Sickk » 11/09/2014, 23:46

Da essere una semplice chiacchierata col ragazzo che, come temevo, non ha avanzato nemmeno il suo nome, diventò presto una conversazione di gruppo infatti, poco dopo che chiesi una sigaretta, un tizio che era molto più grosso di me mi portò a capire che in quella zona non era possibile fumare

??? - "Tu non vorrà fumare qui, vero?"

Parlava in modo strano, vestiva una tuta graduata e ha giudicare da tutti i gradi che aveva incisi sopra, non doveva essere proprio l'ultimo degli arrivati.
La donna sembrava conoscerlo e appena lo vide esclamò

?? - "Ahh Sig. Clarke è qui! Vedo che ha già trovato alcune delle nuove reclute."

Sig. Clarke, mai sentito e dire che coi nomi me la cavavo abbastanza bene, sarà uno dei gradi maggiori presenti in quell'accademia, forse proprio il tutor che dovrà addestrarci, non sapevo proprio come approcciarmi con lui, emetteva proprio quella sensazione che volevo raggiungere anche io.
Allora mi voltai verso di lui e iniziai ad interloquire con il gigante

A dire il vero si, non è possibile ? Comunque io sono James Yolo, fresca recluta della marina.

Nel mentre che parlavo con il Sig.Clarke, una serie di reclute arrivò e si presentò con fare molto serio.
Sembrava proprio che quei due graduati che mi si paravano davanti erano davvero dei pezzi grossi, ed io come un ebete non ero riuscito a rendermene conto.

Rufus - Il mio nome è Rufus Veld, sono una nuova recluta.

Questo nuovo soggetto sembrava abbastanza pacato e con molto rispetto si rivolgeva al Sig.Clarke e alla donna che, ormai, erano diventati i protagonisti della situazione.

Rufus - Sig. Clark, devo parlare con lei riguardo alle mie mansioni? o Devo parlare con lei signorina ...

Sembrava quasi che lui, e solo lui fino a quel momento, era un ragazzo che aveva scelto la marina come stile di vita, accettando tutta la disciplina e le regole che ne conseguivano.
Finalmente, il ragazzo accovacciato a terra, si decise a rispondere alle domande che gli avevo fatto, anche se non sembrava entusiasta di parlare con me.

???? - Guarda non c'è nulla di più semplice che ignorare una persona nell'istante in cui perde di ogni utilità od interesse. Pensa un po', lo sto facendo anche adesso. E ti spiacerebbe mollarmi la gamba, potresti sembrare... come dire... un po' gay in questa posizione.

La sfacciataggine di codesto soggetto mi pungeva al quanto, prima attirò la mia attenzione e poi cercò di sbolognarmi come si fa con una persona indesiderata, era proprio questo il tipo di persone che mi dava sui nervi, quelle che volevano mettermi i piedi in testa. Con fare scocciato e infastidito risposi a tono

La tua sfacciataggine non merita una risposta. Mi allontano perchè se ti sto ancora vicino potrei fare ben oltre che darti attenzione.

E cosi feci, mi allontanai da lui ignorando quello che mi disse dopo e mi misi accanto al Sig.Clarke, come a chiudere un cerchio immaginario che oramai si era formato.

La situazione non faceva che complicarsi infatti, prima che i due potessero rispondere a Rufus, che così aveva detto di chiamarsi, un'altro soggetto si avvicino al gruppo.

Maximilian - Signori, Signore... sono la recluta Maximilian Zelevas.

Non sembrava una nuova recluta, aveva quel fare che faceva trapelare la sua esperienza dentro quell'accademia, molto probabilmente lui sapeva già chi fossero quelle persone così importanti.
Cerco subito di rompere il ghiaccio con una battuta di spirito che mi fece sorridere

Maximilian - Dopotutto sembra che qualcuno qui debba ancora superare i fuochi della pubertà

Ora la situazione sembrava che andasse calmandosi, anche se l'aria era ancora molto tesa, tra i due nuovi protagonisti che ancora non avevano detto che cosa ci facessero li, le nuove reclute che tutte accalcandosi non facevano che peggiorare la situazione e l'ultimo arrivato, un ragazzo che ci sapeva fare con le parole e, accorgendosi della tensione che si palpava, provò a scioglierla.

Tutto sembrava calmandosi quando, un altro ragazzo questa volta un cyborg si avvicinava al gruppo, prima accennò ad un inchino, poi accorgendosi che non era proprio la situazione consona si presentò

Alan - Alan Mecha, signore! esitò un attimo e poi continuò Ai vostri ordini, Signori! poi si accorse che aveva a che fare anche con una donna e allora tentò di correggersi all'ultimo, non sapendo bene cosa dire Signora!

Se ci fossero stati altri arrivi, non avrei compatito quei poveri graduati che, avrebbero avuto a che fare con una miriade di reclute.
Ultima modifica di Sickk il 11/09/2014, 23:54, modificato 2 volte in totale.
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Re: Corridoio

Messaggio #11 della Pagina da Geko_M » 12/09/2014, 10:31

Luisa si voltò all'arrivo di nuove reclute. Sorrise, osservando poi Timothy. L'omone di colore le osservò una ad una, cercando di imprimersi nella mente i loro nomi. Sapeva che di lì a poco avrebbe avuto a che fare con loro. Fu l'unico a rispondere al saluto delle nuove reclute, più disciplinate rispetto alle precedenti.

