
Isola di Drum, tra 24 ore
Il primo tremito scosse appena la neve dai tamburi, e non fu forte abbastanza da svegliare i dormienti.
Qualche Coniglio Assassino interruppe ciò che faceva, perplesso, salvo poi tornare a insidiare i turisti che si perdevano per i boschi innevati dell'Isola.
Non si accorsero delle spaccature, nè delle crepe che si diffondevano: ma come potevano, in fondo, con la neve a ricoprire tutto?
Fu solo quando il terreno vomitò fiotti di magma incandescente, quando alberi, terra e cielo bruciarono, quando persone e animali vennero consumati dall'Ira del Vulcano, che un po' tutti si accorsero che no, le cose non stavano decisamente andando bene.
La nube che si venne a creare cambiò il clima di un paio di isole, coprendo il sole e facendo scendere una nuova era glaciale.
Ma finchè gli abitanti delle suddette isole erano solo cormorani e iguane, a nessuno importava.
Importava decisamente di più alla Marina, specie quando uno dei Regni che avevano accettato di far parte della Grande Alleanza, semplicemente, scomparve.
Drum, oggi

La notizia si era sparsa a macchia d'olio: una decina di Navi da Guerra della Marina, Classe MK IV e V, stavano transitando al largo dell'isola.
Un tale dispiegamento di forze probabilmente significava che qualcuno aveva alzato troppo la cresta: un Pirata, magari, oppure un'Isola. In fondo il mondo era pieno di megalomani con dei Lumacofoni d'Oro.
Se la popolazione locale festeggiava, la cosa non era il massimo per dei Pirati.
Ancora due giorni confinati sull'isola, sempre che non avessero tentato la sorte.
Inoltre qualcosa bolliva in pentola anche da quelle parti: una festa, per essere precisi.
Dopo anni, gli Scienziati Reali erano riusciti a creare un sistema per riscaldare e rendere nuovamente fertile enormi appezzamenti di terreno resi inospitali e duri dal gelo perenne dell'isola.
Ciò che tale inaugurazione presupponeva era lampante: la scienza aveva finalmente la meglio sulla natura, crudele e capricciosa, che aveva stretto le sue fredde grinfie sui poveri abitanti di Drum.
Si parlava già di una cupola che avrebbe portato il clima temperato su tre quarti dell'isola, si parlava già di ricchezza.
Probabilmente la cosa non importava ai Pirati di Avery.
Ora, sulla banchina che portava alla loro nave, avevano una scelta: restare sull'isola, aspettando che la Flotta da Guerra passasse oltre, oppure tentare la sorte col favore delle tenebre e, magari, del tempo.
Tempo in rapido peggioramento, tra l'altro: la temperatura era di circa -5°C, e sebbene il sole splendesse nulla pareva togliere il freddo, quel freddo, dalle ossa.
Pirati: uomini liberi in un mondo libero.
Uomini che dovevano scegliere.

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