Devil Django Albarn
da Jagger
Informazioni Generali:
Nome: Devil Django Albarn
Età: 26
Sesso: Maschile
Razza/Sottorazza: Umano/Umano comune
Fazione: Pirata

Grado & Classe: 7° Grado - III Classe
Rango/Taglia: 25.000.000
Punti Grado: 26.181.596
Stile di combattimento: Cantore Dei Mari
Ciurma/Squadra: Ciurma del Diavolo
Ruolo in Ciurma/Squadra: Capitano
Mestiere: Musicista
Berry: 617.550
Frutto del Diavolo: Non Ingerito
Haki: Non posseduto
Aspetto e Background:
Aspetto del Personaggio:
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- Django Albarn è un uomo di 1,85. Il fisico allenato è asciutto e tirato, perfettamente levigato e ben definito, sebbene l'intero corpo sia pieno di cicatrici più o meno vistose.
Porta una capigliatura abbastanza singolare, quasi del tutto rasato ad eccezione di una cresta rossastra alla Mohicana, non molto alta(OT// Alla Travis di Taxi Driver //OT). Porta orecchini su entrambi i lobi, sul sinistro uno più grande di forma circolare, sul destro uno a forma di accetta.
Il viso di solito è inespressivo e manifesta difficilmente le sue emozioni, gli occhi sono azzurri, le guance e il mento sono ricoperte da un piccolo accenno di barba.
Ama vestire con scarponi anfibi neri, calzoni militari mimetici bianchi e grigi(di quelli usati per mimetizzarsi in zone innevate), una camicia nera a maniche corte abbastanza comoda e vaporosa e un'impermeabile nero o verde militare.
Carattere del Personaggio:
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- Difficile trovare anche un piccolo accenno di qualcosa di positivo nel carattere del Diavolo. L'ambiente dov'è cresciuto e vissuto Albarn l'ha portato ad avere un carattere totalmente privo di empatia e qualsivoglia forma di amorevolezza per il prossimo.
Django è: Violento, ambizioso, brutale, totalmente privo di scrupoli o moralità, egocentrico, sospettoso, avido fino alla cupidigia, bramoso di potere, arrogante e prepotente, vendicativo e a tratti iracondo sebbene difficilmente manifesti le sue emozioni in maniera plateale.
L'unico tipo di amore che possiede è per se stesso e le cose che gli appartengono. Non possiede fiducia nei confronti degli altri ad eccezione di pochi eletti e prova totale disgusto nei confronti del 90% del restante genere umano, in cui vede solo scarafaggi da schiacciare sotto al suo piede.
Ambizioso e bramoso di potere fino all'estremo per raggiungere i suoi scopi sarebbe pronto a tutto, con qualunque mezzo e senza alcuno scrupolo.
Ama allenarsi, la musica Punk e suona la chitarra sebbene non sia per nulla bravo.
Storia del Personaggio:
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- Capitolo 1 - Il Diavolo:
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- La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato convincere il mondo che lui non esiste. E come niente... sparisce.
Sopravvivere in un mondo brutale come quello della malavita organizzata non è cosa semplice. Terrore, violenza, oppressione sono gli unici modi per guadagnarsi il rispetto, e... Una storia.
Nessuno chi o cosa sia stato Django Albarn, il Diavolo. Nessuno conosce i dettagli del suo passato. Sono solo voci, storie e leggende.
Nessun documento su di lui. Sempre ammesso che sia quello il suo vero nome.
C'è chi dice sia nato nel regno di Goa, orfano del Grey Terminal e cresciuto nella brutalità che l'ha plagiato fino a farlo diventare quel che è. Un Diavolo, appunto.
Chi che sia figlio di qualche famiglia benestante e abbia strangolato a morte i suoi genitori già alla tenera età di otto anni.
Chi che sia figlio di pirati brutali o che sia nato pazzo e rinchiuso fin da bambino e cresciuto in un manicomio prima di scappare sterminando non pochi altri piccoli pazienti.
Pochi sanno in quel mondo chi egli veramente sia, che volto e che fisionomia abbia, anche su questo punto girano leggende di occhi di colore diverso, cicatrici e tatuaggi sul volto, denti canini da lupo e quant'altro...
E lui?
Beh lui lascia che le voci circolino, che la leggenda si mescoli alla realtà e cresca sempre più, alimentando la paura nei confronti di quel nome, del nome del Diavolo.
Talmente tante leggende circolano su di lui che neppure ricorda la sua infanzia, i suoi genitori, chi fosse e dove vivesse. Forse era davvero l'assassino dei suoi genitori? O forse un orfano del Grey Terminal... O chissà.