Una mancanza che l'Osservatrice non poté fare a meno di evidenziare.

???: "Visto? E' così che ci si comporta quando un Sottufficiale si avvicina. Dovete sempre salutare i vostri superiori!" - quel sempre resterà impresso a vita nelle menti dei due poveri malcapitati - "Io sono l'Osservatrice dell'Accademia. Sottufficiale Luisa Beckmann, cercate di ricordarvelo. Sig. Clarke insegni a queste reclute un po' di disciplina... il campo d'addestramento le sta aspettando!"

Si voltò, senza degnare di uno sguardo i nuovi arrivati. Aprì il suo libricino e cominciò ad appuntare alcune cose, mentre il rumore dei suoi tacchi diminuiva sempre più man mano che si allontanava dal gruppetto. Ora le reclute erano rimaste da sole in compagnia di Clarke.

Sig. Clarke: "Hehe... tu perdona lei, è donna molto esigente. Io essere Clarke, vostro addestratore. Ora voi segue me e no fuma, capito? Andiamo a sgranchire un po' ossa." - si voltò senza indugiare oltre. Il campo d'addestramento era all'esterno: il sole quel giorno era coperto dalle nubi - "Io consiglia voi di cambiare abiti prima. Divisa sporca non è buona impressione su superiori."

La sua voce rimbombò nel corridoio.

/OT: ci spostiamo al Campo d'Addestramento -> Zona Duelli/
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Re: Corridoio

Messaggio #12 della Pagina da Gildarts » 05/10/2014, 18:40

A-shot: Hey Yar!

Yar: Yup?

Guarda cosa ho qua!

E che cosa avresti lì, A-shot?

Vieni a vedere!

Non hai nulla che impressionerebbe nemmeno una bambina. No, vieni tu qua. Ho qualche cosa che ti devo far vedere o vuoi che lo tiri fuori così così che...?

Ma non ho un microscopio!

Voce: Ma avete perso entrambi la testa?! Che cosa è questa? Una gara a chi ha il cazzo più lungo?!?! STATE UN PO' ZITTI ORA!!

E, detto ciò, gli altoparlanti si quietano, lasciandovi finalmente in pace. Ma solo per un pochetto, considerato che, dopo pochi istanti, questi ritornano a gracchiare trasmettendo il seguente messaggio:

Dimenticavo: Tutte le reclute a zonzo si presentino all' ufficio cinque. Tutte le reclute a zonzo si presentino all' ufficio cinque.

E, dopo un' altro brusio, l' altoparlante si quieta. Definitivamente.


//OFF: Solo per i gradi "recluta" non impegnati.
Al momento il tutto è considerato come "scena libera", quindi potrete ruolare fino a data di scadenza senza problema alcuno, entrare ed uscire dal corridoio e quant' altro.
Successivamente manderò avanti la scena, facendo proseguire l' evento con tutti i personaggi presenti fisicamente nel corridoio e che rispettano i requisiti per entrare nell' "eventino".
Scadenza: 10/10/2014, ore 23.59. No proroghe.
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Re: Corridoio

Messaggio #13 della Pagina da Franky » 05/10/2014, 19:17

§Ufficio cinque. Bene.§

*Cecil rimase abbastanza infastidito da quella voce strillante e volgare, ma non si sarebbe di certo tirato indietro di fronte ai suoi doveri.
Non aveva alcun tipo di occupazione al momento, quindi non esitò un secondo all'idea di presentarsi di fronte a chiunque avesse convocato tutte le reclute disponibili.
La sua carriera nella marina era appena iniziata, il suo nome era ancora sconosciuto, ma aveva una volontà ferrea di migliorarsi giorno dopo giorno.
Tutti gli esserei umani aveva sogni, scopi o ambizioni e lui non era certo da meno.
Giunto d'avanti alla porta dell'ufficio cinque bussò due volte, aspettando il permesso di poter entrare.
Non era particolarmente curioso o emozionato.
Aveva la presunzione che si trattasse di qualche compito o incarico di routine.*
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Re: Corridoio

Messaggio #14 della Pagina da Veglia » 06/10/2014, 15:53

Andrew B. Feimus, la nuova vita stava per cominciare.
Questa frase era il preludio di una rivoluzione, la si è sentita spesso quando per esempio si ha un nuovo impiego, quando ci si sposa, quando si cambia sesso e alcuni anche quando cambiano frigo.
La vita lo aveva portato a rispondere all’appello della divisa.
Marina, l’organizzazione mondiale che si è prefigurata il compito di debellare la minaccia pirata.
Come era arrivato a quella scelta?

Nelle puntate precedenti avevamo lasciato il nostro eroe abbandonato a sé stesso.
La Reverse era diventata quasi un sogno, ma l’ambizione di Feimus lo portò a fronteggiare una pattuglia del governo che possedeva un sottomarino, voleva dimostrare a sé stesso che se desiderava qualcosa lo poteva ottenere.
Non desiderava raggiungere la Rotta Maggiore in seguito ad una fuga con la coda tra le gambe, voleva meritarsela, ma i suoi compagni non erano dello stesso parere.
Andrew aveva studiato tutto il piano nei minimi dettagli, grazie al fato era riuscito persino nel suo intento, ma le crepe erano troppo profonde per essere stuccate.
Prima Aidan, poi tutti gli altri iniziarono ad ammutinare, con la sua diplomazia Andrew riuscì comunque a mantenere salda la carretta e i risultati furono più che vantaggiosi.
Un sottomarino, che poi si rivelò essere abbastanza inutile, ma questo non era previsto, nessun piano è perfetto in fondo.

