Sala d'attesa

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Sala d'attesa

Messaggio #0 della Pagina da Geko_M » 19/08/2014, 13:29

Una stanza semplice con numerose sedie su cui potersi accomodare per attendere il proprio turno.

Luogo d'incontro per i giocatori, dove poter ruolare.
Ricordatevi che dovete fare un post di almeno 4 righe.

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Re: Sala d'attesa

Messaggio #1 della Pagina da Geko_M » 30/09/2014, 12:31

La giovane infermiera di turno, era comodamente seduta dietro una semplice scrivania a sfogliare un giornale. Era un giorno tranquillo, non c'erano stati molti pazienti. Presto l'arrivo delle reclute avrebbe movimentato notevolmente la situazione. Un giovane uomo pesce era appena uscito dall'ambulatorio del dottore.

<<POC!>> si udì quando il pallone rosa, fatto con la sua gomma da masticare, esplose.

/OT: ordine di post invariato, ma Sick e BlBo saltano il giro in quanto privi di sensi!/
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Re: Sala d'attesa

Messaggio #2 della Pagina da Porco Rosso » 01/10/2014, 14:14

L'allenameno si conlcuse prima del previsto. I due caduti dovevano essere scortati in infermeria per ricevere le cure del caso.

Non sarà nulla di grave.

Il colpo subito dai due era stato forte ma nulla che due reclute non potessero affrontare tranquillamente.
L'omaccione dalla lingua sazia di demenzialità era dotato di una forza davvero eccezionale e visto che era un semplice addetto alle reclute, il sangue ribolliva e l'adrenalina fremeva per entrare in circolo.

Ho fatto la scelta giusta.

Il giorno che avevo fatto richiesta di entrare nella marina avevo i miei dubbi. Quel giorno aveva dissipato ogni mia possibilità di delusione. La marina era davvero interessante.

Giungemmo a destinazione. La calma era piatta e unico elemento, degno di menzione, era una bellissima infermiera, seduta, intenta a leggere il giornale.

Abbiamo dei feriti.

Dissi con tono autoritario, ma non troppo.

Dopo ,se vuole, può visitare anche me.
La malizia grondava come sudore dalle mie parole.
Quell'enunciazione fu fuori luogo ma le donne, purtroppo, erano il mio debole.
Ultima modifica di Porco Rosso il 01/10/2014, 14:16, modificato 3 volte in totale.
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Se l'assenza di forza costituisce il male, allora il potere rappresenta il bene?
Chi insegue la vendetta è malvagio?
L'amicizia può essere comparata alla giustizia?


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Re: Sala d'attesa

Messaggio #3 della Pagina da Choco » 01/10/2014, 19:40

A quanto pare quei palloni dovevano produrre davvero molto dolore e forse anche danni interni.
I due di noi che sono stati colpiti sembrano ridotti alquanto male.
A quel punto decido di fermarmi vedendo il lanciatore appoggiare i palloni. Adesso posso osservarli meglio, il tizio del corridoio è steso a terra e sembra privo di sensi mentre l'altro giace con la schiena appoggiata al muro ma sembrava ancora vigile.
Non vorrei essere al loro posto anche perché non penso che abbiano fatto una grande figura con la scimmia. Il che li avrebbe portati probabilmente a fare un altro addestramento per recuperare, però ora potevano tranquillamente dormire su di un bel lettino comodo curati e coccolati da un'infermierina con l'uniforma un pelo corta e stretta che...
Ora basta sto divagando, e mentre mi concedo a fantasie peccaminose che probabilmente non si avvereranno mai, il sig. Clarke domanda se c'è un medico li presente.
In ritardo e con un po' di bava alla bocca decido di rispondere, faccio appena in tempo a pronunciare le parole:

"Non sono proprio un medico ma conosco i fondamenti e qualche nozione di medica e se vuole..."

Che l'uomo si siede a cavalcioni sul ragazzo e intimandogli di restare sveglio inizia a schiaffeggiarlo, la cosa sarebbe anche stata normale se dalle dimensioni delle mani non fossero somigliate più a vanghe che ad arti umani, calcolando poi la forza che è in grado di imprimere su di un colpo con quei muscoli sono quasi certo che lo ucciderà.

"Ma se fa così potrei giurarle che di certo farà peggio."