Quel che ricorda bene è la fame e il freddo, quando da bambino - Intorno all'età di otto anni - Incontra lo zio Joe, quello che sarà il suo "salvatore".
Lo zio Joe era un famoso strozzino legato al mondo della malavità, un uomo calvo e grasso, puzzava e sudava, nonostante avesse quasi tutti i denti finti alcuni d'oro ma la maggior parte di avorio bianchissimo, Django non può far a meno di ricordare quanto il suo alito nauseabondo puzzasse, come una fogna.
Eppure l'aveva salvato.
Lo zio Joe voleva un cane, ma era fortemente allergico al pelo di tali animali, e dunque il destino gli riservò un bambino.
Ma lui voleva un cane, e così decise che quel bambino sarebbe stato il suo cangnolino. Lo chiamò Django, lo portò a casa, lo sfamò gli diede una cuccia e lo scaldò.
E poi iniziò a trattarlo come l'animale che era. Ossa, avanzi di pasti, a volte affetto e carezze altre volte bastonate, dipendeva da come il cane si comportasse.
Un giorno quando Django aveva dieci anni lo zio Joe iniziò ad appassionarsi ai combattimenti tra cani, ma lui non aveva un vero cane... Così il bambino si ritrovò nell'arena di fronte ad un Pitbull affamato circondato da uomini sporchi e brutti che tifavano per lui o contro.
Pochi minuti dopo Django aveva aperto a morsi la carotide della povera bestia.
Le lotte dei cani diventavano lotte tra uomini.
Django passava la giornata ad allenarsi ed a strimpellare male una chitarra scordata che aveva trovato.
A 12 anni si batteva e sconfiggeva uomini molto più grandi di lui, e aveva già provato più volte il brivido della violenza e dell'assassinio a mani nude o meno.
A 14 Django imparò anche a fare il cane da riporto... Trovava i debitori che non potevano pagare e li torturava, li uccideva, gli rompeva le ossa e li rendeva invalidi a vita per riscuotere le assicurazioni, e lo stesso faceva con i membri delle loro famiglie, vecchi, donne e bambini compresi. D'altronde lui era un cane, obbediva solo al suo padrone.
Fu a sedici anni per la prima volta Django si rese conto di essere più di un cane.
Quando lo zio Joe, ubriaco spaccò la sua chitarra perchè "lo infastidiva". Per la prima voltà provò un'emozione umana, rabbia.
Django era diventato una macchina da guerra ormai, quella era la sua vita.
Le sue dita si cinsero forti intorno alla gola dello strozzino che implorava pietà... Ma era inutile il padrone non aveva mai insegnato al suo padrone la misericordia, un errore che stava iniziando a pagare. Joe era sempre più rosso. Raccolse un tagliacarte e lo conficcò contro l'addome teso e muscoloso di Django, ma quest'ultimo, abituato a cose peggiori e in preda al furore omicida, nemmeno se ne accorse e continuò fino a che l'usuraio non esalò l'ultimo respiro.
In quel momento vi fu un cambio radicale nella mente di Django.
Lo zio Joe era stato fino a quel momento il suo intero mondo, il suo padrone, il suo... Dio.
Con la sua forza aveva abbattuto un Dio. Django si accorse che se poteva abbattere una divinità poteva tutto.
Violenza, prepotenza, forza, crudeltà e brutalità, con questo poteva ottenere qualunque cosa al mondo. Ora la sua ambizione non aveva più confini.
Lasciò l'isola con l'intenzione di non tornare mai più, e così fece.
Dieci anni dopo Django era conosciuto nel mondo della malavita organizzata dei 4 mari come "Il Diavolo".
Aveva avviato un'attività criminale perfetta usando una violenza spregiudicata e brutale, senza alcun tipo di morale, la segretezza e la paura.
Nessuno sapeva chi fosse realmente, nessuno poteva associare la faccia del "Diavolo" a quella di Django(che tra l'altro si era dato anche un cognome da solo: Albarn), quasi tutti quelli che lavoravano per lui nemmeno lo sapevano.
Una sola persona per volta sapeva chi fosse davvero ed era il suo messo delegandogli tutti i rapporti con i clienti e i suoi uomini o i nemici, poi dopo un pò Django lo uccideva e ne sceglieva un altro.
Django non si fidava di nessuno, una totale ripugnanza nei confronti di qualunque altro essere umano, la totale assenza di morale, la violenza più spregiudicata.
Su questo si basava la sua attività criminale.
Spesso agiva da solo, quando doveva uccidere. Arrivava presentandosi come uno qualunque, un lontano subordinato del "Diavolo" ovvero di se stesso. E sterminava tutti, poi puff! Spariva.