Il pesciolone iniziava ad annoiarsi, aveva passato gli ultimi mesi segregato in quella scatoletta di metallo, giusto per la paura che qualcuno la potesse rubare o che venissero quelli del fisco per chiedergli se voleva farla diventare la sua prima casa.
Ormai non usciva più, se non per andare a pescare, amava molto rimanere nella sua grotta a custodire il suo tessssoro.
Si cibava solo di alghe e pesce fresco e amava suonare all’interno del sottomarino, l’acustica non era delle migliori, ma gli sembrava di essere meno solo.
Dopo qualche mese, facendo lavoretti saltuari, visto che comunque la vendita della nave e quel furtarello a Briss lo avevano reso più che ricco, decise di trovar altro da fare.

Nei giorni di bel tempo, quando il cielo era terso, riusciva a vedere la Reverse Mountain.
Era contento di non averla scalata, non perché non ne fosse pronto, ma perché aveva appreso un paio di cose importanti: fidarsi del prossimo ciecamente non è una genialata e che le sbarre non si possono aprire a mani nude, anche se questo lo sapeva bene.
Aveva perso la ciurma, ma aveva acquisito maggior fiducia in sé stesso.
Era riuscito in fondo nel suo progetto iniziale, senza spargimento di sangue, poteva esserne più che fiero.
Poi si sa: all’inizio sembrano tutte una buona idea, ma col senno di poi, se qualcuno gli mettesse sul tavolo: un scatoletta gialla inutilizzabile, una ciurma forte per solcare i mari della Rotta Maggiore e un bel piatto di cozze, lui non avrebbe alcun dubbio.

Finalmente un giorno arrivò la svolta.
Mentre stava pescando, qualcosa attirò la sua attenzione, era una nave della marina.
Sulle prime chiuse il boccaporto e si mise al periscopio per osservare la situazione, poi afferrò.
La pirateria era stato un completo fallimento o almeno quel suo primo progetto faceva acqua da tutte le parti, doveva reinventarsi.
Aveva bisogno di studiare la situazione e rifarsi un nome, aveva una misera taglia da 10 milioni sul groppone, di per sé non era una minaccia.
Però dalla sua aveva… un sottomari… no, non aveva ben niente.
Se fosse entrato in marina poteva migliorare, magari raggiungere la Rotta Maggiore, in più avrebbe avuto una pensione, che al giorno d’oggi non è da sottovalutare.
Entrò in quella che era diventata la sua stanza, afferrò i suoi averi e si specchiò, era molto emaciato, aveva bisogno di allenamento, la vita sedentaria lo aveva sciupato.
Se si fosse dato all’avventura come pirata, con le sue sole forze non ce l’avrebbe mai fatta.
Non aveva nulla contro la marina, quindi perché non chiedere “asilo” e nel mentre farsi un po’ le ossa?
Non aveva alcun problema nemmeno a seguire ordini, quello che però voleva era prendersi qualche soddisfazione.

Fatti i bagagli e salutato il suo nuovo animaletto che lasciò a cuccia per custodire il suo tessoro, il temibile Paky il paguro, si avviò verso il porto.
Aveva intenzione di costituirsi, non so con quale capo d’accusa ma meglio farlo.
Si avvicinò al primo marinaio che trovò e gli consegnò il foglio sul quale era indicato il suo nome e la sua misera taglia.
Il marinaio sembrava molto scocciato di quella misera taglia, Andrew cercò di giustificarsi, dicendo che non aveva avuto molto tempo per far casino, ma poi si rese conto che non era molto furba come cosa.
Nel giro di un paio d’ore erano giunti all’accademia, gli era stata consegnata una divisa e senza farlo apposta aveva già un compito, in fondo lui era una recluta e a zonzo, anche se in calzini solamente.
E sembrava per di più un compito anche molto semplice, recarsi all’ufficio 5.

Questa è la stupenda storia di come un Pirata, quasi temerario, che diventò un gabbiano o un pellicano dimagrito, non riusciva mai a distinguere i due, fatto sta che era diventato un marine a tutti gli effetti, anche se comunque il suo spirito d’avventura non si era sopito per niente.
La marina era come la pirateria, ti permette, se giustificato, a poter fare ciò che si desidera e non con meno divertimento di un semplice pirata.

#Entrata ufficio 5#

Andrew bussò un paio di volte alla porta, con un colpo di tosse si annunciò.
Gli avevano dato una divisa troppo piccola per la sua taglia, l’unica cosa che gli stava comoda era il berretto e i calzini, tutto il resto lo aveva messo sotto braccio e se l’era portato dietro.
Come primo giorno non era dei migliori, girava per l’accademia in calzini e mutandoni alla ricerca dell’ufficio 5, non si sa perché, ma sperava che fosse anche l’ufficio reclami.
All’interno vi era già qualcuno, doveva essere anche lui una recluta, avevano gli stessi abiti, purtroppo.
Senza curarsi degli altri si avvicinò alla scrivania.