Il mio tono profetico racchiudeva anche una tonalità di scherno, il nerboruto doveva essere tanto forte quanto stupido per non rendersene conto.
L'inevitabile arrivo un secondo dopo ed il ragazzo svenne.

Adesso lamentandosi della debolezza della nuova generazione di reclute al quale mio malgrado appartenevo ci intimò allora di portare i poveretti in infermeria e poi tornare a concludere la prova.
Il che con mia somma gioia significa ripetere per ben due volte la strada appena percorsa.
La marina inizia già a stancarmi, e tutto questo vai e fai è ancora all'inizio.
Così mi avvio, rigorosamente a passo trascinato. Sulla strada tra me e il primo birillo caduto c'è il cyborg per cui gli appoggio una mano sulla spalla e con un tono che è quasi uno sbuffo esclamo:

"Dai uomo bionico aiutami tu non dovresti fare fatica con loro."

Così con il mio collega e il peso morto mi avvio per la lunga strada piastrellata, ogni lastra di terracotta è una sofferenza che calpesto con un sospiro.
Intorno a me aleggia un aria di svogliatezza senza eguali ed in continuazione emetto sospiri e sbuffi dal naso.
Per tutta la strada nemmeno il circuito che cammina sembra aver voglia di conversare e devo ammettere che per questo gli sono grato. Lungo la strada incrociamo anche un uomo pesce, è il mio primo incontro con uomini di quelle fattezze e devo dire che ne rimango davvero stupito, quello che mi sorprende maggiormente è l'olezzo di pesce che si trascina dietro.
Sapeva incredibilmente da fauna ittica appena pescata.
Anche lui ha la buona grazia di stare in silenzio.

Tutt'altra storia invece non appena mettiamo piede in infermeria, ci accoglie infatti la crocerossina che (e qui non credo ai miei occhi) è anche carina e porta una divisa corta proprio come immaginavo nella mia fantasia.
Sento gli occhi partire fuori dalle orbite e sto per esprimere tutta la mia gioia ed il mio apprezzamento quando Mr. Robot mi anticipa.

Mr. Robot: Dopo ,se vuole, può visitare anche me.

Ed è proprio li che non mi trattengo.

"Oddio davvero !? Barattolo vuoi farmi credere che anche tu funzioni come noi con libidine e affare inclusi ?"

Mi trattengo giusto il tempo di appoggiare la bella addormentata sul suo lettino incantato e poi scoppio in una fragorosa e lunga risata.
è proprio che in marina tirano dentro di tutto da pesci, passando per idioti e cyborg lussuriosi !

//OFF: Poi lo rileggo, giuro !//
Ultima modifica di Choco il 01/10/2014, 19:41, modificato 1 volta in totale.
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Re: Sala d'attesa

Messaggio #4 della Pagina da Darrell » 02/10/2014, 18:50

Maximilian arrestò la sua corsa. Non rispose alla domanda dell'addestratore, non gli andava di sbandierare le sue conoscenze in medicina legale platealmente. Girò i tacchi e si diresse di gran carriera a recuperare l'elegante giacca, che indossò in un rapido e fluido movimento. Si sistemò la cravatta, dunque volse lo sguardo verso i due moribondi.

"Due piccoli agnelli belanti ed indifesi".


Con perfetta compostezza si avvicinò al ragazzo dai capelli biondi, si chinò verso di lui e ne osservò il viso pallido e gli occhi stralunati. Gli si rivolse con una calma disarmante.

"Stia giù, il sangue deve fluire verso il cervello."

Gli posò due dita sul collo, saggiando il ritmo del battito cardiaco. Battito accellerato, un fattore normale dato il trauma appena subito.

"Cerchi di rimanere coscente".


Lo prese da sotto le ascelle con la stessa tranquillità con la quale si raccoglie un oggetto di poco conto caduto per caso a terra.
Si rivose a quello che gli sembrava il più distinto dei presenti. Sorrise lievemente, di cortesia.

"Le dispiacerebbe aiutarmi Signor Veld?"