Le voci che circolavano su di lui erano terribili e spaventose, si diceva che avesse ucciso i duoi stessi figli per convincere un rivale a cedere su un importante affare e dimostrargli che non poteva essere toccato negli affetti nè che avesse pietà o amore per qualcuno.
Si dice li avesse decapitati entrambi, due bambini piccolissimi, e lasciate le loro teste in una cesta di fronte alla porta di casa del rivale.
E molte altre leggende circolavano.
Django era diventato ricchissimo, ma questo stava per finire.
Un giorno Django si trovava in una locanda, in una camera al primo piano. La locanda era di una donna, una certa Saabira. Django era stato più volte in quel posto, d'altronde vi si svolgevano i peggiori traffici e la ragazza chiudeva un occhio e ci guadagnava.
Era una donna di affari abile e discreta e sapeva come calmare le acque.
Beh in questa stanza si trovava un importante boss mafioso, che guardacaso era anche il sindaco dell'isola che a sua volta era legata al governo mondiale.
Insieme al boss dodici guardie armate.
Django si presentò al boss come un sottoposto di se stesso, dovevano chiudere un affare... Ma quella famiglia mafiosa aveva messo troppe volte i bastoni tra le ruote del Diavolo, e doveva essere punita.
Il sindaco/boss era all'interno con due guardie. In pochi minuti si ritrovò una mannaia piantata in fronte a le altre due guardie morte anch'esse grazie a delle pistole nascoste nelle maniche.
Purtroppo i rumori degli spari attirarono il resto degli sgherri del boss e vi fu una sparatoria. La padrona della locanda intervenne e la sua abilità coi coltelli lasciò basito il Diavolo.
In meno di dieci minuti la locandiera e Django avevano fatto fuori undici guardie su dodici.
Ma purtroppo un sopravvissuto riuscì a scappare e raccontare la storia.
Due giorni dopo la marina diramò un ordine di arresto su Django, con tanto di taglia da 25.000.000 di Berry per aver ucciso il sindaco di un'isola affiliata al governo.
La mafia ora sapeva chi era e lo ricercava... E insieme a lui il governo mondiale.
Fu costretto ad abbandonare il proprio piccolo impero criminale di paura e violenza, ma la cosa non gli pesava. Una nuova ambizione prese il suo spirito. Il mondo della pirateria, la Rotta Maggiore. Voleva più potere, un potere talmente grande da permettergli di non dover mai più fuggire né temere per la sua vita.
Ormai tutti conoscevano il nome e il volto del Diavolo, ma non gli importava.
Pochi giorni dopo a 26 anni di vita, Django Albarn s'imbarcava su un traghetto verso la Rotta Maggiore, dove in un cantiere navale possedeva una nave. Con l'intento di darsi alla pirateria e formare una ciurma, accompagnato dalla prima persona che l'avesse aiutato spontaneamente e senza un guadagno nella sua vita, e anche la prima che l'avesse veramente stupito con la sua abilità, ovvero Saabira Neelam, la padrona della locanda, anch'essa costretta a sfuggire dalla malavita e ad abbandonare la sua attività.
Il Diavolo si era svelato.
Il mondo poteva iniziare a tremare.
Capitolo 2(Titolo del capitolo):
Statistiche e Parametri:{Base + Livellamento + Equip.}
(ATK): 30 + 10(Avanzamento Fisso) +20(Razza) = 60
(DEF): 30 +10(Avanzamento Fisso) +5(9° Grado) = 45
(VEL): 30 + 10(Avanzamento Fisso) +10(Razza) +20(9° Grado) +25(8° Grado) +25(7° Grado) = 120
(PV): 40 + 10(Avanzamento Fisso) = 50/50
(PT): 40 + 10(Avanzamento Fisso) = 50/50(FRZ): Livello 1: Se la forza è compresa fra 0 e 100 il personaggio può compiere tutti quei lavori che non richiedono una particolare forza fisica nei limiti dell’umano; E' in grado di sollevare oggetti dal peso non superiore a 50 kg circa.
(RES): Livello 1: Se la resistenza è compresa fra 0 e 100 il personaggio può sopportare senza troppi problemi la fatica di un lavoro pesante; correre per mezz'ora senza avere il fiatone; reggere attacchi che stenderebbero una persona qualsiasi.
(AGL): Livello 2: Se l'agilità è compresa fra 81 e 130 il personaggio può emulare perfettamente i gatti e la loro agilità sovra sviluppata, sarà in grado di compiere acrobazie impossibili per le persone comuni.