“Ehm signore… ser, è questo l’ufficio reclami? Sono la recluta Feimus, ho un piccolo problema non trascurabile. Mi hanno rifilato degli abiti da acciuga, ma nel modulo mi sembrava di aver compilato correttamente il riquadro Razza, può aiutarmi signore?”

Gli posò sul tavolo bandito a scrivania d’ufficio, con fogli, mappe e tutto ciò che ne concerne, la sua divisa.
La sua era la presunzione che chiunque lo avesse convocato doveva prima di tutto occuparsi del suo guardaroba.
Poi si girò verso gli altri e con un cenno salutò tutti, una grattata al sedere e poi si mise sull’attenti, aveva sempre desiderato farlo e si era ripromesso di farlo prima di entrare, ma se ne era subito dimenticato.
Doveva ancora abituarsi ad usi e soprattutto ai costumi da acciuga che gli avevano propinato, ma era uno che si acclimata molto facilmente, in qualsiasi acqua si trovi, chissà se anche gli altri potevano dire lo stesso.
SCHEDA DEL GDR Immagine

Andrew B. Feimus - Uomo Pesce - Squalo Balena - Marinaio - Frutto:// - Musicista - Cantore dei Mari -
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Re: Corridoio

Messaggio #15 della Pagina da Hayato Gokudera » 07/10/2014, 13:54

Jack Miller fece i suoi primi passi in quell'accademia che, per i prossimi anni lo avrebbe visto nelle sue stanze tutti i giorni, a meno che non fosse in missione per dare la caccia a quella feccia della pirateria.
Ciondolando con passo felpato si avviò verso il corridoio che gli era stato indicato da una persona incontrata all'ingresso dell'accademia che indirizzava i nuovi arrivati proprio li, mentre camminando si guardava intorno non sembrava esserci poi così tanta gente che, come lui, voleva arruolarsi proprio quel giorno, tanto che gli fece pensare

'' Se questa è l'affluenza che l'accademia offre ho idea che starò molto largo qui dentro ''

La tranquillità del suo giro fu interrotta dal frastuono di una voce proveniente dagli altoparlanti che, con fare molto scocciato ordinava a due idioti di finirla con i loro bisbicci

- Ma avete perso entrambi la testa?! Che cosa è questa? Una gara a chi ha il cazzo più lungo?!?! STATE UN PO' ZITTI ORA!! -

Il primo annunciò che il ragazzo sentì pronunciato a decibel così alti che i suoi timpani ne risentirono, era stato per interrompere un litigio tra due '' ragazzi '' che discutevano di cose futili, non capiva come un'accademia così importante, che gli era stata descritta per filo e per segno da suo padre, fosse caduta così in basso da accettare proprio chiunque nella sua gerarchia, e dire che facevano anche dei colloqui per entrarci.. Chissà cosa pensava l'esaminatore quando ha deciso per concedere loro l'ingresso.

'' Certa gente dovrebbe stare in uno zoo, non in un'accademia della marina, ma sono sicuro non faranno molta strada '' Pensò Jack tra sè e sè.

Poco dopo la stessa voce che proveniva dall'alto parlando, invitò le nuove reclute a recarsi presso un ufficio situato nel corridoio indicatogli prima dalla persona all'entrata.

- Dimenticavo: Tutte le reclute a zonzo si presentino all' ufficio cinque. Tutte le reclute a zonzo si presentino all' ufficio cinque. -


Jack si avviò con un passo più deciso verso quell'ufficio, smise di guardarsi attorno, non voleva certo arrivare tardi alla prima chiamata a cui era stato convocato.

//UFFICIO NUMERO 5//

Arrivato davanti all'ufficio indicato, strinse forte il pugno e con due colpi decisi, fece capire l'intenzione di entrare.

Toc. Toc.

Entrò dentro la stanza e subito notò di non essere solo, altre due reclute prima di lui si erano fatte avanti e presentate in quell'ufficio, la sua attenzione però cadde subito su una delle due, un pesce balena che in mutande e calzini si aggirava per la stanza, un sorriso ironico comparve sul suo volto e rivolgendosi alla recluta appena incontrata disse

- Volevo esserci quando cercavi di infilarti quella divisa AHAH Mi spiace per te caro mio, sicuramente avranno messo qualche inetto a smistare le divise ! -

Si girò verso gli altri e, facendo il saluto che il padre gli fece imparare quando era ancora piccolo, si mise su una sedia, incrociò le gambe e aspettò di dare un volto alla voce che lo aveva convocato dall'altoparlante.
Immagine

[+] Spoiler
SCHEDA DEL GDR Immagine

Jack Miller - Pesce/Pesce dorato dagli occhi sporgenti - Taglia: / Immagine - Frutto: / - Medico - Spadaccino -
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Re: Corridoio

Messaggio #16 della Pagina da sbisico » 07/10/2014, 16:05

Robert guardò l'orologio, era arrivato leggermente in anticipo all'appuntamento. Si appoggiò alla fredda pietra della parete a sinistra della porta, guardò nuovamente l'orario e incrociò le braccia.

Odiava dover aspettare, avrebbe preferito trascorrere quel tempo altrove, magari leggendo un libro, ma odiava ancora di più essere in ritardo. Un macchinario funziona bene solo quando i suoi ingranaggi interagiscono tra di loro con puntualità e precisione.

Non poté fare a meno di udire all'interno dell'ufficio una voce baritonale reclamare qualcosa riguardo un presunto errore di smistamento degli abiti. Poco interessato alla cosa continuò nella sua attesa senza spostarsi dalla sua attuale posizione.