Il tragitto non durò molto, arrivarono ben presto di fronte all'ambulatorio medico. Non potè far a meno di lanciare un'occhiata raggelante all'anfibio con la gomma da masticare: ruminare quelle porcherie era poco dignitoso, produrre rumori molesti era una maleducazione inaudita. Si appuntò mentalmente le fattezze del maiale branchiato, quindi proseguì all'interno.
Ultima modifica di Darrell il 02/10/2014, 18:51, modificato 2 volte in totale.
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Re: Sala d'attesa

Messaggio #5 della Pagina da Non sono Ciusca » 02/10/2014, 20:15

L'allenamento era stato interrotto dall'addestratore, il quale non si aspettava di certo che delle reclute venissero stese con delle semplici pallonate, forse si aspettava che queste fossero minimamente capaci o competenti per essere state ammesse in marina.
Rufus invece si limitò ad interrompere la corsa per andare ad aiutare i caduti come gli era stato ordinato e, neanche a volerlo, finì a dover sollevare la recluta con Maximilian, il quale aveva appena dato una rapida occhiata al collega ed elargito un consiglio per evitare di peggiorare la situazione.
A giudicare dalle azioni compiute non si poteva certo dire che non fosse una persona che che disprezzava l'atto di aiutare gli altri, eppure aveva la netta sensazione che quella fosse una facciata fatta di modi cortesi atti a celare un disinteresse verso il resto della gente.

Rufus: Certamente, Signor...Zelevs? Mi perdoni, Non credo di aver ben capito il suo cognome prima nei corridoi.

Disse accennando un sorriso.
Si chinò quindi per afferrare le caviglie del loro collega incosciente, dopodichè lo alzò insieme a Maximilian per dirigersi verso l'infermeria dove avrebbe poi atteso l'addestratore in attesa di nuove istruzioni.
Arrivarono alla meta senza problemi ed una volta arrivati all'entrata videro uscire un uomo pesce che masticava una gomma facendo esplodere una bolla fatta con essa.
Dopo quel gesto potè notare che molti erano infastiditi dalla scena, forse per il gesto o addirittura per la razza dell'autore, rivelando così alcuni dettagli che permisero a Rufus di fornire un giudizio personale che preferì tenere per sè e ignorare il resto.

Lasciarono quindi i due all'infermiera cercando di non pensare alla ridicola figura del cyborg e l'altra recluta dopo aver visto una persona del sesso opposto.
Si concentrò quindi su Maximilian, il quale era rimasto in silenzio per tutto il tragitto, e iniziò a fargli una domanda nel tentativo di capire qualcosa di più su di lui.

Rufus: Perchè una persona come lei sceglie proprio ora di arruolarsi in marina?
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Re: Sala d'attesa

Messaggio #6 della Pagina da Geko_M » 07/10/2014, 18:52

I due feriti erano malconci ma non gravi. L'infermiera osservò il gruppo, dietro le lenti degli spessi occhiali rotondi. Aveva capelli tagliati a caschetto, di color castano chiaro, un fisico slanciato e due gambe messe ben in risalto dalla bianca gonna (troppo corta) della divisa. Si tirò nuovamente su gli occhiali, scivolati sul naso e fermatisi sulla punta.

???: "Fatemi indovinare: è stato Clarke a ridurli così?" - non attese la risposta - "Maledizione. Crede che sia tutto facile! Lui vi rompe tutte le ossa che vuole e noi dobbiamo rimettervi in sesto!" - sbatté violentemente le mani sulla scrivania, dove il giornale era stato appoggiato - "Fatemi dare un'occhiata. Qualcuno chiami il dottore, grazie."

Tono autoritario. Fortunatamente per le reclute la stanza del dottore era adiacente a quella e, grazie alla porta socchiusa, l'uomo uscì riassestandosi il camice e lo stetoscopio. Tutta la procedura durò circa mezz'ora. Il medico stabilizzò le due reclute, somministrando loro degli antidolorifici e lasciandogli una prescrizione da seguire.

Il gruppo di reclute fu invitato ad attendere che i compagni riprendessero conoscenza. Quando finalmente ciò avvenne, il gruppo fu invitato a lasciare l'infermeria. La provocazione del robot non fu colta dalla bella donna, che si congedò da loro facendogli scoppiare un altro pallone rosa in faccia.

Potevano finalmente tornare all'addestramento, anche Clarke li stava raggiungendo. Sembrava piuttosto trafelato. Il viso tirato, l'espressione preoccupata e il passo molto svelto. Quando finalmente li raggiunse non perse tempo in chiacchiere, ma ordinò di seguirlo immediatamente. Avrebbe spiegato loro cosa stava succedendo per strada.

Si diressero verso le scale. Ma non scale normali, quelle erano le scale per...
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