Osservò l'orario un ultima volta e decise di muoversi. Si sistemò la divisa e bussò tre volte in attesa di essere invitato ad entrare.
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Re: Corridoio

Messaggio #17 della Pagina da Casablancas » 09/10/2014, 15:45

[entrata]

Prevel camminava silenziosamente per i corridoi della Accademia della Marina Militare, con la sua nuova divisa da Recluta. Era la seconda volta che la portava, e gli stava leggermente stretta sul torace.
Mentre attraversava il terzo piano il suo sguardo accarezzava lentamente quelle pareti che un tempo aveva conosciuto così bene.

"Quanto tempo."

Salendo gli ultimi due gradini, giunse al corridio degli uffici. La voce all'interfono era stata chiara al riguardo.

"Ufficio cinque."

L'Uomo Delfino si sistemò leggermente il tessuto della uniforme che gli tirava sul petto, e udì un paio di voci parlottare allegramente poco più avanti.
Due uomini pesce e due umani erano nelle vicinanze della sua destinazione, segno che anche loro condividevano con lui il grado militare. Non si curò molto di loro, se non un sorriso di cortesia da nuovo arrivato, e si appoggiò alla parete di pietra nell'attesa che li facessero entrare.
Dalle finestre filtrava una luce chiara, e Prevel si perse ad ammirare l'insalubre pulviscolo che ondeggiava nell'aria.
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Prevel Deilf - Uomo Delfino - Recluta - Carpentiere - Cecchino
Posizione attuale: Accademia
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Re: Corridoio

Messaggio #18 della Pagina da Gildarts » 10/10/2014, 18:20

Alcuni entrano, altri rimangono fuori, ma una cosa era certa: all' interno di quella stanza non c' era nulla.

Non una scrivania, non una sedia. Semplicemente un piedistallo e, su questo piedistallo, una vasca da bagno piena di schiuma.
Nella vasca ci starà una persona che vi guarderà tutti con sguardo vitreo e poco convinto.

-Ah. Tutti qua? Non siete tantissimi.-

Dalla vasca uscirà un braccio, che penzolerà fuori dalla vasca e i suoi occhi diventeranno ancora più piccoli, come due fessure quando Feimus parlerà.

-... No. Non lo è. Piuttosto, identificatevi.-

E vi guarderà, uno ad uno, nella sua maestosa vasca, dall' alto del suo piedistallo.


//OFF: I seguenti personaggi sono ammessi: Cecil Farron - Andrew B. Feimus - Jack Miller - Robert Sbeach - Prevel Deilf.

Nel prossimo post desidererei conoscere le vostre disponibilità in termine di tempo. Nel senso, qual è il lasso di tempo che vi serve per postare con tranquillità, senza chiedere proroghe. In base alle vostre disponibilità deciderò come agire e cosa farvi fare. Siate sinceri e nel dubbio abbondate, poichè sarò molto severo e poco flessibile sotto questo aspetto. Ah già, chi si deve mettere il link della scheda in firma lo faccia, grazie.
Scadenza: 13/10/2014, ore 23.59. No proroghe.
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Re: Corridoio

Messaggio #19 della Pagina da Franky » 11/10/2014, 1:20

*Dopo il suo arrivo fecero la loro comparsa altre reclute.
Non erano di certo numerosi, ma erano un gruppo abbastanza variegato di persone.
Potevano essere differenti in razza, sogni, ideologie.... ma servivano tutti la stessa bandiera, lo stesso vessillo.
Cecil salutò ognuno dei presenti man mano che si facevano avanti.
Non era il tipo da perdersi in saluti troppo calorosi, ma cercava almeno di non passare per altezzoso ignorando le più basilari regole di una buona educazione.
Certo, per una persona fredda e schiva come lui non risultava per niente facile.*


§Credo che gran parte dei presenti sia più forte di me, al momento.
Alcuni di loro sono veramente singolari.§


*I suoi occhi color rosso scarlatto si posarono per qualche istante su Andrew.
La fortuna non era certamente con lui, quel giorno.*


§Poveretto, guarda come gli tocca andare in giro.§

*L'interno della stanza si presentava piuttosto spoglio e scarno.
Il corvino rimase abbastanza interdetto di fronte a quella vasca da bagno, e particolarmente offeso da quelle parole e quello sguardo.
Detestava essere sottovalutato, e odiava quel genere di espressioni alla quale la sua vista stava purtroppo assistendo.*


§Ma chi si crede di essere?§

:- Sono Cecil Farron, una nuova recluta della marina.

*Riuscì a mantenere un buon autocontrollo, senza lasciar trasparire le proprie emozioni.
Sentimenti, che al momento, non erano certamente utili o positivi.
Fece il classico saluto, ma non aggiunse una sola parola.
Erano stati loro ad essere convocati in quel posto, quindi non sentiva la necessità di giustificare la propria presenza.*


OT Per quanto mi riguarda posso garantire sempre un post al giorno. ^^ /OT
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Re: Corridoio

Messaggio #20 della Pagina da Veglia » 11/10/2014, 10:06

Andrew era deluso.
Si aspettava che quello fosse l'ufficio reclami, ma non lo era, doveva essere qualcosa tipo la sauna o i bagni degli ufficiali, vallo a capire questo mondo.
Era abituato al suo sottomarino e al bagno ristretto con il quale doveva litigare ogni volta.
Dopo la terza volta che rischiava di cagarsi addosso aveva anche preso in considerazione di mettersi a dieta, ma quando si specchiava cambiava subito idea.
Era un figurino, non voleva mica essere scambiato per una triglia.
Però quella della divisa era un bel problema.
Non per niente aveva trovato la soluzione di mettersi un kimono, ergonomico e molto facile da indossare, soprattutto perchè usciva dal periodo del "mettiti l'accappatoio e via".
L'accappatoio diventava scomodo soprattutto quando si faceva la nuotata, nessuno gli aveva mai spiegato che è da mettere dopo il bagno e non durante.
Dopo qualche settimana lo aveva dovuto buttare, aveva fatto la muffa e si era tutto irrigidito, Andrew andò a lamentarsi dall'impostore che glielo aveva venduto, ma nulla valsero le sue ingiurie.

Dopo l'occhiataccia del tizio altezzoso nella vasca, Andrew prese la sua divisa e legò le maniche intorno al collo a mò di bavaglino, i pantaloni invece se li legò come se fossero una cintura intorno alla vita.

"Ecco fatto, come mi stanno?"

Era ridicolo, ne era ben consapevole, ma non gli importava.
Prima o poi qualcuno si sarebbe accorto che non era una sogliola e che di conseguenza non potevano pretendere che mi mettessi degli indumenti del genere.
Poi sistemato il suo berrettino da idiota in testa, che sembrava proprio la classica "ciliegia sulla torta" si presentò a sua volta.
Portò la mano sulla fronte come aveva visto fare.

"Signore, nella vasca, sono Andrew B. Feimus, sono una delle reclute a zonzo. Quali sono gli ordini Signore nella vasca?"

Andrew ritornò in posizione di riposo e si risistemò la camicia che si era allentata.
Tossì, l'aveva stretta troppo, la dovette allentare nuovamente e ripetere tutto il processo.
Poi guardò gli altri che erano con lui, erano tutti lindi e pinti, notò che vi era anche una buona affluenza di uomini pesce, questo lo irritò un po'.
Non aveva mai avuto simpatia per quelli come lui, era stato tradito da loro e per evitare che ricapitasse si teneva a debita distanza da loro, ma questa volta era costretto a lavorare con alcuni di loro.
Decise di chiudere un occhio, ma tenere l'altro ben aperto.
Poi si avvicinò allo specchio che vi era nella stanza, era un po' appannatto, con un lembo di camicia pulì la superficie e si specchiò.
Era proprio ridicolo con quel berretto, sfortunatamente aveva levato solo la parte superiore dello specchio.

Poi gli venne un brivido e guardò allarmato la vasca.
Iniziò a sudare freddo.
Si avvicinò al delfino che vi era nella stanza, gli disse coprendosi con la mano.

"Pss, non è che vuole che gli laviamo la schiena vero? No perchè ho appena fatto colazione e sarebbe un problema."

Andrew si asciugò la fronte, sapeva che vi era di solito un battesimo del fuoco o come lo si chiama, ma per una cosa del genere non era per niente pronto.
Si allontanò vistosamente dalla vasca e si mise con la schiena contro il muro, come se il fatto che vi fosse un uomo nella vasca nudo e il fatto che le reclute fossero tutti uomini e "pesci" fossero collegate ambiguamente.
Deglutì e si irrigidì.
Aspettò per il resto del tempo, guardandosi intorno con aria diffidente.
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Andrew B. Feimus - Uomo Pesce - Squalo Balena - Marinaio - Frutto:// - Musicista - Cantore dei Mari -
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Re: Corridoio

Messaggio #21 della Pagina da Casablancas » 11/10/2014, 19:05

Il Delfino entrò nell'ufficio, al seguito delle altre reclute. Erano cinque in tutto, la carne fresca per i cannoni della Marina.
Ora l'unica cosa era dimostrare di non essere delle semplici pedine sacrificabili, e questi risultati si raggiungevano passo dopo passo, successo dopo successo, missione e promozione.
Era un cammino lento, e Prevel lo sapeva bene. Ma era convinto che ne valesse la pena.

Non tanto per il titolo o la carica, nemmeno per i soldi, il potere e il denaro è molto più facile trovarlo dall'altra parte della legalità. Il Marine era convinto della necessità dell'istituzione per portare pace nei confronti mondiali.
Passo dopo passo, sarebbe arrivato il giorno in cui avrebbe ricoperto una carica importante o avrebbe potuto fare la differenza.
Bisognava iniziare dalle piccole cose.
Come varcare la porta dell'Ufficio CInque.

"L'arredamento è cambiato dall'ultima volta.

Leggermente turbato dalla situazione, Prevel fece il saluto militare in modo rapido e impacciato, per cercare di comprendere la situazione.
Era un loro superiore quello nella vasca? Sicuramente.
Era loro compito far notare la stravaganza delle sue azioni? Assolutamente no.
Richiese alle reclute di identificarsi, e così fecero.

Recluta Prevel Deilf, signore.

Uno degli uomini pesce che aveva visto prima, probabilmente di razza Balenottera o un altro mezzo cetaceo, gli chiese velocemente qualcosa riguardo al lavaggio della schiena del loro superiore.
Il Delfino lo guardò, abbastanza stupefatto dalla spensieratezza con la quale si esprimeva quell'Uomo, che doveva chiamarsi Feimus di cognome probabilmente.
Erano pur sempre al cospetto di qualcuno che poteva decidere del tuo essere Marine, e Prevel aveva avuto problemi proprio con quest'ultimo tipo di personaggi, perciò rispose abbastanza bruscamente.

Non penso.

Leggermente irritato da quella situazione e da quel dialogo, il Delfino si chiuse nel silenzio interrompendo qualsiasi altro tipo di dialogo con la recluta Feimus.
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Re: Corridoio

Messaggio #22 della Pagina da Hayato Gokudera » 12/10/2014, 10:16

Stanza molto singolare, quando Jack e le altre nuove reclute che con lui si erano presentate all'ufficio 5 furono invitate ad entrare notarono che in quella stanza non c'erano ne scrivanie ne sedie ne appendiabiti, quello che ci si deve aspettare quando si entra in un normale ufficio in quella stanza era tutto stravolto.

Un piedistallo, una delle pochissime cose che arredavano la stanza reggeva una vasca piena di schiuma che, a sua volta, ospitava una persona che con uno sguardo molto poco convinto sulle nuove reclute risponderà alla domanda di una di loro

??: -Ah. Tutti qua? Non siete tantissimi.-

Femius: “Ehm signore… ser, è questo l’ufficio reclami? Sono la recluta Feimus, ho un piccolo problema non trascurabile. Mi hanno rifilato degli abiti da acciuga, ma nel modulo mi sembrava di aver compilato correttamente il riquadro Razza, può aiutarmi signore?”

??: -... No. Non lo è. Piuttosto, identificatevi.-

Ad una ad una le reclute che stavano innanzi a Jack iniziarono a presentarsi facendo, come consueto in questi casi ma molto strano in questa circostanza il saluto della marina, ad una persona che con braccio pendolante dalla vasca li fissava.
Jack molto sorpreso dalla situazione che, il padre non gli aveva neanche mai accennato, iniziò a pensare se si trovasse effettivamente nel posto giusto, tutto sembrava fuorchè l'accademia della marina che i racconti di suo padre gli avevano sempre fatto ammirare.

- Recluta J.Miller al vostro servizio -

Non disse il nome, dalla esperienza del padre il ragazzo infatti porta sempre con se quel siparietto che tra lui e il padre ci fu in una piovosa giornata d'inverno in un bar della sua città.

___
° Era sera, Jack ed il padre erano in un bar della sua città natale quando, dalla porta entrò un marinaio che a grandi passi arrivò affannato e inzuppato fradicio al bancone e dal loro tavolo Jack lo guardò attentamente mentre colloquiava con il barista che, dopo un paio di minuti gli servì un bicchiere di quello che ai suoi occhi poteva sembrare scotch.
Non passò molto tempo che anche il padre, finito il suo drink, si diresse verso il bancone per prenderne un altro bicchiere quando il signore che entrato pocanzi nel bar si girò verso di lui e lo salutò

Signore: Va chi si rivede ! Il carissimo Miller !

Padre: Buonasera Sig. Caravas!

Jack era attonito, perchè chiamarsi con cognome quando tutto faceva presagire che si conoscessero anche molto bene !?!
La conversazione tra i due andò avanti quando i due si girarono anche verso il ragazzino, probabile che il padre stesse raccontando di lui all'altro che girandosi verso di lui fece un cenno col capo per salutarlo, Jack educato ma anche molto intrigato dalla situazione risposte con la mano, salutando lo sconosciuto che accanto al padre scolava un bicchiere di scotch dietro l'altro.

Passarono le ore quando il padre tornò al tavolo dal figlio, una volta seduto disse

Padre: E' un mio caro amico della marina, ci conosciamo da prima che tu nascessi !

Sorridendo verso il ragazzo che con voce un po confusa si rivolse a sua volta al padre

- Ma se come dici vi conoscete da così tanto, perchè non vi chiamate per nome ? -

Il padre cambiò espressione e con un fare più serio e da maestro di vita controbattè a Jack

Padre: Ricorda sempre figliolo, se mai entrerai in marina il tuo nome non ti servirà, li non interessa a nessuno come ti chiami perchè non è il nome che riceverà fama ma bensì il cognome, che quindi diventerà il tuo segno riconoscitivo ! Ricordalo sempre, questo ti distinguerà dalla massa e ti farà spiccare il volo. °
___

Con sguardo attonito, Jack continuava a fissare quegli occhi che sembravano farsi sempre più piccoli e quella persona che col suo fare molto sbruffone e arrogante metteva bene in chiaro chi fosse il graduato in quella stanza.

" Mai mi sarei aspettato di dover dare i miei servigi per qualcuno che si sta facendo un bagno, sono all'accademia della marina o al centro anziani di quest'isola ?! " Pensò il ragazzo infine aspettando che anche tutte le altre reclute si presentassero a quella persona che, col suo fare altezzoso di certo creava qualche turbamento nella mente della recluta.
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Re: Corridoio

Messaggio #23 della Pagina da sbisico » 12/10/2014, 18:33

L'ex cacciatore di taglie puntuale come la morte attraversò il ciglio della porta per presentarsi al suo appuntamento. Avanzava a passi lenti ma decisi, con le mani incrociate dietro la schiena. Il ciuffo di capelli rosso gli copriva il volto, ma in quel momento non aveva voglia di iniziare una battaglia che sapeva già di perdere.

La stanza era quasi completamente vuota, un arredamento piuttosto bizzarro per essere un ufficio. Non una sedia, non un tavolo, non uno schedario... solo una pedana con sopra una vasca da bagno che straripava schiuma.

Dentro la vasca da bagno un uomo, presumibilmente l'ufficiale a cui era stato affidato quell'ufficio, chiese ai presenti di identificarsi. Un uomo piuttosto bizzarro. Robert lo guardò leggermente stupito. Sapeva che quello non era certo un modo professionale per presentarsi, ma se aveva il permesso di tale comportamento, o se era talmente importante da prenderselo, non era di certo un suo problema.

Il grasso uomo pesce non sembrava aver capito la situazione in cui si trovavano e non perdeva occasione per rendersi ridicolo con comici siparietti. Robert scosse la testa contrariato, la stupidità era una cosa che odiava. Nascosto dalla mole dell'uomo squalo balena gli rivolse parola per farlo desistere dal suo comportamento inadatto a quella situazione.

Robert Sbeach: "Basta con queste buffonate... Tale comportamenti si addice più a un pagliaccio che a un marine. Se vuoi continuare con queste idiozie cercati un teatro per esibirti, ma fallo lontano da qui!"

Il tono di voce era leggero, pressappoco sussurrato ma abbastanza forte da essere udito dall'uomo pesce. Ne ignorò la reazione

Fece prima un passo laterale per uscire dal nascondiglio di ciccia e muscoli dietro il quale era seminascosto, e un passo avanti verso la vasca prima di presentarsi. Alzò la mano destra davanti alla fronte per il dovuto saluto militare. Robert riteneva quelle formalità inutili, una sciocca modalità di ostentare rispetto e potere.

Robert Sbeach: "Recluta Robert Sbeach, a rapporto! Comandi, signore!"
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Re: Corridoio

Messaggio #24 della Pagina da Gildarts » 13/10/2014, 12:54

-... Sì.-

Si accarezzerà la testa completamente rasata dopo aver visto tutta quella scenetta da cabaret e poi ritornerà a parlare, facendo finta che non fosse accaduto nulla.

-Vi vedo abbastanza vivi e allegri, quindi vi evito il test medico. Passerei direttamente alla prova pratica.-

Ci penserà un' attimo, riguarderà Feimus e sembra comprendere che potrebbe aver di meglio da fare, ragion per cui parlerà di nuovo, esaltando la sua voglia di vedervi:

-Facciamo così, andate e prendete il traghetto per Vejia a sprigionare la vostra vitalità contro il male. Aiutate i civili, salvate i gatti che non sanno scendere dagli alberi e sbattete in cella gente sospetta. Il solito.-

Stava dicendo sul serio?

-Insomma, andate all' avamposto e spiegategli la situazione. Ditegli che vi manda Cortesi. Capiranno. La reception vi indicherà tranquillamente dove reperire le divise, l' equipaggiamento e la mappa della zona.-

Stava dicendo sul serio.

-Domande? No, voi non potete avere domande e alla reception sanno tutto. Saluto e buona fortuna.-

Rialzerà lo sguardo e non parlerà più. Se avreste atteso per un tempo maggiore di un minuto, vi avrebbe guardato torvo, se avreste aspettato dieci minuti, avreste assistito alla sua figura nuda e molto erotica che si sarebbe alzata dal suo trono di schiuma assestandomi un autoconclusivo ed inevitabile calcio nel culo, così da finire in reception.

E se non avevate avuto un culo, ve lo avrebbe creato giusto per sbattervi fuori dalla sua stanza. Il lavoro di Cortesi alla fine era duro e non credete, stare in una vasca per otto ore al giorno era un dramma, sopratutto quando da quando hanno ristrutturato le stanze e hanno levato i bagni personali al personale d' ufficio.

Se aveste deciso poi di andare alla reception e gli avreste spiegato i vostri drammi, la receptionista vi avrebbe dato il suo aiuto indicandovi ogni luogo da voi richiesto, al limite della cortesia di una fumatrice accanita che bruciava per lo stress un pacchetto in tre ore.

Se invece foste andati a Veja, avreste dovuto spiegare il vostro arrivo, il vostro equipaggiamento e le vostre intenzioni su cosa fare. Era mattina quando Cortesi vi manderà alla porta, ore 9.34. E il veliero sarebbe partito per le 11.00. Perderlo significava prendere quello delle 14.00.

Sareste arrivati per le 11.30 a Veja e per l' accademia ci sarà una scarpinata di 40 minuti caminnando, 28 correndo, 15 con la carrozza. 90 strisciando. Ma voi non volete strisciare, spero. E la carrozza costa un bel po'.

Praticamente dovevate decidere come organizzarvi la giornata e cosa fare. L' avamposto di Vejia e il mio vostro incarico vi aspetta.


//OFF: Credo di aver detto tutto quello che dovevo dire. Post obbligatorio di uscita e poi Free Gdr fino a quando non mi fate un bel post a Vejia dove vi dirigete all' avamposto Nord della Marina (sempre se avete l' intenzione di proseguire con la storia, se non vi interessa, siete in tempo per disertare). L' ultimo che posta l' arrivo all' avamposto mi mandi un messaggio privato. Per dubbi e domande... receptionist.
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